I Bagni di Craveggia sono un luogo sicuramente affascinante, dove la storia si intreccia con la natura e le montagne. Partendo da questo grazioso paese vigezzino è possibile effettuare diverse escursioni, per raggiungere il vicino borgo di Re o i Bagni di Craveggia, località situata a ridosso del confine svizzero, in cui sgorga acqua terapeutica a 29°-30° gradi.
Craveggia: Un Borgo Ricco di Storia
Craveggia, il cui nome deriva da Cravetia (luogo destinato al pascolo delle capre), è uno dei paesi più pittoreschi della Valle Vigezzo, nonché uno dei più antichi: secondo recenti scavi infatti, che hanno portato alla luce antichi corredi di necropoli, le origini dell'abitato sarebbero riconducibili all'epoca romana.
Passeggiando lungo le vie del borgo, svettano a centinaia le caratteristiche case in pietra sovrastate da grandi camini e da tetti con ampie falde spioventi. Questi edifici signorili, risalenti ai secc. XVII e XVIII, presentano davanzali e mensoloni anch'essi realizzati in pietra lavorata, così come i balconi, quasi sempre corredati da una lunga ringhiera in ferro battuto.
Alcuni edifici presenti in paese sono caratterizzati da mura esterne affrescate e finestre decorate nei contorni, come la Loggia dei Bandi e la cosiddetta Casa dell'Orco. Particolare attenzione merita anche la Casa Borromeo, sulla cui facciata appare un curioso stemma del 1431, declamante l'iscrizione "bene agendo ne timeas".
Presso l'Oratorio del Poggio, eretto nel Cinquecento, sono presenti invece affreschi e pitture di rara bellezza, tra cui un affresco cinquecentesco a ritratto della Madonna e un quadro a olio del 1646 raffigurante la Nascita della Beata Vergine. Proseguendo dall'oratorio lungo la via Crucis, si giunge a Piazza dei Miracoli, dove si erge la chiesa parrocchiale con il suo battistero.
Oggi nel battistero si puo ammirare lo splendido presepe permanente, interamente composto da statuine di legno, opera degli artigiani locali. L’intero paese e territorio, con le sue sette chiese, gli oltre sessanta affreschi sulle pareti esterne delle case e cappelle, i tetti in piode, costituisce un vero e proprio museo, la cui perla più preziosa è il cosiddetto “Tesoro”. Si tratta di una serie di oggetti acquistati dalla parrocchia o donati dai numerosi migranti.
Sviluppo Termale e Incendio
Nel 1823 venne inaugurato un albergo e questo determinò un notevole sviluppo per questa zona di montagna, ma l’edificio venne distrutto da un incendio nel 1881.
La Battaglia di Frontiera e il Ruolo dei Bagni di Craveggia
Purtroppo questa regione divenne teatro di guerra durante il secondo conflitto mondiale, in particolare durante la “Battaglia di Frontiera” che mise in serio pericolo la neutralità della Svizzera.
Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre reparti della "Perotti" raggiungono Bagni di Craveggia, proprio al confine con la Svizzera; non vi sono che un albergo, alcune casette e qualche cascinale. Gli uomini che hanno raggiunto Bagni di Craveggia sono in gran parte disarmati e con le poche armi vi sono scarse munizioni; inoltre, le aspre battaglie, le lunghe e faticose arrampicate, la fame e la tensione a cui sono sottoposti da giorni li hanno svuotati di energie. Combattere in quella posizione e in quelle condizioni vuol dire andare incontro a morte sicura; vi è un'unica via di scampo, superare la linea di confine e rifugiarsi in Svizzera.
Nei giorni che seguono altre squadre della "Battisti", della "Musatti" e della "Guardia Nazionale", stanche del lungo peregrinare dall'una all'altra valle, si accampano nella zona. Numerosi sono pure i civili che, fuggiti da Domodossola e dai paesi della val Cannobina e della val Vigezzo prima dell'arrivo dei nazifascisti, si sono aggregati a gruppi partigiani in ritirata. Solo a seguito di reiterate, insistenti preghiere, il Comando svizzero di Frontiera autorizza lo sconfinamento dei civili e dei partigiani feriti o ammalati che vengono trasferiti in campi di internamento. Entrano in Svizzera circa duecentocinquanta civili e quei partigiani che necessitano di cure ospedaliere. Quando il governo della Confederazione viene a conoscenza della modificata situazione in Ossola, dà disposizioni per l'invio di rinforzi ai presidi di frontiera e, in particolare, a quelli posti dalla valle di Vergelletto alla Centovalli.
I due ufficiali svizzeri, cap. Tullio Bernasconi e ten. ing. I partigiani dispongono posti di blocco alla Bocchetta di S. Antonio e al valico di Pian del Bozzo. Un informatore comunica l'approssimarsi delle avanguardie nazifasciste. L'ing. 18 ottobre1944: pioggia e nebbia. Fin dalle prime ore del mattino il nemico, non visto ed indisturbato, si porta sulle alture che guardano Bagni di Craveggia; l'allarme viene dato dal posto di blocco di Pian del Bozzo con tre colpi di moschetto. Dopo poco tempo, le armi automatiche della "Folgore" e della "X Mas" danno inizio al loro lugubre canto.
La forza nemica è costituita da circa duecento militi della Repubblica di Salò armati di cinque mitragliatrici leggere ed è comandata dai fratelli Falangola e dal cap. I partigiani possono contare su trentuno fucili, due mitra e scarse munizioni; sono comandati dal ventiquattrenne ing. Federico Marescotti. Parte dei soldati svizzeri occupa la casa di una donna di nome Tarabori e, da questa posizione in territorio elvetico, seguono le vicende della battaglia.
Con le loro poche armi, i partigiani si difendono caparbiamente e accennano, a più riprese, ad azioni di contrattacco che si spezzano contro il muro di fuoco dei mitragliatori nemici. Il combattimento si svolge proprio ai limiti del confine e i fascisti sparano senza soste e senza curarsi delle segnalazioni dei soldati svizzeri che sono pure costretti a difendersi. Non vi è più possibilità di resistenza e chi è ancora in condizioni di farcela si porta al di la del confine; fra questi ultimi vi è anche il valoroso Marescotti che si è battuto per alcune ore incitando i suoi compagni alla lotta e, proprio appena superato il confine, il giovane ufficiale viene abbattuto da una raffica di mitra; corre verso di lui, l'amico ing. Garbagli di Craveggia, ma non vi è più nulla da fare: Marescotti muore nelle braccia dell'amico. Finalmente, il tenente svizzero Franzoni, urlando a squarciagola, riesce, da casa Tarabori, ad indurre i fascisti a cessare il fuoco. Due partigiani vennero colpiti a morte, anche se probabilmente già in territorio svizzero, e le truppe fedeli alla Repubblica Sociale Italiana minacciarono di oltrepassare il confine per compiere la loro vendetta.
L'ufficiale fascista, Violante pretende che gli svizzeri gli consegnino i partigiani espatriati (compreso il caduto Marescotti e i feriti). Il capitano Bernasconi, ben sapendo di trovarsi di fronte a gente senza scrupoli e di avere pochi uomini a disposizione, prende tempo e riesce a portare al termine della tregua alle 6 del mattino seguente, giovedì 19 ottobre. Evidentemente il cap. Bernasconi conta sull'arrivo di rinforzi richiesti al Comando di Brigata di Bellinzona, rinforzi che raggiungono il confine per tempo. I due plotoni di soldati dotati di armi automatiche leggere e pesanti e una compagnia di granatieri presidiano per un tratto il confine. Il capitano fascista, rinfoderato il tono arrogante assunto nei primi contatti con il cap. La colonna nazifascista lascia Bagni di Craveggia trascinandosi dietro alcuni partigiani fatti prigionieri.
Anche Dario Casanova "Sappa", partigiano della "Battisti", è fra i prigionieri; viene sottoposto dai fascisti a botte e a inaudite torture finché rimane esanime nelle braccia dei suoi carnefici.
Il Contrabbando e la Rinascita
Successivamente, essendo un territorio di confine e abbastanza facilmente percorribile, si diffuse il contrabbando, in particolare di riso verso la Svizzera e sigarette verso l’Italia.
Grazie ad un progetto internazionale che ha coinvolto le amministrazioni italiane ed elvetiche, chiamato “Frontiera di acqua e di pace”, si è provveduto a restaurare e mettere in sicurezza tutto il sito.
Le Terme e le Escursioni
Le vasche sono utilizzabili da aprile a novembre, mentre d’inverno la località non è raggiungibile a causa della neve sulla strada. Soprattutto se si decide di percorrere il sentiero da Craveggia, è necessario preparare l’escursione per tempo, utilizzare un abbigliamento adeguato e munirsi di tutto il necessario per sostare in un ambiente di montagna, perché nella zona non è presente alcun tipo di servizio.
Fare il bagno nelle vasche, dall’inizio della primavera fino a novembre inoltrato, è assolutamente piacevole e rilassante per la temperatura generalmente mite. Partendo dai Bagni è anche possibile proseguire per escursioni verso quote più elevate e raggiungere l’Alpe Pian del Bazzo a 1643 metri di altitudine, la Bocchetta di Muino a 1977 metri o il Lago di Panelatte a 2063 metri.
Il borgo di Craveggia (VB) è situato in Valle Vigezzo, a Circa 20 km da Domodossola.
TAG: #Bagni
