La crescente popolazione anziana richiede soluzioni pratiche per rendere gli ambienti domestici più accessibili e sicuri. In questo contesto, adattare la vasca da bagno per essere usata dagli anziani emerge come una soluzione ideale, senza la necessità di costose ristrutturazioni.
Agevolazioni Fiscali per l'Adattamento del Bagno
Chi desidera costruire o ristrutturare un bagno per disabili ha a disposizione diverse agevolazioni grazie alla Legge n° 13 del 1989. Grazie a questa legge è possibile facilitare la vita a chi ha problemi di deambulazione o deve muoversi con la sedia a rotelle, o ancora, chi soffre di cecità.
Con l’approvazione della Legge di Bilancio è stato prorogato ufficialmente fino al 31 dicembre 2017 il bonus ristrutturazioni e le detrazioni Irpef del 50%. Il Bonus ovviamente può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento dell’Irpef per effettuare lavori di ristrutturazione alla propria abitazione privata o a parti comuni di condomini o residence. La legge prevede la detrazione dall'imposta lorda del 19% sull'intera spesa sostenuta e del 50% della spesa sostenuta fino a un massimale di 96.000 euro su ogni singola unità.
È possibile usufruire dell’IVA agevolata al 4% con detrazioni Irpef che passano al 19%. La realizzazione di lavori di ristrutturazione finalizzati all’eliminazione e al superamento delle barriere architettoniche beneficiano inoltre dell’applicazione dell’aliquota IVA del 4% (che riguarda non solo i lavori effettuati sull’immobile ma anche i mezzi destinati alla mobilità del disabile e tutte le eventuali strumentazioni tecniche necessarie all’autosufficienza del soggetto anziano o disabile).
Detrazione IRPEF del 50%
Questa detrazione può essere richiesta da chiunque effettua lavori destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche in un immobile di proprietà o in locazione. Stando alle disposizioni governative più recenti, la detrazione spettante è del 50% ai fini Irpef e questo si traduce in un rimborso della metà delle imposte versate.
Dal 2016 le vasche con sportello o porta dedicate a disabili e anziani non fanno più parte delle opere volte ad eliminare le barriere architettoniche. La soluzione sta nella ristrutturazione del bagno: infatti, le opere straordinarie possono beneficiare del bonus ristrutturazioni. In questo contesto, è possibile richiedere la detrazione fiscale Irpef del 50% calcolata su una spesa massima di €96.000. La detrazione interessa anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici per un importo massimo di €10.000.
Chi ha diritto alla detrazione vasca da bagno per disabili, nell’ambito del bonus ristrutturazioni? L’Irpef viene detratta dalla dichiarazione dei redditi, quindi per richiedere il beneficio non serve altro che compilare il modello 730 e indicare le spese sostenute, insieme ai dati catastali della casa.
Oltre alla dichiarazione dei redditi, un altro aspetto cruciale è la modalità di pagamento: tutti i versamenti vanno eseguiti con bonifico bancario o postale parlante. La causale deve essere: bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986.
Bonus Barriere Architettoniche 75%
Il bonus barriere architettoniche consiste in una detrazione d’imposta del 75% delle spese documentate sostenute nel periodo tra il primo gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025 e va ripartita tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo.
La detrazione deve essere calcolata su un importo complessivo non superiore a:
- 50.000 euro, per gli edifici unifamiliari
- 40.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari
- 30.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di 8 unità immobiliari
Una condizione fondamentale per accedere al bonus in esame è quella di rispettare la normativa di settore, così come indicato all’interno dell’art. 119-ter del D.L. 34/2020. In particolare il comma 4 del decreto rilancio comunica che, per l’accesso alla detrazione in esame e ai fini dell’eliminazione delle barriere architettoniche, gli interventi previsti devono soddisfare i requisiti previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro del lavori pubblici 236/1989. Analizzando il D.M. in esame, tra gli interventi di eliminazione delle barriere rientrano espressamente quelli di rifacimento o adeguamento di impianti, compresi i servizi igienici.
Per il 2024, l’art. 3 del D.L. 212/2023 ha introdotto importanti limitazioni sul bonus barriere architettoniche; nello specifico, questo bonus può essere utilizzato per rifare il bagno soltanto nei casi di seguito riportati:
- se alla data del 29 dicembre 2023 (data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto salva Superbonus) è stata già presentata la richiesta del titolo abilitativo, se necessario;
- in caso non sia prevista la presentazione del titolo abilitativo, è possibile accedere all’agevolazione solo se i lavori sono già iniziati;
- nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati deve essere stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni o servizi oggetto dei lavori e deve essere stato già versato un acconto sul prezzo.
Per coloro che non hanno rispettato il termine per i suddetti adempimenti, il bonus barriere architettoniche può essere utilizzato esclusivamente per la realizzazione di interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche quali: scale, rampe, ascensori, servoscale, piattaforme elevatrici.
Inoltre, per garantire il corretto utilizzo del bonus e prevenire abusi, è stato introdotto l’obbligo di un’apposita asseverazione per il rispetto dei requisiti. Questa asseverazione dovrà essere rilasciata da tecnici abilitati ed è finalizzata a verificare la conformità degli interventi alle normative.
Nel caso in cui si possa usufruire della detrazione del 75%, essa è valida sia per la sostituzione delle porte esistenti con modelli a battente o scorrevoli conformi alle normative, sia per interventi mirati come l’eliminazione delle soglie o la creazione di spazi manovrabili. È da sottolineare che questa detrazione fiscale per l’applicazione del bonus per il rifacimento del bagno può essere cumulata con altre agevolazioni previste per l’eliminazione delle barriere architettoniche in generale, come l’installazione di ascensori o di porte interne.
In questo contesto, le opere di sostituzione delle porte interne rientrano nei lavori agevolabili se inserite in interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, e ristrutturazione edilizia.
Bonus Bagno 2024
L’agevolazione è prevista per chi ha intenzione di ristrutturare il bagno ed è una detrazione fiscale suddivisa in 10 rate annuali, da utilizzare nella dichiarazione dei redditi per compensare l’Irpef; in alternativa, si può optare per lo sconto in fattura e per la cessione del credito a determinate condizioni.
A chi spetta il bonus bagno 2024? Possono beneficiare dell’agevolazione tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF, a condizione che possiedano o detengano, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi e ne sostengano le relative spese. Pertanto, sono legittimati a fruire della detrazione:
- il proprietario o il nudo proprietario
- il titolare di un diritto reale di godimento, quale usufrutto, uso, abitazione o superficie
- l’inquilino o il comodatario
- i soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa
- gli imprenditori individuali, per gli immobili che non rientrano fra i beni strumentali o i beni merce
- soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gliimprenditori individuali
- i familiari conviventi, vale a dire il coniuge (a cui è equiparata la parte dell’unione civile), i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado
- il convivente di fatto
- il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
- il promissario acquirente
Come richiedere il bonus bagno 2024? Per accedere al bonus bagno, è necessario:
- inviare all’ASL competente per territorio (prima di iniziare i lavori) una comunicazione con raccomandata A.R., tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla ASL;
- pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita IVA del destinatario delle somme (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).
Requisiti per il Bonus Bagno 2024
Per poter usufruire delle agevolazioni previste dal bonus bagno è necessario che gli interventi rispettino determinati requisiti previsti dal D.M. 236/89. Nello specifico nei servizi igienici devono essere garantite, con opportuni accorgimenti spaziali, le manovre di una sedia a ruote necessarie per l’utilizzazione degli apparecchi sanitari. In particolare:
- lo spazio necessario per l’accostamento laterale della sedia a ruote alla tazza e, ove presenti, al bidet, alla doccia, alla vasca da bagno, al lavatoio, alla lavatrice;
- lo spazio necessario per l’accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo, che deve essere del tipo a mensola;
- la dotazione di opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca.
Si devono preferire i rubinetti con manovra a leva e, ove prevista, con erogazione dell’acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici e a porte scorrevoli o che aprono verso l’esterno.
Cosa Comprende il Bonus Bagno 2024
Il D.M. 236/89 contiene anche delle specifiche che spiegano nel dettaglio cosa comprende il bonus bagno 2024. È necessario garantire la manovra e l’uso degli apparecchi anche alle persone con difficoltà motorie, motivo per cui deve essere previsto, in rapporto agli spazi di manovra, l’accostamento laterale alla tazza w.c., bidet, vasca, doccia, lavatrice e l’accostamento frontale al lavabo.
Per quanto riguarda le caratteristiche degli apparecchi sanitari:
- i lavabi devono avere il piano superiore posto a cm 80 dal calpestio ed essere sempre senza colonna con sifone preferibilmente del tipo accostato o incassato a parete;
- i w.c. e i bidet sono di tipo sospeso (preferibilmente), in particolare l’asse della tazza w.c. o del bidet deve essere ad una distanza minima di cm 40 dalla parete laterale, il bordo anteriore a cm 75-80 dalla parete posteriore e il piano superiore a cm 45-50 dal calpestio. Qualora l’asse della tazza w.c. o bidet sia distante più di 40 cm dalla parete, si deve prevedere, a cm 40 dall’asse dell’apparecchio sanitario, un maniglione o corrimano per consentire il trasferimento;
- la doccia deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile e doccia a telefono.
Bonus Barriere Architettoniche: Cessione del Credito e Sconto in Fattura
Ad oggi, nessuna agevolazione consente di beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito. Tuttavia, in riferimento al bonus barriere architettoniche, si presenta un doppio scenario:
Caso 1: scadenza e requisiti rispettati
Se il beneficiario ha rispettato la scadenza del 29 dicembre 2023 ha la possibilità di scegliere 2 alternative alla detrazione diretta:
- cessione del credito: è possibile cedere il proprio credito d’imposta, equivalente all’importo della detrazione, a terzi soggetti, compresi istituti di credito e intermediari finanziari;
- sconto in fattura: riguarda un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, e viene anticipato dal fornitore che ha eseguito i lavori.
Caso 2: scadenza e requisiti non rispettati
Nel caso in cui non siano state rispettate le disposizioni al 29 dicembre 2023, l’art. 3 del D.L. 212/2023 stabilisce che a partire dal 1° gennaio 2024, non sarà più possibile usufruire delle opzioni di sconto in fattura o cessione del credito per questa detrazione fiscale. Tuttavia, sono presenti alcune eccezioni specifiche:
- per i condomini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
- per le persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
- sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
- abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
- abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.
Come Progettare un Bagno per Disabili
Per progettare un bagno per i disabili è necessario prevedere determinati elementi caratteristici essenziali per un “bagno tipo”, in particolare:
- wc
- corrimani orizzontale
- porta con anta scorrevole o con apertura a libro
- segnaletica situata sulla porta (lato esterno)
- appoggio ribaltabile
- lavabo con installazione ad altezza max 80 cm dal pavimento, sifone da incasso, tubo di scarico flessibile e rubinetteria con leva
- specchio con installazione ad altezza compresa tra 90 e 180 cm da terra
Inoltre, nel dimensionamento dei locali e nella collocazione degli arredi è indispensabile tenere conto degli ingombri minimi relativi alle diverse disabilità. Gli spazi minimi d’ingombro possono variare in funzione del tipo di ausili necessari agli spostamenti:
- una persona che per camminare utilizza il bastone, necessita di uno spazio d’ingombro di larghezza non inferiore a 70-75 cm;
- una persona che utilizza le stampelle, o altri sostegni, richiede una dimensione variabile da 80 ai 95 cm.
A seconda del modello e delle modalità d’uso, la carrozzina necessita di spazi diversi:
- se spinta da un assistente richiede, per un movimento in linea retta, una larghezza netta minima dello spazio d’ingombro di 80 cm (85 cm per carrozzine più larghe);
- se spostata autonomamente dal disabile, in considerazione dell’ingombro dei gomiti o della difficoltà di procedere in maniera perfettamente rettilinea, lo spazio di ingombro minimo diventa di 90 cm.
Va ricordato che alcune persone disabili, per indossare o togliere indumenti e/o apparecchi per gli arti inferiori, hanno bisogno di uno spazio minimo, dall’estremità del sedile al più vicino ostacolo frontale, di 65-75 cm.
Il tipo di menomazione, le caratteristiche antropometriche della singola persona, il tipo di carrozzina e la tecnica usata per girarla sono le variabili relative all’ambito spaziale di manovra di una persona disabile in carrozzina.
Nel progettare un bagno per disabili è opportuno prevedere cerchi di rotazione (cioè spazi funzionali a un giro di 360°) di 150-170 cm di diametro; tali dimensioni infatti soddisfano un’ampia casistica.
Soluzioni per Adattare la Vasca da Bagno
Per coloro che desiderano migliorare l’accessibilità del bagno senza dover sottoporsi a lavori strutturali, la soluzione “vasca nella vasca” si presenta come un’opzione conveniente.
L’installazione di una vasca con sportello è un intervento relativamente semplice, senza la necessità di rimuovere la vecchia vasca. Il sportello consente un facile accesso senza dover affrontare il rischio di scivolare durante l’entrata o l’uscita.
La presenza di una seduta integrata nella vasca offre un ulteriore livello di sicurezza. Gli anziani possono comodamente sedersi mentre la vasca si riempie, riducendo il rischio di cadute.
Interventi di Adeguamento
Negli alloggi accessibili di edilizia residenziale sovvenzionata deve inoltre essere prevista l’attrezzabilità con maniglioni e corrimano orizzontali e/o verticali in vicinanza degli apparecchi. La tipologia e le caratteristiche dei maniglioni devono essere conformi alle specifiche esigenze riscontrabili successivamente all’atto dell’assegnazione dell’alloggio e posti in opera in tale occasione.
Nei servizi igienici dei locali aperti al pubblico è necessario prevedere e installare il corrimano in prossimità della tazza w.c., ad un’altezza di 80 cm dal calpestio, e di 3-4 cm di diametro; se fissato a parete deve essere posto a 5 cm dalla stessa.
Nei casi di adeguamento è consentito eliminare il bidet e provvedere alla sostituzione della vasca con una doccia a pavimento al fine di ottenere uno spazio laterale di accostamento alla tazza w.c. e di definire sufficienti spazi di manovra, anche senza modifiche sostanziali.
Sanitari Adatti
In commercio ci sono svariate tipologie di sanitari adatte per il rifacimento di un bagno privo di barriere architettoniche. I water e i bidet, oltre a essere sospesi, hanno forme arrotondate e agganci nascosti. Il vaso sospeso firmato Geberit è senza brida, con il fissaggio nascosto e con il sedile a discesa rallentata. Il bidet sospeso di Geberit ha una forma morbida e avvolgente. Il bidet sospeso monoforo firmato Flaminia è in ceramica e dotato di troppopieno. Il bidet sospeso di Duravit è disegnato, come il vaso, da Philippe Starck.
Come già ti abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, anche i lavabi e i miscelatori, in un bagno per disabili, devono consentire il facile avvicinamento della persona e permetterle di compiere in modo semplice i movimenti necessari per prendersi cura della propria igiene, tra i quali si annovera la facilità di apertura e chiusura del rubinetto. Il lavabo Vital firmato Duravit è disegnato da Matteo Thun & Antonio Rodriguez ed è realizzato in ceramica. Il lavabo console rettificato con troppopieno firmato Duravit è disegnato da Sieger Design ed è in ceramica. Il sedile ribaltabile Bluetech è concepito appositamente per persone disabili o con mobilità ridotta.
Tabella Riepilogativa Agevolazioni
| Agevolazione | Percentuale Detraibile | Massimale di Spesa | Requisiti |
|---|---|---|---|
| Bonus Ristrutturazioni | 50% | €96.000 | Interventi di ristrutturazione edilizia |
| Bonus Barriere Architettoniche | 75% | €50.000 (edifici unifamiliari), €40.000 (edifici 2-8 unità), €30.000 (edifici >8 unità) | Rispetto dei requisiti del D.M. 236/1989 |
| IVA Agevolata | 4% | N/A | Lavori per l'eliminazione delle barriere architettoniche |
