L'ultima cosa che ci si aspetterebbe di trovare nella tazza del water sono dei vermi marroni. Invece, si tratta di un problema abbastanza frequente.
Cosa Sono le Larve di Mosca dello Scarico?
Sono noti come larve di mosche dello scarico e sono un segnale di avvertimento di un accumulo di rifiuti nello scarico della toilette, poiché si nutrono dei capelli e dei fanghi che ricoprono i tubi sotterranei.
Completamente innocui e non portatori di malattie, sono però altrettanto famosi per causare solo fastidio e non danni alle case, dando ai bagni e alle cucine l'aspetto di essere sporchi.
E mentre la maggior parte degli insetti è originaria di paesi con un clima più caldo o più umido, molte specie possono ancora essere trovate nascoste nei sistemi fognari della tua città.
Come Eliminare i Vermi Marroni
Ecco alcuni metodi per eliminare questi fastidiosi insetti:
- Pulisci i tubi di scarico dall'esterno: Elimina i depositi di sporco e fango versando acqua calda all'esterno dello scarico per sciogliere i fanghi. Usa una spazzola per tubi di metallo.
- Usa un detergente per scarichi: Un forte gel detergente per scarichi ricoprirà i lati del tubo e rimuoverà la materia organica in eccesso. Lascialo nei tubi per alcune ore prima di sciacquarlo con acqua.
- Usa spray chimici: Anche se hai rimosso le larve dai tubi, possono tornare a deporre più uova, quindi usa uno spray chimico per uccidere le mosche rimanenti. Se stai pulendo i tubi interni, usa uno scacciamosche o un detersivo liquido per piatti mescolato senza diffondere sostanze chimiche aggressive e tossiche.
La Mosca dei Bagni (Clogmia albipunctata)
Tra gli insetti più comuni che possiamo trovare all’interno delle nostre case o attività commerciali si annovera sicuramente la mosca dei bagni o degli scarichi, nota nel mondo scientifico come Clogmia albipunctata. Questa specie di insetto è una delle più trattate da Biosistemi, vista la sua grande diffusione. In questo articolo scopriamo insieme la biologia della mosca dei bagni e i danni che può causare agli ambienti umani.
Caratteristiche e Biologia
La Clogmia albipunctata, nota comunemente come mosca dei bagni o degli scarichi, è una specie di dittero, e fa quindi parte dello stesso raggruppamento di insetti in cui sono incluse le mosche. A differenza di queste, però, non appare tozza e dotata di un grande capo con occhi rossi e non è in grado di compiere voli veloci ed acrobatici, caratteristiche queste ascrivibili alla mosca comune che tutti conosciamo. Sembra invece più simile ad una piccola falena.
Questo perché la mosca dei bagni è appartenente alla famiglia Psychodidae, gruppo che consta di più di 2600 specie e che è imparentato, si, ma alla lontana, con le mosche propriamente dette. All’interno di questa famiglia sono compresi anche i flebotomi, anche detti pappataci, piccoli ditteri ematofagi che sono i principali vettori del protozoo Leishmania, agente eziologico della malattia zoonosica nota come leishmaniosi.
A differenza dei propri cugini flebotomi, però, la mosca dei bagni non è ematofaga e non costituisce un grande problema a livello sanitario.
Morfologia
Per quanto riguarda le caratteristiche morfologiche della mosca dei bangi, l’adulto di questa specie di insetto è piccolo, lungo dai 3 ai 5 mm, e ricoperto da una fitta peluria bruno-grigiastra, che la fa assomigliare, come detto prima, ad una piccola falena; per questo motivo questa specie di l’insetto è anche nota come mosca-falena. Le ali sono larghe, coperte anch’esse da peli e caratterizzate dalla presenza di puntini bianchi verso il margine esterno. Quest’ultima caratteristica è descritta nel nome specifico “albipunctata”, ovvero “dotata di punti bianchi”.
La mosca dei bagni è dotata di antenne più lunghe dell’addome e da zampe lunghe. Gli adulti vivono circa 12 giorni e si nutrono di nettare e di acqua. Spendono la maggior parte della propria vita stando appoggiati sui muri, e sono cattivi volatori, in grado di planare solo per brevissime distanze.
Sono prevalentemente notturni ma sembrano essere attratti dagli odori e soprattutto dalla luce; infatti durante le ore diurne possono essere osservati in prossimità di finestre, luci accese o pannelli illuminati. Le femmine depongono le uova (in numero variabile da 30 a 100) in ambienti acquatici come gli scarichi dei bagni o dei condotti fognari, da cui si schiuderanno le larve.
Queste sono lunghe dai 4 ai 10 mm, sono caratterizzate da corpo allungato e più o meno appiattito, con testa ben in evidenza rispetto al resto del corpo. Non sono dotate di zampe e per questo sono definite apode. Essendo acquatiche, sono dotate di due sifoni respiratori che utilizzano per respirare. Le larve si alimentano di sostanza organica in decomposizione e dopo 18 giorni di vita si trasformano in pupe.
Come le larve, le pupe sono allungate e fornite di sifoni respiratori. A differenza delle larve, però, le pupe non si alimentano, e rimangono vicine alla superficie dell’acqua per respirare tramite il sifone. Le pupe di mosca dei bagni si trasformano in adulti dopo 5 giorni.
Metodi di Prevenzione e Controllo
Le larve della mosca dei bagni, come quelle di altri ditteri, necessitano di luoghi umidi e caratterizzati da materia organica per sopravvivere e completare con successo il proprio ciclo vitale. Possono vivere in qualsiasi sito in cui ci sia un accumulo di acqua, e quindi umidità, ed è per questo che generalmente esemplari della mosca dei bagni si rinvengono in luoghi quali bagni, cantine, garage e grondaie.
All’interno degli accumuli di acqua, le larve sfruttano gli strati di materia organica che vi si trovano, e in alcuni rari casi possono essere notate mentre nuotano. Le larve della mosca dei bagni sono infatti piccole e di colore grigio e difficilmente riconoscibili ad occhio nudo, quindi le zone dove questi insetti si sviluppano possono essere facilmente trascurate. È invece più facile notare gli adulti, posati sui muri vicini ai locali infestati.
Se gli adulti di mosca dei bagni si rinvengono in casa, è probabile che il luogo dove si riproducono sia proprio all’interno delle mura domestiche; se invece si rinvengono all’esterno, significa che questi insetti possono sfruttare grondaie o condizionatori per il proprio sviluppo.
Le infestazioni di mosche dei bagni costituiscono generalmente un problema temporaneo: vista la capacità delle larve di sfruttare anche piccoli ristagni di acqua, si può trovare un’infestazione, per esempio, in seguito al ritorno da una vacanza. In questo caso, con la ripresa delle attività domestiche, gli eventuali ristagni di acqua e accumuli di materia organica verranno rimossi e le larve della mosca dei bagni non potranno completare il proprio sviluppo.
Gli adulti della mosca dei bagni, invece, essendo cattivi volatori, possono essere facilmente rimossi utilizzando uno scacciamosche o un insetticida spray.
Se dopo l’attuazione di tali provvedimenti si dovessero ancora rinvenire adulti in casa o nel locale interessato, questo significa che la mosca dei bagni ha stabilito un luogo di riproduzione e quindi si può parlare di un’infestazione cronica.
Come detto in precedenza, le larve non sono facili da notare e quindi i siti dove la mosca dei bagni si sviluppa possono risultare difficili da individuare. Per capire dove la mosca dei bagni si riproduce, si possono posizionare delle trappole adesive sopra a luoghi dove possono essere presenti dei ristagni di acqua, come ad esempio sopra scoli di lavandini o vicino a condizionatori che possono avere perdite. Verranno così intercettati gli adulti che sfarfallano una volta maturi.
Sia gli adulti che le larve di mosca dei bagni sono caratterizzati dall’avere una fitta peluria repellente dall’acqua, quindi questi non sono suscettibili ad eventuali tentativi di rimozione mediante l’utilizzo di liquidi. Le uova hanno inoltre la capacità di resistere al disseccamento e alle alte temperature.
Il metodo di controllo più efficiente per quanto riguarda la mosca dei bagni consiste quindi nel pulire i tubi e in generale i locali umidi e con accumuli di acqua, avendo cura di rimuovere i sottili strati di sostanza organica eventualmente presenti. Per quanto riguarda i tubi, si possono utilizzare ad esempio dispositivi che generano getti di acqua ad alta pressione.
Queste pratiche hanno come obiettivo l’eliminazione dei luoghi che la mosca dei bagni può utilizzare per riprodursi. Una volta fatto questo, l’infestazione dovrebbe risolversi, tipicamente in tre settimane.
La mosca dei bagni è in grado di compiere il proprio ciclo vitale anche all’esterno nei mesi più caldi, ma di inverno può sopravvivere in locali di origine umana. Gli adulti sono in grado di penetrare all’interno delle nostre abitazioni sfruttando aperture o piccoli anfratti in porte e finestre. È quindi importantissimo assicurare la chiusura e la messa in sicurezza dei “punti deboli” delle nostre abitazioni e dei nostri locali per prevenire un’infestazione di mosca dei bagni. Vanno quindi attuate buone pratiche di pest proofing.
Importanza Igenico-Sanitaria
Gli adulti di mosca dei bagni non pungono ne mordono, e non sono in grado di trasmettere alcuna malattia come dei veri e propri vettori. Gli adulti di mosca dei bagni sono però in grado di trasportare sul proprio corpo i batteri che vivono nei luoghi in cui vengono deposte le uova e dove si sviluppano le larve. Quindi, se una popolazione di mosca dei bagni si riproduce nelle fogne, gli adulti possono portare con se, spostandosi, i batteri che si trovano, appunto, negli scarichi che scorrono sotto i tombini!
Inoltre, sono stati segnalati casi in cui, in precarie condizioni di igiene, gli adulti di mosca dei bagni hanno deposto le proprie uova all’interno di ferite aperte di esseri umani, i cui tessuti sono stati utilizzati dalle larve per svilupparsi. Questa condizione medica, in cui larve di mosche si sviluppano sul corpo di umani ed animali, è nota come miasi.
Queste problematiche sono eccezioni e fortunatamente non rappresentano la norma per quanto riguarda la mosca dei bagni. In ogni caso, nell’eventualità che si verifichi un’infestazione di mosca dei bagni, è bene procedere subito al controllo per eliminare questo insetto il prima possibile.
Ossiuri: Vermi Intestinali Comuni
Gli ossiuri sono parassiti intestinali facilmente visibili ad occhio nudo. Il contagio è causato dall'ingestione delle uova del parassita (ciclo oro-fecale); le uova, infatti, sono molto resistenti nell'ambiente e sopravvivono anche 2 o 3 settimane dopo essere state espulse.
Ciclo Vitale degli Ossiuri
Il maschio ha vita breve e muore dopo aver fecondato la femmina. Gli ossiuri femmine, invece, sopravvivono nel colon dalle 5 alle 13 settimane, aderiscono alla mucosa intestinale e si nutrono con parte del cibo che raggiunge l’intestino. Possono contenere dalle 11 alle 16 mila uova.
Quando le uova sono mature, le femmine si staccano dalla parete dell’intestino e si dirigono verso l’ano, muovendosi soprattutto nelle ore notturne, per deporre le uova nelle pieghe della pelle. Le uova contengono vermi che a distanza di 4-6 ore dalla deposizione diventano infestanti, in altre parole, in grado di infettare una persona.
In questa fase è frequente “l’autocontagio”, vale a dire che una persona può infettarsi nuovamente portando alla bocca le mani dopo essersi grattata per alleviare il prurito, o aver toccato propri indumenti, biancheria e lenzuola contaminati dalle uova stesse. L’infestazione si risolve con alcuni farmaci, una pulizia accurata degli ambienti e un’attenta igiene personale.
Sintomi dell'Infestazione da Ossiuri
Il sintomo più evidente è l’intenso prurito, che si acuisce durante la notte: viene avvertito nella zona perianale, a volte è tanto intenso che il reiterato grattarsi provoca lesioni cutanee con possibili sovra-infezioni batteriche. L’infestazione da ossiuri si accompagna spesso a disturbi intestinali di varia natura: produzione di gas (meteorismo), feci poco formate o diarrea franca, enuresi, dolori addominali ricorrenti, tosse secca e stizzosa, agitazione che si può manifestare con il bruxismo notturno (digrignare i denti).
Quando si ha il sospetto di un’infestazione da ossiuri è bene ispezionare accuratamente la zona anale e perianale dove è possibile (nelle prime ore del mattino) reperire le femmine degli ossiuri che appaiono come piccoli e mobili filamenti biancastri. Per la conferma della diagnosi il vostro pediatra può avvalersi del cosiddetto scotch-test: un nastro adesivo trasparente applicato sull’apertura anale.
Trattamento
I farmaci utilizzati (prescritti rigorosamente dal proprio pediatra nella dose appropriata al peso e all’età del bimbo) sono in grado di eliminare i parassiti nella loro forma vitale ma non le uova. Per questo motivo è necessario somministrare due dosi (una appena fatta la diagnosi e una dopo due settimane per eliminare i vermi nati dalle uova rimaste nella zona anale).
Nonostante il trattamento adeguato, è possibile il ripetersi dell’infestazione le cui cause sono da ricercarsi nella mancata o ritardata somministrazione della seconda dose o, più frequentemente, nel contagio che avviene nella vita di gruppo (famiglia, scuola o comunità in generale), quando un componente non abbia eseguito la stessa terapia in contemporanea con il soggetto infetto.
Vermi Intestinali: Riscontro e Tipologie
Il riscontro di vermi nelle feci è un evento piuttosto rivoltante, ma non certo raro. Si stima infatti che gli elminti (così vengono scientificamente chiamati questi parassiti) infettino circa tre miliardi di persone nel Mondo. I più comuni alle nostre latitudini sono senza ombra di dubbio i vermi dei bambini (Enterobius vermicularis), detti anche ossiuri, la cui prevalenza in età pediatrica oscilla tra il 30 ed il 70%.
I bambini sono più suscettibili a questa infestazione sia per l'immaturità dei sistemi di difesa, sia per l'abitudine a giocare con il fango e a portare le mani alla bocca senza averle lavate. In questa infestazione, i vermi nelle feci appaiono come piccolissime striscioline filiformi, bianche e mobili. Le femmine, infatti misurano mediamente dagli otto ai tredici millimetri (0.8 - 1.3 cm), mentre i maschi - più piccoli - non superano i 5 mm.
Aldilà dell'esame macroscopico delle feci, la presenza di ossiuri può essere testimoniata da un forte prurito notturno nella regione anale e perianale; le femmine, infatti, migrano dall'intestino a questa sede per deporre le loro uova. Il conseguente grattamento e l'abitudine a portare le mani alla bocca, come si può facilmente intuire, favoriscono l'autoinfestazione.
Analizzare le feci di una persona, per quanto disgustoso possa sembrare, può aiutare a rivelare la presenza di vermi intestinali. Non sempre, però, come nel caso degli ossiuri, i parassiti hanno grandezza sufficiente per essere individuati facilmente ad occhio nudo. D'altronde, quando le dimensioni dei vermi divengono importanti lo scenario si fa ancor più disgustoso.
Gli elminti, infatti, hanno dimensioni variabilissime ed in alcuni casi superano abbondantemente il metro di lunghezza. E' il caso della tenia, un platelminta segmentato (cestode), che può raggiungere gli 8-9 metri. Generalmente, in questo caso, nelle feci si ritrova non tanto il verme intero, quanto alcuni sui segmenti bianco-giallognoli, simili a pezzetti di tagliatelle e definiti proglottidi.
Oltre al riscontro visivo di questi vermi di colore bianco crema o rosato nelle feci, l'ascaridiasi può caratterizzarsi per sintomi di natura respiratoria o gastrointestinale (a seconda dello stadio di sviluppo degli esemplari).
Modalità di Trasmissione dei Vermi Intestinali
Le principali modalità di trasmissione dei vermi intestinali includono:
- Il consumo di cibo o acqua contaminati dalle uova dei vermi intestinali. La contaminazione può dipendere da vari fattori.
- Il consumo di carni crude o poco cotte, parassitate dalle forme larvali dei vermi intestinali (le cosiddette “cisticerchi”).
- Il contatto con rifiuti, oggetti, materiale fecale, terreno o individui contaminati, associato ad abitudini igienico-sanitarie inadeguate.
- Il semplice contatto cutaneo con terreno od oggetti contaminati dalle larve di alcuni particolari vermi intestinali, tra cui quelli che causano Anchilostomiasi (Ancylostoma duodenale e Necator americanus) e Strongiloidiasi (Strongyloides stercoralis).
Tuttavia, è bene precisare che la suddetta circostanza NON è un esempio di contagio interumano diretto. Il motivo è semplice: le uova contenute nelle feci di una persona con vermi intestinali hanno bisogno di 2-3 settimane da dopo la defecazione e di condizioni ottimali di temperatura e umidità, per passare da non embrionate e non infestanti a embrionate e infestanti.
Trattamento Farmacologico dei Vermi Intestinali
Il trattamento dei vermi intestinali è di tipo farmacologico.
- Il pirantel pamoato inibisce i recettori nicotici della placca neuromuscolare dei sopraccitati parassiti, con conseguente paralisi motoria irreversibile di quest'ultimi.
- Assunto per via orale, il praziquantel agisce contro il suddetto verme intestinale in due modi: provocando a suo carico spasmi e paralisi muscolari e alterando la sua canonica morfologia.
Misure Igieniche per Prevenire l'Infestazione
Adottare misure igieniche adeguate è fondamentale per prevenire l'infestazione da vermi intestinali, tra cui:
- Lavarsi accuratamente e frequentemente le mani, soprattutto dopo essere stati in bagno e prima di mangiare.
- igienizzare gli ambienti in cui si vive (in particolare i bagni).
Vermi della Farina
I vermi della farina sono una specie di insetto che può causare danni ai prodotti alimentari. Sono piccoli, di colore marrone chiaro e possono essere visti con l’occhio nudo. Sono spesso presenti nei prodotti alimentari come farina, cereali, biscotti, pasta, riso, zucchero, caffè, tè, cioccolato e altri alimenti.
I vermi della farina sono una delle più comuni infestazioni di insetti domestici. Possono causare danni ai prodotti alimentari e possono anche essere una fonte di cattivi odori.
Come Riconoscere i Vermi della Farina
Per riconoscere i vermi della farina, è importante esaminare attentamente la farina. Se si notano piccoli puntini bianchi o marroni, è possibile che si tratti di vermi. Inoltre, è possibile notare piccole tracce di escrementi o larve.
Come Prevenire l’Infestazione
Per prevenire l’infestazione da vermi della farina, è importante conservare la farina in contenitori ermetici e in luoghi freschi e asciutti. Inoltre, è importante controllare periodicamente la farina per assicurarsi che non sia infestata.
Metodi Naturali per Sbarazzarsi dei Vermi della Farina
Un modo naturale per sbarazzarsi dei vermi della farina è quello di congelare la farina. Mettere la farina in un contenitore ermetico e conservarla in freezer per almeno 48 ore. Questo ucciderà i vermi e li renderà più facili da rimuovere.
Un’altra opzione è quella di mettere la farina in una pentola e riscaldarla a una temperatura di almeno 140 gradi Fahrenheit per almeno 15 minuti.
Prodotti Chimici per Eliminare i Vermi della Farina
Esistono anche prodotti chimici che possono essere utilizzati per sbarazzarsi dei vermi della farina. Uno di questi è l’acido borico, che può essere aggiunto alla farina per uccidere i vermi. L’acido borico può essere acquistato in un negozio di articoli per la casa o in un negozio di alimentari.
Un’altra opzione è l’utilizzo di un insetticida a base di piretro.
Pratiche di Conservazione per Prevenire l’Infestazione
Per prevenire l’infestazione da vermi della farina, è importante seguire alcune pratiche di conservazione adeguate:
- Conservare la farina in contenitori ermetici.
- Conservare la farina in un luogo fresco e asciutto.
- Non conservare la farina per lunghi periodi di tempo.
- Se possibile, congelare la farina.
- Controllare periodicamente la farina per verificare la presenza di parassiti.
Tabella Riassuntiva dei Vermi Intestinali Comuni
| Tipo di Verme | Nome Scientifico | Sintomi Comuni | Trattamento |
|---|---|---|---|
| Ossiduri (Vermi dei Bambini) | Enterobius vermicularis | Prurito anale notturno, irritabilità | Farmaci specifici (es. Pirantel Pamoato) |
| Ascaridi | Ascaris lumbricoides | Sintomi respiratori e gastrointestinali | Farmaci specifici |
| Tenia | Taenia spp. | Turbe dell'alvo, dolori addominali | Praziquantel |
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