Le normative che regolano la progettazione e la costruzione o ristrutturazione di edifici pubblici e privati si sono evolute notevolmente negli ultimi trent'anni. Questo è dovuto all'acquisizione di una maggiore coscienza sociale e alla consapevolezza che ogni persona ha il diritto di accedere ad ambienti e servizi, indipendentemente dalle sue condizioni.
È questa la prospettiva con cui oggi dovrebbe affrontarsi tutta la problematica progettuale rivolta a disabili ed anziani, secondo un concetto per cui la condizione di normodotato di oggi si trasformerà con il tempo, naturalmente e non per motivi traumatici.
L’industria ha corrisposto a questa evoluzione culturale con la produzione di ausili sempre più tecnicamente validi, studiati per le diverse situazioni, esteticamente curati, inseribili in ogni ambiente, ed ha reso possibile anche un’evoluzione delle normative, che possono indicare ormai linee di indirizzo e non fermarsi a dettare regole statiche superate dalla continua evoluzione della produzione.
La legislazione nazionale è integrata da Disposizioni di Regioni, Province e Comuni che, pur riferendosi alle leggi vigenti, in forme diverse in quanto a contenuti e campi di applicazioni, costituiscono comunque un complesso normativo che deve essere rispettato in fase di progettazione ed esecuzione delle opere.
Normative di Riferimento
Le principali norme di riferimento per progettare un bagno per disabili sono:
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104: Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.
- Legge 13/89 - disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
- Circolare ministeriale n. 1669 del 22/06/1989 - Ministero Lavori Pubblici - Circolare esplicativa della Legge 9 gennaio 1989, n. 13.
- D.M. n. 236/89 - prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.
- D.P.R. 503/96 - regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.
- Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626: Attuazione delle direttive CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
- Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236 e D.P.R. n. 503 24 luglio 1996: Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.
Precisiamo subito che la normativa non richiede un bagno riservato, ad uso esclusivo delle persone con disabilità. Il bagno accessibile non deve essere un bagno ‘speciale’ utilizzato dai disabili, ma un bagno utilizzabile “anche” da chi ha maggiori difficoltà o particolari esigenze. Quando possibile, dove è prevista la divisione per sessi, è bene che ce ne sia uno accessibile sia per gli uomini che per le donne.
Elementi Essenziali di un Bagno per Disabili
Gli elementi necessari per progettare correttamente un ‘bagno tipo‘ per disabili sono:
- WC
- Corrimani orizzontale
- Porta con anta scorrevole o con apertura a libro
- Segnaletica situata sulla porta (lato esterno)
- Appoggio ribaltabile
- Lavabo con installazione ad altezza max 80 cm dal pavimento, sifone da incasso, tubo di scarico flessibile e rubinetteria con leva
- Specchio con installazione ad altezza compresa tra 90 e 170 cm da terra
Dimensioni Minime e Spazi di Manovra
Nel dimensionamento dei locali e nella collocazione degli arredi è indispensabile tenere conto degli ingombri minimi relativi alle diverse disabilità.
La conformazione del bagno può assumere diversi aspetti, ma il più funzionale e rispondente alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche nei locali pubblici è quello a pianta quadrata o comunque non molto allungata.
Per un bagno con sviluppo a pianta regolare è indispensabile che i servizi siano distanziati tra loro in maniera opportuna, di circa 80 cm quando posti l’uno dinanzi all’altro.
Generalmente la pianta è a forma quadrata: 200 cm x 200 cm sarebbe la misura ideale, ma possono essere previste dimensioni minori purché sia garantita la manovrabilità di una carrozzina.
Lo Specchio nel Bagno per Disabili: Altezza, Inclinazione e Materiali
Dopo aver affrontato l’allestimento della zona lavabo, approfondiamo oggi uno degli elementi principe dell’ambiente bagno, ovvero lo specchio, il quale, come per tutti gli altri "accessori" presenti, necessita di alcuni accorgimenti quando si parla di spazi che debbano essere accessibili e inclusivi.
Il principale aspetto da tenere in considerazione quando si parla di specchi è senza dubbio l'altezza a cui questo accessorio sarà montato: la sua quota di installazione determinerà infatti la fruibilità dello stesso, rendendo possibile il suo utilizzo sia che ci si trovi seduti che in piedi.
In questi casi, lo specchio andrebbe dunque posizionato a bordo del lavabo, oppure prevedere di dotarlo di un sistema che ne consenta la reclinabilità: questo elemento è particolarmente importante in caso di un ambiente bagno destinato ad alto traffico e con utenza numerosa.
Per un bagno che rispetti la normativa la quota ideale di installazione dello specchio in bagno dovrebbe essere 110 cm, ovverosia 30cm più in alto rispetto al lavabo. Oltre alla reclinabilità (uno specchio basculante è sempre preferibile), sarebbe ideale quantomeno un'inclinazione verso il basso di 10 gradi rispetto alla parete, tale da consentire a chi è in carrozzina di potersi specchiare. Sempre idealmente, lo specchio dovrebbe essere collocato a massimo 40/50cm di distanza dalla persona.
In linea di massima, in un ambiente aperto al pubblico, di elevato traffico o destinato ad una comunità, sarebbe ideale adottare soluzioni sì reclinabili o inclinate (di modo da consentire una visuale più comoda per chi è seduto in carrozzina) ma al contempo realizzate con un materiale più durevole e resistente (cornici e bordature in acciaio inox e vetro stratificato, tale da non andare in pezzi e non provocare la caduta di scaglie).
E’ importante che gli specchi abbiano i vetri di sicurezza, poiché in questo modo non c’è rischio che vengano scheggiati o sfondati.
Modelli di Specchi per Bagno Disabili
Ponte Giulio offre diverse soluzioni di specchi pensati per un bagno universale ed inclusivo, siano essi destinati ad un contesto con utenza numerosa o dedicati ad un ambito domestico, dunque "privato".
Specchi per Bagni Disabili con Utenza Numerosa
- Specchio con cornice in acciaio inox inclinata, ideale per ambienti bagno ad alto traffico.
- Specchio in vetro di sicurezza, dunque in grado di evitare dispersione di cristalli di vetro in caso di rottura.
- Specchio bagno in vetro di sicurezza e con sistema reclinabile: un accessorio molto semplice che consente di controllare l'inclinazione attraverso dei pomelli filettati.
- Specchio in vetro di sicurezza e con leva reclinabile: si tratta della tipologia standard per un bagno ad uso disabili.
- Specchio inclinabile in vetro di sicurezza con profilo in acciaio alto e basso: modello che rappresenta una soluzione con una maggiore attenzione estetica, è la tipolgia di specchio che può essere inclinato semplicemente facendo pressione sulla superficie.
Specchi per Bagni Disabili in Contesto Domestico
- Specchio Family: è uno specchio per il bagno in vetro di sicurezza e con levetta. Esteticamente gradevole, grazie alla levetta reclinabile decisamente minimal e le forme delicate.
- Specchio Omnia: appartenente alla collezione Omnia lo specchio omonimo presenta tre diverse versioni, caratterizzate da uno spessore diverso e da più fonti di illuminazione. Una di queste versioni è progettata per ospitare anche la centralina Help System (sistema di richiesta soccorso per cadute e malori) e Safety Air System (igienizzazione dell'aria), garantendo dunque comfort, estetica e sicurezza.
Ulteriori Accorgimenti
- Porta: La misura minima della porta di un bagno per disabili è fissata in 85 cm con apertura verso l’esterno. È consigliata porte scorrevoli o con anta a libro, mentre devono essere evitate le porte girevoli, a ritorno automatico non ritardato.
- Corridoi e passaggi: I corridoi o i percorsi devono avere una larghezza minima di 100 cm, ed avere allargamenti che consentano l’inversione di marcia da parte di persona su sedia a ruote. Questi allargamenti devono essere posti ogni 10 m di sviluppo lineare del percorso e preferibilmente nelle parti terminali dei corridoi e devono essere calibrati in base al tipo di manovra della carrozzina. Ad esempio, la larghezza per la manovra a 360° della carrozzina deve essere pari ad almeno 150 cm.
- WC: Più alti dei comuni sanitari (seduta a 45/50 cm da terra) per agevolare l’alzata e la seduta, il wc del tipo sospeso deve sporgere dal muro 75/80 cm per l’accostamento della carrozzina e deve essere posizionato sulla parete opposta alla porta. Osservando l’immagine della pianta, l’asse del vaso deve essere distante 140 cm dalla parete sinistra e 40 cm dalla parete destra.
- Corrimani: Il bagno destinato a persone con disabilità deve essere provvisto di una serie di corrimani, realizzati in tubo di acciaio da un pollice, rivestito e verniciato con materiale plastico, preferibilmente di colore bianco, tutti fissati ad un’altezza di 80 cm dal pavimento ed a una distanza di 5 cm dalle pareti.
- Lavabo: Di tipo sospeso (o a mensola) per favorire l’inserimento di gambe o carrozzina, il lavabo deve essere più basso di quello comunemente usato, con il piano superiore ad 80 cm dal pavimento. Va posizionato preferibilmente nella parete opposta a quella del WC, anche se non necessariamente deve essere nel locale dove c’è il wc: può essere utile, ma in caso di spazio ristretto può anche essere nell’antibagno. Per la rubinetteria, è da preferirsi quella a leva clinica, elettronica o temporizzata.
- Campanello: Deve essere garantita la dotazione di un campanello di emergenza posto in prossimità del wc o della vasca.
- Pavimento: Per ridurre il rischio di cadute è opportuno utilizzare delle pavimentazioni che abbiano caratteristiche antisdrucciolo.
- Serratura: La serratura del bagno (del tipo “a nottolino”, ossia con una manopola da girare e non con la chiave) deve essere ampia in modo da poter essere azionata con facilità (anche da chi ha difficoltà alle mani) e, inoltre, in caso di emergenza deve poter essere aperta dall’esterno da parte di chi fornisce i soccorsi.
Seguire queste linee guida non solo assicura la conformità alle normative, ma crea un ambiente bagno sicuro, confortevole e funzionale per tutti.
Tabella Riepilogativa Misure e Distanze Utili
| Elemento | Misura/Distanza | Note |
|---|---|---|
| Dimensioni minime bagno | 180x180 cm | Per consentire il movimento in sedia a rotelle |
| Larghezza porta | 85 cm | Apertura verso l'esterno |
| Altezza maniglia porta | 90 cm | |
| Altezza seduta WC | 45-50 cm | |
| Distanza asse WC dalla parete sinistra | 140 cm | |
| Distanza asse WC dalla parete destra | 40 cm | |
| Altezza corrimani orizzontali | 80 cm | Distanza di 5 cm dalle pareti |
| Altezza lavabo | Max 80 cm | Senza ostacoli sotto il piano |
| Altezza specchio | 90-170 cm | Reclinabile |
