La storia del nome "Angeli Neri" evoca diverse immagini e suggestioni, spaziando dalla musica all'arte sacra. Questo articolo esplora il significato di questo nome attraverso la lente di una band musicale italiana e il simbolismo religioso associato alla Chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma.

Gli Angeli Neri: Un Mito Musicale da CittĂ  di Castello

Gli Angeli Neri sono stati un gruppo musicale di Città di Castello che ha lasciato un segno indelebile nella memoria di molti. Come ha scritto Gianluigi “Gigetto” Berardi, “Capacità e un po’ di fortuna fecero si che subito riuscissero a catturare molti fans, specie tra i giovani. E questi li seguivano con un entusiasmo che a volte si trasformava in tifo da stadio”.

La formazione originale, costituita nel 1965, comprendeva:

  • Giancarlo Lorenzini: basso, sax, organo e voce
  • Sergio “Sciga” Capaccioni: batteria
  • Filippo Corsi: tastiere e voce
  • Enzo Galvani: chitarra ritmica, basso, armonica e voce
  • Gualtiero Zanchi: chitarra solista e trombone

Questi musicisti avevano già esperienza in varie orchestre locali come I Carfasan’s, The Lords, The Marines e I Tifernati. Filippo Corsi ricorda che, ispirati dai Beatles, acquistarono strumenti delle stesse marche, recandosi fino a Livorno per trovare una batteria Ludwig simile a quella di Ringo Starr.

L'Ascesa e il Successo

La svolta per gli Angeli Neri arrivò con l'incontro di Jonny Golden, un impresario musicale di Arezzo. “Senza di lui” ricorda Filippo “non ci sarebbero stati gli Angeli Neri, perché noi, oltre che suonare in zona, non avremmo mai avuto l’idea di fare quel che abbiamo realizzato”. Jonny Golden curò l'immagine del gruppo, dalle divise in stile Beatles agli stivaletti col tacco, e preparò i loro concerti come veri e propri eventi.

Il debutto avvenne a Pian Di Scò, e il successo fu immediato. Il locale divenne uno dei covi storici dei loro fans, e la loro attività si estese al fiorentino, al pistoiese, alla Lucchesia e alla Versilia. Il loro segreto, secondo Corsi, era “la scelta dei brani e la semplicità e accuratezza delle nostre esecuzioni”.

Nel marzo del 1966, grazie a Jonny, gli Angeli Neri si esibirono a Zurigo, riscuotendo un grande successo. Durante l'estate, ebbero ingaggi sulla riviera romagnola e a Ischia, consolidando ulteriormente la loro fama.

Il Declino e la Rinascita

Nonostante il successo, il gruppo si sciolse alla fine degli anni '60, quando alcuni membri decisero di esplorare il genere Hard Rock. Tuttavia, negli anni '80, alcuni componenti originali rispolverarono il nome Angeli Neri, dimostrando che il mito non si era offuscato nel tempo.

Gli Angeli Neri e la Scena Psichedelica di Austin

Il nome "Angeli Neri" evoca anche la band The Black Angels, un'istituzione globale del rock psichedelico formatasi ad Austin, Texas, nel 2004. I Black Angels non si sono limitati ad aggiornare il suono di Austin all'etĂ  moderna, ma si sono trasformati in veri e propri anfitrioni e nobili legatari dello psych-rock locale.

Christian Bland e Alex Maas, il nucleo creativo della band, sono tra i membri piĂą attivi dell'associazione di musicisti The Reverberation Appreciation Society, che organizza l'Austin Psych Fest, una kermesse annuale di musica psichedelica tra le piĂą importanti al mondo.

I Black Angels hanno mostrato influenze e riferimenti che travalicano ampiamente i confini cittadini e texani, giungendo in California, a New York, nelle Midlands di Jason Pierce, nella Germania kraut e in mille altri destini. Un lungo viaggio che li ha condotti a quella che potremmo definire psichedelia tout court del loro ultimo disco, Death Song del 2017.

Il Simbolismo Religioso: La Chiesa di Santa Maria in Vallicella

Il nome "Angeli" richiama anche il simbolismo religioso, in particolare quello legato alla Chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma. Questa chiesa è storicamente legata alla figura di Filippo Neri (1515-1595), fondatore della Congregazione dell’Oratorio.

Nel 1608, sull'altare maggiore della chiesa, fu collocata l’immagine miracolosa della “Madonna Vallicelliana”, inserita in una pala in lavagna dipinta da Pieter Paul Rubens con una schiera di “Angeli e cherubini adoranti”. Questa pala è coperta da una lastra di rame, ugualmente dipinta da Rubens con una Madonna e Bambino benedicente, che può essere sollevata per svelare l’immagine miracolosa sottostante.

La chiesa, ricostruita su progetto di Matteo di Città di Castello, divenne un faro di rinnovamento spirituale e sociale, grazie all’opera di Filippo Neri e dei suoi compagni. L'interno fu disegnato interamente dal Borromini e in parte affrescato da Pietro da Cortona.

Conclusione

Il nome "Angeli Neri" racchiude in sé una molteplicità di significati, che spaziano dalla musica all'arte sacra. Che si tratti della band di Città di Castello, dei pionieri del rock psichedelico di Austin o del simbolismo religioso della Chiesa di Santa Maria in Vallicella, questo nome continua a evocare immagini potenti e suggestioni profonde.

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