In principio erano palafitte. Poi le tre generazioni nel segno del dio del mare. Si comincia da nonno Vittoriano Simi che nel 1948 ha letteralmente costruito il bagno, affiancato dal figlio Umberto che oggi, insieme a Marco sono i pilastri dei Nettuno, a due passi dal moletto Nazario Sauro.
La Storia Familiare dei Bagni Nettuno
«Il nostro è uno stabilimento ultrafamiliare dove restano salde le tradizioni della vita sui bagni, dalle tavolate dei nostri abbonati che restano qui a pranzo e a cena e dei tornei di carte», Umberto Simi, 78 anni a settembre racconta con orgoglio quella struttura che ha visto crescere. Lo stabilimento si sviluppa intorno alla spiaggia: tanti gli ombrelloni piazzati anche sulla sabbia.
«Abbiamo una delle spiagge sabbiose più grandi della città: è per questo che tante nostre affezionate, soprattutto di una certa età, la mattina fanno ginnastica andando avanti e indietro in acqua, nella piccola baia sabbiosa che abbiamo», continua Marco Simi.
«Siamo stati i primi ad avere un trampolino in mezzo al mare e i bagnanti di altri stabilimenti venivano da noi: oggi sono rimasti i quattro piloni che lo sorreggevano», continua Simi. Un altro ricordo che corre nella mente è quello di Gino Lena, maestro di sonetti in vernacolo, che era un affezionato dello stabilimento.
Servizi e Attività ai Bagni Nettuno
Ieri, oggi. I bagni Nettuno hanno la connessione wi-fi ovunque e hanno un’attenzione di riguardo per i bambini. Davanti alla spiaggia spicca una piattaforma gialla con uno scivolo. Poi ci sono canoe e sup da noleggiare. Giallo è anche il vademecum delle dieci cose da fare per godersi i Nettuno che diventerà un adesivo che Simi consegnerà ai clienti. Sotto la tenda, nella zona d’ombra, il pomeriggio impazzano i tornei di burraco, ramino, briscola e scopa.
«Noi abbiamo una decina di persone al lavoro tra bagnini, segreteria, manutenzione e oltre un migliaio di abbonati: abbiamo fatto un importante restyling che continuerà», continua.
Per sottolineare la dimensione «ultrafamiliare», della struttura come sottolinea Umberto Simi, salta fuori che bar e ristorante sono gestiti da storici clienti del bagno che poi sono diventati gestori di una parte. Allo stesso modo alla reception ci sono mamma e figlia, Eleonora e Lucia Marchetti. In giro per il bagno Nettuno sono davvero tanti i bambini.
«Da noi lavora per luglio e agosto un centro estivo che intrattiene una trentina di ragazzi», aggiunge Simi. E ancora la sera, il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 21.30 alle 22.30 largo alla baby dance.
Accanto alle tradizioni, infatti, non mancano gli eventi. Il 13 e il 26 agosto in programma musica e ritmi dance. Il 18 agosto si sposta allo stabilimento balneare il Tale e quale show. E all’ingresso c’è pure una famiglia di inglesi.
Nettuno: Non Solo Mare
Nettuno è una delle località balneari più rinomate e frequentate del Lazio. A questo si aggiungono le numerose strutture ricettive tutte collocate nel nucleo urbano. Alla fine degli anni 80 è stato realizzato e messo in funzione il porto turistico che si estende fino al borgo medievale, cuore pulsante della vita turistica di questa città.
Nettuno però non è solo mare, spiagge e divertimento. La città che ha avuto nel passato recente una forte espansione conserva ancora intatto un cuore antico: si tratta del Borgo Medievale caratteristico gruppo di case, chiese, palazzi racchiusi tra cinte murarie interrotte da alcune torri cilindriche risalenti al 1300. Il borgo fu realizzato quando Nettuno era sotto la Signoria degli Orsini.
Sul lungomare settentrionale di Nettuno si erge maestoso il Forte Sangallo possente fortezza costruita tra il 1501 e il 1503 da Antonio da Sangallo il Vecchio, per volontà di Cesare Borgia per garantire una valida protezione della città, definita il granaio del Lazio, dagli attacchi via mare. Il castello a picco sul mare, ha una struttura quadrangolare composto da quattro baluardi, con solide mura spesse 5 metri.
Al centro sorge un imponente mastio, ampliato nel corso degli anni. La fortezza vide vari proprietari; dopo i Borgia, il forte passa ai Colonna fino al 1594, anno in cui venne ceduto alla Camera Apostolica. Nel 1831 divenne proprietà dei Borghese.
Il Santuario di Nostra Signora delle Grazie e Santa Maria Goretti è forse il luogo di culto più famoso di Nettuno dove ogni anno migliaia di fedeli e devoti pregano davanti all’urna della santa morta in giovanissima età e che fu canonizzata da Papa Pio XII nel 1950.
La Festa della Madonna delle Grazie è una solenne processione, che si svolge il primo sabato di maggio, per le vie centrali di Nettuno. La Madonna delle Grazie viene portata e accompagnata dai Nettunesi dal Santuario di Santa Maria Goretti e Nostra Signora delle Grazie alla Chiesa di San Giovanni, nel borgo medioevale.
Sfilano tutte le confraternite delle parrocchie della città, i rappresentanti dei comuni limitrofi, i bambini vestiti da pargoletti e le bambine da angeli. Dal 1987 è diventata tradizione fare il bagno nelle acque fredde del mare di Nettuno il 1 gennaio di ogni anno. Evento che richiama sempre più segaci.
Da Roma, si può prendere la SS148 Pontina in direzione Latina. All’altezza dello svicolo per Aprilia, si esce in direzione Nettuno/Anzio e poi seguire le indicazioni per Nettuno. Da Roma, ci sono treni diretti dalla Stazione Termini che portano a Nettuno in circa 1 ora e 15 minuti. Da Roma, partono autobus Cotral dalla Stazione Laurentina (Metro B) diretti a Nettuno.
Dopo aver esplorato la cittadina di Nettuno, con la sua atmosfera sospesa tra mare e storia, il viaggio può continuare in modo altrettanto ricco e coinvolgente. Uscendo dal cuore del borgo antico, si può passeggiare lungo il vivace lungomare, dove le onde lambiscono dolcemente le spiagge e l’aria profuma di salsedine e pini marittimi.
Se la giornata prosegue verso il tardo pomeriggio, il tramonto regala colori intensi, da godere magari seduti a un tavolino sul mare, gustando un calice di vino bianco locale accompagnato da piatti di pesce fresco.
Per chi ama la natura e ha voglia di spingersi poco fuori dal centro, vale la pena raggiungere Torre Astura, un antico bastione costruito su un isolotto collegato alla terraferma da un ponte. Qui la costa si fa più selvaggia e il mare assume tonalità intense, creando un contrasto emozionante con la pietra antica della torre.
Nel territorio del comune di Nettuno, all’interno di un poligono militare, situata a circa 10 chilometri a sud dalla città, si trova Torre Astura. Edificata su un antico porto romano ancora visibile, nel 1193 dai Frangipane, signori del posto, che costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio.
Vicinissima a Nettuno è anche la città di Anzio, rinomata per la sua storia e per l’ottima cucina a base di pesce; un vero vanto per questa località di mare, tra le più gettonate durante il periodo estivo.
Tempi Passati al Bagno Nettuno
Tempi passati: nell' estate del 2011 non ci sono più i personaggi di una volta, la crisi si fa sentire, la spiaggia si riempie solo nel weekend e il ristorante è stato trasformato in self service «per venire incontro alle tasche delle famiglie». Ma il vecchio re del mare conserva ancora il suo spirito altero. Quell' aria nobile di chi la Versilia l' ha vista nascere.
Bagno trasgressivo il Nettuno. Aperto a uomini e donne, roba da scandalo per i tempi. A Viareggio, prima, non c' era niente di simile. Solo due capanni: il Dori, riservato alle signore e alle suore, e il Balena (Nereo, secondo altre fonti), per gentiluomini e priori.
Al Nettuno no, si stava tutti insieme, costume di lana, palafitte e quinte intagliate dai maestri d' ascia del posto. Qui arrivavano medici e notai da Lucca e Firenze, attori, musicisti. Al bar Principe, il più famoso della passeggiata, Oreste Giannessi, bisnonno di quel Graziano che oggi gestisce il Nettuno, preparava di nascosto gli spaghetti per Ruggero Leoncavallo, diabetico e golosissimo.
E a Viareggio c' era la villa di Giacomo Puccini: «Ma lui agli stabilimenti preferiva i capanni solitari, per andarci con le amanti». Un primo Novecento da incorniciare, con il Nettuno che offriva terapie salsoiodiche, concerti, servizio di telegrafo, interpreti, parrucchiere. Poi due incendi, nel 1913 e nel 1917, e due guerre.
Ma il viareggino, si sa, è orgoglioso e competitivo. Si è inventato il Carnevale («Per far vedere ai nobili che potevamo fare festa anche noi») e allo stesso modo si è ripreso il mare. Privato e pubblico: la Versilia felix del boom. Ciak da un' estate di oltre quarant' anni fa: il twist, il Piper, Alberto Sordi in spiaggia e, a pochi passi da lui, Fred Buscaglione. «Una stagione irripetibile», continua Graziano.
Ma il Nettuno resta ancora un punto di riferimento della costa Toscana. Anche oggi. Merito delle 180 cabine in legno, dei 250 ombrelloni, delle 10 tende, della sabbia sempre perfetta, delle due piscine, del campo da beach volley, del patio coperto da cui godersi la brezza. Le lezioni di acquagym monopolizzano le signore, il defibrillatore è il fiore all' occhiello dello stabilimento, il baby club funziona tutto il giorno.
Tanti servizi destinati ai villeggianti della seconda casa, il vero «zoccolo duro» del Nettuno. Mamme e nonne con i bambini, adolescenti di Milano, Parma, Piacenza. Discorso diverso per gli stranieri: scandinavi, russi, olandesi che atterrano al vicino aeroporto di Pisa. Nuovi clienti che hanno cambiato esigenze e stili di vita: per loro la vacanza è «mordi e fuggi», la pizza al tavolo va bene anche senza tovaglia bianca.
Eppure la gente famosa arriva ancora: Davide Lippi ha festeggiato al Nettuno il suo diciottesimo compleanno, qui si vedono passare (separati) Denis Verdini e il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi. Nessuno ne parla, però. A Viareggio impera l' understatement e Giannessi non fa nomi neanche sotto tortura.
Guarda la sua spiaggia, sorride e dice: «Forte dei Marmi attrae di più perché hanno capito che il posto piccolo funziona, e in questo sono bravissimi.
Turismo Subacqueo e Archeologia Sottomarina
Un progetto innovativo per portare in superficie i tesori sommersi della Campania. Le aree marine protette della regione insieme per la prima volta per promuovere il turismo subacqueo e archeologico. Un mondo meraviglioso, ricco di storia e di biodiversità ma non sempre conosciuto.
Per questo la regione Campania ha finanziato "Un mare di cultura", un Press Tour che ha coinvolto giornalisti specializzati di testate nazionali ed estere in un breve viaggio di 5 giorni via mare con soste a terra per incontri con le realtà locali. Si è andati dal porto romano di Santa Maria di Castellabate, alle ville marittime e alla biodiversità di Punta Campanella e della penisola sorrentina, dai resti archeologici di Baia e Gaiola al porto romano di Ischia.
Il tour è partito da Santa Maria di Castellabate con la conferenza di apertura a cui hanno partecipato il vice sindaco della cittadina di Benvenuti al Sud, Luisa Maiuri, il presidente del Parco nazionale del Cilento, Tommaso Pellegrino, il Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Alberto Mandrillo e il Presidente dell'AMP Punta Campanella, Michele Giustiniani.
Poi sono cominciate le visite guidate, con Alessandra Benini, esperta di archeologia subacquea e le guide dell'AIGAE (associazione italiane guide ambientali escursionistiche). Il giorno dopo appuntamento a Punta Campanella, raggiunta via mare- a bordo di " Scorfanella", la nuovissima imbarcazione dell'area marina protetta di Punta Campanella, realizzata dai fratelli Aprea nei cantieri di Castellammare di Stabia- per ammirare le ville marittime romane, il santuario di Atena e le torri di avvistamento costiere.
Breve sosta a Piano di Sorrento con l' incontro con due sub rinomati del luogo, i coniugi Enrico e Rosaria Gargiulo, pionieri delle immersioni sorrentine e in passato campioni mondiali di fotografia subacquea. Tanti gli aneddoti e i racconti sulla subacquea in penisola, sulla scoperta delle meraviglie sommerse, dei colori e delle forme che si possono vedere soltanto sott'acqua.
Il professore Sandulli dell'Università Parthenope di Napoli ha invece illustrato le caratteristiche e le peculiarità della ricca biodiversità presente nel Parco Marino di Punta Campanella. L'incontro si è svolto all'antico Bagno Nettuno ed è stato moderato dal giornalista Antonino Siniscalchi, corrispondente de "Il Mattino".
Da lì il tour è proseguito verso il Parco sommerso Baia, con introduzione del responsabile del Parco, Enzo Maione e visita in barca al sito e via terra al complesso archeologico delle terme. Il quinto e ultimo giorno, tappa ad ischia per visitare l'AMP Regno di Nettuno con approfondimenti ed illustrazioni delle ultime acquisizioni nello scavo subacqueo del porto romano di Aenaria a cura di Alessandra Benini.
E' partita così la sfida per rilanciare il turismo subacqueo, un settore in crescita ma che va sostenuto, con più di 20 diving, migliaia di immersioni e visite nei fondali delle aree marine protette campane. "Esiste uno straordinario patrimonio culturale ed uno dei più grandi patrimoni di biodiversità e paesaggi d'Europa, che però è sommerso nel mare della Campania- spiega Antonino Miccio, direttore dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella e direttore F.F.
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