Soresini Aldo è un nome noto nel settore idraulico a Verona e dintorni. Oltre alla sua attività professionale, la sua vita è stata ricca di passioni e avventure, che lo hanno portato a essere una figura poliedrica e apprezzata.

L'esperienza professionale di Soresini Aldo

Soresini Aldo idraulico è un'azienda specializzata nell'idraulica, che conta su un personale qualificato per assistenza idraulica, riparazione sciacquone e sostituzione di cilindri idraulici a Verona. L'azienda offre servizi caratterizzati da professionalità e qualità.

Che abbiate bisogno di ristrutturare il bagno, di sostituire la caldaia o di eseguire la manutenzione dell'impianto di riscaldamento, lo staff dell'azienda sarĂ  in grado di intervenire garantendo serietĂ , affidabilitĂ  e trasparenza. Accanto a tutto questo la ditta offre anche il servizio di video ispezione e di pronto intervento, si prende cura della sostituzione delle grondaie e della riparazione delle tubature.

Se avete una perdita d'acqua, se avete dell'umiditĂ  che macchia i Vostri muri, Aldo Soresini interviene velocemente ed in modo mirato grazie alla pluriennale esperienza personale, competenza e professionalitĂ  uniti al contemporaneo utilizzo delle tecniche piĂą moderne riesce a localizzare i punti di perdita su pareti e pavimenti riducendo al minimo la demolizione e di conseguenza costi e disagio.

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La passione per la speleologia e la natura

La vera attrazione per Aldo erano la natura, la Lessinia e le sue grotte: fantasticava spesso di trovarsi a Fosse, la località del comune di Sant’Anna d’Alfaedo dove andava in vacanza sin dall’infanzia e dove più tardi acquistò una casa e addirittura una contrada. Non pensava ad altro.

La folgorazione per la speleologia risale a una domenica di agosto del 1964: Aldo accompagna la cugina in un'escursione alla croce del Corno d'Aquilio e d'improvviso scorge un gruppo di persone accampate attorno a un reticolato, sporche di terra, che indossano tute con in testa un elmetto e un faretto. Sente delle voci provenire dall’abisso: la Spluga della Preta! La voragine lo attrae come una calamita. E invece di dormire fantastica su quel mondo buio che da questo momento in poi gli apparterrà.

L'attenderanno giorni e notti condivisi con amici nei bivacchi in grotte (o in tenda, ammirando albe e tramonti), scoperte, storiche spedizioni come quelle della Preta insieme a un gruppo di speleologi polacchi nel 1973; quella del 1985 che attira giornalisti e telecamere e che documenta la discesa di Giuseppe Brugnoli, allora direttore dell'Arena; la cosiddetta "Operazione Corno d'Aquilio” (1988-!993) per il recupero di 600 sacchi di immondizia accumulatasi sul fondo dell'abisso - soprattutto corde e scale - nelle precedenti esplorazioni. Aldo Soresini e in prima fila, sia nella partecipazione che nell'organizzazione. E non solo in Italia.

Nel 1990, sempre in cerca di nuove avventure, Aldo con due amici si iscrisse a un corso di sub e dopo due mesi di immersioni nel lago di Garda la prima uscita in mare, all'isola del Giglio, e la scoperta del fascino delle esplorazioni dei fondali in notturna. Poi nel 1998 fondò l'associazione "Natura Avventura" che organizzava viaggi spartani in tutto il mondo, a partire dal deserto. “Obiettivo”, scrisse L’Arena, “educare al brivido”.

Il restauro di Casarole e l'incontro con Frate Andreas

Un giorno Nello gli telefonò dandogli la notizia tanto attesa per 25 anni: i proprietari della contrada Casarole, o meglio dei ruderi, avevano deciso di vendere il luogo (per ora potenzialmente) incantevole a 840 metri sul livello del mare che si affaccia sulla Val d'Adige, proprio di fronte al santuario della Corona. Vi si arrivava solo percorrendo una mulattiera. Lì vicino, una cava dalla quale era stata ricavata la pietra per le sei costruzioni. Era il 2008.

Con Nello e l'amico Roberto Rossi, Aldo era in contrada ogni venerdì e sabato: prima la pulizia dai rovi e dalla vegetazione sviluppatasi in decenni di abbandono, poi il restauro degli edifici usando le stesse pietre originali. In più l'idraulico-speleologo scoprì nuove grotte, liberò il percorso di torrenti e cascate, addirittura trasformò un vecchio ricovero di attrezzi in un piccolo eremo. Era felice, Aldo, di accompagnare i gruppi escursionistici che venivano a visitare le bellezze naturali di Casarole. Aveva avuto come ospite anche Beppe Pighi, il famoso alpinista veronese un tempo istruttore e tecnico del soccorso alpino, proprietario in Borgo Trento di un negozio di articoli tecnici per la montagna.

Un giorno a Pighi si presentò un frate tedesco e gli chiese se conoscesse un posto in mezzo alla natura dove poter andare a lavorare e a meditare. Si era innamorato anche lui della Lessinia. E Pighi gli indicò proprio Casarole. Frate Andreas, così si chiamava, telefonò a Soresini: “Salve, sono un frate tedesco dei Carmelitani Scalzi. So che lei ha un eremo…”. Il sogno era diventato realtà, come tutti i sogni di Soresini.

Il libro "50 anni di avventure"

Anche quello di scrivere un libro sulla propria vita (lo fece durante il lockdown) partendo dai diari sui quali annotava tutto e facendo una selezione tra oltre 10.000 fotografie. Il titolo è «50 anni di avventure. Racconti di grotte, natura e amicizie».

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