In questo articolo, esploreremo come realizzare una specchiera bagno fai da te, combinando funzionalità e design. Presentiamo diverse soluzioni creative per aggiungere specchi unici al tuo bagno o ingresso, dilatando lo spazio e offrendo un rapido controllo del tuo aspetto.

Mobile Lavabo Fai Da Te: Un Progetto Completo

In questo mobile lavabo fai da te la base per il lavandino si articola con una particolare spalliera fissata alla parete fatta per reggere lo specchio e poter agganciare una serie di contenitori portatutto. Pur illustrando in dettaglio la realizzazione dei due elementi che compongono questo mobile lavabo fai da te, cercheremo di approfondire la sua parte tecnica, in quanto entrambi i pezzi del mobiletto bagno possono essere costruiti più grandi o più piccoli senza particolari variazioni strutturali.

L’altezza del porta lavabo dipende dal tipo di sanitario che deve reggere (a vaso, come in foto, soprincasso o sottincasso, in ceramica, plastica o metallo), il cui bordo deve trovarsi a un’altezza compresa fra gli 80 e i 90 centimetri. Mentre il mobile lavabo non presenta particolarità di rilievo - è solo un robusto tavolino - è la struttura portaspecchio quella più interessante e che dà il tono al complesso.

Davanti allo specchio ci si rade, ci si lavano i denti, ci si pettina, ci si trucca e ognuna di queste attività comporta l’uso di oggetti da tenere a portata di mano e in ordine, esigenza risolta con l’uso di contenitori scorrevoli che si agganciano a una spalliera fissata a parete. Nella realizzazione illustrata abbiamo tre contenitori a scatola e un ripiano, ma la struttura che può essere allargata o allungata a piacere permette di montare anche faretti, specchi da barba e qualsiasi altra cosa si ritenga utile e necessaria per una toilette completa e confortevole.

Si utilizza lamellare di faggio da 18 mm sia per la struttura di base sia per i contenitori. Il legno duro, comunque, è necessario solo per i traversi e per gli agganci a T che vi scorrono dentro. I contenitori, le cui forme e dimensioni dipendono dall’uso che se ne deve fare, possono essere realizzati in qualsiasi materiale che sia abbastanza resistente e che non soffra l’inevitabile umidità di un bagno.

La rifinitura consigliata è un’abbondante inceratura a caldo o un’applicazione di olio per legno impermeabilizzante, entrambe utili per la scorrevolezza degli accessori.

Materiali Necessari

  • Travetto (meglio di legno duro) sezione 58×58 mm: 4 gambe, 4 longheroni, 4 traversi.
  • Lamellare di faggio spesso 28 mm: un piano d’appoggio.
  • Lamellare di faggio spesso 18 mm: 2 pareti.
  • Bilaminato bianco spesso 19 mm: un ripiano inferiore, 2 semipareti posteriori.
  • Pino 40x20x100 mm: 4 blocchetti di fermo top.
  • Pino 20×20 mm: listelli reggifondo (due lunghi e due corti).
  • Due porticine scorrevoli di acrilico o plexiglas spesse 3 mm.
  • 4 piedini con gambo a vite e 4 bussole filettate M10; viti; spine e/o tasselli piatti; bordo termoadesivo bianco per bilaminato.

Costruzione del Mobile Lavabo

Per la solidità del tavolino è necessario che i pezzi (quattro gambe, quattro longheroni e quattro traversi) siano tagliati esattamente a misura e perfettamente a squadra. Radiale o troncatrice assicurano il buon risultato. Per aprire nei traversi i fori per le spine Ø 8×50 mm in coincidenza con quelli aperti nella mezzeria delle pareti e in cui abbiamo inserito i marcatori, poggiamo la parete su uno spessore di 6,5 mm e facciamola scivolare verso il traverso. Lo stesso facciamo anche per le due semipareti del retro e procediamo all’incollaggio. è giusto raccomandare l’uso di una colla a prova di umidità.

Nei due longheroni frontali apriamo le rotaie per le porte scorrevoli, larghe 5 mm, profonde 20 mm nel longherone superiore e 10 mm in quello inferiore. Il lavoro può essere fatto con la fresatrice o sulla sega circolare montata a banco. Occorre usare molta precisione. La parete posteriore si fissa, sempre con l’uso di spine Ø 8×50 mm, alla gamba posteriore. Prima di procedere al montaggio smussiamo con una lima a taglio dolce gli spigoli dei capi dei longheroni anteriori. L’apertura dei fori sulla testa di traversi e longheroni richiede molta cura per farli esattamente a squadra rispetto al taglio. Incolliamo anche la gamba anteriore, completando un lato del tavolino.

I due fianchi del mobile lavabo, quando la colla ha fatto sicura presa, vengono collegati dalla parete posteriore (in primo piano nella foto) e dai longheroni scanalati con le rotaie per le porte scorrevoli, tenendo ovviamente in basso quello con le scanalature più profonde. La tenuta in pressa degli elementi del mobile lavabo richiede quattro lunghi strettoi o due cinghie. In mancanza si può ricorrere al buon vecchio sistema delle corde attorcigliate e bloccate con un listello di legno.

Prima che la colla abbia fatto presa, mettiamo in piedi il mobile lavabo e controlliamo che le diagonali della cornice superiore siano identiche e quindi i quattro lati siano esattamente a squadra. Qualche colpetto di mazzuolo ben dato riesce a correggere piccole imperfezioni. Tagliamo a misura e preforiamo i listelli destinati a reggere il fondo del mobile lavabo e i tacchi cui avvitare il top. L’imbocco dei fori va svasato per poter affondare a filo piano la testa delle viti. I listelli reggifondo vanno avvitati ai longheroni e ai traversi ad altezza tale che la superficie del pannello ne sfiori lo spigolo arrotondato rimanendo, quindi, un po’ più basso dell’entrata.

Apriamo nel top, col seghetto alternativo, la sede per il lavabo. Se il lavabo è del tipo “sottincasso” il taglio dev’essere assolutamente preciso e va levigato a specchio, sia per l’estetica sia per evitare il ristagno dell’acqua. Per forare il plexiglas aprendo le “maniglie” delle porte scorrevoli con una punta Forstner, si deve lavorare alla minima velocità del trapano e raffreddare il materiale con un filo d’acqua. Le porte scorrevoli si montano inserendole prima nella rotaia superiore, profonda 20 mm, e poi facendole scendere in quella inferiore, di 10 mm.

I tacchi che reggono il piano vanno fissati al traverso con una o due spine e al longherone con un tassello piatto di cui va prolungata la sede. Incollati nel tacco il lamello e le spine, ne spennelliamo di colla le parti da inserire e facciamo scorrere il lamello nella scanalatura del longherone, facendo contemporaneamente penetrare le spine nei fori del traverso. Piedini regolabili con vite M10 permettono di mettere esattamente in bolla il mobile lavabo. Risulta essenziale che i fori siano perfettamente in asse con la gamba.

Costruire la Spalliera e Specchiera

Dato che anche il supporto portaspecchio e accessori può essere costruito su misura e fantasia come il mobile lavabo, diamo solo le indicazioni fondamentali sulla sezione degli elementi; nei disegni si rilevano le misure dei vari elementi illustrati.

Materiali Necessari per la Spalliera

  • Multistrato di pioppo da 15 mm: un fondo.
  • Lamellare di legno duro sezione 18×50 mm per i listelli orizzontali.
  • Lamellare di legno duro sezione 18×30 mm per gli agganci degli accessori.
  • Elementi di varia misura per i contenitori e il ripiano inferiore.

Un tocco aggraziato viene dato dalla presenza di un piccolo ripiano con un paio di provette in cui inserire un fiore reciso. Le misure, ovviamente, dipendono dal diametro delle provette o del vasetto che si può mettere in alternativa. Il portaspazzole è a cassetto, ma le spazzole con manico potrebbero essere inserite anche in un ripiano orizzontale, come quello appena visto, con fori aperti a misura.

La lunghezza dei listelli è a piacere e dipende dalle misure dello specchio che può essere centrato o disassato per lasciare più spazio sulla destra (o sulla sinistra per i mancini). Predisponiamo una guida di taglio con due strisce di multistrato da 15 mm che lascino 50 mm fra la sponda e il lato esterno della circolare. Serriamo la guida sul pannello da tagliare a strisce e blocchiamo il pannello sul banco da lavoro.

Tagliamo a misura i listelli: 12 per coprire il fondo di multistrato, larghi 50 mm, e tanti pezzi quanti sono i contenitori previsti, larghi 30 mm e lunghi a misura dei contenitori e dei ripiani. Lungo un bordo di due listelli (il primo in alto e il primo in basso) apriamo una battuta di 10×8 mm che ripetiamo su entrambi i bordi degli altri listelli. La battuta da praticare sui bordi della tavoletta da cui ricavare l’aggancio per i contenitori dev’essere larga 8 mm e profonda 9 mm. Disponendo di una circolare da banco, di una fresatrice o di una combinata, il lavoro risulta molto facilitato.

Non occorre predisporre la guida di taglio: la circolare dispone della sua sponda mobile che ci permette di ottenere liste della larghezza necessaria con una passata. Ogni battuta si ottiene con due tagli di circolare o con una passata di fresatrice. Rifiniamo con olio o cera data a caldo su tutti i pezzi, dopo averli accuratamente levigati a specchio, con particolare attenzione per le facce delle battute. Smaltiamo il fondo di multistrato con particolare attenzione per i bordi e avvitiamo uno dei due listelli terminali esattamente parallelo al bordo del fondo.

I listelli successivi si fissano interponendo fra di essi distanziali spessi 15 mm. Ogni listello si avvita al fondo con tre viti nella larghezza dello specchio, poi si capovolge il tutto e si completa l’avvitatura dal retro nelle parti che sporgono dallo specchio. Non si usa colla perché sarebbe difficile eliminarne le sbavature all’interno della rotaia e la colla, seccando, impedirebbe lo scorrimento degli agganci.

Lungo la base dello specchio, nel mobile illustrato è previsto un ripiano dotato di sponde laterali e posteriore, in cui sono aperti i fori per i bicchieri degli spazzolini; consigliabile una paretina frontale alta anche solo 5 mm che eviti a matite, rossetti e simili di rotolare dentro il lavabo. I fori si aprono con una sega a tazza di diametro compatibile con quello dei bicchieri, che debbono entrare per circa due terzi dello loro altezza (usare il calibro).

Se si segue il modello, ogni contenitore può essere montato sia con spine cieche sia con tasselli piatti. Stretti assieme i pezzi, vanno subito eliminate le sbavature di colla. Lo specchio si aggancia alla spalliera con listelli a T. Inseriamone fra i listelli della spalliera uno in alto e uno in basso, aggiungendo spessori estraibili che li blocchino in posizione, lasciandone sporgere di lato circa metà, e montiamo nella spalliera il ripiano portaspazzolini sotto i listelli.

Tagliamo una striscia di cartoncino lunga quanto la spalliera del ripiano e posiamola, come distanziale, sulla spalliera stessa. Stendiamo un filo di silicone sulla gamba dei listelli e poggiamo sopra lo specchio, addossandolo contro la spalliera del ripiano. A silicone polimerizzato, togliamo il ripiano ed estraiamo lo specchio tirandolo fuori lateralmente con pazienza, afferrando lastra e listelli.

Un cutter o uno scalpello molto affilato elimineranno i cordoncini di silicone. Anche se la colla usata per unire fra loro gli elementi del legno lamellare dà moltissime garanzie di tenuta, per realizzare gli agganci conviene scegliere tratti formati da un solo pezzo di legno, o almeno in cui l’unione fra due si trovi lontana dalle estremità. I pezzi sagomati a T che formano gli attacchi vanno fissati ai contenitori con viti dall’esterno; i fori nei T richiedono che l’imboccatura sia svasata per portare la testa delle viti a filo piano. Le misure dei T sono ...

Quattro Idee Creative per Specchi Fai Da Te

Esploriamo quattro ingegnose soluzioni per aggiungere specchi fai da te nel bagno o in ingresso: dilatano lo spazio e ci consentono un rapido controllo del nostro aspetto in qualunque momento della nostra giornata.

SOLUZIONE A: Specchio Reggimensola Fai Da Te

La prima idea è uno specchio reggimensola. Un telaio di MDF racchiude un pannello su cui è incollato un ampio specchio, in realtà due, interrotti da altrettante mensole di cristallo su cui appoggiare tutti gli accessori per la rasatura, per l’igiene e per la bellezza. Le mensole sono saldamente incastrate nella struttura di MDF; una lampada fluorescente fissata sul lato superiore del telaio illumina la zona.

Il “segreto” della buona riuscita, che semplifica enormemente il lavoro, è quello di preparare due strutture a U in MDF, una grande e una più piccola. Una volta completate le due strutture a U che servono da supporto diretto per l’inserimento dei due specchi fai da te, si applicano i profili laterali, leggermente rialzati rispetto alle strutture, per garantire, appunto, l’inserimento degli specchi. Le due mensole si montano a incastro: la prima si inserisce tra le due strutture a U mentre la seconda mensola si incastra nella parte inferiore della struttura a U più piccola, per poi venire fissata in modo definitivo da un listello di MDF.

Il fissaggio a parete viene eseguito utilizzando due tasselli a gancio da incastrare in due fori praticati nella parte interna del listello in MDF superiore. Sfruttando lo stesso principio, possiamo realizzare in alternativa allo specchio un mobiletto pensile, dotato di mensole di vetro. Le misure dei pezzi che compongono lo specchio fatto in casa sono indicative: non è obbligatorio attenersi a esse, ma è importante tenere in considerazione un giusto fattore di proporzione.

Materiale Costo stimato
Pannello di MDF da 16 mm Circa 18 euro al mq
Specchio da 5 mm Circa 35 euro al mq

I profili laterali interni si fissano all’ampio pannello in MDF con colla vinilica. Una buona morsettatura è indispensabile per garantire una perfetta tenuta. Si è così ottenuta la struttura a U di maggiori dimensioni. Il listello superiore va incollato a misura lungo il pannello e sulle teste dei profili laterali. Anche in questo caso è indispensabile mettere in morsa.

La prima mensola di vetro va inserita tra la prima composizione a U (maggiore) e la seconda, sempre a U ma minore. Un lungo listello esterno (700 mm) blocca tutta la struttura. Si inserisce la seconda mensola di vetro, direttamente a contatto con la composizione a U piccola, per poi serrarla con un listello di MDF. Si morsetta il tutto. Una volta completata la struttura, la si può appendere a parete utilizzando due tasselli a gancio. Eventualmente è possibile predisporre un punto luce, da fissare sopra lo specchio. I cavi elettrici si nascondono nello spazio tra muro e pannello.

Non resta che fissare i due specchi tagliati a misura negli spazi appositamente predisposti. Per il fissaggio si utilizza nastro biadesivo oppure un adesivo siliconico (o acrilico).

SOLUZIONE B: Specchi Fai Da Te con Pensili Mimetici

La seconda soluzione è rappresentata da tre specchi di formato diverso (uno grande e due piccoli) fissati alla parete come se fossero cornici per specchi: nascondono però una struttura di legno, simile a un cassetto, chiusa frontalmente da un’anta incernierata sui cui è incollato con adesivo strutturale lo specchio. Una calamita per ogni mobiletto ne assicura la chiusura.

Le pareti frontali sgombre, di un bell’arancione, si riflettono negli specchi e creano una continuità che rende i medesimi praticamente invisibili. In bagno uno specchio in più fa sempre comodo. Una soluzione molto funzionale e poco complicata da mettere in pratica consiste nel costruire più mobiletti suddivisi in scomparti da fissare a parete, ricoprendo lo sportello con uno specchio fai da te di dimensioni maggiori di alcuni centimetri; il contenitore più grande va collocato sopra il lavabo, mentre gli altri due fanno da “satelliti”, disposti con lo stesso criterio che si utilizza appendendo i quadri.

La sospensione a parete si effettua con piastrine forate (attaccaglie) che si agganciano ai tasselli a muro. I mobiletti pensili con lo sportello a specchio hanno una buona profondità per poter contenere tutto ciò che serve in bagno. Si costruiscono i telai a U dei tre mobiletti, inclusi i ripiani interni, dopo averne smussato di 20 mm l’angolo superiore dal lato dove è prevista l’articolazione dello sportello.

Per l’assemblaggio è sufficiente incollare perpendicolarmente i listelli e stabilizzare l’unione con l’inserzione di alcuni chiodini, mantenendo la precisione nel formare gli angoli retti. Dopo aver incollato il quarto listello, più basso di 20 mm rispetto al resto del telaio, si applica il fondo, stendendo la colla vinilica sul bordo dei listelli e conficcando alcuni chiodini.

Per poter fissare le cerniere allo sportello occorre incollare all’interno del medesimo due spessori (distanziati, tra loro e dai lati perpendicolari, dello spessore del telaio, a filo dello sportello per la lunghezza) che compensano la porzione triangolare asportata dai listelli trasversali. Bloccando lo sportello al telaio con morsetti si traccia la posizione delle cerniere e dopo aver praticato i fori si fissano al telaio con i bulloncini. Per fissarle allo sportello, avendo uno spessore sufficiente, si usano viti da 3×16 mm.

Il mobile più grande può essere suddiviso in più scomparti prevedendo anche un separatore verticale. Considerato il maggior peso dello sportello, per un fissaggio più stabile è meglio utilizzare tre cerniere. Per ovvi motivi estetici, anche la parte interna deve essere smaltata, anche non dello stesso colore dell’esterno.

Lo specchio dev’essere capovolto su una superficie morbida e pulita per evitare graffi e scivolamenti mentre si centra lo sportello, riportandone il perimetro sul retro. Si utilizza un adesivo strutturale per vetri e specchi; si congiungono con precisione le parti esercitando una pressione uniforme e asportando l’adesivo che fuoriesce lungo il bordo. Quando lo smalto è asciutto e l’adesivo ha fatto presa si può rimontare lo sportello completo di specchio; dal lato interno si inseriscono le rondelle e i dadi e si serrano i bulloncini con un cacciavite e una chiave a forchetta.

Per mantenere chiusi gli sportelli si ricorre a una calamita per ciascun mobiletto. Per il fissaggio al muro è opportuno prevedere un paio di tasselli a vite che, una volta forato il fondo dei mobiletti, li blocchino a parete.

SOLUZIONE C: Specchio Fai Da Te con Nascondiglio Segreto

La terza soluzione è rappresentata da un semplice ed essenziale specchio che non ha cornice in primo piano, ma nello spessore: chi direbbe che proprio in quei pochi millimetri di spessore è nascosto un secondo telaio di poco più piccolo del primo, fornito di ripiani con ringhierine! In questo inimmaginabile nascondiglio possiamo conservare documenti, oggetti preziosi e altre cose che non vogliamo lasciare in vista.

Sembra un semplice specchio incorniciato con listellini di nemmeno 30 mm di spessore, ma nel suo spessore è celato un segreto, in quanto lo specchio vero e proprio è applicato su una cornice incernierata, lungo il bordo superiore, a una seconda cornice fissata alla parete. Questa fa da supporto a quattro ripiani protetti da una ringhierina; altre due ringhierine sono incollate una al listello di base (che diventa ripiano sfruttabile) e l’altra a quello di testa (sul fondo del ripiano).

I due telai, realizzati con strisce di legno di soli 9 mm di spessore, si incastrano perfettamente l’uno dentro l’altro con pochissimo gioco. In questo modo lo specchio può essere ruotato verso l’alto, accedendo al vano interno. In questo spazio alcuni ripiani con ringhierina anteriore permettono di custodire documenti o oggetti piccoli e di valore.

I lati corti del telaio di supporto si costruiscono incollando due listelli spessi 9 mm ad angolo retto. Ai lati corti vanno avvitate le estremità dei listelli che formano i due lati lunghi del telaio. Lungo il bordo della cornice si applica un cordone di adesivo di montaggio adatto per bloccare vetri e specchi.

La cornice dello specchio si collega al telaio con un pezzo di cerniera a metro, tagliata nella lunghezza opportuna. Al telaio di legno da fissare a parete è avvitata la cerniera a metro che, a sua volta, regge il secondo telaio con lo specchio. Lo specchio si solleva verso l’alto per accedere al contenuto del nascondiglio; l’assenza di impugnatura rende difficile immaginare che in quell’esiguo spessore possano nascondersi dei valori.

SOLUZIONE D: Specchio Shabby Chic Riciclato

Facile trovare dal robivecchi o nella soffitta della nonna un armadio con le ante a specchio come era di moda una volta: lo specchio con la sua struttura e la sua cornice di legno diventa un originale complemento d’arredo per l’ingresso appoggiandolo semplicemente alla parete. La cornice di legno deve essere sverniciata e smaltata con una tinta chiara che lasci risaltare le modanature; il rametto con foglie in pasta da modellare è un tocco creativo della realizzazione, ma può essere sostituito con qualsiasi altro frutto del nostro estro.

Un’anta di un vecchio armadio, dall’aria cupa e severa, si trasforma in un elemento d’arredo utile, ma anche decorativo, ingentilito dalle morbide tinte crema e lillà e dall’aggiunta di un delicato ramoscello. Può essere semplicemente appoggiata al muro o appesa con un robusto tassello.

Con l’aiuto di un cacciavite rimuoviamo le cerniere che fissavano l’anta all’armadio e anche la serratura. Stucchiamo accuratamente le sedi della serratura e delle cerniere rimosse con uno stucco leggero in pasta. Con un foglio di carta da pacco e nastro maschera alto circa 50 mm proteggiamo lo specchio in modo da evitare di macchiarlo con lo smalto.

Carteggiamo la superficie della cornice con carta vetrata a grana molto fine, per rimuovere tutte le tracce della vecchia vernice. Con un pennellino applichiamo sulla cornice una mano di primer che rende la superficie porosa e costituisce una base ideale per la verniciatura successiva. Quando il primer è asciutto, stendiamo una mano di smalto all’acqua color crema; lasciamo asciugare e se necessario stendiamo una seconda mano.

Applichiamo il colore lillà sulle parti in rilievo, usando la tecnica del “pennello asciutto”: prima di stendere il colore, passiamo il pennello su un foglio di carta finché lascerà un traccia leggerissima; in questo modo il colore non entrerà nelle scanalature. Stendiamo un pezzetto di pasta da modellare tipo legno su una tavoletta di masonite, aiutandoci con un piccolo rullo: la sfoglia deve risultare piuttosto sottile.

Premiamo una piccola foglia (vera o di stoffa) sulla sfoglia per imprimervi le venature e tagliamo la sagoma con il cutter; modelliamo allo stesso modo tutte le foglie necessarie. Finché la pasta è morbida, applichiamo le foglioline al ramo: modelliamole in modo che la loro posizione risulti naturale.

Dipingiamo il ramoscello e le foglie con lo smalto color crema: per fare questo è consigliabile fissare il ramoscello su una base (ad esempio una spugna da fiorista) in modo che resti diritto. Con la colla a caldo attacchiamo il ramoscello alla cornice nell’angolo in alto a sinistra dello specchio. Rifiniamo lo specchio dipingendovi il ramo riflesso con lo smalto color crema, usando un pennello sottile.

Tendenze Attuali per Specchi Fai Da Te: Idee Innovative per il 2025

Nel panorama dell’arredo contemporaneo, gli specchi fai da te si rinnovano con soluzioni che uniscono funzionalità e design. Oltre a riflettere lo spazio e dare profondità agli ambienti, oggi gli specchi diventano veri e propri elementi multifunzionali.

Una delle tendenze più apprezzate è l’integrazione della tecnologia: specchi dotati di illuminazione LED integrata, sistemi antiappannamento e persino connettività Bluetooth per riprodurre musica o ricevere notifiche mentre ci si prepara. Soluzioni ideali da integrare sia nei bagni moderni che negli ingressi hi-tech.

Grande attenzione anche ai materiali: si prediligono forme organiche e finiture naturali, come il legno grezzo o riciclato. Questo approccio si inserisce perfettamente nello stile “Primary Play”, che prevede linee morbide, colori vivaci e un design che strizza l’occhio alla spensieratezza dell’infanzia.

Chi ama il fai da te oggi può anche cimentarsi nella creazione di specchi utilizzando elementi di recupero, come vecchie persiane, ante di armadio o addirittura pallet, perfetti per realizzare specchi a tutta parete o con vani contenitori nascosti. Oltre al risparmio economico, si ottiene un oggetto originale e sostenibile.

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