Il turismo estivo ha rappresentato un motore trainante per l'economia di molte cittĂ  costiere, determinando significativi cambiamenti nel tessuto urbanistico dei borghi. Strade allargate, piazze abbellite, aumento di locande e alberghi, e la nascita di nuovi ed eleganti negozi sono solo alcune delle trasformazioni avvenute.

Le Origini degli Stabilimenti Balneari in Italia

Il primo stabilimento balneare italiano fu denominato "Bagni Baretti" e si trovava a Livorno. Conosciuti anche come Bagni dei Cavalleggeri, a causa della loro posizione adiacente al forte presidiato dai cacciatori a cavallo, i Bagni Baretti rappresentavano un'innovazione per l'epoca.

Si trattava di un antico edificio in legno adibito a stabilimento, dotato di cinque camerini separati. All'interno di questi camerini, era possibile fare il bagno in privato, utilizzando acqua di mare pompata attraverso un complesso sistema meccanico.

I Bagni Paolo detto Lelle: Un Ricordo d'Infanzia

Dopo la fine della guerra, mia nonna Adele tornò ad abitare nella sua casa di via 5 Maggio a Quarto, situata proprio di fronte all'entrata dei «Bagni Paolo detto Lelle». Durante l'estate, insieme a mia sorella, venivo portato ogni giorno con il tram «42» per fare il bagno al «Lelle», e pranzare dalla nonna.

Il proprietario dei bagni era il Signor Paolo Prato, soprannominato «Lelle» o «Paulin», coadiuvato dal figlio Mario. Ricordo che c'erano delle ragazze bellissime (almeno così mi parevano allora), più grandi di me, che io - adolescente - guardavo incantato.

L'Evoluzione degli Stabilimenti Balneari: L'Esempio di Viareggio

A Viareggio, il 28 giugno 1827, il Duca Carlo Lodovico autorizzò la costruzione dello stabilimento balneare a spese della Comunità, anticipando la somma di duecento scudi. Venne concesso anche il permesso di tagliare cento piante della pineta per ricavare il legname necessario alla costruzione.

Alcuni giorni dopo, il Gonfaloniere Alfonso Cittadella stabilì che sarebbero stati realizzati due bagni di mare separati sulla spiaggia di Ponente, uno per le donne e l’altro per gli uomini. Una deputazione fu incaricata di sovrintendere alla gestione dello stabilimento e all’osservanza di un regolamento speciale che fissava i criteri di sercizio delle bagnature.

I bagni, in funzione da luglio a settembre, aprivano alle 8 di mattina e chiudevano alle 13 per riaprire poi alle “tre pomeridiane e fino ad un quarto d’ora prima dell’Ave Maria”. Era stabilita una tassa per ogni bagnatura, con la possibilità di abbonamenti.

Inizialmente, fu realizzato il bagno per gli uomini, il “Nereo”, seguito poi dal bagno per le donne, il “Dori”. La struttura dello stabilimento fu decorata dal pittore Giacomo Benedetti.

Giuseppe Giannelli, nel "Manuale per i bagni di mare" del 1833, descrive i bagni come "due comode ed eleganti fabbriche di legno, distanti fra loto 65 braccia, l’una per le donne e l’altra per gli uomini". Erano costruzioni su palafitte in mare, raggiungibili tramite un pontile, con scalette laterali che conducevano ai bagnetti privati situati sotto i camerini.

Alla fine della stagione estiva del 1827, i due bagni comunali registrarono 1029 ingressi, per un importo di lire 359. Negli anni successivi, gli incassi aumentarono costantemente.

Nel corso dei decenni, l'attrezzatura di spiaggia fu migliorata esteticamente e le prime capanne di paglia, il Nereo ed il Dori furono sostituiti dai grandi stabilimenti su palafitte in mare, il "Felice Barsella", il "Nettuno", I"'Oceano", il "Balena", il "Quilghini" e tutti gli altri, che subito caratterizzarono Viareggio come uno dei principali centri estivi alla moda.

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