Generalmente, non prestiamo attenzione al nostro impianto idraulico fino a quando non si verifica un'emergenza, come una perdita d'acqua improvvisa. In questi momenti, la ricerca di un idraulico qualificato può diventare una corsa contro il tempo.

Come Trovare un Idraulico Affidabile

Avere una lista di idraulici pronti all'intervento può limitare notevolmente i danni in caso di emergenza. Ecco alcuni suggerimenti per trovare professionisti affidabili:

  • Passaparola: Chiedere consigli a amici, familiari e colleghi è un ottimo punto di partenza. I migliori idraulici ottengono la maggior parte dei loro lavori attraverso il passaparola.
  • Recensioni Online: Consultare recensioni e feedback online può fornire preziose informazioni sull'esperienza di altri clienti con determinati professionisti.
  • Ernesto: Piattaforme come Ernesto semplificano la ricerca, mettendo in contatto clienti e idraulici e offrendo un sistema di recensioni trasparenti. Con Ernesto però saranno gli idraulici a contattare voi per offrirvi le loro prestazioni lavorative, e potrete confrontare tutte le recensioni della community. Ernesto aiuta i clienti a trovare i professionisti, e i lavoratori a trovare lavoro. Questo aumenta inevitabilmente il bacino d’utenza dei professionisti e di conseguenza i lavori svolti per persone che usano internet e che volentieri lasceranno feedback, sia positivi che negativi.
  • Verifica delle Licenze e dell'Esperienza: Quando si sviluppa una lista abbastanza fornita, di solito ti consigliamo di contattare gli idraulici per assicurarti che siano in regola con le licenze e, se sei in grado, cerca di verificare il loro livello di esperienza.

I tuoi obiettivi saranno gli idraulici che sanno come mantenere prezzi competitivi e concentrarsi sul mantenere i loro clienti felici.

Stilare una lista di idraulici prima di offrire il lavoro di riparazione è un po’ macchinoso e richiede tempo.

Quando Rifare l'Impianto Idraulico: Aspetti Fondamentali

Rifare l'impianto idraulico non significa semplicemente sostituire i sanitari o i termosifoni, ma eliminare completamente le vecchie tubazioni e sostituirle con un sistema nuovo e aggiornato. E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi. Infatti, con tubazioni che, quasi sempre, si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini. Quindi rifare l’impianto idraulico è uno dei principali interventi da prendere in considerazione quando si ristruttura casa. Ma in realtà anche quando non si deve ristrutturare.

Cosa Include un Impianto Idraulico?

Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie. Fare una trattazione omnicomprensiva non è possibile, ma è importante avere ben chiari alcuni aspetti, quanto si pensa al rifacimento dell’impianto idraulico di casa: dalla corretta valutazione della reale necessità di tale intervento, che vedremo essere sia legata all’età dell’immobile sia alle condizioni delle tubature esistenti, fino alla pianificazione e all’esecuzione dei lavori. Affronteremo questioni cruciali come la comprensione delle normative vigenti e l’importanza di ottenere i necessari permessi, oltre a esaminare le diverse metodologie di ristrutturazione disponibili, dalle tecniche tradizionali a quelle più innovative come il relining.

Fattori Determinanti per la Sostituzione

La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo. In particolare, tubi in materiali più vecchi come il piombo possono rilasciare sostanze nocive nell’acqua, diventando un rischio per la salute.

Durata Media delle Tubature

Studi hanno mostrato che la durata media delle tubature varia in base al materiale:

  • PVC: oltre 40 anni
  • Rame e acciaio galvanizzato: circa 50 anni

Segnali di Allarme

I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione. A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose. In conclusione, la valutazione della necessità di rifare l’impianto idraulico deve essere basata su una combinazione di fattori come l’età della casa, i materiali esistenti e i segnali che fornisce l’impianto. Le ispezioni regolari rappresentano un passo fondamentale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la durata a lungo termine dell’impianto.

Materiali Utilizzati negli Impianti Idraulici

La realizzazione di impianti idraulici segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento. Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.

  • Rame: Materiale affidabile per la sua durata e resistenza alle alte temperature e pressioni.
  • Tubi Multistrato: Opzione diffusa per la versatilità e resistenza, costituiti da strati di polimeri e alluminio.
  • PVC: Standard per le tubazioni di scarico, pratico e conforme alle normative, ma meno resistente alle alte temperature.

I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.

Inoltre, bisogna fare riferimento alla normativa UNI EN ISO 15875-2, la quale specifica che i tubi multistrato sono idonei per una varietà di applicazioni, tra cui impianti idrosanitari, di riscaldamento, condizionamento e impianti industriali.

Isolamento delle Tubazioni

Secondo il DPR 412/93, è prescritto che le tubazioni delle reti di distribuzione dei fluidi caldi in fase liquida o vapore degli impianti termici devono essere coibentate. Per prevenire il congelamento: è importante isolare i tubi che corrono attraverso spazi non riscaldati, come muri esterni, garage, soffitte non riscaldate e cavità del pavimento. I materiali comunemente usati per l’isolamento dei tubi includono strisce di pellicola per tubi, schiuma apposita, l’isolamento delle pareti, copri rubinetti per l’outdoor, e l’installazione di rubinetti esterni a prova di gelo. In sintesi, l’isolamento delle tubazioni è una pratica necessaria per proteggere l’impianto idrico domestico da danni causati da temperature estreme e per migliorare l’efficienza energetica dell’impianto.

La normativa in cui vengono definite le caratteristiche delle tubazioni in Pvc è la UNI EN 1401-1:2019.

Sistemi di Adduzione e Scarico

L’acqua all’interno degli impianti di adduzione è in pressione. Questa pressione non deve essere eccessiva, sia per non mettere sotto stress le tubazioni, le valvole e le giunzioni, sia per evitare fastidiosi rumori. Ma allo stesso tempo non deve essere troppo bassa per consentire un flusso d’acqua abbondante e regolare.

Impianti di Adduzione

Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione. L’impianto idrico in derivazione è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali. L’impianto idrico con collettore prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.

Impianti di Scarico

Tecnicamente questa parte dell’impianto idraulico è più semplice rispetto a quello di adduzione. Si tratta semplicemente di tubazioni, solitamente in Pvc, che hanno lo scopo di convogliare le acque reflue di lavabi, docce, vasche, wc, lavatrici, etc. Le acque, all’interno delle tubazioni di scarico, scorrono per gravità, cioè vanno da un punto più alto a un punto più basso. Questo aspetto significa che gli scarichi dei vari sanitari non si possono trovare troppo lontano dalle fecali (i tubi verticali che convogliano le acque attraverso i vari piani verso la fognatura).

Metodi di Ristrutturazione: Relining e Tradizionale

Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.

Relining: Vantaggi e Svantaggi

C’è un altro aspetto da evidenziare. Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.

Il bagno è spesso l’area più critica dell’impianto idraulico di una casa e dove le necessità di ristrutturazione sono più frequenti. La ristrutturazione di questa zona richiede sempre particolare attenzione.

  • Pianificazione e design: Prima di procedere con l’installazione, è necessario definire il nuovo layout del bagno.
  • Installazione delle nuove tubature: installazione delle nuove tubature secondo il progetto. Si dovrà decidere se utilizzare un impianto a collettore o a derivazione, a seconda delle esigenze e della struttura del bagno.

Normative e Permessi

Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).

Dichiarazione di Conformità

Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.

Normative Tecniche

Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore.

In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.

Incentivi Fiscali per la Ristrutturazione

Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.

Casi di Studio: Problemi Idraulici Comuni

Alcuni problemi idraulici sono rari e richiedono anche a un idraulico esperto di investigare fino alla soluzione. Una delle cose che rendono Roma una città davvero speciale in cui vivere è la sua ricca storia, con case che vanno da più di 200 anni a quelle che hanno un giorno di vita, e tutto il resto. Ma la storia che lo rende speciale rende anche le sue case imprevedibili e suscettibili a vari problemi idraulici. In generale, l’impianto idraulico più vecchio crea alcuni problemi ai proprietari, e agli inquilini naturalmente.

Esempio 1: Tubi in Ghisa Corrosi

Ci è capitato di vedere un tubo di scarico in ghisa originale, che ha 90 anni. Per un paio di mesi prima di chiamare i nostri servizi idraulici, il proprietario della casa ha segnalato diversi casi di blocco. I nostri idraulici hanno condotto una video ispezione che ha mostrato che il diametro interno del tubo era stato ridotto a 3,5 cm a causa della grave formazione di corrosione. Abbiamo consigliato al proprietario della casa di sostituire il tubo con uno di nuova generazione realizzato in ABS, una plastica a lunga durata che non si corrode, non arrugginisce e non si blocca.

Esempio 2: Tubi di Piombo e S-Trap

Il proprietario della casa ci ha chiamato e si è lamentato del lento drenaggio e di un cattivo odore proveniente dal lavandino. Prima di tutto, c’è quella che viene chiamata S-trap (la cosa che nella foto assomiglia a una “S” laterale), che non viene più utilizzata da nessun professionista. Poi ci sono i tubi di piombo. I vecchi tubi di piombo, una caratteristica importante delle case più vecchie, possono corrodersi nel tempo e rilasciare piombo nocivo nell’acqua potabile, che può avere effetti profondamente negativi sulla salute. Se vivi in una vecchia casa o sospetti di avere tubi di piombo, chiama immediatamente un idraulico.

Questi sono solo quattro casi di studio, ma ciascuno di essi illustra la necessità di mantenere aggiornato l’impianto idraulico. I materiali che gli idraulici hanno utilizzato in passato potrebbero essersi erosi o corrosi nel tempo o potrebbero non essere sicuri, in primo luogo. Per evitare i problemi sopra menzionati, ti consigliamo di considerare l’aggiornamento del tuo vecchio impianto idraulico.

Materiale Tubatura Durata Media Note
PVC Oltre 40 anni Pratico e conforme alle normative
Rame e Acciaio Galvanizzato Circa 50 anni Resistenti, ma soggetti a corrosione
Ghisa Oltre 90 anni (se di alta qualità) Pesante e soggetto a corrosione interna
Piombo Variabile (a seconda della qualità dell'acqua) Tossico, da sostituire

TAG: #Idraulico

Potrebbe interessarti anche: