Il Tigullio vanta una lunga e gloriosa storia marinara sin dal Medioevo. A Chiavari, questa tradizione ha trovato espressione in figure come Ernani Andreatta e nei cantieri navali che hanno segnato la storia della città.

Le Radici Familiari e la Tradizione Navale

Il nonno di Ernani Andreatta era Veneto, originario di Segonzano in provincia di Trento, ma la madre, Gotuzzo Adele, discendeva da costruttori di grandi velieri. Gli antenati della famiglia Gotuzzo erano originari di Portofino e Recco, e si insediarono nel Rione Scogli di Chiavari ai primi dell’800. In tre generazioni, dal 1838 al 1935, il Cantiere Navale dei Gotuzzo costruì e varò oltre 120 velieri oceanici nel cantiere navale agli Scogli.

I Gotuzzo erano strettamente imparentati con i Tappani, noti costruttori nell’epoca della costruzione in legno. Sia i Tappani che i Gotuzzo provenivano da Recco, dove avevano impiantato un cantiere navale. Matteo Tappani, “u sciu Mattè”, imparò l’arte del costruire proprio da quel Francesco Gotuzzo, detto “Mastro Checco”, che quando morì nel 1865 aveva ben 9 velieri in costruzione nel rione Scogli. Matteo Tappani sposò Giulia Gotuzzo, figlia di “Mastro Checco” e sorella di Luigi. Pertanto, i due più grandi costruttori di Chiavari erano parenti essendo cognati.

Tra i Gotuzzo, i Tappani ed altri costruttori navali come i Briasco, i Brigneti, i Piceni Gessaga, i Copello, i Sanguineti, i Beraldo ecc. a Chiavari furono costruiti e varati altre 200 velieri oceanici.

Ernani Andreatta: Una Vita Dedicata al Mare

Ernani Andreatta è nato a Chiavari nel 1935 e ha conseguito il grado di Sottotenente di Vascello della Marina Militare dopo aver frequentato l’Accademia Navale di Livorno. Passato poi alla Marina Mercantile, raggiunse il Comando di superpetroliere della Texaco Oil Co. a soli 29 anni. A 40 anni, dopo 11 anni di comando svolse, sempre fedele alla TEXACO Oil Co., incarichi ispettivi della durata di tre anni a Taiwan (Formosa), Singapore, Hong Kong. Concluse infine il suo proficuo rapporto di lavoro con un mandato di dirigente di sei mesi presso l’Ufficio-Armamento di Montecarlo.

Il Comandante Ernani Andreatta lasciò definitivamente il mare per iniziare la carriera di Imprenditore nel settore chimico navale che lo vide grande protagonista fino al 2001. Andreatta è socio UNUCI (Ufficiali in Congedo), ANMI (Marinai d’Italia), Società Economica di Chiavari, Accademia dei Cultori di Storia Locale: “O Castello” e Società Capitani e Macchinisti Navali con sede a Camogli. E’ fondatore di altre Associazioni tra le quali il ROTARY CLUB Chiavari-Tigullio, del quale è stato presidente nel 91-92, Associazione Culturale “MARE NOSTRUM” di Rapallo, della Associazione Culturale “IL SESTANTE” e della simpatica Accademia dello Stoccafisso e del Baccalà della quale, orgogliosamente, si fregia di possedere la tessera n. 1. E’ socio fondatore dell’Associazione “Amici del Mare e degli Scogli”.

Ha scritto libri sulla marineria Chiavarese e Ligure come “Chiavari Marinara dall’Epoca Eroica della Vela” e “Memorie dal Mare”, un pesante volume di circa 6,5 Kg. I proventi di queste pubblicazioni (40 Milioni del tempo), alla fine degli anni ’90, furono devoluti a Don Nando Negri, Fondatore del Villaggio del ragazzo. Andreatta é anche autore di Libri sportivi insieme ad altri due autori, Enrico Paini ed Andrea Ferro, come “Il Palio Marinaro del Tigullio”. Da anni partecipa a conferenze, dibattiti e relazioni sempre su temi legati al mare. Ultimamente ha annoverato una vasta collezione di 4200 DVD storici e marinari.

Nel 2012 dall’Associazione Culturale ” o Leudo” di Sestri Levante gli è stato conferito il titolo di “Nonno dell’Anno”. L’ANPAI, Associazione Nazionale Poeti e Artisti, gli ha conferito nel 2004 il premio “GENTE DI LIGURIA” con la seguente motivazione: “per l’impegno a favore della cultura, della valorizzazione, della tradizione e della storia della terra ligure”. L’ultima sua proposta culturale, insieme ad Enrico Paini, coautore, è stata quella di colmare un vuoto sulla vita e le imprese di quel grande Chiavarese che fu Enrico Millo. Il 15 Dicembre 2015 c.a. all’auditorium San Francesco di Chiavari è stato presentato il volume, “ENRICO MILLO la Vita e le Imprese”, di 560 Pagine e centinaia di fotografie d’epoca. Il volume ha avuto il patrocinio del Comune di Chiavari e dello Stato Maggiore della Marina assieme alla Scuola Telecomunicazioni FF AA di Chiavari.

Il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta

Preso atto della volontà di Nanni di far riemergere “il passato imprenditoriale della sua famiglia”, ma soprattutto la grande storia della costruzione navale e armatoriale legata al mare il 7 Luglio 1997 viene fondato il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta. Sino al 2001 viene ospitato nei locali sottostrada dell’Antica Casa Gotuzzo a Chiavari. Dal 2001 sino al 2008 il Museo è stato ospitato presso gli uffici della Promoprovincia a Calvari, in Val Fontanabuona.

Il materiale emerso da quei sottofondi dell’Antica Casa Gotuzzo e dalla Casa di Corso Buenos Aires, a quel tempo N. 31, costruita dal Comandante Ernani Andreatta Senior su terreni dei Gotuzzo, (ora non più della famiglia Gotuzzo/Andreatta) aveva conservato lo stesso profumo salmastro del mare e del Cantiere. Ogni angolo era rimasto intriso del suo odore di un tempo: pece, pitture, diluenti, derivanti del catrame usato dai calafati, seste di pini tagliati dai segantini, di sudore e vite vissute tra legni di querce sagomate dai maestri d’ascia, tra i cordami degli attrezzisti e pezzi di tela pronta per essere tagliata dai velai. C’era ancora tanto materiale pronto per riprendere a ricostruire navi d’altri tempi, magnifiche da vedersi, ma diventate ormai improponibili con l’avvento del motore e dello scafo in ferro.

Ma il museo ha avuto anche straordinarie donazioni dai discendenti dei Maestri d’ascia, Calafati, Carpentieri ecc, che per molti anni avevano prestato la loro opera nei cantieri navali dei Gotuzzo che operarono dal 1838 al 1935, anno in cui il l’attività cantieristica, purtroppo, fu venduta a Mariano delle Piane, un imprenditore tessile di Novi ligure. Così iniziò l’opera di salvataggio di migliaia di testimonianze, piccole gemme di un universo legato al canto del cigno del mondo della vela; ultime pagine di un libro che le nuove generazioni devono leggere per comprendere quanto l’uomo moderno sia DEBITORE in fatto di MARINERIA verso i loro avi.

Il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta come detto, viene fondato a Chiavari, nell’Antica Casa Gotuzzo in Piazza Gagliardo 19, il 7 Luglio 1997 da Franco “Mario” Tommasino, deceduto nel 1998, e da Ernani Andreatta. Il Museo nasce come iniziativa privata per il grande contributo di Franco Tommasino che dona al museo quasi 30 modelli navali e altri rari reperti nel campo della radio d’epoca Marconiana ma anche sull’onda del successo ottenuto con la pubblicazione dei libri “Chiavari Marinara dall’Epoca Eroica della Vela - Storia del Rione Scogli”, esaurito nonostante le 4600 copie di due edizioni 1993 e 97, e “Memorie dal Mare - L’immenso libro di Papà Lucerna”, edito nel 97 in 6700 copie del quale ne rimangono pochi esemplari, con la relativa video cassetta o DVD in lingua Italiana, Inglese, e Spagnolo. Attraverso queste pubblicazioni ed il Museo, viene operato uno straordinario “salvataggio storico” di tradizioni, di cultura e di lavoro che si sarebbe altrimenti perduto.

Nel 2013, Ernani Andreatta assieme ad Enrico Paini e Andrea Ferro presentava il libro “IL PALIO MARINARO DEL TIGULLIO”. IL 15 Dicembre 2015, da Ernani Andreatta ed Enrico Paini, veniva presentato il libro ““ENRICO MILLO la Vita e le Imprese” che ha avuto anche la consulenza storica di Enzo Gaggero e Carlo Gatti con la presentazione del Sindaco di Chiavari, Ing. Roberto Levaggi, del Com.te Giuseppe Cannatà della Scuola Telecomunicazioni FF AA di Chiavari e del Presidente della Società Economica Roberto Napolitano. Il libro era patrocinato dal Comune di Chiavari e dallo Stato Maggiore della Marina. Gli ultimi lavori di Ernani Andreatta sono sempre corredati di DVD che valorizzano ulteriormente l’opera presentata in cartaceo.

Il nucleo del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta è costituito quindi da modelli di navi a vela e modelli naviganti radiocomandati oltre che da apparecchi radioriceventi costruiti o raccolti da Franco Tommasino, da strumenti nautici antichi anche del 1700 e da preziosi utensili da lavoro. In questo museo trovano spazio anche gli attrezzi da pesca dato che il Rione Scogli all’inizio del secolo scorso diventò un centro importante del settore mutando la sua indentità da quello della costruzione navale a quello della pesca. Molti reperti museali provengono da donazioni o lasciti di privati e da acquisti sul mercato antiquario, come l’importante collezione di rare conchiglie di mare e di terra, provenienti da tutto il mondo, che conta più di 3000 pezzi, tutti rigorosamente catalogati.

Un altro importante salvataggio storico del Museo è quello effettuato da Amedeo Devoto, noto artista e progettista navale del Rione Scogli, dei piani di costruzione di molti grandi velieri costruiti sia a Chiavari nell’800, che a Riva Trigoso ai primi del 900: un incredibile patrimonio che lega al mare il Tigullio e Chiavari in particolare. Il Museo vanta su questo tema un ulteriore arricchimento dovuto all’acquisizione di importanti piani di costruzione, circa un centinaio, provenienti da tutto il mondo e che riguardano velieri e grandi imbarcazioni del 1800.

E Chiavari, come centro di costruzioni navali e armatoriale raggiunse il suo apice nell’Ottocento, grazie all’opera di costruttori come Matteo Tappani, tre generazioni di Gotuzzo, Francesco detto “Mastro Checco”, Luigi ed Eugenio, i Briasco, i Piceni Gessaga, i Milesi, i Brigneti, i Copello, i Sanguineti, i Beraldo e di armatori come i Dall’Orso, i Raffo, i Beraldo i Sanguineti, i Borzone, i Copello, i Bianchi, i Chiarella, i Rocca, Fratelli Ghio, i Gagliardo, i Roncagliolo, i Raggio Porcella, i Carniglia, i Milesi, i Cuneo, i Devoto, i Marana, i Casaretto e altri, che porteranno il nome di Chiavari in tutti i mari del mondo.

Non vanno dimenticati i maestri d’ascia e i calafati come i Tirone, Maccianti, i Risso, i Solari, I Bertuletti, i Della Pietà, i Moladuri, i Raffo, i Dall’orso, e tutte le maestranze che, con la loro operosa attività, hanno contribuito a costruire il patrimonio di valori di questa zona.

Brevi note sui co-fondatori e collaboratori del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta

Era nato a Chiavari nel cuore dello storico Rione Scogli. La maggior parte dei modelli navali e degli apparecchi radio-riceventi che costituiscono il Museo sono frutto del suo ingegno e del lavoro appassionato di tutta la sua esistenza. Tecnico della Rai, sede Regionale di Genova. Di lui si racconta che negli ultimi mesi del 1945, salvò dalla vendetta nazista, a rischio della propria vita, le principali apparecchiature RADIO della Rai che furono in grado, di trasmettere il 25 Aprile, grazie a lui, i bollettini della LIBERAZIONE. Legatissimo al Rione Scogli, effettuò sempre a Chiavari le prove in mare dei suoi straordinari modelli galleggianti e naviganti che fanno ora parte del Museo Marinaro che porta anche il suo nome. La sua storia è ampiamente documentata in alcuni capitoli del volume “MEMORIE DA MARE” edito nel 1997 da Ernani Andreatta, come abbiamo già annotato.

ha catalogato tutti i reperti del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta. E’ nato a Genova nel 1965. Dopo la laurea in Storia Moderna, è diventato Assistente Scientifico del Museo Navale di Genova, ruolo che ricopre tutt’ora assieme alla carica di Direttore Editoriale presso una casa editrice genovese. In tali vesti ha contribuito alla realizzazione di importanti progetti, come l’allestimento del Padiglione del Mare e della Navigazione e delle mostre temporanee Dal Mediterraneo all’Atlantico, Capitani Coraggiosi, Genova e i velieri e Storie di Polene. Successivamente si è dedicato a varie attività editoriali e artistiche, lavorando per aziende prestigiose come Pineider, Nazareno Gabrielli e Franco Maria Ricci. Autore di articoli e saggi sulla storia della marineria, nutre una profonda passione per la cartografia antica e possiede una collezione di carte geografiche del continente americano. Tra le sue pubblicazioni: Le navigazioni transoceaniche nel Seicento, La via olandese per le Indie Orientali, La cartografia nautica portoghese nell’età delle scoperte, Il calcolo della longitudine e la nascita del cronometro da marina, La pittura di yachting.

addetto al restyling e alla conservazione dei reperti del Museo Marinaro. E’ nato a Bosco Marengo (Alessandria) nel 1945 di professione palombaro ad alta profondità con un passato di navigante. Durante l’alluvione di Firenze il 4 Novembre 1966 poco più che ventenne, aiuta la popolazione a uscire dall’acqua e dal fango. E’ uno dei tanti “Angeli del Fango” che salvano quasi tutte le opere d’arte di Firenze. Poi una serie di corsi professionali per imparare ad andare sott’acqua, la sua passione, ed operare a profondità eccezionali dove la testa sembra scoppiare. Consegue molte abilitazioni e impara a lavorare nel regno dei pesci, a meno 20, a meno 50, a meno 300 metri! E’ la professione della sua vita ! Dopo alcune missioni su navi locali in Sardegna o in Grecia partecipa alla costruzione di piattaforme petrolifere come la gigantesca “Garaupa” della Petrobras Brasiliana che poggia sul fondo a 120 m. di profondità. Uno dei primi seri contratti di Boaretto è quello sull’Artic Seal”, una enorme nave appoggio, in giro per il Mare del Nord, Mar di Norvegia, Mar Glaciale Artico. In Scozia a Fort William ottiene così il brevetto di “Deep Diver” (alto fondalista). Poi “decolla” o meglio “sprofonda” sempre più negli abissi marini lavorando per la Esso e la Shell in tutto il mondo: Tailandia, Singapopre, Malaysia, Norvegia, Hong Kong, Mare di Barentz, Brasile, Borneo, Oceano Indiano, Mar Cinese, Stati Uniti ecc. Partecipa alla costruzione di piattaforme petrolifere, recupera pezzi di navi o aerei, installa condotte marine e costruisce cisterne in cemento prefabbricato, i cosidetti “Igloo” dove sopra vi poggiano le piattaforme petrolifere e fanno da primo deposito all’oro nero che sgorga dalle viscere della terra, ma sempre sott’acqua! Per anni, 21 giorni al mese, a turno, vive là sotto, tra fondali impossibili e camere iperbariche per la decompressione, dove il sangue si satura di azoto e bisogna ripristinare il bilanciamento dei vari componenti gassosi. L’ultimo suo impegno professionale è con la Barracuda Sub di Genova. Per hobby ha sempre fatto il modellista navale.

Nato a Lavagna il 21 novembre 1965, dal 1987 é “Ormezou” nel porto di Lavagna. Enrico é sposato con la signora Gabriella Campodonico ed padre di tre figli: Yannick, 13 anni - Andreas, 9 anni - Anna Stella 6 anni. Il merito di questo giovane uomo di cultura, é quello di trovare il tempo, nonostante g...

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