La scienza delle costruzioni idrauliche studia l'equilibrio dei corpi rigidi, a prescindere dalle deformazioni. L'equilibrio si definisce come l'assenza di movimento, sia in termini di spostamento orizzontale e verticale, sia di rotazione attorno a un punto.
Esiste un rapporto di causa-effetto dove una forza (fx, fy) o un momento (m(g)) producono spostamenti (dx, dy) o rotazioni (dϕ). In termini di gradi di libertà (GL), si ha GL=3.
Su una struttura agiscono sempre dei carichi. Per impedire il movimento della struttura, si utilizzano i vincoli.
I sistemi di vettori si fanno equilibrio quando i momenti sono equivalenti e quindi sono sulla stessa retta d'azione (asse centrale).
Condizioni di Equilibrio del Corpo Rigido nel Piano
Le condizioni di equilibrio del corpo rigido nel piano possono essere riassunte come segue:
- Sistema equilibrante: R(c) = - R(n) e m(o)(c) = - m(o)(n)
- R(c) + R(n) = 0
- m(o)(c) + m(o)(n) = 0
Un sistema di vettori è nullo quando azzera tutte le forze e i momenti:
- R($) = 0
- m(o)($) = 0
Equazioni Cardinali della Statica
Le equazioni cardinali della statica esprimono l'equilibrio in termini di forze e momenti:
- R = 0
- m = 0
È possibile scrivere R in componenti rispetto all'asse x e rispetto all'asse y:
- Rx = 0
- Ry = 0
- ∑ifix = 0
- ∑ifiy = 0
- ∑im(i) = 0
Procedimento Generale
- Interpretazione dispositivi interni
- Interpretazione della struttura
- Equazioni di equilibrio
- Incognite statiche
- Metodo EQ. Ausiliarie
- Sconnessione
- 1 solo corpo n = 1
- 3 + Gs = GL
- Reazioni dei vincoli esterni Gve
Modello Strutturale
Un modello strutturale è definito da:
- Geometria
- Materiale
- Carichi
- Vincoli
Il calcolo delle reazioni dei vincoli si basa sulle condizioni di equilibrio descritte in precedenza.
Studio delle Caratteristiche di Sollecitazione (Sforzi Interni)
- Forza normale (N): positiva se provoca trazione (allungamento del corpo)
- Sforzo di taglio (T): positivo se provoca rotazione oraria
- Momento flettente (M): positivo se allunga le fibre a destra del verso di percorrenza
Convenzione da Utilizzare
Consideriamo un tratto AB (0 ≤ x ≤ l):
Σ fix = - 5/8 qe + qx + T(x) = 0Σ fiy = N(x) = 0Σ ms1 = - 5/8 qe∙l∙x - qx ∙x/2 + M(x) = 0
Da cui:
- T(x) = -qx + 5/8 qe (Funzione lineare)
- N(x) = 0 (Funzione costante)
- M(x) = -qx2/2 + 5/8 qex (Funzione parabolica)
Consideriamo un tratto BD (0 ≤ x ≤ l):
Σ fix = - 5/8 qe + q + N(x) = 0Σ fiy = -qx - T(x) = 0Σ ms2 = - 5/8 qe∙l∙t + qe∙l∙x/2 + qx∙x/2 + M(x) = 0
Da cui:
- N(x) = - 3/8 qe (Funzione costante)
- T(x) = - q (Funzione lineare)
- M(x) = -qx2 + q2 (Funzione parabolica)
Laminazione Ottimale
La laminazione ottimale si ottiene quando la portata uscente è costante durante la fase di colmo. Questo concetto astratto può essere avvicinato agendo sulle luci di fondo sufficientemente ampie e regolando la luce stessa attraverso organi mobili come paratoie.
Evento Critico per il Volume
L'evento critico è quello che, muovendosi lungo una curva di possibilità climatica, dà luogo al massimo effetto in termini di portata e volume.
Per ricavare l'evento critico per il volume, si utilizzano i concetti della laminazione ottimale e si cerca la durata critica. Il modello matematico calcola la portata di pioggia netta in funzione del tempo e determina il volume di superamento della soglia di portata Q* per ogni evento.
Metodi per identificare l'evento critico:
- Metodo dei tentativi: si estrae l'intensità di pioggia da una curva climatica e si utilizza un modello matematico per calcolare la portata di pioggia netta in funzione del tempo.
- Metodo analitico: si costruisce la portata di pioggia netta in funzione del tempo utilizzando la curva di possibilità climatica e la curva di intensità in funzione del tempo di ritorno.
L'obiettivo è identificare l'evento che genera il massimo volume dell'idrogramma, ovvero il volume di superamento della soglia Q* che genera condizioni di pericolo a valle del serbatoio.
Determinazione della Durata Critica θ* e del Volume Massimo d'Invaso Wmax
La durata critica θ* può essere determinata analiticamente o graficamente. Si esprime matematicamente la condizione di massimo, derivando la differenza rispetto a θ. Successivamente, si sostituisce θ* nella formula del volume invasato per ricavare il volume massimo d'invaso Wmax.
Graficamente, si può considerare il volume d'invaso diviso l'area del bacino A e disegnare la curva di possibilità climatica. Moltiplicando questa curva per il coefficiente di deflusso, si ottiene una seconda curva. Infine, si rappresenta sul piano il comportamento Q * θ / A, che è una retta uscente dall'origine.
Si calcola come somma di area del rettangolo più l'area dei due triangoli. A questo punto conviene adimensionalizzare il risultato, quindi divido tutto per la portata critica sapendo che questa vale: Q =a·ϕ·A· T , allora ottengo:
Moltiplico e divido l'ultimo elemento per T:
A questo punto definisco le seguenti quantità adimensionali, pongo il rapporto tra il teta critico θ* e il tempo wT uguale a y, e il rapporto di laminazione tra Q e Q uguale a η (eta):
Posso riscrivere l'equazione come:
Il valore della durata critica θ* che consente di stimare il volume massimo è ricavabile graficamente in funzione del rapporto di laminazione, del coefficiente n e del tempo di corrivazione T:
Fissato η e un certo n (curva in rosso), si ricava il valore di y(η), da cui si ricava poi la durata critica θ*.
| Parametro | Descrizione |
|---|---|
| θ* | Durata critica per l'invaso di laminazione |
| Wmax | Volume massimo d'invaso |
| Q* | Portata critica |
| η | Rapporto di laminazione (Q/Q*) |
| y | Rapporto adimensionale (θ*/T) |
| T | Tempo di corrivazione |
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