I Bagni di San Michele, situati a circa 6 km a sud di Pomarance, affondano le loro radici in un passato lontano, testimoniando una storia ricca e affascinante. Questi bagni rappresentano una sorta di SPA medievale, con vasche termali risalenti al XIII secolo.
Origini e Storia Antica
Già in epoca etrusca esistevano terme caratterizzate da acque "molto calde tanto da doversi evitare nella canicola, ma adatte alla stagione primaverile", come confermato dal poeta Tibullo nelle sue "Elegie". Una testimonianza di attendibilità e valore storico è la TAVOLA PEUTINGERIANA, una pergamena del 1200 composta da 12 segmenti, larga appena 40 cm e lunga circa 6 m, che documenta i fenomeni termali in Toscana.
Sotto l’Eremo di San Michele si trova il Bagno di Spartacciano, probabilmente già sfruttato in età romana e più conosciuto come Bagno di San Michele delle Formiche. Le prime notizie documentate su questa importante stazione termale risalgono al 1266.
Medioevo e Rinascimento
Dal 1171, per volere del Pontefice Alessandro III, i "bagni ad Morba" passarono sotto la giurisdizione del piovano della "Plebs ad Morba pellenda". Furono questi religiosi a dar vita alle terme e, più tardi, nel 1377, a erigere il monastero di San Michele alle Formiche, sul colle al di sopra dei "bagni".
Dalla fine del 1300 alle soglie del 1600, figure come Michele Savonarola, Ugolino da Montecatini, Michele Marullo e Giorgio Agrippa fornirono informazioni sulle virtù medicamentose e notizie sugli illustri ospiti venuti "a passar le acque". Si racconta che Lorenzo dé Medici, sua moglie Clarissa e la madre Lucrezia Tornabuoni preferissero tra tutte le terme i "bagni di San Michele" e de "La Perla".
La Struttura e le Acque
L’antico edificio termale, diviso in due parti da un torrente, conserva ancora oggi alcune vasche, tra cui una quadrata avvolta da mura dipinte di celeste, piena di acqua sulfurea (non caldissima), ancora oggi alimentata da un pozzo che si trova in un angolo.
Il fabbricato esistente sul luogo (provvisto di un caratteristico passaggio coperto che permetteva di collegare l’albergo col piccolo edificio poco distante in cui erano convogliate le acque termali e in cui si trovavano le vasche per le applicazioni) ebbe origine nel 1512 in sostituzione di uno più piccolo preesistente e fu poi sottoposto nel corso del tempo a vari restauri, ampliamenti e ristrutturazioni.
Studi e Valorizzazione
Nel corso dei secoli, diversi studiosi hanno analizzato le acque termali della zona, confermandone le proprietà benefiche. Tra questi, il Prof. Baldasseroni nel 1827 e i chimici Sborgi e Galanti negli anni Trenta del Novecento. Altri studi hanno evidenziato come le sorgenti locali possano competere con le più famose acque di Vichy, St. Moritz, Badenbaden e Karsbad.
L’acquisto del “BAGNO DI SAN MICHELE” e di parte del bosco circostante (11 ha) è avvenuto con delibera del Consiglio Comunale del 26 marzo 1985 n° 185. È stata stipulata una apposita convenzione con l’Università di Pisa per lo studio dei fanghi idroterapici. La Regione Toscana ha emesso il Decreto per il permesso di ricerca in data 20/4/1988 ai sensi del R.D. 29/7/1927 n° 1443.
Eremo di San Michele delle Formiche
Prima o dopo un rilassante bagno, attraverso un sentiero che attraversa la valle sottostante, raggiungete l’Eremo di San Michele delle Formiche. Qui vi ritroverete di fronte ai resti della badia celestina fondata nel 1377 dagli omonimi monaci, il cui ordine venne fondato da Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V. Sembra che il nome derivi dal fatto che, durante la festa di San Michele, il 29 settembre, sciami di formiche invadessero quei luoghi.
Oggi
Oggi, i Bagni di San Michele attendono ancora di essere maggiormente valorizzati, offrendo un'opportunità unica per riscoprire le antiche tradizioni termali in un contesto naturale suggestivo.
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