In un precedente articolo abbiamo trattato il tema dell’impianto idrico, idraulico o idrosanitario domestico, di adduzione e scarico delle acque reflue in generale. L’impianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno (wc, lavabo, bidet, doccia), la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie.
Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede e, attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, l’acqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione, sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per l’igiene personale.
Gli impianti domestici devono essere progettati a regola d’arte, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformità alle norme tecniche armonizzate europee.
Le reti di scarico devono consentire l’evacuazione, rapida e senza ristagni, delle acque di rifiuto verso il sistema di smaltimento esterno. A tal fine si devono realizzare le opportune pendenze e scegliere diametri adeguati per i tubi. Devono inoltre essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche ed alle azioni corrosive dei liquami.
Le acque reflue si definiscono domestiche se provenienti da insediamenti di tipo residenziale e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche (art.74, D.Lgs n. 152/06). Solitamente le acque bianche vengono convogliate separatamente dai reflui domestici e vanno direttamente nel terreno.
Numerosi sono i tipi di sistemi di scarico di acque reflue oggi in uso, ma in Europa e anche in Italia, si preferisce dimensionare le diramazioni di scarico - a cui sono connessi i sanitari - supponendo un grado di riempimento pari a 0,5 (50%) con relativa connessione ad un’unica colonna di scarico (Sistema 1 indicato nella UNI EN 12056-2).
Il sifone, elemento di raccordo tra l’apparecchio sanitario e le tubazioni del sistema di scarico, ha la funzione di impedire la penetrazione dei cattivi odori nell’edificio.
Le reti di scarico sono soggette a fenomeni di pressioni e depressioni idrostatiche nelle condotte a causa della caduta dei liquami che per gravità spingono verso il basso comprimendo l’aria.
Per permettere il regolare funzionamento del sistema ed evitare lo svuotamento dei sifoni degli apparecchi sanitari, occorre che le reti di scarico siano dotate di una ventilazione con l’esterno.
La configurazione più semplice è un’unica colonna dove convergono gli scarichi di tutti gli apparecchi sanitari. Il controllo della pressione nella colonna di scarico è garantito dal flusso d’aria nella colonna di scarico e dallo sfiato della colonna di scarico stessa. I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventilazione, devono resistere alla aggressività dei gas di fognatura ed agli agenti corrosivi in generale.
I sistemi di scarico devono permettere il corretto deflusso delle acque ed il loro convogliamento alla rete fognaria. Pertanto, tutte le diramazioni non verticali devono essere disposte con pendenza verso l’efflusso.
La pendenza dei collettori deve essere la più uniforme possibile e compresa entro i valori di 1% - 5% la pendenza consigliata è del 2% - in modo da favorire un’autopulizia delle condotte. Una sezione sottodimensionata impedisce lo scarico, ma una sezione eccessiva favorisce la formazione di incrostazioni e sedimenti con progressiva riduzione di sezione e possibilità di intasamento.
L’impianto idraulico domestico deve essere provvisto di un generatore di calore (caldaia, pompa di calore) che permette di scaldare l’acqua portandola ad una temperatura tale da poter essere utilizzata secondo le varie necessità d’uso.
Per “Impianti di Scarico” si intende quell’insieme di tubazioni, raccordi e apparecchiature necessarie a ricevere, convogliare e smaltire le acque usate provenienti dagli apparecchi sanitari ad uso domestico.
I raccordi idraulici: cosa sono
I raccordi idraulici sono gli elementi del sistema idraulico che permettono la comunicazione tra tubazioni diverse. Quando si realizzano impianti idrotermosanitari, la scelta dei raccordi è fondamentale per garantire l'efficienza e la durata nel tempo.
Tipologie di raccordi e loro utilizzo
Esistono diverse tipologie di raccordi, ognuna con una specifica funzione all'interno di un impianto idraulico:
- Manicotto: Permette di raccordare due tubi in unione diritta. I due tubi devono essere dello stesso diametro, altrimenti il raccordo prende il nome di riduttore.
- Gomito: Raccordo che permette di angolare due tubazioni. Esistono gomiti con diversi angoli, anche se i più comuni sono di 27°, 45° e 90°.
- Riduttore: Permette di assemblare tubi di diametro diverso. Gli scarti tra i due diametri devono essere limitati a una misura.
- Raccordo a T: Permette di assemblare tre tubi o elementi. I suoi bracci possono avere tre ingressi di diametro uguale o combinare una riduzione.
- Tappo: Permette di tappare un tubo.
- Raccordo a Y
- Tappo d’ispezione
I raccordi in PVC per fognature sono dotati di guarnizione elastometrica ad alta rigidità anulare (fino a 8 KN /m2). Questi raccordi idraulici preisolati in PVC e Polietilene sono progettati per i sistemi di convogliamento di acque termali e fluidi industriali e alimentari.
Tutti i prodotti sono disponibili con estremità lisce o filettate, ed alcuni con giunti ad incollaggio.
Materiali dei raccordi
Quando si tratta di scegliere i raccordi per il proprio impianto idraulico, è fondamentale conoscere i punti di forza e le limitazioni dei vari materiali disponibili.
- Ottone: I raccordi in ottone sono da sempre usati in idraulica per la loro qualità, robustezza e resistenza sia per impianti domestici sia per applicazioni più complesse. Grazie al loro colore che li rende immediatamente riconoscibili sono spesso preferiti proprio per renderli visibili. L'ottone, grazie alla sua duttilità e alla facilità di lavorazione, è un materiale molto versatile e si adatta a diverse tipologie di tubazioni, come, ad esempio, i tubi in polietilene.
- Acciaio galvanizzato: L'acciaio galvanizzato ha un'ottima resistenza all'ossidazione in ambienti umidi, una migliore resistenza meccanica all'abrasione rispetto all'ottone e una migliore resistenza alle deformazioni e alla trazione.
Tipi di Raccordi:
- Raccordi di rame: Si brasano e per installarli occorrono i giusti attrezzi da idraulico.
- Raccordi biconici: Permettono di raccordare i tubi di rame senza saldare.
- Raccordi da avvitare: Si avvitano con del teflon o della stoppa.
- Raccordi PEX: Sono parte integrante degli impianti PEX e si assemblano senza saldatura.
- Raccordi in PVC a pressione e per evacuazione: Vanno incollati.
- Raccordi in polietilene a compressione: Si utilizzano sulle tubature in polietilene (alimentazione generale) e il loro raccordo viene effettuato avvitando.
A seconda delle tue competenze e necessità, potresti trovarti ad utilizzare raccordi in rame, biconici, da avvitare e raccordi in PVC, che saranno per lo più destinati all'evacuazione.
Raccordi multistrato
Per le tubazioni multistrato la giunzione tubo-raccordo non deve presentare criticità e deve raggiungere livelli inconfutabili di sicurezza: per questo è utile conoscere le tipologie di raccordo per tubi multistrato al fine di operare le giuste valutazioni. Nel mercato sono disponibili i raccordi a pressare, a stringere e a passaggio totale.
- Raccordi a pressare: I raccordi a pressare sono una soluzione ad alte prestazioni per la giunzione tra tubi. Poiché non è necessario effettuare saldature e utilizzare pertanto calore, è un metodo di giunzione molto pulito e veloce, che avviene per compressione.
- Raccordi a stringere: Inizialmente classificato come una soluzione domestica leggera, oggi la soluzione a stringere viene invece utilizzata in un’ampia gamma di progetti. Questi raccordi hanno dimostrato di fornire connessioni affidabili, ma le normative vigenti non ne consentono l’installazione sotto muratura.
- Raccordi a passaggio totale: Nelle raccorderie tradizionali per tubi multistrato (a pressare, a stringere), la parte che si innesta nei tubi presenta restringimenti che influiscono in modo rilevante sulle portate di fluido con conseguenti perdite di carico. Questo favorisce la formazione di depositi con importanti effetti sulle condizioni di funzionamento dell’impianto.
Filettature GAS e NPT: Come Riconoscerle
In pronta consegna presso il magazzino di Tecnica Tre si possono trovare principalmente due tipologie: i raccordi con filettatura GAS e quelli con filettatura NPT. Alla base della loro differenza vi è l’area di utilizzo, infatti, le filettature GAS sono maggiormente utilizzate in Europa e a livello mondiale mentre nell’area degli Stati Uniti e Canada la filettatura più diffusa è la NPT.
- La FILETTATURA GAS è la maggiormente utilizzata in impianti idraulici e può essere sia CILINDRICA che CONICA.
- La FILETTATURA NPT (National Pipe Thread) rappresenta lo standard americano ed è la seconda più utilizzata nel campo della raccorderia idraulica.
Accessori che migliorano il sistema idraulico
Tra gli accessori che possono migliorare il sistema idraulico, i filtri a Y occupano un posto di rilievo. Questi dispositivi sono semplici ma fondamentali per mantenere l’acqua pulita e preservare le tubature, riducendo al minimo l'accumulo di impurità e sedimenti. Il filtro a Y prende il suo nome dalla forma della sua struttura, che ricorda una "Y" capovolta. Questo dispositivo viene installato nelle tubature e ha il compito di catturare e trattenere detriti e sedimenti sospesi nell’acqua.
Come funzionano i filtri a Y
I filtri a Y sono costituiti da un corpo principale, in cui l'acqua passa, e da una rete filtrante posizionata all'interno. I filtri a Y sono progettati per filtrare detriti e impurità attraverso un processo di separazione meccanica. Quando l’acqua passa attraverso la tubazione, entra nella sezione a forma di Y dove la rete metallica cattura i sedimenti. Una volta che il filtro accumula una quantità significativa di detriti, deve essere pulito per mantenere l’efficacia.
Vantaggi
Protezione delle tubature: I detriti e le impurità possono danneggiare le tubature e causare perdite o intasamenti.
Installazione e manutenzione
I filtri a Y sono installati generalmente all’ingresso della linea d’acqua principale o in punti strategici dell’impianto idraulico, come nelle linee di alimentazione di elettrodomestici o di caldaie. Il processo di installazione richiede alcuni strumenti base, come una chiave inglese e del nastro sigillante.
I filtri a Y richiedono una manutenzione periodica per evitare che il loro sistema di filtrazione si intasi. Per pulire un filtro a Y, è sufficiente svitare il tappo di chiusura, rimuovere la rete filtrante e lavarla sotto acqua corrente.
I filtri a Y rappresentano un investimento accessibile e intelligente per chi desidera mantenere in buono stato il proprio impianto idraulico domestico.
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