La Val d’Orcia è famosa per le sue terme, e il nostro viaggio alla scoperta di queste meraviglie inizia da Bagno Vignoni, una delle mete più caratteristiche. Nel Medioevo, Bagno Vignoni godeva di grande fama, attirando personaggi illustri in cerca delle proprietà curative delle sue acque.

Bagno Vignoni: Un Centro Termale Storico

Santa Caterina soggiornò a Bagno Vignoni tra il 1362 e il 1367, e a lei sono dedicati il loggiato e la cappella di fronte alla vasca. Anche Lorenzo il Magnifico frequentò queste terme, così come Papa Pio II Piccolomini. I viaggiatori del Grand Tour ne scrissero spesso sui loro taccuini.

La presenza della sorgente termale, che garantiva un flusso d’acqua abbondante e perenne, e la vicinanza con la Via Francigena, fecero di Bagno Vignoni un importante centro molitorio. Un tempo, il portico era parte di un ponte che attraversava la vasca.

Qui, in una delle colonne immerse nelle calde acque, è collocata una lapide con un'iscrizione in greco del letterato senese Lattanzio Tolomei, che omaggiava le Naiadi, ninfe delle acque, per il grande dono termale fatto agli uomini. In facciata si legge: “Circa Domum hanc. P. d. Eq. Mar. Amerig. Piamn Effectam Duo sunt videndo Conceptus S. Benedicte Martello ad utroque rogato. S.”.

Santa Caterina e le Acque Termali

La madre di Santa Caterina, Lapa, la convinse a curarsi nelle acque termali di questa famosa località, desiderando che fosse non solo buona, ma anche bella e docile. Caterina si bagnava nella vasca più calda (a 52 gradi), non aspirando alla bellezza e al matrimonio, ma alla santità!

Lapa seguì Caterina in vari spostamenti e acquisì tale importanza nel gruppo formatosi intorno alla figlia che, in una lettera da Roma, l’ambasciatore senese al Concistoro si riferì alla futura Santa come “Caterina di monna Lapa”.

Le acque termali di Bagno Vignoni erano ampiamente utilizzate nel Medioevo, come testimonia un documento del 1262 che descriveva il bagno diviso in due sezioni, una per gli uomini e una per le donne. Nel 1334, Simone di Messer Iacomo Tondi descrisse il bagno circondato da palazzi e osterie, con una cappella in mezzo, di forma quadrata e diviso in due parti, una coperta per permettere il bagno anche sotto la pioggia.

Architettura e Arte a Bagno Vignoni

Uno dei più bei monumenti di Bagno Vignoni è opera di Bernardo Gambarelli detto il Rossellino e risale al secolo XV. Il primo e il secondo piano sono in travertino, il primo bugnato. La chiesa affacciata sulla vasca termale che caratterizza il centro del borgo è l’antica chiesa pievana, ad unica navata, con facciata molto semplice. All'interno è conservato un dipinto di scuola senese del sec. XVIII raffigurante "Santa Caterina da Siena" con Bagno Vignoni sullo sfondo. Sul portico che si affaccia sulla vasca è situata la piccola cappella dedicata a Santa Caterina da Siena innalzata nel 1660.

Il Parco dei Mulini

Il Parco dei Mulini è un percorso archeologico visitabile voluto dal Comune di San Quirico d’Orcia dal 1999. Il percorso si snoda ai margini del borgo di Bagno Vignoni ed inizia con le vasche e le cisterne di raccolta dell’acqua di scolo proveniente dalla principale vasca termale del paese. Dalle vasche poste sulla sommità della collina l’acqua inizia la sua discesa verso il fondovalle alimentando gli antichi mulini disposti ad altezze degradanti.

I primi due mulini, detti Mulino di Sopra e Mulino Buca, sono interamente sottoterra; gli altri due, il Mulino di Mezzo ed il Mulino da Piedi, sono seminterrati. Gli ingressi e gli interni dei mulini, scavati nella roccia, sono stati restaurati e messi in sicurezza, dove possibile è stata recuperata anche l’attrezzatura esistente. Non si conoscono notizie precise sulla loro costruzione. Si ritiene che sia stata opera dei signori feudali, forse degli stessi Tignosi, padroni della Rocca di Tentennano (oggi Rocca d' Orcia). I mulini restarono in attività fino alla metà degli anni Cinquanta.

Altre Terme nella Val d'Orcia e Dintorni

Oltre a Bagno Vignoni, la Val d'Orcia offre altre località termali di grande interesse:

  • Bagni San Filippo: Situati vicino al Monte Amiata, sono famosi per le cascate di acqua sulfurea del torrente Gorello che alimentano le vasche termali naturali.
  • Terme di Petriolo: Situate nel comune di Monticiano, queste terme libere sono seconde in fama solo a Saturnia e sono meta di migliaia di turisti.
  • San Casciano dei Bagni: Questo splendido borgo al confine con il Lazio e l’Umbria offre uno stabilimento termale nelle incantevoli campagne circostanti, oltre a sorgenti termali libere come il Bagno Grande.
  • Terme di Chianciano: Le cui acque sono apprezzate sin dall’epoca etrusca e romana, già allora note per le loro proprietà benefiche sul fegato. Sono cinque le sorgenti che alimentano queste terme: Acqua Santa, Acqua Santissima, Acqua Fucoli, Acqua Sillene e Acqua Sant’Elena.

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