Villa Adriana è un luogo unico, sia per ampiezza che per caratteristiche architettoniche e decorative. Personalità complessa, quella di Adriano, giunto al potere all’età di 40 anni, raffinato esteta e collezionista, ma anche implacabile condottiero e statista.

La villa si trova sui Monti Tiburtini, a circa 28 km da Roma e anticamente era raggiungibile percorrendola via Tiburtina Valeria o la via Prenestina, generalmente navigando il fiume Aniene. Il luogo della sua costruzione si trovava sulla destra della via Tiburtina, poco oltre il ponte Lucano, e si prolungava fino alle pendici del monte Ripoli su cui sorge Tivoli, tra le valli dei fossi di Risicoli o di Roccabruna ad ovest e dell’Acqua Ferrata ad est, nella zona dove passavano quattro degli antichi acquedotti romani che servivano Roma.

Abbiamo dedicato lo scorso articolo alla storia dell’EUR, il quartiere che oggi ospita la city di Roma, Roma EUR. Oggi proseguiamo la passeggiata lasciandoci la veduta del Parco dell’EUR alle spalle e addentrandoci nel quartiere dell’EUR a “caccia” di architettura. La nostra attenzione sarà sicuramente attratta da diversi edifici, spesso anche ultra-contemporanei, come nel caso della Nuvola di Fuksas. Infatti questo centro congressi può ospitare 8 mila persone di cui 2 mila solo all’interno del cuore del progetto, cioè nella cosiddetta Nuvola.

Una volta superata la Nuvola, proseguendo lungo gli ampi viali arriveremo in Piazza Guglielmo Marconi, nella quale svetta l’obelisco alto 45 metri, dedicato a Guglielmo Marconi, che venne realizzato in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960. La stele fu realizzata in cemento armato è ricoperta da marmo di Carrara con sovrapposti 92 pannelli ad altorilievi che raffigurano le imprese di Marconi.

Una volta arrivati in Piazza Marconi si può sicuramente percepire l’ideologia fascista che ha progettato il quartiere dell’EUR, dove l’urbanistica classica romana si mescola con elementi del razionalismo italiano e dove l’intero complesso è impostato su un impianto vario ad assi ortogonali. Questo richiamo all’antica Roma e alle conquiste militari si può vedere anche in altri edifici e parti dell’EUR come ad esempio nella Piazza delle Nazioni Unite, che è una sorta di ingresso principale al quartiere, con porte collegate da pilastri e imponenti fontane e dalla quale partono i viali che conducono al Palazzo dei Congressi e al Palazzo della Civiltà Italiana.

Un’interessante curiosità riguarda la scelta del numero di archi (216) che compongono le facciate dell’edificio; pare infatti che tale numero fu scelto da Mussolini in persona, di modo che il suo nome e cognome si potessero inserire sia in orizzontale che in verticale (gli archi sono infatti 6X9, come per l’appunto le lettere che compongono il nome ed il cognome del Duce). Oggi il piano terra di questo edificio è adibito a spazio espositivo per mostre ed eventi, mentre il resto dell’edificio ospita il quartier generale della Maison Fendi, che ha finanziato il restauro del palazzo, collocando poi al suo interno i suoi uffici.

Molto suggestiva è la sua visione serale quando l’illuminazione del palazzo crea un’illusione di bidimensionalità che accentua il l’elemento metafisico e senza tempo del palazzo. Non mancano esempi di strutture dove l’elemento retorico passa in secondo piano e si da più spazio all’elemento architettonico come Il Palazzo dei Congressi, che è poco distante dagli edifici musei.

Tra le altre opere caratteristiche di questo quartiere c’è sicuramente la Basilica dei Santi Pietro e Paolo che sorge su una collina artificiale, praticamente sul punto più elevato del quartiere. Quello che vediamo oggi a Roma EUR deve essere solo una piccola parte di questo grande quartiere; ad esempio, guardando verso il mare dove oggi è possibile riconoscere il Palazzo dello Sport, originariamente secondo il progetto degli anni 30 dell’architetto Adalberto Libera doveva sorgere la Porta del Mare, un arco monumentale simboleggiante l’ingresso al nuovo quartiere espositivo dal lato sud.

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