I Bagni di Nerone a Pisa rappresentano uno degli angoli più particolari e ricchi di storia della città, ma forse anche uno dei monumenti meno conosciuti e celebrati. Situati in largo del Parlascio, racchiudono i misteri della Pisa romana e soprattutto dello stabilimento termale da cui prendono il nome.
Nonostante la pioggia, la proiezione su mura storiche ed i brevi racconti come un documentario sono stati il 26 dicembre il centro di “Vacanze di Nerone”, anteprima di “Nerone Night Experience”, l’ultimo progetto promosso dall’Acquario della Memoria del regista pisano Lorenzo Garzella con il supporto della Fondazione Pisa e del Comune, e la collaborazione del MappaLab, il team di archeologi del Dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Ateneo.
Tecniche e modalità narrative sono state analoghe al “Mura Night Experience” che Garzella e il suo gruppo di lavoro dedicano da tempo all’antica cinta muraria. Ricostruzioni 3D e lavorazioni multimediali per riuscire, in circa mezz’ora, a fare un salto all’indietro di oltre duemila anni.
Riscoprire le Origini Romane di Pisa
Prima di diventare, nel Medioevo, una grande repubblica marinara, Pisa è stata un importante centro romano e vantava un foro monumentale, templi, un teatro, un anfiteatro e prestigiose abitazioni. Proprio uno degli obiettivi dell'imminente campagna di scavi archeologici che interesserà la zona delle Terme di Nerone è quello di sottolineare la molteplice dimensione storica della città di Pisa. Molto spesso Pisa viene identificata con la sola Piazza dei Miracoli, o ancor più specificamente con la Torre pendente. Ma la città che si distende lungo le due sponde dell'Arno non ha da offrire all'occhio dei visitatori e dei cittadini esclusivamente le bellezze storiche lasciate in eredità dal passato della Repubblica Marinara, dal Rinascimento e dall'epoca moderna.
La Storia e la Struttura delle Terme
Le Terme (o Bagni) di Nerone rappresentano l’unico monumento di epoca romana conservato a Pisa. Si tratta di un edificio termale romano (I secolo d. C. sotto l’imperatore Domiziano). La struttura è quadrata all’esterno e ottagonale all’interno. Essa mantiene i quattro muri perimetrali in laterizio ed è stata identificata come il laconicum, per i bagni di aria calda. Alle terme romane la popolazione si recava quasi tutti i giorni per motivi igienici. Le terme erano alimentate dall’acquedotto romano di Caldaccoli, anch’esso dello stesso secolo, oggi visibile solo in parte nei pressi di San Giuliano Terme, dove iniziava il suo percorso. Il coinvolgimento di Nerone nella costruzione delle terme non può essere avvenuto, perché il complesso termale è datato dopo la morte dell’imperatore.
Le terme romane del I sec. d. C., o Bagni di Nerone, erano un complesso molto vasto di strutture, dove la popolazione si recava quasi tutti i giorni per motivi igienici. Le terme erano alimentate dall’acquedotto romano di Caldaccoli, del I sec. d.C., oggi visibile solo in parte nei pressi di San Giuliano Terme, da dove iniziava il suo percorso.
Perciò l’origine del nome è da ricercarsi nella leggenda di San Torpé, martire pisano, decapitato nel 68 d.C..La struttura quadrata all’esterno e ottagonale all’interno, che ancora mantiene i 4 muri perimetrali in laterizio, è stata identificata come il laconicum, per i bagni di aria calda. Sono poi visibili i resti delle mura della palestra, dell’apodyterium (lo spogliatoio) e solo due pareti del tiepidarium.
Oggi, la lettura delle tecniche edilizie, delle caratteristiche strutturali e dei dati materiali, permette di datare l’edificio agli ultimi due decenni del I secolo d.C. e di metterlo in relazione con la famiglia dei Venuleii, protagonisti nel territorio pisano tra il I ed il II secolo d.C. Attualmente, le terme sono scarsamente conservate in elevato e percepibili sono in parte in estensione. L’unica testimonianza ancora visibile della Pisa di età romana è proprio un complesso termale, denominato anche “Terme” o “Bagni di Nerone”.
Dall’accesso posto a sud, a seguire di uno stretto corridoio, era presente un ambiente, l’apodyterium, una piccola sala riscaldata avente la funzione di spogliatoio, che si affacciava, a nord, verso la palestra, mentre sul lato occidentale era presente una prima sala riscaldata, il tepidarium. Si riconoscono, a seguire, ulteriori ambienti, come ad esempio il destrictarium, pavimentato con lastre di calcare ammonitico proveniente dai Monti Pisani. Il sistema di riscaldamento dell’impianto era, per la maggior parte del suo sviluppo, sotterraneo. Nel 2014 l’area è stata ristudiata per l’elaborazione di una ricostruzione tridimensionale del sito, in particolar modo degli ambienti noti, in grado di far aumentare la comunicazione e la valorizzazione del complesso.
La Leggenda di San Torpé
Di fianco ai cosiddetti 'Bagni di Nerone' è situata la chiesa di San Torpé. L'edificio religioso è attestato a partire dal XIII secolo e appartiene ai frati Carmelitani Scalzi. La Chiesa, ampiamente restaurata nel XVIII secolo, dal 1260 conserva all’interno dell’altare maggiore, in un busto d’argento, la testa del santo, considerato uno dei Patroni della città.
La leggenda di San Torpé narra che nel I secolo d.C., il pisano Caius Silvius Torpetius, conosciuto anche come Torpé, Torpete e Tropez, fu ufficiale della corte di Nerone. Erano gli anni successivi al passaggio di Pietro Apostolo presso la basilica di San Piero a Grado e Torpé, convertitosi al cristianesimo facendosi battezzare da un eremita del Monte Pisano, fu catturato e torturato, ma a niente valsero tutte le violenze subite: morì solamente a seguito della decapitazione, il 29 aprile del 68 d.C..
La testa fu gettata in Arno e al momento del suo ritrovamento venne sepolta nel luogo dove poi nacque la chiesa. Il corpo di Torpé fu abbandonato in un’imbarcazione alla foce dell’Arno, insieme a un gallo (protezione e guida diurna) e a un cane (notturna). Secondo una leggenda, la barca viaggiò fino alle coste francesi, arrivando in una piccola città chiamata Heraclea e ribattezzata Saint-Tropez in onore del Santo di cui ancora ne custodisce le spoglie.
Il Bastione del Parlascio
Nei pressi delle terme si trova il Bastione del Brunelleschi: durante la signoria di Cosimo il Vecchio de’Medici si avviarono alcuni progetti di fortificazione, tra cui la costruzione del Bastione del Parlascio che prende il nome dalla porta più antica, risalente al 1157 inglobata in esso. Si tratta di una porta monumentale, che ancora presenta delle decorazioni sulle mensole di sostegno al grande arco. Filippo Brunelleschi nel 1435 realizzò una controporta interna e ricostruì la torre trecentesca oggi scomparsa, ma l’intero baluardo fu completato solo nel 1543 dall’architetto Nanni Unghero, sotto il governo di Cosimo I. L’intera struttura fu poi convertita in ghiacciaia e così rimase fino agli inizi del XX secolo. Durante la guerra servì da rifugio antiaereo.
Progetto di Riqualificazione
Accendere i riflettori sull’area archeologica dei Bagni di Nerone è il preludio di un’iniziativa che partirà a primavera per riscoprire e valorizzare questo angolo della città, legandolo ai progetti di restauro e rilancio, anche in chiave museale, del Bastione del Parlascio, intrapresi dal Comune con il sostegno economici della Fondazione Pisa.
Proprio nei giorni scorsi, come annunciato dall’amministrazione comunale, sono iniziati i lavori al Bastione del Parlascio. Il progetto di riqualificazione, del valore di circa 1.2 milioni di euro, è parte integrante del progetto mura con il suo camminamento in quota. La parte di pregio artistico del Bastione è stata acquisita alcuni anni fa dall’amministrazione comunale attraverso una permuta di immobili per un valore di circa un milione di euro, in quanto il fabbricato risultava di proprietà privata.
Situato in prossimità dell’area archeologica delle Terme Romane, risulta un punto strategico dal punto di vista dell’interesse architettonico e dal punto di vista dell’accessibilità alle mura urbane, in quanto al suo interno è previsto un altro dei punti di salita.
Il progetto prevede una fase di interventi preliminari, con scavi archeologici in prossimità della porta e dell’anteporta del Parlascio, ed interventi di restauro conservativo e di ripristino degli ambienti originari. A questi seguiranno i lavori per la rifunzionalizzazione degli spazi. Il complesso architettonico dopo il recupero permetterà un’accoglienza turistica al suo interno con l’utilizzo degli spazi per informazioni, sosta, mostre. Inoltre consentirà il suo attraversamento interno con un percorso pedonale pubblico che sarà aperto nelle ore diurne.
Al via un’indagine archeologica tra i Bagni di Nerone e il Bastione del Parlascio, antica porta di accesso della città a nord, dove si trovava una strada romana. Servirà a capire l’estensione dell’antico complesso termale. "L’amministrazione comunale promuove, insieme all’Università di Pisa, un’indagine archeologica nell’area - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Serfogli - si tratta di un investimento di 40mila euro che servirà sia a scoprire qualcosa di più sulla nostra storia, sia ad avere gli elementi per ragionare sui recuperi previsti nella zona, in particolare la riqualificazione del Bastione del Parlascio che si legherà all’intervento effettuato sulle Antiche Mura con l’apertura del camminamento in quota e del nuovo parco verde intorno (pomerio).
Ricerca e Didattica
Le ‘Terme di Nerone’ costituiscono un case study ottimale per affrontare le problematiche topografiche e storiografiche relative al monumento stesso e, più in generale, alla conoscenza della città romana nel suo insieme. Innanzitutto sarà possibile indagare la successione delle fasi edilizie delle terme, fornendo per ciascuna di esse datazioni più circostanziate, e completarne la ricostruzione planimetrica d’insieme, fornendo interpretazioni più sicure delle funzioni degli ambienti, fino ad arrivare alla ricostruzione tridimensionale degli elevati e delle coperture.
Inoltre l’indagine consentirà da un lato di scendere in profondità (compatibilmente con la falda idrica), per studiare l’articolazione urbana di questo settore della città in epoca precedente all’edificazione del complesso, dall’altro di studiarne l’evoluzione in epoca tardo-antica e medievale recuperando, attraverso lo scavo di zone mai indagate finora, informazioni sulle fasi post-romane, medievali e moderne, brutalmente cancellate dagli scavi del secolo scorso.
Uno scavo effettuato nella città sede dell’Università, utilizzando tutti i più moderni strumenti messi a disposizione dalla tecnologia e sfruttando le più diverse competenze, anche scientifiche, che solo una sede universitaria può offrire, costituisce un’eccellente occasione per gli studenti dei corsi di Archeologia di completare la loro formazione con esperienze di lavoro sul campo e in laboratorio.
Sarà inoltre possibile coinvolgere studenti universitari di altri corsi di studio e anche delle scuole primarie e secondarie di I° e II° grado, con visite e lezioni sul campo che consentano loro di avere una corretta percezione della complessità e delle diverse competenze che richiede oggi la ricerca archeologica e dunque di fare esperienze che potranno essere loro di aiuto nelle future scelte scolastiche e professionali.
Fruizione e Valorizzazione
Le ‘Terme di Nerone’ si collocano in un’area nevralgica della città: in prossimità di uno degli accessi (Porta a Lucca) e all’estremità di una delle strade più frequentate (asse Corso Italia-Borgo), in collegamento anche visivo con piazza del Duomo, l’area a più alta vocazione turistica. Il nuovo scavo amplierà l’area archeologica di largo del Parlascio che, nell’intento del Comune, sarà recuperata, restaurata e valorizzata.
La zona delle ‘Terme di Nerone’ verrà così ad integrarsi perfettamente con i percorsi di visita della piazza del Duomo e della ‘Passeggiata sulle mura’: proprio dall’alto delle mura sarà possibile avere un punto di osservazione privilegiato sull’intera area e, quando lo scavo archeologico sarà terminato, un pannello consentirà a chiunque, attraverso un QCode, di ricevere sul proprio smartphone informazioni e immagini, anche ricostruttive, del complesso attraverso i secoli.
Il recupero del Bastione del Parlascio come contenitore culturale, già previsto dal Comune, potrà offrire anche la sede più opportuna per esporre una scelta dei materiali rinvenuti durante le indagini, con la rara possibilità di unire topograficamente e visivamente i reperti al loro contesto.
Lavori e Scavi
"L'attività di ricerca storico-archeologica che prenderà il via il 12 giugno si inserisce nella solco tracciato dalla Conferenza di Faro (Portogallo) del 2005. Vogliamo far passare il messaggio che il patrimonio culturale deve essere fruito, vissuto, conosciuto - spiega la professoressa Maria Letizia Gualandi dell'Università di Pisa, direttrice scientifica degli scavi - il lavoro permetterà in primis ai cittadini di scoprire aspetti della storia della nostra città per lo più sconosciuti. Dopo più di un secolo dagli ultimi scavi, il sito delle Terme di Nerone ospiterà quindi una squadra di lavoro formata da 50 studenti e docenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Scienze dei Beni Culturali e Archeologia, che si alterneranno negli scavi fino al 28 luglio prossimo. I cantieri non invaderanno le strade, e dunque la circolazione intorno al cantiere non verrà modificata.
"Gli scavi si inseriscono nel nostro programma di riqualificazione della zona del Bastione del Parlascio, legata all'apertura del camminamento in quota sulle mura cittadine - commenta l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Serfogli - l'investimento si suddividerà in 28mila euro per la direzione scientifica dei lavori e la successiva catalogazione dei reperti, e 12mila per la messa in sicurezza e ripristino delle zone circostanti le Terme in seguito agli scavi.
Il cantiere si distinguerà infatti per il fatto di non presentare pannelli divisori e oscuranti. Il lavoro degli studenti e dei docenti dell'Università sarà osservabile da chiunque transiterà sul posto, per rendere ulteriormente partecipe sia la cittadinanza che la massa di turisti che quotidianamente frequenta quello snodo nevralgico della città, che la storia di Pisa non si ferma al periodo medievale. La campagna di scavi permetterà quindi di ampliare la conoscenza storica dell'insediamento urbano sottostante all'impianto medievale. Il cantiere sarà operativo dalle 8 alle 17 e, oltre ad essere visibile dal vivo, tutti i progressi ed i ritrovamenti potranno essere consultati sul web. Con l'inizio dei lavori verrà aperto anche il sito dedicato.
I Bagni di Nerone si trovano in largo del Parlascio, termine che per i Germani significava luogo di combattimento di orsi, in prossimità della Porta a Lucca, aperta nel 1546 e decorata da una doppia cornice in pietra arenaria. Le due piccole porte ai lati della principale furono aperte per il traffico pedonale quando attraverso la porta passava il sistema tranviario della città.
Nel Medioevo si iniziò ad associare l’imponente rudere di Porta a Lucca alla storia di San Torpè, a cui dalla metà del XIII secolo è dedicata la chiesa costruita proprio accanto alle terme. La leggenda narra che il pisano Gaius Silvius Torpetius (Torpete) era un cortigiano di Nerone, che dopo essersi convertito al cristianesimo fu condannato al martirio. Dopo la decapitazione il corpo di Torpete fu messo sopra una barca alla foce dell’Arno, insieme a un gallo e a un cane. L’imbarcazione si sarebbe arenata in Provenza, vicino alla cittadina di Heraclea, ribattezzata in seguito Saint-Tropez in onore del santo.
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