Il torchio per uva è uno strumento indispensabile per i produttori vinicoli, sia hobbisti che professionisti. Nell’immaginario collettivo quando si parla di lavorazione dell’uva si pensa subito ad una cantina arredata con un torchio posto al centro di essa. Questo non solo perché è lo strumento basilare senza il quale non ci sarebbe la produzione di vino, ma anche perché è il più antico di tutti i prodotti inerenti l’enologia.
1. Il Torchio per Uva: Uno Strumento Essenziale
Il torchio per uva è l’attrezzo fondamentale per la produzione del vino. Generalmente il torchio è lo strumento che viene utilizzato in quella che possiamo chiamare “la terza fase”, cioè dopo la raccolta e la diraspatura. Il fondamento fisico che sta dietro questo macchinario è rimasto invariato nei secoli: esercitare una forte pressione sull’ uva in maniera uniforme in modo da garantire una resa abbondante. Prima di utilizzare il torchio per pressare e schiacciare, l’uva deve essere spremuta e ripulita dai raspi mediante la macchina diraspatrice.
Una volta ultimato questo processo l’uva viene versata nel torchio che la lavorerà esercitando pressione grazie alla chiocciola superiore. La chiocciola preme su due mezzelune in legno poste a copertura. Questa si avvita lungo un perno filettato e permette al succo d’uva di confluire e depositarsi nel bacino esterno. Il succo d’uva confluisce all’esterno del torchio e va a depositarsi in un bacino esterno. Il torchio è usato per la produzione di vino rosso e per la lavorazione di uva bianche, dobbiamo sottolineare che non è previsto il suo utilizzo per la produzione di spumante.
Il torchio è uno strumento che, a seconda delle caratteristiche e delle esigenze, viene usato sia dal piccolo hobbista del vino che dal professionista. Esistono sul mercato diversi modelli di torchi che hanno pressappoco la stessa modalità di funzionamento, ma si differenziano tra loro per alcune caratteristiche tecniche e strutturali che determinano la quantità di uva da lavorare e di vino prodotto.
2. Struttura del Torchio
Il torchio è costituito per prima cosa da una base che generalmente è realizzata in ghisa, ma può anche presentarsi in legno o granito. Questa base è caratterizzata al centro da un foro all’interno del quale vi è uno stantuffo che, girando, consente di esercitare pressione. La struttura esterna che fa da contenitore è realizzata con doghe in legno.
La tipologia del legno è molto importante ed in genere viene utilizzato il rovere o il faggio, che oltre ad essere legni molto resistenti, vengono scelti per essere molto rispettosi dell’uva senza inficiare sul suo sapore, odore e grado organolettico. Le tavole in rovere sono poste in maniera distanziata le une dalle altre e sono fissate con fasce e bulloni di ferro. Il contenitore del torchio è di solito diviso in due parti:
- Nella parte superiore vi è la chiocciola: la madrevite grazie alla quale si genera la funzione di torchiatura con la forza impressa sull’asta.
- Nella parte inferiore l’uva e le vinacce vengono schiacciate e pressate omogeneamente in modo da far fuoriuscire il succo prodotto.
3. Tipi di Torchio
Non esiste un solo tipo di torchio: nel tempo, questo strumento si è evoluto in base alle necessità dei vari settori.
- Torchio enologico: È probabilmente il più conosciuto.
- Torchio oleario.
- Torchio tipografico: Un tempo essenziale per la stampa, il torchio tipografico veniva usato per imprimere l’inchiostro sui fogli di carta.
- Torchio per la falegnameria.
- Torchio da oreficeria.
3.1 Torchi Manuali
I torchi manuali monovelocità sono i più piccoli della categoria, sono considerati i torchi standard, azionabili tramite un movimento a cricco meccanico. Essi sono caratterizzati da un singolo saltarello. Il saltarello ha base triangolare e ha lo scopo di ancorare il torchio quando gira la chiocciola.
Questi torchi presentano bacino e vita in acciaio ad alta resistenza, doghe in legno di faggio evaporato o rovere fissate con bulloni. Sono dotati di sei tappi in legno e due mezzelune. Questa tipologia di torchi è idonea per produzioni limitate e per utilizzi hobbistici. I torchi di questa categoria vanno da un diametro di 15 cm ad un massimo di 35 cm.
3.2 Torchi Manuali a Due Velocità
I torchi razionali a due velocità sono più grandi rispetto ai precedenti, funzionano anch’essi manualmente tramite un movimento a cricco meccanico. Sono torchi standard che risultano adatti a produzioni maggiori rispetto ai primi e vengono consigliati per produzioni hobbistiche e semiprofessionali. La costituzione e la struttura di questi torchi razionali per uva sono le stesse dei torchi monovelocità. La differenza è che questi sono caratterizzati da due fori per il saltarello, uno più esterno e uno più interno. Ciò consente di scegliere la pressione da poter applicare tra un giro e l’altro.
3.3 Torchi Idraulici
I torchi idraulici sono l’ultima categoria che prendiamo in considerazione. Questi si differenziano in maniera netta rispetto alle altre due tipologie di torchi. I modelli idraulici permettono di poter esercitare una pressione maggiore con un minor sforzo. Ciò fa ci che in un lasso di tempo più breve è possibile ottenere produzioni più importante, per questo si posizionano su un livello qualitativo e di performance più alto, risultando senza dubbio più professionali.
Il torchio idraulico utilizza la pressione idraulica per facilitare la spremitura, rendendo il processo meno faticoso e più efficiente. La grande differenza rispetto al torchio manuale sta nella possibilità di gestire una maggiore quantità di prodotto in tempi ridotti e con un livello di pressione facilmente regolabile. Questo lo rende perfetto per le grandi cantine o le aziende agricole con produzioni su larga scala, dove efficienza e rapidità sono cruciali.
I martinetti idraulici di cui sono caratterizzati sono realizzati in fusione di ghisa, sono dotati di manometro e riescono ad esercitare pressioni fino a 400 bar. Grazie a questo sistema idraulico basta tirare la leva per far scendere il piano e spremere l’uva con tanta forza e poca fatica. Questi modelli possono garantire produzioni fino a 200 litri di vino.
Le varianti più richieste sul mercato sono quella da 50 cm di diametro (per produzioni domestiche medie) e quella da 60 cm di diametro per una produzione di vino di medio-grande quantità fino ai 70 cm.
| Diametro Interno in cm | Capacità Vinaccia in lt |
|---|---|
| 50 | 127 |
| 60 | 210 |
| 70 | 330 |
3.4 Idropressa
Le presse idrauliche sono strumenti professionali, efficaci e semplici da usare. Questi macchinari si basano su un sistema innovativo che sfrutta la pressione dell’acqua per pressare. Risultano ideali per la lavorazione dell’uva, delle mele e della frutta in genere, in modo da ottenere in maniera facile e rapida mostri, sidro, succhi e molto altro ancora. Consentono una resa davvero elevata.
A differenza ad esempio delle presse pneumatiche, le idropresse sfruttano la pressione dell’acqua. Gonfiandosi, la membrana spreme la frutta sminuzzata contro le pareti della gabbia estraendo il succo dagli alimenti. Tutti i materiali utilizzati sono adatti alla lavorazione degli alimenti in accordo alle direttive europee applicabili. La gabbia è costruita in acciaio Inox come tutte le altre parti interne della macchina, mentre il coperchio e la base sono in alluminio robusto e resistente. Non richiede alcuna manutenzione; dopo ogni utilizzo, lavare completamente con acqua e conservare in ambiente non esposto ai raggi solari.
4. Come Funziona il Torchio Idraulico
Per comprendere il funzionamento di un torchio, immagina un principio molto semplice: applicare una pressione controllata su un materiale solido per estrarne la parte liquida o modificarne la forma. Il meccanismo di un torchio si basa sempre su un elemento che esercita pressione - una vite, un pistone idraulico o un sistema meccanizzato - e una struttura di contenimento che tiene fermo il materiale da trattare.
Il torchio per uva funziona applicando pressione sugli acini d’uva per separare il succo dalla buccia e dai semi. Questo sistema è composto da una pompa manuale che sposta un fluido (olio idraulico) attraverso dei cilindri. Quando la pompa è azionata, il fluido viene spinto nel cilindro, facendo muovere un pistone.
4.1 Parti Fondamentali del Torchio
La struttura portante: La parte che sostiene l’intero meccanismo. Nei modelli più antichi era realizzato in legno massiccio, un materiale robusto ma soggetto a usura nel tempo. Oggi, invece, si utilizzano acciaio e ghisa, che garantiscono una maggiore resistenza alla pressione e una durata più lunga.
Il sistema di pressatura: Questo è il cuore del torchio e può funzionare con diversi meccanismi. Nei torchi a vite, una lunga vite centrale viene girata manualmente per esercitare una pressione progressiva. Nel torchio idraulico, un pistone spinge verso il basso generando una forza elevata con il minimo sforzo manuale.
La camera di pressatura: Qui viene inserito il materiale da trattare. Nei torchi enologici tradizionali, questa camera è formata da doghe di legno disposte a cerchio, mentre nei modelli più moderni si utilizzano cestelli in acciaio perforato, che garantiscono una migliore fuoriuscita del liquido.
La vasca di raccolta: È la parte inferiore del torchio, progettata per raccogliere il liquido estratto e convogliarlo in un recipiente.
5. Torchiatura: Dalla Raccolta al Bicchiere
La torchiatura è un viaggio che parte dalla terra e arriva nel bicchiere, passando per un lungo processo di trasformazione.
5.1 Fasi della Torchiatura
Raccolta: La torchiatura inizia con la raccolta delle uve, che avviene al momento giusto, quando sono completamente mature. Le uve devono avere un equilibrio perfetto tra zuccheri e acidità, che permetterà al vino di avere una buona struttura e carattere. Una volta raccolte, le uve vengono portate in cantina, dove vengono selezionate e eventualmente diraspate, cioè private dei raspi (i gambi).
Pigiatura: Nella pigiatura, l’uva viene schiacciata per separare il succo dalle bucce. Questo processo avviene spesso con macchine apposite, ma in piccole cantine può essere fatto manualmente. Il risultato della pigiatura è il mosto, il liquido che contiene sia il succo che le bucce, che sono ricche di composti fenolici (responsabili del colore e dei tannini del vino). È proprio da questo mosto che nasce il futuro vino.
Torchiatura: Il torchio, in questa fase, svolge il suo compito più importante. L’uva, già pigiata, viene inserita nel torchio per una pressatura finale. Il mosto, a questo punto, viene separato dalle vinacce, che sono le bucce e i semi rimasti dopo la pigiatura. La vinaccia non viene scartata, ma può essere utilizzata per la produzione di grappa o come fertilizzante.
Fermentazione: Una volta che il mosto è stato separato dalle vinacce, inizia la fase della fermentazione. Questo processo avviene in appositi contenitori, dove i lieviti, che possono essere naturali o aggiunti, trasformano gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica. Durante la fermentazione, il mosto cambia colore (da verde-giallo per le uve bianche, a rosso o viola per le uve rosse) e acquisisce le caratteristiche distintive del vino, come gli aromi e i sapori.
Pressatura e vinificazione: Al termine della fermentazione, il vino viene separato dalle sue fecce, i residui che rimangono sul fondo del contenitore. È a questo punto che si può scegliere di fare un’ulteriore pressatura delle vinacce, per ottenere una maggiore quantità di liquido. A seconda della tecnica, il vino che emerge può essere più o meno pregio, con sfumature diverse di sapore e colore.
Consumazione: Alla fine di questo lungo processo, che può durare mesi, il vino è finalmente pronto per essere gustato. Il risultato finale dipende da molti fattori: la qualità delle uve, la tecnica di vinificazione, la torchiatura e, naturalmente, il tempo di maturazione. Il vino che si ottiene dalla torchiatura dell’uva è il frutto del lavoro dell’uomo, che ha saputo sfruttare al meglio le risorse naturali della terra.
6. Periodi di Torchiatura
Nel caso del vino, la torchiatura avviene durante la vendemmia, che dipende dalle condizioni climatiche e dal tipo di uva. In genere, la vendemmia avviene tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, quando l’uva ha raggiunto il giusto livello di maturazione. Se troppo presto, il mosto avrà un sapore troppo acido; se troppo tardi, potrebbe risultare eccessivamente tannico.
La torchiatura delle olive si svolge generalmente in autunno, subito dopo la raccolta. In quest’occasione, è fondamentale che le olive siano giunte a maturazione, ma non siano troppo mature, per non compromettere la qualità dell’olio. La torchiatura avviene di solito a temperatura ambiente, per evitare di alterare il sapore e le proprietà organolettiche dell’olio.
La torchiatura viene impiegata anche in altri ambiti, come la lavorazione del legno o la produzione di succhi di frutta, ma in questi casi i periodi di torchiatura dipendono dalla disponibilità delle materie prime.
7. Evoluzione Storica del Torchio
L’invenzione del torchio ha segnato un punto di svolta nella produzione del vino e di altri alimenti, consentendo di migliorare l’estrazione dei liquidi e di ottimizzare i processi di lavorazione. I primi esempi di strumenti per la pressatura risalgono al IV millennio a.C., con testimonianze archeologiche in Mesopotamia e nel Caucaso, dove la vinificazione era già una pratica consolidata.
In epoca romana, il torchio divenne un elemento centrale della produzione vinicola. I Romani perfezionarono un sistema a vite ispirato ai meccanismi già in uso per la lavorazione delle olive, chiamato torcular. Questo modello era costituito da una grande trave di legno fissata a un telaio, con un sistema a vite che, girando, abbassava una piattaforma sulla massa di vinacce. La pressione così generata permetteva di estrarre una quantità di mosto molto superiore rispetto ai metodi precedenti.
Durante il Medioevo, i torchi si diffusero ulteriormente, diventando strumenti essenziali nelle abbazie e nei feudi, dove la produzione di vino era legata sia al consumo locale che al commercio. I torchi medievali erano costruiti interamente in legno e funzionavano con un meccanismo a leva o a vite.
7.1 Componenti dei Torchi Medievali
- Telaio e basamento: La struttura portante era generalmente realizzata in legno di quercia o castagno, materiali scelti per la loro robustezza e resistenza alla pressione.
- Vite centrale e trave di pressione: Il cuore del meccanismo era la lunga vite di legno (successivamente sostituita dal ferro), che veniva fatta ruotare per abbassare la trave di pressione sulla massa di vinacce.
8. Manutenzione e Ricambi per Martinetto Idraulico
Tutte queste parti, inoltre, potranno essere facilmente sostituite attingendo ai ricambi per torchi in vendita online, come per esempio le vernici omologate e espressamente studiate per prodotti alimentari che possono essere usate per proteggere l’interno per evitare che possa contaminare il prodotto finale.
In ricambi per Martinetto Idraulico per Torchio tipo david troverete vari ricambi per la riparazione del Martinetto Idraulico per Torchio Idraulico per Uva. In particolare disponiamo di guarnizioni sia per pistoni che per pompa, in gomma, poliuretano e cuoio, ma anche di aste curve, manometri di ricambio, tappi per serbatoio, guarnizioni in sughero e set Martinetto Idraulico completo forniti con anello e madrevite non filettati da poter personalizzare sul torchio in vostro possesso.
Per poter procedere alla filettatura di questi pezzi ci sarà necessario avere qui in sede la base del vostro Torchio sulla quale poter lavorare per garantirne la piena efficienza e compatibilità. Ulteriori pezzi di ricambio sono disponibili su richiesta.
Per individuare la componente di cui si necessita consigliamo di scaricare lo spaccato del Martinetto Idraulico disponibile nella categoria Torchi Idraulici accedendo alla scheda di qualsiasi prodotto e cliccando sul manuale d'uso in documenti utili, oppure cliccando sul seguente link avrete la possibilità di scaricare direttamente il "Manuale d'uso del Torchio Idraulico per Uva".
I ricambi di cui disponiamo sono originali e adatti per il Martinetto Idraulico di tipo david ma possono essere compatibili anche per altri tipi di martinetto.
Esempi di Ricambi Disponibili
- Asta curva per Martinetto Idraulico da 50/60/70: Asta curva di ricambio da applicare come mostrato nello schema disponibile in Documenti utili.
- Collarino in gomma per pompa: Ricambio originale per martinetto idraulico tipo David.
- Coperchio del serbatoio: Coperchio del serbatoio per martinetto idraulico David.
- Gruppo scarico completo: Gruppo di scarico per martinetto idraulico di tipo david (posizione 44/52).
- Guarnizione collare in gomma per pistoni: Ricambio originale per martinetto Zambelli e adattabile anche macchine Pillan e Golia.
- Guarnizioni bulloni ferma valvole pompa: Le guarnizioni sono utilizzate sulle viti ferma valvole della pompa e sono collocate in posizione numero 25 dello schema disponibile nel file in formato PDF in Documenti utili.
Riparazione Martinetti Idraulici
Inoltre effettuiamo riparazioni dei Martinetti Idraulici presso la nostra sede, con possibilità di ritiro con nostro corriere, riparazione e spedizione, il tutto senza preoccupazioni. Il nostro tecnico sarà inoltre a disposizione per consulenze anche telefonicamente dal Lunedì al Venerdì dalle 17 alle 19 al seguente numero telefonico 3477850917 Sig. Asta.
9. Principio di Pascal e Torchio Idraulico
La legge (o principio) di Pascal afferma che la pressione esercitata su una superficie si trasmette inalterata su ogni punto della superficie stessa a contatto con il liquido. Questo fenomeno è alla base del funzionamento del torchio idraulico, una macchina che permette di sfruttare il principio di Pascal per sollevare dei pesi grandi con una piccola forza.
Si tratta di un macchinario composto da due pistoni aventi superfici diverse. All’interno del circuito è posto un fluido incomprimibile, ovvero in grado di trasferire inalterata la pressione sulle superfici di contatto, senza variare la propria densità. Ricordando la definizione di pressione (P=F/A), a parità di pressione, tanto minore sarà la superficie, tanto maggiore sarà la forza agente su di essa.
Con una sezione piccola ed una forza modesta, è possibile generare una pressione molto grande. La pressione si trasmette inalterata in ogni punto del fluido. Su di una superficie maggiore, a parità di pressione, la forza trasmessa risulterà molto maggiore di quella applicata. Di conseguenza, gli effetti della forza iniziale applicata alla sezione A risulteranno aumentati nella sezione B. La relazione matematica che esprime questo effetto è la seguente:
Sezione A/Sezione B=Forza A/Forza B
Esercizio sul Principio di Pascal
Si consideri un torchio idraulico in cui un auto è posta su una pedana di 1,5 m2, collegata a un pistone di 140 cm2. Calcolare la massa dell’auto se la forza applicata al pistone piccolo è di 1200 kg.
Convertire la sezione da cm2 a m2: 140 cm2=1,4 dm2=1,4∙10-2 m2. Utilizzare la formula SA/SB=FA/FB per trovare la forza esercitata sull’altra sezione. Esplicitare il termine della forza incognita: FB=SB/SA ∙ FA=1,5 ∙ 140/1,4 ∙ 10-2= 1,5 ∙ 104 N. Calcolare la massa dell’auto: m auto=1,5∙104/10=1,5∙103=1500 kg.
Pertanto, la massa dell'auto è di 1500 kg.
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