Il sollevatore idraulico è un dispositivo che sfrutta il principio di Pascal per amplificare la forza, rendendolo uno strumento indispensabile in diversi settori, dall'agricoltura all'industria.

Principi di Base e Componenti

Naturalmente, però, al fine di prendere in considerazione un sollevatore idraulico, sarà necessario sottolineare, nel dettaglio, che cosa sia e come funzioni, prendendo in esame anche i principi fisici sui quali si struttura in sollevatore idraulico. A proposito del funzionamento di un sollevatore idraulico, è importante sottolineare quali siano le componenti di uno strumento di questo genere.

Il torchio idraulico è un dispositivo basato sul principio di Pascal che si comporta come un amplificatore di forza. Esso è costituito da due piatti o superfici posti come stantuffo sopra un cilindro. Pertanto ogni cilindro possiede una superficie di appoggio diversa. Per la legge di Pascal la pressione che si esercita su un punto di un liquido si trasmette pari in ogni altro punto. Se applichiamo una forza alla superficie S1 la pressione si trasmetterà anche alla superficie S2 che pertanto subirà una forza F2.

Un sollevatore idraulico (o cric idraulico) è costituito da due pistoni uno di area di appoggio pari a 10 cm2 e l'altro di superficie maggiore. In un sollevatore (o torchio) idraulico la superficie del pistone più piccolo è ⅒ di quella del pistone più grande.

Sollevatori Idraulici nei Trattori Agricoli

Gli appassionati di trattori, si chiederanno probabilmente come funziona il sollevatore e lo sforzo controllato di un trattore. Come accennato in precedenza, vi sono anche degli attrezzi ben precisi che vanno montati sul suddetto meccanismo. Il sollevatore funziona attraverso ad un determinato sistema di cilindri idraulici. Chiarito questo concetto, nei trattori usati in agricoltura vengono montati questi cilindri idraulici noti anche con il termine “semplice effetto”.

Nell'arco della loro vita, le trattrici lavorano con attrezzature trainate, portate o semi-portate. Il sollevatore è indispensabile per gestire le attrezzature portate e semi-portate poiché, usando l'energia accumulata sotto forma di pressione dall'olio e generata da una pompa idraulica, permette il loro sollevamento durante le svolte a bordo campo e nel passaggio al trasporto su strada. Nella pratica, il sollevatore idraulico si occupa di trasmettere lo sforzo di trazione all'implement, alzarlo o abbassarlo per mantenere una determinata posizione e regolare gli sforzi trasmessi da esso al trattore.

La pompa eroga un flusso di olio con una pressione fino a 180-200 bar nel circuito. Se la pompa a ingranaggi fornisce una portata fissa, quella a pistoni a cilindrata variabile - più complessa e in genere installata sulle alte potenze - offre una portata regolabile in funzione delle esigenze del sistema. Realizzato in acciaio, ogni cilindro idraulico ospita un pistone che scorre grazie al flusso d'olio in pressione e agisce su una leva calettata sull'albero per il comando dei bracci del sollevatore.

L'attacco a 3 punti comprende due bracci inferiori, un terzo punto (regolabile in inclinazione e lunghezza), tiranti meccanici e catene registrabili per la riduzione dell'oscillazione laterale. Solo un attacco a 3 punti con geometria ben definita consente un corretto accoppiamento degli attrezzi.

Modalità di Funzionamento nei Trattori

Il grado di sollevamento può essere regolato dalla macchina tramite un potente impulso elettrico. Mediamente un sollevatore di un trattore può supportare fino a 2.200 chilogrammi.

  • La prima modalità permette il mantenimento delle attrezzature in una posizione fissa rispetto alla superficie del terreno - come nel caso di spandiconcime, barre irroratrici, falciatrici a dischi - o a una determinata profondità nel suolo (attrezzi per la lavorazione).
  • Diversamente, con lo Sforzo controllato è possibile mantenere costante il tiro richiesto al trattore cambiando in automatico la profondità operativa degli attrezzi al variare delle condizioni del terreno.
  • Infine, la modalità Flottante evita l'intervento del sollevatore durante il lavoro e consente alle attrezzature con ruote o slitte (trinciatrici, coltivatori, alcuni erpici a denti, sarchiatrici, rincalzatrici, alcune falciatrici) di appoggiarsi liberamente sul terreno, seguendone il profilo.

Controllo del Sollevatore

Se inizialmente i sollevatori erano controllabili solo per via meccanica, ora i modelli più recenti ed evoluti possono essere gestiti tramite elettronica. Il conducente controlla un sollevatore meccanico con una leva di posizione e una dello sforzo. In modalità Sforzo controllato, si usa la leva dello sforzo per impostare l'ampiezza dell'intervallo in cui il tiro deve rimanere costante. Se l'ampiezza stabilita è elevata, il controllo dello sforzo manterrà costante il tiro del trattore per ampie variazioni della profondità.

Un sollevatore elettronico è gestibile con interruttori e potenziometri, raggruppati sul bracciolo a lato del posto guida, e dotato di sensori - detti estensimetri - per il controllo dello sforzo.

Tale sforzo è composto da una rotella meccanica, che può esser controllata impostandola con un numero ben specifico. Prima di ogni utilizzo, ti suggeriamo di leggere attentamente il numero da immettere. Se volessi far funzionare il sollevatore in modo più preciso e fermo, tale rotella potrà essere messa ad uno oppure due.

Sollevatori Anteriori

Il sollevatore anteriore permette il lavoro con attrezzi frontali che - combinati con quelli posteriori - assicurano maggiore produttività oraria, minori costi di gestione e ridotto calpestio del terreno.

"I nostri sollevatori anteriori sono generalmente a doppio effetto e gestiti da distributori meccanici o elettronici a seconda del modello e dell'allestimento. Possono lavorare in doppio effetto, semplice effetto, flottante oppure bloccati, attraverso selettori di tipo meccanico o elettronico - afferma Bogoni. Non è previsto lo Sforzo controllato, ma la Serie S offre il controllo automatico della posizione degli implement tra 2 punti di minimo e di massimo.

E' consigliabile scegliere un sollevatore anteriore montato di fabbrica per la precisione nell'assemblaggio da parte di personale qualificato. A detta di Bogoni, "si ha la certezza di avere un accessorio perfettamente integrato con il trattore e gestibile in modo ottimale dalla cabina senza inconvenienti.

Sollevatori a Bottiglia

Nel settore sollevamento mezzi quando si tratta in termini di leggerezza, ingombri ridotti, performance elevate e costi contenuti, poche o forse nessuna tipologia di prodotti eguaglia i sollevatori a bottiglia. Il cric a bottiglia è un martinetto idraulico verticale che utilizza l’idraulica per sollevare grandi carichi con piccoli sforzi.

Il sollevatore è composto da due principali elementi: un cilindro idraulico ad alta pressione e una pompa. Il cilindro, che con la sua forma caratteristica dà il nome al sollevatore, viene montato su un basamento e costituisce il vero e proprio “corpo” del cric. Dentro al cilindro si trova un serbatoio di fluido idraulico (nel nostro caso olio) che per la sua caratteristica fisica di incomprimibilià ci permetterà di trasmettere la forza che eserciteremo nel modo più efficace possibile.

Oltre al serbatoio, nel cilindro si trova anche un pistone collegato a uno stantuffo, il primo con un diametro maggiore del secondo di modo che attraverso la pressione all’applicazione della forza il pistone fuoriesca dal corpo del cilindro sollevando il carico. La base ospita anche il meccanismo che spinge il fluido idraulico nel cilindro ad alta pressione ovvero la pompa.

La pompa permette alla pressione di azionare lo stantuffo nonché attivare il funzionamento di sollevamento del cric. Per attivare il processo di discesa si azionerà una valvola di rilascio che nel caso dei nostri sollevatori WEAVER è munita della nostra speciale HOLD-TO-RUN RELIEF VALVE TECHNOLOGY. Utilizzando il manico sarà possibile azionare la valvola girando il meccanismo in senso antiorario di modo che la pressione venga rilasciata e il pistone si abbassi.

Caratteristiche dei Sollevatori a Bottiglia

  • Grandi capacità di carico: Questi sollevatori sono in grado di sollevare carichi estremamente pesanti, con capacità che vanno dalle 4 fino alle 50 tonnellate.
  • Sicurezza: I cric a bottiglia sono un’ottima soluzione se si cerca affidabilità e massima sicurezza.
  • Versatilità: Possono essere utilizzati nelle più svariate casistiche, risultando spesso la soluzione migliore quando gli spazi sono ridotti. I settori nei quali vengono utilizzati variano dall’officina all’edilizia, dal navale al ferroviario e molti altri.
  • Manutenzione alla portata di tutti: Grazie al loro design semplice e immediato, effettuare ispezioni regolari, lubrificare, sostituire fluidi, guarnizioni o altre parti risulta relativamente facile.
  • Costi: Tra prezzo del cric e prezzo della manutenzione rispetto al resto delle tipologie di sollevatori (per simili portate) non c’è paragone. Massima resa minima spesa.

Concludendo possiamo quindi dire che, grazie alle loro dimensioni, sono un passe-partout del sollevamento, adatti a rispondere a molteplici esigenze di professionisti, ma anche di hobbisti. Sono estremamente facili da usare, difficilmente hanno problemi se correttamente mantenuti, sollevano ogni tipologia di carico e sono così compatti da poter stare ovunque.

Un sollevatore a bottiglia è perfetto a bordo del proprio furgone per le assistenze e soccorso stradale, sul proprio camion nel caso in cui si dovesse bucare una gomma, sul proprio pick-up in cantiere per sollevare pilastri di cemento armato o nel proprio garage per terminare quel restauro sulla tanto amata auto d’epoca di famiglia.

Tabella Comparativa dei Sollevatori Idraulici

Tipo di Sollevatore Capacità di Carico Applicazioni Vantaggi Svantaggi
Sollevatore per trattore Fino a 2.200 kg Agricoltura Sollevamento attrezzature, controllo sforzo Limitato all'uso con trattori
Sollevatore a bottiglia 4-50 tonnellate Officina, edilizia, navale Compatto, versatile, economico Sollevamento verticale, manutenzione

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