L'area di Vicarello, situata sul bordo nord del Lago di Bracciano, rappresenta un sito di notevole interesse storico e archeologico. Quest'area, insieme alla Caldara di Manziana e ai Bagni di Stigliano, è caratterizzata da sorgenti di acque termali, residuo dell'attività vulcanica del vulcano Sabatino.
Storia e Importanza Archeologica
L’importanza archeologica di Vicarello si concentra su due aree distinte: il Borgo di Vicarello e l’area delle omonime Terme. Il Borgo di Vicarello, frazione di Bracciano, deriva il suo nome da una tenuta dell'Imperatore Marco Aurelio (Vicus Aurelii). Il borgo è semiabbandonato e malridotto, ma vi sorge anche una piccola residenza cinquecentesca, già casino di caccia degli Orsini, detta anche Casa Valadier.
Il Borgo di Vicarello fu realizzato su una Villa del I secolo attribuita all’Imperatore Domiziano. Nei pressi è visibile un tratto dell’Acquedotto di Traiano. Nella zona di Lago prospiciente la Casina Valadier si trovano i resti sommersi di un villaggio palafitticolo dell’Età del Bronzo.
L’AREA ARCHEOLOGICA DELLE TERME APOLLINARI si trova in alto rispetto al Borgo di Vicarello, nel pieno del rigoglioso territorio del Parco. Dopo l’epoca romana in cui il sito fu molto valorizzato, esso restò abbandonato finché, nel Medioevo, finì in proprietà di Istituzioni Ecclesiastiche che molto lo curarono fino a dotarlo (nel 1737, da parte del COLLEGIO GERMANICO-UNGARICO) di una casa di ospitalità attrezzata con uno stabilimento termale (BAGNI DI VICARELLO) che fu gestita fino al 1970.
Nel 1983 la tenuta e la casa furono ceduti ad una Società privata che ne avrebbe dovuto fare un grande complesso termale e residenziale, ma (per quest’ultimo aspetto) il progetto trovò l’ opposizione di Associazioni ed Istituzioni varie, col risultato che ORA SU QUESTA AREA TRONEGGIA UN ENORME INCOMPIUTO E MALCONCIO FABBRICATO, talmente sinistro da costituire set per film del genere “HORROR”.
La Stipe di Vicarello e le Terme nell'Antichità
Qui, nel 1852 (durante i lavori di ristrutturazione del complesso da parte del Collegio Germanico-Ungarico), FU RINVENUTA UNA STIPE contenente MIGLIAIA DI MONETE (greche, etrusche, romane) e altri oggetti fra cui QUATTRO FAMOSE COPPE D’ARGENTO del I sec. d.C. recanti inciso l’ITINERARIO DA GADES (CADICE) A ROMA - con i nomi di cento ‘mansiones’ toccate dal tragitto - preziose per lo studio della topografia antica; il tutto è ora conservato a Roma, nel Museo di Palazzo Massimo.
Gli scavi effettuati tra il 1974 ed il 1977 dal Prof. Colini hanno messo in luce una grande area termale comprendente un MONUMENTALE NINFEO, spazio intorno al quale le acque scendevano a cascata, con numerosi ambienti di svago e di riposo. Non lontano dal fabbricato principale si trova la c.d. CASA DI LEDO (un edificio medioevale - che, ora restaurato, sarà adibito a fini museali e centro visite - costruito su una serie di ruderi romani ancora in corso di scavo e studio).
Iniziate le attività di cantierizzazione, entro Settembre dovrebbe essere messo a disposizione di turisti e comunità locale il centro visite Casa di Ledo presso l’area archeologico-termale di Vicarello (Bracciano, Roma). Il recupero rientra negli obiettivi strategici dell’ente di gestione del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano come avanzamento e completamento degli interventi progettuali programmati per la valorizzazione degli immobili nelle disponibilità dell’Ente lacustre.
Dalle prospezioni effettuate è stato rilevato che quanto portato alla luce è solo una parte del grande complesso delle THERMAE AURELIANAE o APOLLINARES (che era collegato alla Villa di Domiziano) che sicuramente comprendeva anche una grande palestra ed un’area sistemata a giardino. Qui, durante gli scavi del 1977, fu rinvenuto il grande torso marmoreo del c.d. APOLLO DIVICARELLO, ora al Museo di Civitavecchia (pare che sia in attesa di confluire, insieme alle preziose coppe di Palazzo Massimo, nella raccolta civica di Bracciano).
Una curiosità da non perdere è l’enorme ULIVETO DI CENTO ETTARI (con decine di migliaia di gigantesche piante) originato da una piantagione effettuata nel settecento dagli allora proprietari del terreno.
Le Acque Termali e le Loro Proprietà
Nella Tabula Peutingeriana a nord di Roma tra Centucellae e Pyrgos era riportata la località Aquae Apollinaris; denominazione che rimandava ad un sito dove sgorgavano acque cui veniva riconosciuta la capacità curativa come suggeriva il nome riferito ad Apollo nella sua prerogativa di Medicus.
Ancora all'inizio del XIX secolo i geografi indicavano le Aquae Apollinares come “... antico e famoso luogo d'Italia nell'Etruria, fra Tarquinii al nord-ovest e Cosa al sud-est” credendo che quella denominazione fosse riferita unicamente alle acque curative più note come Thermae Stygyane, che aveva descritto anche Plinio Seniore, come l'unica e più frequentata mansio di aquae salvae a nord di Roma.
Le terme ancora durante l'impero furono frequentate e visto che nei pressi dell'impianto termale esisteva una fonte da cui sgorgava acqua in quantità, nel 109 d.C. l'imperatore Traiano decise di canalizzarla in un nuovo acquedotto, che dal suo nome fu denominato Aqua Traiana, per fornire di acqua la Regio XIV Transtiberim.
Dal 1573 fece parte di una tenuta che Papa Gregorio XIII aveva assegnato al Collegio Germanico Ungarico che nel 1737 decise di far costruire sul sito un edificio termale per sfruttare le acque della sorgente da cui fuoriesce acqua ad una temperatura di 45-50. Le acque erano considerate salutari e mirabili per la cura di ... malattie diverse in ispecie per le doglie reumaticheanche inveterate, ... non escluse quelle derivate da germe sifilitico, ... per tutte le affezioni cutanee ... ed addirittura capaci di risvegliare l'energia delle parti perdute di chi era stato colpitoda paralisi e paraplegia.
Il Ritrovamento della Stipe Votiva
Nel 1852 durante la demolizione delle strutture del 1737dei bagni termali, venne ritrovato un deposito votivo in cui l'archeologo Giuseppe Marchi scoprì una stipe di ex voto risalenti a epoche diverse, dai tempi arcaici alla prima età repubblicana e fino al tardo impero.
La stipe votiva scoperta a Vicarello è l'evidenza archeologica di un culto delle acque risalente ai tempi protostorici, infatti quando Marchi iniziò ad esaminare i materiali recuperati dai depositi sul fondo delle vasche di raccolta dell'acqua della risorgiva, captata attraverso un pozzo artificiale, scoprì che non solo i materiali stratificati indicavano una frequentazione continuata nel tempo, ma che la stessa poteva essere fatta risalire prima dell'anno 1000 e continuata anche in età romana.
L'opinione degli archeologi è che la struttura ritrovata fosse parte di un tempio dedicato ad Apollo dove i fedeli andavano per chiedere, o per ringraziare per la guarigione che il Dio poteva elargire attraverso le acque sacre.
Il tesoro di Vicarello era composto da 32 vasi, 12 tra statuine e piatti di metallo, 5.200 monete oltre a frammenti in bronzo; i vasi erano tutti di metallo prezioso, soprattutto d'argento ma anche d'oro e di bronzo stessi materiali dei piatti,e di statuine che erano tutti ex voto.
Progetti Futuri e Valorizzazione del Sito
Oltre alla apertura del centro visite Casa di Ledo, nell’area archeologica si provvederà al consolidamento di strutture esistenti, così come al restauro musealizzato del pavimento del Ninfeo di Apollo e all’installazione di una passerella di visita pedonale, idonea anche per visitatori diversamente abili.
“Con il recupero del sito e la messa a disposizione della Casa di Ledo”, dichiarano Vittorio Lorenzetti e Daniele Badaloni, rispettivamente presidente e direttore dell’ente Parco, “puntiamo ad offrire un servizio di accoglienza e una struttura dedicata ai visitatori dell’area naturale protetta, ma usufruibile anche alle scuole del territorio, alle associazioni ed escursionisti. La finalità è di promuovere l’attività escursionistica nel Parco come occasione di ricreazione e di conoscenza dell’ambiente e delle sue risorse, della storia e della cultura locale per favorire e promuovere anche attività di educazione ecologico-ambientale, turistico-ricreativa oltre che di studio e ricerca sui temi della conservazione e sugli aspetti naturalistici, ma pure storici e archeologici dell’area protetta”.
Tabella Riepilogativa dei Punti di Interesse
| Punto di Interesse | Descrizione |
|---|---|
| Borgo di Vicarello | Antica tenuta con resti della Villa di Domiziano e Casa Valadier. |
| Acquedotto di Traiano | Tratto visibile dell'acquedotto che riforniva Roma. |
| Terme Apollinari | Area termale con resti di un monumentale ninfeo e la stipe votiva. |
| Casa di Ledo | Edificio medievale restaurato per ospitare un centro visite. |
| Uliveto secolare | Vasto uliveto con piante secolari. |
L'area delle Terme di Vicarello è formata dal complesso delle cosiddette terme Apollinari, da altre aree su cui ricadono i resti di una villa romana, tratti di una strada basolata e da un uliveto con circa 170 piante, il tutto dal 1939 dichiarati per legge come area di interesse particolarmente importante, a testimonianza dell’opera di edificazione monumentale e di urbanizzazione d’età romana tra il primo e secondo secolo d.C.
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