Il Bagno degli Americani, situato sul lungomare di Tirrenia, frazione del comune di Pisa, a metà strada tra Livorno e Pisa, è un ampio pezzo di spiaggia che si estende per quasi diecimila metri quadri.

Dalle Origini Militari alla Dismissione

Era una zona militare, l’unico bagno di proprietà dell’esercito statunitense in Europa. Qui si pagava solo in dollari e all’inizio potevano entrare solo americani. In estate, i militari venivano da tutte le basi del continente. Gli italiani potevano solo passarci passeggiando sul bagnasciuga, ma di fatto era una zona extraterritoriale.

Il periodo d’oro della spiaggia coincise con l’attività cinematografica degli studi di Tirrenia. C’erano i grandi attori, le star come Sophia Loren. Alla fine degli anni Sessanta cominciò il ridimensionamento: arrivarono i licenziamenti del personale italiano, i tagli alle spese militari americane fino ad arrivare a dismettere la gestione del bagno sotto la presidenza di Obama. A partire dal 30 dicembre 2014 il 'bagno degli americani' è stato chiuso e restituito al Comune di Pisa.

L'American Beach: Un'Attrazione Popolare

Dagli anni '60 era una delle attrazioni più popolari di Tirrenia, in modo particolare il 4 luglio, la Festa dell'America, quando venivano esplosi i fuochi artificiali e diversi bagni intorno all'ex bagno organizzavano serate a tema.

La Rinascita Culturale e Sociale

Davide Bani è uno dei fondatori della cooperativa che, oltre a gestire lo storico cineclub pisano l’Arsenale, ha ottenuto la gestione del Bagno degli Americani. «Da quasi quarant’anni noi abbiamo il cineclub, ora è il più antico d’Italia tra quelli attivi. Siamo in centro a Pisa e abbiamo più di 8.000 associati.

È un bagno apparentemente normale: d’estate ci sono gli ombrelloni, i lettini, il bar… Tra le sue attività ce ne sono altre di impegno sociale e culturale. «C’è la spiaggia e non è scontato perché poco più a sud di Livorno la costa è rocciosa. Alle nostre spalle, oltre le dune, c’è la pineta oasi del WWF».

«Tra di noi qualcuno ha ritenuto questa iniziativa una “pericolosa deviazione”. Abbiamo “fatto il salto” e abbiamo portato sulla spiaggia il nostro modo di vedere il mondo, le nostre proposte culturali. Quest’anno abbiamo fatto 42 proiezioni cinematografiche al centro della spiaggia su un maxischermo gonfiabile. Abbiamo montato un ledwall che consente di proiettare anche durante il giorno. L’altro elemento che distingue l’attività del Bagno degli americani è l’accessibilità.

Cinema all'Aperto e Eventi

Una delle cose più belle dopo il cinema è… il cinema all’aperto. Quest’anno a Tirrenia si ripete un’esperienza davvero unica: “Il cinema degli Americani”, rigorosamente sulla spiaggia. Cinque belle serate da passare al mare, guardandosi un bel film. L’appuntamento è al Bagno degli Americani dal 23 al 27 luglio.

Sarà la magica atmosfera della spiaggia al tramonto e di sera a impreziosire il primo grande appuntamento dell'estate 2023 al Bagno degli Americani. Sabato 17 giugno torna 'Luminmare', la luminara del Bam, che segue come ormai da tradizione la luminara di San Ranieri.

Iniziative Musicali

Il concerto all'alba è uno degli eventi più attesi sulla spiaggia di Tirrenia. Alle prime luci del mattino in compagnia del volo dei gabbiani sarà uno dei migliori risvegli di questa strana estate. Il Bagno degli americani ha proposto molti artisti nell'arco degli ultimi dieci anni. Un appuntamento straordinario sulla spiaggia del Bagno degli Americani.

L'inizio è previsto alle 6 e 30 di domenica, 10 agosto con "Alba Acustica" a cura di L&M, Luca Buselli (chitarra) e Marco Biuller (voce). Luca e Marco sono due musicisti con una lunga esperienza individuale alle spalle.

Accessibilità e Inclusione

«Dare la possibilità di fruire della spiaggia e il mare il disabile, la mamma con la carrozzina, chi si è fratturato la gamba, l’anziano… sono cose per noi essenziali. Sono tutte persone che hanno gli stessi problemi. Se fossero servizi da proporre solamente per i disabili sarebbero già fondamentali perché stiamo parlando di diritti, non di concessioni.

«Noi li abbiamo ospitati» spiega Davide Bani, uno dei gestori del bagno, riferendosi al progetto Surf4all. «Abbiamo dato loro uno spazio, quattro-cinque cabine a disposizione, abbiamo predisposto le passerelle, le sedie job, un altro tipo di sedie ancora… Per chi fatica a muoversi ci sono piccole cose che diventano dei grandi problemi. Ad esempio il momento dell’entrata in acqua dalla carrozzella, l’uscita. A volte queste persone ci riescono da sole, altre volte c’è bisogno di un aiuto e i bambini che frequentano il bagno si sono rivelati molto importanti nell’agevolare la soluzione di questi problemi.

Sono arrivati ragazzi e ragazze a cui mancavano gli arti, altri con problemi alla vista. Percepire la loro gioia e l’emozione di fare per la prima volta un bagno in mare è stato per noi davvero bello. Non nego che all’inizio ci fosse qualche dubbio, le persone normali a volte possono essere spietate, e invece questa si è rivelata un’esperienza importante per tutti. Quando in un ambiente ci sono persone allegre tutto diventa migliore.

Mattei spiega che «il progetto prevedeva delle lezioni teoriche, ma soprattutto delle sessioni dimostrative pratiche, l’organizzazione di eventi dedicati a chi voleva vivere senza barriere il mare e lo sport. Ma soprattutto per insegnare il surf tra le persone con disabilità per dare a tutti la possibilità di fruire dei vantaggi psicofisici che la pratica di questo sport regala ai suoi praticanti. Mattei è molto orgoglioso quando sottolinea che quella è stata la prima attività didattica che ha fatto del surf un’attività inclusiva.

Il Futuro del Bagno degli Americani

«Non è facile fare degli investimenti in questa fase. Ce ne sarebbe bisogno. Questa è stata progettata come una struttura “chiusa” e ad accesso limitato: le domeniche di bel tempo passano da qui due-tremila persone, nelle serate anche cinquemila. La nostra ambizione, poi, è di aprirci ancora di più con accordi con l’associazionismo non solo locale e promuovere l’accessibilità al mare, coinvolgendo tanti nuovi soggetti. Il nostro sogno è tenere aperto per 12 mesi all’anno. Fare del bagno un luogo dove conoscere e apprezzare il mare nella sua interezza: come ambiente, l’importanza delle mareggiate, la necessità di tenere puliti la spiaggia e l’acqua. Il mare non è un “oggetto di consumo”. Io credo che il bene pubblico, anche se lo gestisce un privato, deve considerarsi pubblico, comune. Però a chi fa questo lavoro deve essere consentita la rendita, che è cosa diversa dal profitto.

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