Il Bagno delle Donne è salvo. I concessionari dello stabilimento di Talamone, una delle più note attività balneari maremmane, vincono il ricorso contro il Comune di Orbetello e mantengono la concessione.
Dopo quasi tre anni di querelle, arriva la sentenza del Tar della Toscana che annulla il provvedimento dell’ente lagunare del 30 settembre 2015 - firmato dal responsabile del servizio del demanio marittimo - che di fatto negava il rinnovo della concessione alla società titolare. Il Tribunale della Toscana condanna il Comune lagunare anche al pagamento delle spese di 3.500 euro.
La Storia della Concessione
Fin dal 1985 i proprietari dispongono di una concessione demaniale marittima in cui è presente il noto stabilimento balneare “Bagno delle donne” di Talamone, dotato anche di alcune cabine in muratura, locale bar e spianata a mare. Una struttura che ha visto una serie di “beghe”, legate sia alle opere insistenti sul demanio, che al mantenimento o meno del titolo concessorio.
In passato, visto che le opere presenti sul demanio non risultavano regolarmente autorizzate, il proprietario aveva presentato una domanda di condono (respinta dal Comune per motivi paesaggistici) e successivamente una nuova istanza di sanatoria che, pur ottenendo l’autorizzazione paesaggistica del Parco Regionale della Maremma, era stata nuovamente respinta sempre sotto il profilo paesaggistico. Tale atto impugnato dall’interessato - così riporta il Tar - era stato annullato con la sentenza del Tar del 14 dicembre 2015. Il relativo procedimento di sanatoria non risulta al momento concluso.
Sul fronte poi dell’esercizio del bagno, anche questo è stata una lunga storia di “botta e risposta”. Il titolare/ricorrente ha evidenziato che l’attività «è sempre stata dotata di titolo concessorio», l’ultimo dei quali rilasciato il 30 settembre 2004 con il quale era stato autorizzato a occupare un’area demaniale marittima dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2008.
Nonostante la concessione si rinnovasse nel tempo “in modo automatico” per legge (dice il Tar) e, quindi, non fosse necessaria la presentazione di alcuna domanda, nel 2008 i proprietari hanno presentato in via cautelativa istanza al Comune di Orbetello per il rinnovo della concessione, rimasta senza riscontro. Nel 2012 il Comune ha emesso un ordine di riscossione per la concessione demaniale “come prorogata per legge” chiedendo al ricorrente di integrare la documentazione sulla concessione in essere.
A livello normativo, è anche sopraggiunta una “proroga legale” delle concessioni (articolo 18 del decreto legge 194 del 30 dicembre 2009, per il quale il termine di durata delle concessioni in scadenza entro il 31 dicembre 2015 è prorogato al 31 dicembre 2020”). Nonostante questa nuova proroga legale, il 16 marzo 2015 il ricorrente ha presentato altra domanda di proroga fino al 31 dicembre 2020, sempre in via cautelativa.
Secondo il Comune, la concessione non era più stata rinnovata dopo la scadenza del 2008. Da lì il ricorso dei proprietari, che hanno chiesto l’annullamento del provvedimento comunale. Fino ad arrivare all’ultima sentenza del Tar, che ha messo presumibilmente la parola fine salvando il Bagno delle Donne e la sua concessione.
Le Origini degli Stabilimenti Balneari in Italia
Estate: tempo di vacanze, divertimento e ovviamente di mare. Ma dove sono nati i primi stabilimenti balneari in Italia, e quando? Torniamo indietro nel tempo, all'Ottocento, e andiamo in Toscana, in Versilia per l'esattezza.
Viareggio, estate 1828: aprono i Bagni Dori, che all'epoca erano riservati a signore e religiose. Una palafitta si inoltra verso il mare, al quale si accede tramite una scaletta, sempre in legno: qui le signore, rigorosamente vestite, con un costume in lana, cappello e scarpe, trascorrevano le loro giornate estive, attente a non bagnarsi e a non esporsi troppo al sole. Successivamente, si idearono cabine montate su ruote per permettere alle donne di calarsi direttamente in acqua.
Accanto ai Bagni Dori, destinati alle donne, sorgeva il bagno maschile Nereo, dove le modalità erano pressoché simili. La paternità dei primi stabilimenti balneari tuttavia, fu rivendicata da un'altra città toscana, Livorno, dove già nel 1781 sorgevano i Bagni Beretti, presenti già dalla fine del Settecento. La novità di questi luoghi, che tanto affasciavano la gente del posto, così come chi poteva permettersi di alloggiare in queste località, era che riproponevano al mare i modelli delle terme.
Del resto, proprio in quegli anni si scoprirono le caratteristiche curative dell’aria e dei bagni di mare. E così, fu subito un gran successo, seguito a ruota da altre località come Forte dei Marmi e la Costa Azzurra, oltre alle già note Venezia e Rimini.
Non erano solo i locali a godere dei benefici del mare attrezzato, ma ben presto anche molti viaggiatori provenienti dall'estero - Gran Bretagna ed Europa settentrionale in primis - presero l'abitudine di raggiungere questi stabilimenti balneari, molti dei quali diventarono molto rinomati e alla moda. Con gli anni, l'architettura dei lidi si trasformò: dalle rigide palafitte si passò a semplici capanne sulla spiaggia, che si arricchirono di sale da ballo, bar, negozi e ristoranti.
Le parole di Alessandro Manzoni, che trascorse a Viareggio l’estate del 1856, descrivono molto bene quello che era il mood delle vacanze in Versilia “la vita qui è mangiare, dormire, bagnarsi, passeggiare“.
Il Novecento e l'Evoluzione degli Stabilimenti Balneari
Il Novecento fu il secolo in cui le vacanze al mare e gli stabilimenti balneari conobbero un vero e proprio boom: i costumi si fecero meno castigati, la pelle abbronzata veniva tollerata e anzi, diventò di tendenza, gli stabilimenti non venivano più visti come luoghi curativi, ma come destinazioni per il relax e lo svago. Con la nascita della cosiddetta società di massa, il divertimento e il tempo libero diventarono di fondamentale importanza. Almeno, per chi poteva permetterselo.
La Versilia si dimostrò, ancora una volta, capace di stare al passo con i tempi: aumentarono i lidi e con essi i centimetri di pelle da esibire. Si passò dalle magliette a maniche lunghe ai corpetti, dai pantaloni lunghi e fascianti a quelli corti, comparvero le prime scollature. La vera e propria rivoluzione sarà con Coco Chanel, la quale lancerà la moda dell'abbronzatura con la collezione che prevedeva il costume da bagno modello sirenetta. Si trattava del primo costume in maglina elasticizzata che permetteva alle donne di indossare indumenti da bagno con ampie scollature sulla schiena.
Con il Fascismo, la Versilia divenne un luogo sempre più iconico. Gabriele D'Annunzio era solito essere ospite della sua fiamma Alessandra di Rudinì, presso La Versiliana a Marina di Pietrasanta, consacrandola come un luogo destinato all'elite, relegando Viareggio ai ceti più modesti.
Negli anni Quaranta un'altra rivoluzione investirà l'estate: il bikini. Si trattava di un completo composto da pantaloni corti legati a corpetti tramite delle strisce di stoffa. La prima a indossare questo modello di costume da bagno in Italia fu l'attrice Marta Abba, musa di Luigi Pirandello, anche se in Italia fu a lungo vietato indossarlo.
Gli anni Cinquanta e Sessanta, gli anni del boom economico, videro la Versilia diventare meta prediletta anche da tutti quegli italiani che, per la prima volta, scoprivano le vacanze estive. Sono gli anni ruggenti della Capannina a Forte dei Marmi, il celebre locale che, a partire da un capanno sulla spiaggia, ospitò spettacoli degli artisti nazionali e internazionali più in voga - da Édith Piaf a Patty Pravo,da Ray Charles a Gloria Gaynor. L'evoluzione della Versilia da semplice tratto di costa affacciata sul Tirreno a luogo mitico era ormai compiuta: oggi passato e presente si fondono, l’eleganza in stile liberty degli hotel si accompagna ai nuovi locali di tendenza, sempre all'insegna del relax.
La Spiaggia Bagno delle Donne a Talamone
La spiaggia Bagno delle Donne è un piccolo arenile ghiaioso incastonato tra gli scogli, situato a pochi passi dal centro di Talamone, frazione di mare caratterizzata dalla presenza di un maestoso castello eretto un tempo per la difesa dai pirati. Il mare che bagna la spiaggia è bellissimo, ideale per lo snorkeling, con sfumature dell'azzurro e del verde, ideale per chi sa nuotare. In loco è presente uno stabilimento ben organizzato posto proprio sotto la roccaforte.
Il nome della spiaggia affonda le proprie radici negli anni '50, quando ai single del tempo, sia uomini che donne, non era permesso frequentare la medesima spiaggia ed era così che il tratto di mare antistante, separato dagli scogli e che gli abitanti di Talamone chiamavo “il salotto”, costituiva un luogo di incontro proibito.
Le Cabine Balneari: Da Funzione Medica a Simbolo di Relax
Le cabine balneari, simbolo iconico delle spiagge italiane e internazionali, nascono con una funzione molto diversa rispetto a quella odierna. Oggi le associamo al relax e alla privacy, ma le prime cabine furono concepite non per svago, bensì per motivi di salute e decoro. Le prime cabine balneari risalgono al XVIII secolo, quando il bagno in mare iniziò a essere visto non solo come un’attività ricreativa, ma anche come una pratica terapeutica.
Per mantenere il decoro, soprattutto per le donne, negli stabilimenti balneari, furono introdotte le prime cabine mobili: piccole strutture su ruote, trainate da cavalli, che venivano portate direttamente nell’acqua. In Italia, le cabine balneari iniziarono a diffondersi in aree costiere popolari come la Versilia, con un ruolo particolarmente legato alla medicina.
Le cabine balneari della Versilia furono progettate per ospitare i pazienti durante le loro terapie. Queste cabine, realizzate principalmente in legno, erano dotate di un piccolo terrazzo rivolto verso il mare. Con il passare del tempo, le cabine persero il loro esclusivo legame con la medicina per trasformarsi in simboli di una nuova epoca: quella del turismo balneare.
Le cabine iniziarono a essere utilizzate come spazi privati dove cambiarsi, custodire i propri effetti personali e godersi un momento di intimità. Nonostante le evoluzioni tecnologiche e le mutate abitudini di vita, le cabine balneari continuano a essere un elemento centrale delle spiagge italiane.
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