La storia della famiglia Torri è profondamente intrecciata con la città di Riccione. Di origine riminese, tutto inizia nel 1893 quando vennero chiamati per dei lavori all’ospedale Ceccarini: illuminazione a gas e pluviali. Si stabiliscono a Riccione nel 1899. La loro storia è legata alla città di Riccione fin dal 1893, quando arrivarono da Rimini chiamati per dotare l’ospedale Ceccarini dell’illuminazione a gas e delle grondaie pluviali.
Le Origini e l'Innovazione di Eugenio Torri
Nel 1893, il capostipite Eugenio, proveniente da Rimini, fondò la società. È stato lui a realizzare l’impianto d’illuminazione ad acetilene, i servizi igienici e le grondaie dell’ospedale Ceccarini. Nel 1924 progettò e realizzò il primo scaldabagno a legna d’Europa, se non del mondo. L’invenzione è stata premiata con medaglie d’oro a Roma e anche all’Esposizione universale di Liegi, in Belgio. È così cresciuta anche oltre i confini comunali e provinciali, la notorietà della Torri.
La Seconda Generazione: Socrate Torri
È Socrate che diventerà il capo della seconda generazione dell’azienda, che continua ad operare con successi e riconoscimenti che vanno oltre i confini riccionesi. "Al mio bisnonno Eugenio è subentrato mio nonno, che come me si chiamava Socrate, anche se tutti mi conoscono come Matteo. Era affiancato da Fredo Torri e tra le tante cose si era occupato dell’impianto di Villa Mussolini. Dalla sua scuola sono nati tanti vecchi idraulici riccionesi. È poi subentrato mio padre Andrea, deceduto l’anno scorso. Quando il nonno è scomparso, aveva solo 19 anni. Con l’aiuto di Fredo l’azienda è andata avanti a gonfie vele, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta. Il lavoro negli alberghi più importanti e belli di Riccione, a partire dal Mediterraneo al Des Bains fino al Boemia, Le Conchiglie, Dory e Maddalena, ha fatto registrare un vero e proprio boom".
Anni '80 e '90: L'Azienda Cresce
L’azienda negli anni Ottanta ha fatto un ulteriore passo in avanti, adottando nuove tecniche e materiali, introdotti nel mercato. Si è poi cominciato a operare anche sul versante delle fonti energetiche alternative e, di seguito su quello dell’efficientamento energetico.
La Torri Oggi
La Torri continua ad essere un punto di riferimento nel settore. "A lavorare siamo in sette. Il problema ora è reperire personale che abbia voglia e sappia lavorare bene. Ci fa piacere avere un dipendente di vent’anni con tanta voglia di imparare, se tiene botta è lui il nostro futuro, perché i miei figli hanno preso altre strade, Marco studia Ingegneria all’università e Alice fa Gestione dei Beni culturali".
Un Legame con la Comunità
Un familiare ha fatto aprire la prima guardia medica a Riccione? "È stata zia Vanda, sorella di Socrate, una donna energica e battagliera. È riportato anche nel libro intitolato Cento anni di galantomismo a Riccione - I Torri sempre uniti come una volta di Giancarlo D’Orazio (Edizioni Il Ponte 2022)".
Ma i Torri erano tutti di un pezzo, e nessuno si sognò mai di fare loro la tessera del partito fascista, anche se questo poteva interferire con il lavoro. Un aneddoto del ventennio: venuti a sapere che i Torri avevano una bandiera comunista in casa, i capi fascisti ordinarono loro di consegnarla e di bruciarla in pubblico. I Torri, che non ci pensavano neppure, la chiusero in un tubo di ferro saldandolo ai lati che calarono nel pozzo di casa, dove rimarrà immerso molti anni.
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