Il Bagno Bruno di Forte dei Marmi è un piccolo stabilimento balneare con ristorante pieds dans l'eau aperto anche fuori stagione.

Qui, la cucina marinara della Versilia viene interpretata dallo chef-pescatore Daniele Balderi.

Nato nel 1951 dagli sforzi e dalla caparbietà di Vittorio Polacci e sua moglie Pina, bagnino-pescatore lui e cuoca lei, il locale è lontano anni luce dal luccichio dei ristoranti stellati del Forte e ha mantenuto l'impronta originaria, con la tipica struttura in legno affacciata sulla spiaggia del litorale fortemarmino.

Gestito ancora oggi dalla stessa famiglia, in cucina Rita e i figli Daniele e Serena Balderi, rispettivamente la figlia e i nipoti di Vittorio e Pina, offre ai suoi ospiti la vera essenza dello stare bene a tavola, trasmettendo tutti quei sapori e profumi che sembrano ormai solo un lontano ricordo del passato.

La carta del ristorante è solo indicativa, poiché il menu si basa principalmente su ciò che il mare regala giorno per giorno.

Si respira ancora un’aria retrò tra le storiche tende dei bagni di Forte dei Marmi. Lì tutto, o quasi, è rimasto invariato.

I colori delle cabine in legno si alternano uno dietro l’altro in un gioco di contrasti impercettibili, i vestiti di lino bianco svolazzano sul bagnasciuga in attesa dell’aperitivo al tramonto.

Se si chiudono gli occhi sembra di sentirsela quella vita di mare che scorre lenta. Quel profumo di spaghetti alle arselle che aspetti tutto l’anno.

Quel chiacchiericcio lontano all’ombra dei primi raggi di sole.

La modernità è arrivata anche qui ma non ha spostato il fascino vintage delle ville affacciate sul mare, delle spiagge lunghissime e degli stabilimenti balneari dove una vacanza al mare diventa una bella storia da ricordare e raccontare.

Oltre al Bagno Bruno, Forte dei Marmi offre una varietà di stabilimenti balneari con caratteristiche uniche. Ecco alcuni esempi:

Altri Stabilimenti Balneari Storici a Forte dei Marmi

Bagno Alpemare

La sua storia lo precede. Il Bagno Alpemare è stato nel tempo meta prediletta di grandi poeti come Montale, Ungaretti e D’Annunzio e di grandi cantanti come Edith Piaf, Mina e Ray Charles.

Un luogo magico, dove la Dolcevita non è mai tramontata. Grazie alla famiglia Bocelli che lo ha interamente ristrutturato trasformandolo in una vera e propria oasi per i suoi clienti, oggi è una delle punte di diamante della costa.

Nessun ombrellone, ma 48 splendide tende che aprono le porte dell’innovazione ma nel pieno rispetto della tradizione.

Comfort ed eleganza, ma anche discrezione e attenzione verso il cliente, queste sono i valori cardine del Bagno Alpemare.

Il ristorante è a completa disposizione degli ospiti e propone una cucina biodinamica, semplice, ma fatta anche di accostamenti particolari, raffinati e ricchi di creatività che vanno ad esaltare i 5 sensi degli ospiti.

Maitó dal 1960

Dalla lunga esperienza del ristorante Maitó, protagonista della scena versiliese sin dai ruggenti anni ’60, nasce la raffinata ospitalità del Maitó Beach Club, una delle novità dell'estate a Forte dei Marmi.

La maestosa potenza del Maitò 1960 arriva dalla fusione del ristorante Maitò, il bagno Maitò beach e l’ex Orsa Maggiore, che ha permesso la realizzazione di una piscina di circa 300 metri quadrati con servizi extra lusso, zone idromassaggio e un bellissimo corner bar.

A bordo piscine lettine e tende per rilassarsi, sorseggiare un cocktail al sole e vivere emozioni da sogno in un ambiente elegante e rilassato.

Augustus Beach Club

74 tende attrezzate, 2 ristoranti, 1 piscina di acqua salata riscaldata e la possibilità di praticare molti sport acquatici.

L’Augustus Beach Club è un’oasi glamour con le tipiche tende fortemarmine allestite con ogni comfort, per rendere ancora più piacevoli le giornate in spiaggia.

Cuore pulsante di questo nuovo place-to-be, il Ristorante Bambaissa, offre un menu à la carte con specialità frutto della biodiversità tipica della zona, per un’esperienza culinaria da scoprire ogni giorno.

Per le occasioni speciali il Bambaissa organizza cene private sotto le tende in riva al mare, con un servizio a cinque stelle.

Bagno Piero

Dalla famiglia Agnelli ai Barilla, Il Bagno Piero ospita fin dagli anni ’30 nomi noti dell’industria italiana e non solo.

Qui, dove ancora ci sono le cabine in legno coperte con tegole in cotto, pattini in legno e barche a vela, sembra che le lancette del tempo si siano fermate restituendo alla Versilia quell’atmosfera romantica e anche un po’ retrò che contraddistingueva le vacanze di un tempo.

Location ideale per un pranzo al profumo di arselle, piatto forte del bagno, e una vacanza tutto da vivere all’ombra delle tende fronte mare che ancora sventolano portando un sé l’eco di un ricordo lontano.

Remo Beach Club

Concepito come un prezioso giardino sul mare, il Remo Beach Club è il luogo dove vivere la bellezza del mare e il ritmo degli eventi dell’estate fortemarmina.

Le tradizionali tende a rullo verdi raccontano la bellissima storia dal sapore antico ed elegante della Versilia, e donano alla spiaggia con il loro movimento segnato dalla brezza marina un fascino unico.

Dietro alle grandi tende che raccontano l’estate, le tradizionali cabine in legno accolgono gli ospiti in uno spazio dotato di tutti i comfort.

La piscina circondata dal verde, la curata spiaggia di sabbia finissima, il ristorante e il bar on the beach, gli spazi per il relax e un servizio in grado di soddisfare ogni esigenza, rendono il Remo Beach Club uno spazio magico dove vivere l’estate al Forte.

Bagno Silvio

Vera e propria istituzione della Versilia, Il Bagno Silvio è gestito da oltre cinque generazioni dalla famiglia Dazzi.

Era il 1919 e la capitale della movida della Versilia stava diventando meta di vacanze per diverse famiglie nobili come quella del Cavaliere Alfredo Susini che aveva acquistato una villa fronte mare con una piccola spiaggia annessa.

La manutenzione dei giardini era stata affidata a Pietro Dazzi, ma non la spiaggia. Fu allora che Pietro propose alla proprietà che avrebbe potuto occuparsene suo figlio Silvio, che inizio così l’attività di bagnino.

Il bagno aprì con solo due cabine, ma si espanse di anno in anno, finché il Cavaliere non offrì in gestione il bagno a Silvio che gli attribuì il suo nome.

Qui si respira da sempre un’area familiare, informale, riservata e lontano dal gossip. Il posto ideale per assaporare i profumi più autentici della Versilia tra le famose acciughine di Silvio e le linguine scampi e lime.

Bagno Gilda

Siamo nel regno di Riccardo Di Giovanni proprietario dello storico ed elegante Bagno Gilda. Stabilimento charmant che fa della sua storia e dell'amore per i suoi clienti le sue cifre stilistiche da sempre.

Ad attendervi una veranda ad 80 metri dal mare dove gustare le più prelibate specialità versiliesi e di mare.

Bagno Alcione

Uno dei nomi storici del litorale, dove privacy, relax ed eleganza sono le parole d’ordine.

Il Bagno Alcione nel tempo ha reso più contemporanei e ricercati i servizi, primo tra tutti il ristorante che prepara freschissimi piatti tradizionali a base di pesce, come gli spaghetti alle arselle, ma anche innovative pokè, piatti hawaiani a base di pesce crudo.

La piscina che prevede anche la possibilità di fare dei corsi di nuoto arricchisce un’offerta già ampia e variegata, in cui non manca nemmeno l’animazione per i più piccoli.

Nonostante le nuove funzionalità e la struttura più innovativa del bagno, i rinnovamenti del tempo sono sempre riusciti a lasciare invariato il fascino vintage dato dalle storiche tende che da sempre lo caratterizzano.

Bagno Santa Maria

Il Bagno Santa Maria è stato acquistato dalla famiglia Pinzauti che si è innamorata di questo gioiellino rimasto invariato negli anni.

La nuova proprietà ha rinnovato il bagno ma senza stravolgerne la sua anima più tradizionale. Il Bagno Santa Maria conserva lo stile fortemarmiano dei primi anni ’60 con i tradizionali tamerici e le cabine verdi in legno che proteggono i salottini interni dal vento.

Una spiaggia che privilegia la tranquillità e la privacy dei clienti. Un ristorante che offre piatti semplici ma curati per un pranzo vista mare dove non mancano mai gli spaghetti alle arselle.

Bagno Annetta

Il Bagno Annetta più che uno stabilimento balneare è uno stile di vita con un’autentica atmosfera di leggerezza dove godersi al massimo l’estate.

Situato nella zona di Roma Imperiale, dopo quasi un secolo di storia continua ad affascinare turisti italiani e stranieri con servizi sempre più innovativi.

Sulla grande spiaggia dorata si mischiano modernità e tradizione e le tende, disposte a grande distanza l’una dall’altra, garantiscono una vacanza all’insegna del relax e della privacy.

Ogni tenda è organizzata con lettini, sedia registra, tavolo, e set teli mare per vivere ogni vacanza senza rinunciare al comfort.

Il ristorante del bagno è dotato di una bellissima terrazza sul mare, dove i colori dei tavoli e delle sedie riprendono il colore azzurro del mare. Tra i vanti della cucina gli spaghetti alle arselle, il tris di tartare e il fritto misto.

Bagno America

Il Bagno America nasce negli anni Settanta. Sorge a levante di Forte dei Marmi, nella zona di Roma Imperiale, la parte più famosa del paese dove nel tempo le famiglie più importanti sia italiane che straniere hanno edificato le loro ville.

Da sempre per le vacanze estive, così come nei weekend, turisti da ogni parte del mondo tra cui intellettuali ed esponenti del jet set si riuniscono a Forte dei Marmi con il proprio stile di vita.

In quest’atmosfera Paolo con la moglie Marcella hanno costruito il Bagno America che oggi, gestito dalla figlia Veronica ed il marito Cristiano, si distingue per sobrietà, eleganza e semplicità nella continua ricerca di mettere i clienti a proprio agio in un ambiente familiare.

Tra i servizi che offre c’è la scuola di vela per bambini e ragazzi, le escursioni con imbarcazione privata e marinaio alla scoperta delle mille insenature della costa ligure e quelle sulle Alpi Apuane con una guida alpina.

Bagno Marechiaro

Il Bagno “Marechiaro” fu costruito all’inizio del Novecento dalla famiglia Polacci a pochi passi dalla Capannina di Franceschi, nella zona di Roma Imperiale a Forte dei Marmi (LU).

Già denominato bagno “Marechiaro” fra gli anni ‘10 e gli anni ‘20, tale Fontana (nonno della signora Vittoria Polacci, ultima proprietaria dello stabilimento prima della vendita all’attuale società) ottenne una concessione demaniale marittima insieme ad altri bagni versiliesi, parte dei quali - come il “Marechiaro” - arrivati fino ai giorni nostri.

Il bagno fu frequentato da personaggi dello spettacolo, intellettuali italiani ed europei e personalità di spicco della storia contemporanea. Tra loro Eugenio Montale, Thomas Mann, la famiglia Marconi e tanti altri. “Marechiaro” è stato poi reso indimenticabile dal film degli anni ’80 dei fratelli Vanzina “Sapore di Mare”.

Lo stabilimento è stato gestito dalla famiglia Polacci, eredi dello storico fondatore Ubaldo, dai primi del Novecento fino al 2020 quando fu venduto all’attuale società con la promessa di valorizzare e promuovere il locale.

La Capannina: Un Mito Senza Tempo

Nacque nel 1929 dall’idea di Achille Franceschi di ripulire un vecchio capanno sulla spiaggia e dotarlo di un banco bar per servire bevande e pasticcini, un grammofono a manovella per allietare i clienti e tavolini sui quali giocare a carte.

Durante gli anni Trenta era di moda sedersi ad un tavolo de La Capannina al tramonto e sorseggiare un Negroni. Tra gli astanti si potevano scorgere nobili quali Della Gherardesca, Rucellai, Rospigliosi e Sforza; poeti ed intellettuali del calibro di Repaci, Ungaretti, Montale, Levi e Pea.

A seguito di un incendio tristemente noto, il locale venne ricostruito nel 1939 e da allora la struttura non ha più subito significative modifiche. Nel 1977 Gherardo Guidi e la moglie Carla ne acquisiscono la proprietà, consolidandone l’immagine fino ad oggi.

In quegli anni molti artisti hanno legato il proprio nome a quello del mitico locale, trovandovi la consacrazione alla propria carriera: Gino Paoli con Sapore di Sale, Edoardo Vianello con Pinne fucile e occhiali e Bruno Lauzi con la sua Ritornerai hanno dipinto l’immaginario di un’epoca insieme a Ray Charles, Grace Jones, Gloria Gaynor, Billy Preston, Ornella Vanoni, Patty Pravo e così via.

La formula vincente del locale oggi lega indissolubilmente Disco music e Live show: in pista si ballano le hit contemporanee mixate dai più noti dj, passando attraverso pezzi evergreen del repertorio nazionale ed internazionale interpretati - rigorosamente live - dalle più gettonate band italiane.

Forte dei Marmi Oggi: Tra Tradizione e Modernità

Agosto 1929: l’intrepido Achille Franceschi, primo sindaco di Forte dei Marmi, comprò per poche lire una piccola capanna sul lungomare di quello che era un minuscolo borgo di pescatori, di cui il mondo ignorava o quasi l’esistenza. Sembra incredibile, ma è in quel momento che nasce il mito del «Forte».

In un articolo del 1954 Indro Montanelli, allora ragazzino e protagonista di quei giorni: «Di grandioso non c’era nulla e nessuno poteva prevedere le conseguenze di quella iniziativa».

Franceschi, attorno a quel disordinato ammasso di paglia, «costruisce una tettoia di frasche, la rivestì di tela di sacco, la tinse di verde, avorio e arancione», racconta il grande giornalista. Poi: con due assi di legno, un po’ di corda e un po’ di paglia mise su un trespolo adibito a bar.

Quasi un secolo di storia, contraddistinto sempre da un lusso mai ostentato, dalla frequentazione di industriali, che però ospitavano spesso grandi intellettuali. Ma allora come si arriva alle feste in stile Miami o Ibiza (dipende dai gusti) di oggi?

I detrattori di Murzi lo hanno subito etichettato come «sceriffo». «Ahahah» sorride Murzi. «Io sono per il rispetto delle regole condivise: dico no all’anarchia, perché qui ci sono in gioco passato, presente e futuro. Anche se il “contenuto” è cambiato negli anni, noi dobbiamo preservare il “contenitore”: questo paese deve rimanere a misura d’uomo, il nostro valore. Qui la gente va quasi esclusivamente in bici e magari la sera si addormenta in giardino con un libro in mano ».

È poi chiaro che, se ci si volta indietro, in molti da queste parti rimpiangono i tempi in cui Eugenio Montale passeggiava (e litigava) con Carmelo Bene, Cesare Pavese era ospite a casa degli Occhetto o l’Avvocato girava a piedi con gli zoccoli di legno. E quando gli Agnelli se ne andarono, qui, fu un duro colpo.

Oggi, di quella genia lì, è rimasto poco o nulla, a parte la serenità di Massimo Moratti che gira con la sua bici mezza arrugginita. Da poco meno di 8 mila abitanti, d’estate il Forte raggiunge un picco di 50 mila presenze.

Un tappeto di seconde case, quasi tutte mega ville, grazie a cui il Comune incassa la bellezza di 17 milioni di euro di Imu, l’invidia di tutti i sindaci d’Italia. E sempre qui, secondo l’ultimo studio di Luxury estate, c’è il 77% dei 3,5 miliardi di euro di valore immobiliare stimato lungo i 20 chilometri di litorale della Versilia.

È questo enorme afflusso di capitali, in gran parte arrivati dalla Russia ben prima del Covid, che ha trasformato Forte dei Marmi: «Semmai snaturato» dice Tiziano Lera, storico architetto con studio sul pontile, che qui ha costruito molte delle storiche ville usando materiali e colori autoctoni. «Ora prevale il “Miami style”, case tutte bianche, con le palme e altri ammennicoli che niente hanno a che fare con la cultura di questi luoghi».

È assai puntuale la “diagnosi” di Fabio Genovesi, già vincitore dello Strega giovani, che qui è nato e cresciuto: «Forte dei Marmi è uno spaccato dell’Italia, lo è sempre stata. È come una vetrina, un Bignami di quello che siamo noi» riflette lo scrittore.

«È vero che qui, ai tempi d’oro, ci cantava Ella Fitzgerald... Una volta gli intellettuali erano ospiti di quelli “ricchi”, ma oggi gli intellettuali non ci sono più, o quasi. Il Forte raccoglie ed esibisce quella che è la situazione attuale del Paese».

Genovesi conosce la materia, alla quale dedicò un pamphlet, del cui titolo c’è poco da interpretare: Morte dei Marmi , racconto di quello tsunami di denaro che «qui ha stravolto tutto». «Sono ovviamente d’accordo con la linea dura del sindaco: fa di tutto per impedire la distruzione definitiva di questo posto. È il minimo che si faccia così, però è anche vero che ci si trova ad arginare un fenomeno, quello del cafonal, che purtroppo ha dimensioni enormi. I ristoranti costano un occhio, i bagni idem... Pensi che noi fortemarmini, ormai, difficilmente ci possiamo permettere di mangiare qui, e addirittura di andare al “nostro mare”», si confessa con amarezza.

Tra i pochi «eroici» gestori di stabilimenti che mantengono prezzi «umani» c’è Roberto Santini, anima del bagno Piero, la casa dei Moratti, che accanto ha preso in gestione lo stabilimento comunale «Alle Boe», bello e colorato: 35 euro, invece degli almeno 150 euro di quello adiacente frequentato dai vip. «Come sta il Forte oggi? Ha una forza interiore che sicuramente lo manderà avanti negli anni: è però importante mantenere la rotta giusta», precisa Santini.

Gherardo Guidi, che ironicamente si definisce «un settantenne stagionato», ma che in verità ha ben superato gli 80, gestisce la Capannina da ormai 46 anni. E nonostante queste marcate difficoltà sembra non perdersi d’animo: «Sono qui da quasi mezzo secolo: ho attraversato un’era» racconta, spiegando di aver ingaggiato una sicurezza di ferro per evitare nuovi guai. «Ci sono delle cose un po’ negative e un po’ positive. La chiusura imposta dal questore? Eh, questa gioventù... Su 100 ragazzi, una parte sono maleducati: sta a noi gestirli nella maniera più corretta e conto che ci riusciremo».

Per concludere Il sindaco Buratti ha dovuto occuparsi di una delle peggiori ferite mai subite dal paese: la tromba d’aria del marzo scorso, con un vento a 300 chilometri all’ora che ha dimezzato letteralmente i famosi pini marittimi simbolo di Forte dei Marmi.

Ora il comune è alle prese con la direttiva Bolkestein, una direttiva europea che prevede di rimettere sul mercato le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari entro il 2016, prorogata al 2020, e che farebbe perdere migliaia di posti di lavoro (per ora ha azzerato gli investimenti provocando solo danni e incertezza).

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