L’impianto idraulico della propria abitazione è uno di quei sistemi occulti che molto probabilmente quasi nessun proprietario immobiliare o inquilino ha mai potuto vedere integralmente ad occhio nudo. Come si può intuire, si tratta di un sistema davvero complesso. Se ne rileva l’esistenza soprattutto in caso di guasti o, facendo ipotesi più ottimistiche, quando si procede ad un intervento di ristrutturazione piuttosto importante, ad esempio l’ammodernamento di tubi e dispositivi idraulici o dell’impianto di riscaldamento.

Componenti dell'Impianto Idraulico

Un impianto idraulico è composto da diversi elementi chiave:

  • Contatore: È il punto di divisione fra l’impianto idraulico privato dell’immobile e la rete di distribuzione comunale. Serve per misurare e certificare il consumo idrico.
  • Tubazione di adduzione verso l’impianto di riscaldamento: Convoglia l’acqua fredda verso la caldaia, dove viene riscaldata.
  • Valvole o rubinetti: Regolano il flusso puntuale dell’acqua secondo le esigenze del momento.
  • Tubazioni di scarico: Allontanano le acque reflue dopo che sono state utilizzate.

In teoria, ciascun singolo elemento di quelli appena passati in rassegna può andare incontro a logoramento e rottura. Riguardo i dispositivi visibili non c’è molto da dire, sarete direttamente voi utenti ad accorgervi di un calo di funzionalità o di altri difetti, guasti e anomalie mentre un discorso completamente diverso va fatto per gli elementi occulti, come i tubi che passano dentro le pareti o nei massetti. In questo caso occorre saper leggere degli indizi prima che i danni siano ormai gravi ed evidenti.

Fattori che Influenzano la Durata dell'Impianto Idraulico

Data di costruzione dell’edificio

Il fattore età è importante per due motivi. Il primo è generale e riguarda qualsiasi oggetto: col passare degli anni aumenta il rischio di usura e rottura. Se abitate in un immobile di oltre venticinque-trenta anni e non avete mai rinnovato l’impianto idraulico del vostro appartamento si sta avvicinando il fatidico momento di farlo.

Qualità dell’acqua corrente

Se dal rubinetto esce acqua scura, dal sapore e odore metallico, molto probabilmente è in atto (da tempo) un fenomeno di corrosione di tubazioni metalliche. Quando si manifestano dei segnali di danneggiamento o potenziale danneggiamento è sempre bene affidarsi a mani esperte.

Pro e Contro delle Tubazioni in Piombo

Nel caso in cui accertiate la presenza di tubazioni di ferro e, soprattutto di piombo, il dubbio non si pone in quanto sussistono concreti rischi per la vostra salute!

Rischi del Piombo per la Salute

Il piombo, tra questi, è particolarmente pericoloso: si tratta di un metallo tossico che può causare danni neurologici e cardiovascolari, oltre a influire sullo sviluppo cognitivo dei bambini.

I disturbi più comuni dei quali soffre chi è stato contaminato dal piombo per lunghi periodi sono le coliche addominali, un costante dolore alle giunture e un importante calo dei globuli rossi (anemia). Quando i livelli di piombo nel sangue sono particolarmente elevati, inoltre, possono insorgere anche disturbi nervosi; il saturnismo può addirittura portare all’encefalopatia o a una paralisi, con la possibilità di morte nel peggiore dei casi.

Acqua e cibo sono i due vettori più comuni per l’assunzione di piombo da parte dell’uomo. Per questo si è deciso che nell’acqua potabile la concentrazione di questo metallo dovrebbe idealmente essere inferiore ai 10 microgrammi per litro.

I segni di una contaminazione da tubature vecchie possono essere visibili e percettibili:

  • l’acqua può assumere una colorazione marrone-rossastra, tipicamente da ruggine;
  • l’acqua può lasciare dei residui verdi, che possono indicare residui di rame disciolto;
  • anche il sapore o l’odore dell’acqua, se alterati, possono suggerire questo problema.

Come ridurre l'esposizione al piombo

Ci sono diversi modi per evitare di bere acqua contaminata, anche solo in minima parte, dal piombo; bisogna tuttavia fare attenzione ai tipici improvvisati “rimedi della nonna” che vengono spesso riportati sul web. Bollire l’acqua, ad esempio, può servire a disinfettarla (e dunque a distruggere tutti gli eventuali germi patogeni che galleggiano al suo interno)… ma assolutamente non a rimuovere tracce di piombo. Meglio, piuttosto, lasciar scorrere l’acqua dal rubinetto per un paio di minuti prima di berla: questo perchè il piombo tende ad accumularsi quando il liquido resta fermo nelle tubature. Oppure, invece di far scorrere l’acqua calda direttamente dal rubinetto, sarebbe più opportuno erogarla fredda e scaldarla in un secondo momento (l’acqua calda tende a corrodere il piombo e a staccarlo dalle tubature con più facilità).

Materiali Alternativi per le Tubazioni Idrauliche

La scelta del giusto tipo di tubazioni è fondamentale per il corretto funzionamento e la durata di un impianto sanitario o di riscaldamento. Nel corso della storia dell’idraulica, troviamo tracce dell’impiego dei materiali più svariati a seconda della disponibilità tipica del luogo geografico, della plasticità e possibilità di modellazione degli stessi. Sono stati rinvenuti, infatti, resti di tubazioni in argilla, legno, bambù, passando al piombo, alla ghisa, al cemento e arrivando fino ai giorni d’oggi con l’utilizzo di materiali di natura sintetica.

Ecco alcuni dei materiali più comuni utilizzati oggi:

  • PVC: Il PVC, brevettato nel 1913, ha trovato un largo impiego attorno agli anni ’30-40 ed è tuttora uno dei materiali più impiegati nelle reti fognarie.
  • Acciaio e Rame: Le tubazioni in materiale metallico come l’acciaio e il rame, utilizzate negli impianti di distribuzione fino ai giorni nostri, continuano a essere protagonisti nel mondo impiantistico.
  • PP-R (Polipropilene Random): Un tubo in PP-R è realizzato con polimero polipropilene-random. Si tratta di un materiale semplice e chimicamente stabile che non contiene sostanze chimiche nocive e non reagisce con l’ambiente circostante, né a contatto con l’acqua.
  • Tubo Multistrato: Il tubo multistrato è formato da almeno tre strati. Lo strato centrale in alluminio permette alla tubazione di mantenere la sua forma quando viene piegata o espansa a formare il “bicchiere”. Gli strati interni ed esterni in PE-X per loro natura non manifestano il fenomeno della corrosione, tipico dei materiali di natura metallica.

Vantaggi del PP-R

Riassumendo i vantaggi del PP-R per applicazioni idrosanitarie, possiamo sottolineare come sia chimicamente inerte e idrofobico, per un’idoneità totale al trasporto dell’acqua potabile. Resistente alla pressione e anche alle alte temperature fino a 95°C, ha una aspettativa di vita di almeno 50 anni in condizione di temperature e pressione definite.

Vantaggi del Tubo Multistrato

Il sistema multistrato multi-calor offre vantaggi di durabilità, con un’aspettativa di vita di almeno 50 anni a impiego con pressioni di 10 bar e picchi di temperatura fino a 95°C: ha un’eccellente resistenza all’abrasione e alla corrosione, nettamente superiore ai materiali metallici.

Considerando lo sforzo di Aquatechnik per migliorare entrambe le soluzioni con accorgimenti importanti e prestazioni più performanti, la scelta tra tubo in polipropilene e tubo multistrato per la realizzazione di reti di distribuzione dell’acqua sanitaria e potabile va messa in relazione alle esigenze specifiche del progetto.

Tabella Comparativa: Tubo in Polipropilene vs. Tubo Multistrato

Caratteristica Tubo in Polipropilene (PP-R) Tubo Multistrato
Range Diametrale Fino a 630 mm Limitato rispetto al PP-R
Resistenza Migliore, soprattutto ad alte temperature e sostanze chimiche Buona, con assenza di corrosione
Dilatazione Termica Superiore rispetto al metallo Simile al multistrato con accorgimenti
Installazione Semplificata dalla polifusione Agevole e rapida
Costi di Gestione Conduttività termica: λ pari 0,22 W/mK Conduttività termica: λ pari 0,19 W/mK
Riciclabilità Riciclabile Riciclabile (alcune versioni)

Come Ottenere un'Acqua Potabile Pulita e Sicura

Per aumentare la sicurezza dell’acqua di rubinetto, soprattutto in caso di tubature molto vecchie, è bene seguire alcuni passaggi chiave. Una buona pratica consiste nel far scorrere l’acqua per alcuni minuti prima di utilizzarla, specialmente se è rimasta ferma per lungo tempo: ciò aiuta a eliminare eventuali residui metallici accumulati o particelle inquinanti.

Se si sospetta la presenza di contaminanti, è consigliato eseguire un’analisi dell’acqua: il controllo può essere svolto dal proprio gestore idrico o affidandosi a un laboratorio dedicato, per verificare che gli standard qualitativi dell’acqua (oltre il punto di distribuzione) siano adeguati al consumo.

Per risolvere il problema alla radice, la sostituzione delle vecchie tubature rappresenta ovviamente la scelta più sicura: passare a materiali più moderni e certificati per l’uso alimentare elimina il rischio di contaminazione all’interno dell’impianto domestico.

Sistemi di Filtrazione dell'Acqua

In attesa di procedere con la sostituzione delle tubazioni idriche, un intervento che potrebbe richiedere diversi mesi, è possibile agire subito installando un sistema di filtrazione dell’acqua: un’opzione rapida ed efficace per abbattere le eventuali impurità e le sostanze indesiderate, migliorando così le caratteristiche organolettiche dell’acqua fino alla risoluzione definitiva del problema.

Grazie ad un particolare processo fisico denominato osmosi inversa (del quale abbiamo approfonditamente parlato in questo articolo), infatti, ogni singola particella di piombo sarà rimossa… ma non solo: anche il carbonato di calcio - la principale causa della formazione di calcare - diventerà un ricordo, così come il cloro in eccesso e gli eventuali batteri.

Rifacimento dell'Impianto Idraulico

Rifare l’impianto idraulico non consiste nella semplice sostituzione dei sanitari del bagno o i termosifoni, ma significa eliminare totalmente le vecchie tubazioni e sostituirle, con tutti i sottosistemi collegati. E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi.

Quando Rifare l'Impianto Idraulico?

La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo. Studi hanno mostrato che la durata media delle tubature varia in base al materiale: per esempio, il Pvc può durare oltre 40 anni, mentre il rame e l’acciaio galvanizzato hanno una vita media di circa 50 anni.

Segnali di Allarme

I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione.

Tipi di Impianti di Adduzione

Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.

  • Impianto idrico in derivazione: è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
  • Impianto idrico con collettore: prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.

Relining: Un'Alternativa alla Sostituzione Completa

Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali.

Normative e Autorizzazioni

Il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati.

Detrazioni Fiscali

Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni.

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