L’autunno è il periodo in cui di solito si riscopre il piacevole tepore della stufa a legna o a pellet. Quest’anno la crisi energetica e il rialzo dei prezzi del gas hanno reso molto interessante l’idea di acquistare un impianto di questo tipo, in vista dell’inverno. Per affrontare la crisi energetica e il rialzo dei prezzi del gas si può pensare all’acquisto di una stufa a pellet o a legna.
Stufa a Legna: Un Sistema di Riscaldamento Naturale e Glamour
La stufa a legna è sempre più presente nelle case: nei cottage di campagna ma anche nei loft di città; essa riesce a dare un tocco elegante a qualsiasi ambiente, regalando magiche atmosfere. Una stufa a legna è un vero e proprio accessorio glamour, perfetto come complemento d’arredo da inserire in soggiorno, in cucina o addirittura in bagno. Si tratta del sistema di riscaldamento naturale più valido assieme al classico caminetto. Una stufa a legna non è altro che una camera di combustione chiusa con l’ingresso per l’aria che regola la combustione e poi trasforma l’energia in calore.
Riscaldamento Rapido ed Economico
Se l’esigenza è quella di un riscaldamento rapido degli ambienti, allora non bisogna indugiare e scegliere, senza dubbio alcuno, una comoda stufa a legna. Chi ha sperimentato l’accensione di una stufa di questo tipo avrà notato in quanto poco tempo stanze, anche piuttosto ampie, con soffittature alte e altre caratteristiche che solitamente causano una notevole dispersione del calore (ad esempio le soppalccature) vengano perfettamente climatizzate in poco tempo. Provare anche solo una volta una stufa a legna, sarà un buon motivo per sceglierla per sempre! Vale la pena sottolineare, inoltre, che una stufa a legna è anche piuttosto economica: a differenza dei camini tradizionali, le stufe dispongono di un sistema con ingresso per l’aria e sono chiuse, mantenendo così un procedimento di riscaldamento più graduale e lento ma, al contempo, costante e duraturo.
Parlando ancora di stufa a legna c’è un altro punto di forza da evidenziare e che consiste nel fatto che può essere molto economica, soprattutto sul lungo periodo, il tutto a vantaggio di un riscaldamento graduale e duraturo. Per ciò che concerne la sicurezza, invece, premettendo che è sempre buona cosa mantenere delle regole di prudenza nell'istallazione e nella conduzione della stufa e della canna fumaria, vale la pena sottolineare che i focolari di nuova generazione sono piuttosto sicuri, e quindi c’è pochissimo da temere. Unica accortezza: non si lasci aperta per molto tempo la porta di carico del legno perché potrebbe danneggiarsi a causa di surriscaldamento eccessivo. Inoltre, almeno una volta l’anno è consigliabile sottoporre a verifica il funzionamento complessivo della stufa.
Come Funziona una Stufa a Legna?
Spesso ci si chiede come funziona la stufa a legna e la risposta è molto semplice. Questa è composta da una camera di combustione chiusa (così da garantire una totale sicurezza e la massima resa), da un sistema di ventilazione - dedicato alla regolazione dell’aria e quindi al controllo dell’intensità della combustione e della produzione di calore - e una canna fumaria, che è fondamentale per il tiraggio dei fumi di combustione. In sostanza, la stufa a legna è una camera di combustione chiusa in cui l’aria che entra dalle prese e dalle saracinesche consente la combustione della legna presente. La stufa a legna è costituita da un sistema di ventilazione, una camera di combustione e una canna fumaria. Questa stufa funziona grazie alla legna che è il suo combustibile.
Innanzitutto, è necessario prendere dei pezzi di legno secchi, stagionati e collocare prima uno strato in maniera longitudinale, poi uno in maniera trasversale, in modo che l’aria possa passare. Tra un tronchetto e l’altro, è bene inserire dei rami secchi o della carta appallottolata. Prima di accendere il fuoco, è indispensabile aprire le prese d’aria e le saracinesche del tiraggio. Quando la legna inizia a bruciare, potete regolare l’aria cosicché i tronchi possano bruciare a fiamma alta.
In una stufa, l’aria comburente viene regolata grazie ad una saracinesca che dopo averne misurato la quantità, consente di modificare l’intensità della fiamma e dunque, conseguentemente, la produzione di calore in base alle necessità momentanee. Quando la legna prende fuoco, in pratica, si agisce sul portellino dell’aria in modo che i tronchi brucino a fiamma alta. Bisogna evitare un tiraggio troppo forte ma anche una combustione eccessivamente lenta, perché potrebbero causarsi dei depositi di fuliggine dentro la stufa.
Tipi di Stufe a Legna
Esistono stufe che si collegano ai termosifoni a pellet e che sono chiamate “idro stufe”. Le stufe tradizionali scaldano l’ambiente di una casa, mentre queste stufe speciali sono capaci di produrre acqua calda per tutto l’impianto di riscaldamento, che si tratti di termosifoni o di riscaldamento posto sotti i pavimenti. La potenza di queste stufe è indicata da due valori: il primo specifica la potenza del prodotto e il secondo invece indica la potenza trasferita all’acqua. La differenza tra i due valori è di 2/3 kW e sta ad indicare il calore che la stufa cede all’ambiente in cui è posta.
Infine è importante sapere che esistono diversi tipi di stufe a legna. Quelle tradizionali sono a calore radiante e concentrano il calore nei pressi della stufa, perdendo di efficacia già a pochi metri. Per questa caratteristica di trasmissione si tratta di una tecnologia adatta per ambienti ristretti. Per stanze più grandi l’ideale sono le stufe a legna a convenzione che, a differenza delle precedenti, consentono di rilasciare un calore omogeneo nell’ambiente, permettendo allo stesso tempo un risparmio di legna che può arrivare fino al 40%. Questo tipo di stufe infatti, grazie a caratteristiche di trasmissione del calore ben calibrate, trasformano l’energia contenuta nella legna in aria calda e calore in modo molto più efficiente, assicurando migliori prestazioni con minore potenza.
Vantaggi dell'Utilizzo della Legna per Riscaldarsi
L’utilizzo della legna per riscaldarsi è un metodo antico che l'umanità ha utilizzato per generazioni. Ancora oggi il legno rappresenta un'importante fonte di energia termica per molte famiglie che lo scelgono per risparmiare sui costi di riscaldamento e per la sua ecologicità, nonchè, naturalmente, per il calore naturale che offre. Numerosi sono i vantaggi della stufa a legna, che fanno sì che rappresenti uno tra i sistemi di riscaldamento più ricercati e vantaggiosi tra cui scegliere in questo momento storico.
Energia Rinnovabile e Sostenibile
La biomassa legnosa è una fonte di energia carbon neutral, vale a dire che la CO2 emessa durante il processo di combustione è pari a quella che le piante assimilano dall’atmosfera nel corso della loro crescita, alimentando così un flusso ad impatto zero. Per questo motivo, nell'ottica del raggiungimento dell’obiettivo della decarbonizzazione del sistema energetico europeo fissato per il 2050, il legno gioca un ruolo fondamentale. Questo è uno dei motivi per cui sempre più famiglie decidono di riscaldare la propria casa con l'energia naturale e rinnovabile del legno, complice anche il fatto che, rispetto ai combustibili fossili, la biomassa risente meno delle fluttuazioni dei prezzi.
Risparmio Economico
Dal punto di vista economico, la legna rappresenta un metodo di riscaldamento vantaggioso rispetto ai principali combustibili fossili. Il legno infatti è meno incline a variazioni di prezzo permettendo un risparmio costante nel tempo. Inoltre, in molti Paesi, come in Italia, l'installazione di un sistema di riscaldamento a legna è supportato da incentivi statali come finanziamenti o detrazioni fiscali. optare per una stufa a legna è una scelta vincente anche dal punto di vista economico, soprattutto di questi tempi; il costo del legno, infatti, può arrivare fino a un massimo di circa 20 euro al quintale, mentre per l’acquisto di un sacco di pellet da 25 Kg la spesa si aggira sui 25 euro.
Quanto costa scaldare con la stufa a legna? Facciamo i calcoli partendo da un’abitazione di cento metri quadrati, per la quale servono circa 12 MWh di energia per l’intero inverno. Secondo l’Associazione italiana energie agroforestali, 1 MWh di energia ottenuto con la legna da ardere costa 39 euro, contro i 62 del pellet e i 172 del metano. Per cui, con una casa di cento metri quadrati, per una stufa a legna si andranno a spendere circa 500 euro per la stagione invernale. Ovviamente questi costi si azzerano se avete a disposizione legna di proprietà, che non dovete acquistare.
Indipendenza dalla Corrente Elettrica
Le stufe a legna non richiedono l'uso della corrente elettrica per funzionare. Questo può essere un vantaggio se si verificano interruzioni di corrente elettrica o in situazioni in cui la fornitura di energia non è garantita in modo costante.
Calore e Atmosfera
La presenza di una stufa o di un camino a legna in casa, con la sua fiamma visibile e il suono del legno che scoppietta, crea un'atmosfera accogliente e unica.
La Termostufa: Un Compromesso Efficiente
Una termostufa a pellet o a legna è un buon compromesso per produrre acqua calda e riscaldare gli ambienti domestici risparmiando sui consumi. La termosfufa è un elettrodomestico dalla doppia funzione. Può infatti sia riscaldare casa che produrre acqua calda sanitaria. È collegata all’impianto idraulico ed è dotata di uno scambiatore di calore. In tal modo fa circolare sia aria che acqua calda. Quest’ultima viene scaldata attraverso i fumi di combustione del pellet o del legno. Una volta raggiunta la temperatura desiderata, l’acqua viene immessa nel sistema termoidraulico domestico e distribuita nei termosifoni per riscaldare le varie stanze.
In commercio ci sono due tipi di termostufa tra i quali scegliere, quella a pellet e quella a legna. La scelta tra l’una e l’altra dipende dalle proprie esigenze personali, in linea di massima considera che il pellet ha un rendimento energetico superiore a quello del legno ma risulta più costoso. La termostufa a pellet è disponibile in diversi tagli di potenza, quindi dovrai prendere in considerazione la metratura della tua casa per capire quale acquistare. Lo scambiatore di calore fa in modo di scaldare l’acqua calda tramite i fumi di combustione del pellet. Una volta che l’acqua ha raggiunto la temperatura giusta, viene immessa nel sistema idraulico, ovvero raggiunge i vari termosifoni.
La termostufa a legna è equipaggiata con una camera di combustione più grande rispetto al modello a pellet, poiché la quantità di combustibile di cui necessita per raggiungere la potenza termica nominale, è superiore. Durante la primaria, il legno brucia tramite l’ossigeno prelevato dall’esterno e viene trasformato in carbone, gas, cenere e calore. In quella secondaria, i gas prodotti salgono nella parte superiore della camera di combustione. All’interno della camera di combustione è presente un’intercapedine che contiene acqua, la quale una volta scaldata verrà inviata all’impianto termo - sanitario di casa.
Una termostufa a pellet o a legna presenta notevoli vantaggi: l’abbattimento dei gas tossici e delle particelle inquinanti che non vengono immesse nell’atmosfera. L’unica differenza tra una stufa e una termostufa a pellet è il fatto che quest’ultima viene collegata all’impianto idraulico casalingo. Una termostufa a pellet non necessita, a differenza di una caldaia, di essere installata in un locale dedicato.
Consigli Utili per l'Utilizzo della Stufa a Legna
- Non è propriamente consigliabile lasciare una stufa a legna accesa anche la notte, perché spesso quando lo si fa, si carica eccessivamente l’apparecchio con della legna regolando al minimo la potenza, per far sì che la combustione duri più a lungo. Così agendo, però, la quantità di ossigeno si rivelerà insufficiente a garantire una combustione ottimale e la stufa produrrà molti fumi e residui che si accumulano poi nei tubi di scarico, compromettendo anche il buon funzionamento della canna fumaria.
- Per garantire un buon funzionamento nel tempo bisogna effettuare una manutenzione e una pulizia annuale accurata.
- Verificare con periodicità anche lo stato di pulizia dei tubi della stufa a legna. Seguire tutte queste semplici accortezze può portare beneficio sia per l'uomo che per l’ambiente!
Installazione in Condominio
Installare una stufa in condominio è possibile, ma occorre considerare alcuni aspetti fondamentali. Il primo è legato all’installazione possibile del camino. L’installazione di una stufa deve essere segnalata all’amministratore di condominio e autorizzata dall’assemblea. Se è già stata predisposta un’asola tecnica, ciò facilita i conseguenti lavori di installazione. Se l’asola ha una dimensione tale da rispettare i requisiti della norma UNI 10683 allora è possibile collegare anche un secondo impianto di un altro condomino. La parte burocratica si focalizza unicamente sulla necessità di far installare la stufa da un tecnico abilitato dalla Camera di Commercio. In qualità di intervento di manutenzione straordinaria non serve un titolo autorizzativo da fornire al Comune. Servirà solo effettuare una comunicazione previa ai lavori. Gli aspetti cui fare attenzione sono diversi. Pensiamo, per esempio, all’installazione del camino che prevede l’attraversamento di un tetto in legno. Ogni anno, a causa di installazioni non conformi di stufe a legna e pellet, si verificano circa 10mila incendi del tetto. Si tratta di interventi illeciti fai-da-te.
Una volta svolto il lavoro, infatti, il proprietario deve farsi rilasciare dal tecnico la dichiarazione di conformità che attesta la corretta installazione e il libretto d’impianto. La stanza prescelta deve avere una superficie minima in funzione della potenza termica dell’apparecchio. Per avere un’idea: una stufa a pellet da 12 kW va posta in un ambiente da circa 40 metri quadri. Per fare un calcolo occorre dividere per tre la potenza termica nominale e moltiplicarla poi per 10 così da conoscere la metratura ideale dove collocare l’apparecchio. Nel caso la scelta cada in una stanza più piccola, occorrerà giocoforza ridurre la potenza della stufa. Il calcolo cambia nel caso di stufa idro: per una stufa a pellet da 23 kW bastano 30 metri quadri.
Incentivi e Detrazioni Fiscali
Rottamare una stufa a pellet o a legna è una possibilità concreta. Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto hanno attivato una serie di bandi di finanziamento locali a sostegno del turn-over tecnologico cumulabili con l’incentivo nazionale Conto Termico, con l’obiettivo di promuovere e rafforzare il processo di rottamazione degli impianti più vecchi e inefficienti e la loro sostituzione con sistemi di riscaldamento più efficienti e sostenibili, migliorando l’efficienza energetica del parco installato e riducendo le emissioni di polveri in atmosfera.
Il conto termico è il sistema di incentivazione degli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. I beneficiari sono Pubbliche Amministrazioni, Imprese e Privati che possono arrivare a coprire il 65% della spesa per un nuovo apparecchio certificato secondo la norma D.lgs 186/2017.
Per quanto riguarda il Superbonus 110%, rientra la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale delle unità immobiliari unifamiliari o plurifamiliari con ingressi indipendenti con impianti per il riscaldamento il raffrescamento e la fornitura di acqua calda sanitaria dotati di caldaie a biomasse a 5 stelle se installate in aree non metanizzate in Comuni non sottoposti alla procedura di infrazione per il superamento dei limiti di emissione. Inoltre, tutti gli interventi di efficientamento energetico già agevolati dall’ecobonus, possono accedere al Superbonus del 110% se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti (elencati all’art. 119, comma 1, del Dl Rilancio).
Prezzi e Costi della Legna
La legna da ardere rimane uno dei combustibili più economici con cui riscaldare casa, ancor più dopo l’aumento generale dei costi delle materie prime e dell’energia. Infatti, la legna registra incrementi di costo (da aprile 2021 ad aprile 2022) particolarmente contenuti in confronto alle fonti fossili tradizionali, quali metano, gpl e il gasolio. Nello specifico, il confronto viene effettuato considerando la quantità di combustibile necessaria a produrre 1 MWh di energia primaria: nel caso della legna da ardere, questa quantità corrisponde a circa 270 kg di legna secca.
Il parametro che maggiormente influenza il potere calorifico della legna da ardere è il contenuto idrico (M), espresso in % di acqua rispetto al peso fresco del legno, in quanto durante la combustione deve essere spesa dell’energia per far evaporare l’acqua contenuta nel legno. La legna da ardere è venduta a peso o a volume. Senza un’affidabile determinazione del contenuto idrico è preferibile la vendita della legna a volume, sia sfusa sia accatastata. Un elevato contenuto idrico riduce il potere calorifico della legna e il rendimento del generatore, aumentando le emissioni. Per le specie a legno duro (faggio, quercia, carpino, frassino, castagno) è raccomandabile che la stagionatura all’aria aperta duri uno o due anni, a seconda delle condizioni climatiche e l’ubicazione della catasta.
Bisogna inoltre tagliare e accatastare la legna nel giusto periodo (ceduo: taglio in inverno, accatastamento prima dell’estate; alto fusto: taglio in estate, accatastamento in estate) e posizionare la catasta in un luogo esposto alla luce del sole per il maggior numero di ore giornaliere possibili, aerato e non all’interno di locali ed edifici, preferibilmente con una copertura sul lato superiore a protezione da pioggia o neve ma non sui lati per consentire la circolazione dell’aria.
A parità di peso e di contenuto idrico, le diverse specie legnose hanno potere calorifico, cioè la quantità massima di calore producibile da un combustibile, quasi identico.
Conclusioni
L’impennata alle stelle dei costi di energia e gas sta spingendo sempre più consumatori verso scelte ecologiche ed amiche del portafoglio per provvedere al riscaldamento di casa. Investire in una stufa a legna al giorno d’oggi è una scelta sensata anche grazie al progredire delle tecnologie, che hanno permesso di mettere a punto sistemi di combustione in grado di migliorare sia la sicurezza che l’efficienza dei prodotti, mentre si riduce l’emissione di monossido di carbonio e gas incombusti. Quello relativo all’acquisto di una stufa a legna a basso consumo è un investimento che vale sempre la pena di compiere, anche a fronte di un prezzo iniziale che può apparire molto alto, dal momento che la spesa è destinata a essere ammortizzata e poi perfino ripagata nel corso del tempo.
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