Come di consueto, ogni fine stagione, si rende necessaria una manutenzione ordinaria del nostro motore fuoribordo. Che si tratti di un motore fuoribordo nuovo o usato, seguire scrupolosamente le pratiche di pulizia e rimessaggio evita costose riparazioni e contribuisce a mantenere prestazioni ottimali.
Il motore fuoribordo: una panoramica
Il motore fuoribordo è un motore installato all’esterno della poppa della barca. Questo dispositivo compatto include il gruppo motore, l’elica e la trasmissione in un unico blocco. In generale, un motore ben mantenuto può durare tra le 2.000 e le 4.000 ore di funzionamento.
Manutenzione ordinaria del motore fuoribordo
Come detto, alla fine di ogni stagione è indispensabile effettuare una manutenzione ordinaria minima per garantire la perfetta funzionalità del motore. In genere, per motori fuoribordo fissi - cioè bullonati allo specchio di poppa - si fa molto prima ad alare la barca, generalmente sul proprio carrello o in caso di scafi grossi, con travel e invaso su misura. Ormai sono così tanti i collegamenti meccanici, idraulici ed elettrici che diventa difficilmente pensabile sbarcare solo il motore.
È fondamentale risciacquare il motore con acqua dolce per rimuovere sale, detriti e incrostazioni che possono causare corrosione sul piede del fuoribordo, l'elica, ecc... Nei recenti modelli di fuoribordo non è più necessario dotarsi di cuffia esterna da applicare sulle prese a mare in quanto già di serie è previsto un attacco per il tubo dell’acqua dolce. Ad ogni modo, o in una maniera o nell’altra, occorre far lavorare il motore (ACCESO) e fargli transitare acqua dolce nel circuito di raffreddamento. In caso di mancanza di cuffia o di presa per risciacquo (solo su modelli vecchi) è sufficiente immergere il piede in un bidone di acqua dolce ma è un’operazione scomoda e non senza rischi.
Se per tutta la stagione avete usato un “saccone”, un “rimessello”, o un copri piede, lo ringrazierete e vi troverete un motore quasi perfetto. Si tratta, di un sacco in robusto PVC da applicare al piede motore non appena si rientra in porto, e da riempire con acqua dolce. Si fa girare il motore brevemente, poi si spegne e si va a casa. È vero, ci porta via qualche minuto ma allungheremo la vita del motore e spenderemo di meno in fase di invernaggio.
Una volta effettuato il lavaggio esterno e interno del fuoribordo, vanno ingrassate tutte le parti soggette a movimento: dal trim di controllo immersione al canotto della timoneria, tutti gli snodi, il mozzo, e l'elica. Attenzione al tipo di grasso utilizzato. Sono infatti diverse le tipologie in relazione alla parte da ingrassare.
Ora non rimane altro da fare che lavare e ripulire la parte interna del motore, e l’unico modo per farlo è cambiare l’olio. Posizionate il contenitore sotto il tappo, sollevate l’astina, aprite il tappo di rabbocco e poi mollate il dado di chiusura sotto. In questo modo la fuoriuscita sarà fluida e non a singhiozzo. Una volta sgocciolato bene, con una chiave a catena smontate il filtro olio e svuotatelo nel contenitore olio esausto. Ora potete tappare il foro inferiore di scarico e riempire il motore con la quantità prevista dal fabbricante. Non lesinate sulla qualità e non versatelo tutto in una volta. Il vostro fuoribordo è in lega di alluminio quindi è un metallo molto appetitoso per le correnti galvaniche.
Controllate lo stato delle candele: è fondamentale per assicurare un’accensione efficiente.
Timonerie idrauliche: un'evoluzione nella guida
L’elica del motore come è noto ha un effetto evolutivo che tende a fare accostare la poppa e con l’aumentare della potenza è difficile e faticoso da controllare senza l’ausilio di un apparato idraulico/meccanico a pistoni. Senza andare nell’HITECH dei grandi yachts, è possibile installare anche sulla nostra barca una timoneria idraulica. Anche qui il fai da te per l’installazione è possibile a patto di avere un minimo di manualità.
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