La ristrutturazione di un bagno può portare a soluzioni innovative, soprattutto quando si tratta di ottimizzare gli spazi e creare ambienti funzionali. Un'idea interessante è quella del bagno con doccia passante, una soluzione che permette di ricavare due bagni da uno, o di sfruttare al meglio un bagno lungo e stretto.

Progetti per Ricavare Due Bagni da Uno

L’intervento che da un bagno ne ricava due è quasi sempre previsto nelle ristrutturazioni di appartamenti costruiti prima degli anni ’70, quando più spesso poteva essere previsto un solo locale di servizio anche in case di medie-grandi dimensioni. Per il secondo bagno, in molte zone d’Italia, le norme sono meno restrittive rispetto a quelle che riguardano il bagno principale della casa: sono ammesse dimensioni più contenute e l’aerazione attivata, in sostituzione di una finestra. Si può fare anche a meno del bidet, se c’è un wc a doppia funzione.

Cosa Sapere per Avere un Bagno in Più

  1. Che venga ricavato dal frazionamento di uno già esistente (come in questo caso) o sia realizzato in un nuovo locale creato ad hoc, il secondo servizio va progettato seguendo le norme contenute nel Regolamento edilizio del Comune.
  2. In molte zone d’Italia sono previste eccezioni (rispetto ai requisiti fissati per il bagno principale della casa) quando si tratta del secondo.
  3. Il secondo, se ricavato vicino a quello principale, ne può sfruttare gli impianti, semplificando i lavori, con conseguente risparmio di tempo (e denaro) nella ristrutturazione.
  4. Uno dei vincoli nella realizzazione di un locale di servizio in più è il collegamento del nuovo wc alla colonna di scarico esistente (in una casa ve ne è generalmente una sola).

Doccia Passante: Un Elemento Chiave

Un plus, benché easy e informale, che lo rende interessante e lo differenzia dalle solite soluzioni sviluppate su questa tema è il vano doccia (meno di 1 mq), chiuso sui due lati da porte scorrevoli, accessibile da entrambi i bagni. Questo dettaglio comporta molti vantaggi, come per esempio la luminosità del locale rimasto senza finestra.

Suddivisione degli Spazi

  • Dalla camera: Si è preferito destinare la porzione più ampia (circa 4 mq, esclusa la doccia) al bagno privato, completo di tutti gli elementi.
  • Dal corridoio: Poco più di 3 mq (esclusa la doccia) per il bagno in più. Mantiene l’accesso ma con una nuova porta rototraslante.

Realizzazione Pratica

Per quanto riguarda i lavori murari, la realizzazione del progetto è stata di facile esecuzione poiché si è trattato di costruire all’interno del locale solo delle spallette, a definizione del box doccia centrale e delle nicchie/contenitori. Unica demolizione: il vano porta per l’accesso diretto dalla camera da letto matrimoniale. Più impegnativo l’aspetto tecnico dell’intervento, che ha richiesto la totale rimozione di tutti i rivestimenti e delle tubazioni dell’impianto idrico-sanitario esistenti. Con doppio ingresso: all’interno e all’esterno, compreso il piatto doccia in muratura con scarico laterale, il volume della doccia è rifinito come tutte le pareti dei due ambienti, con le quali si integra perfettamente.

È però costruito con materiali diversi: muratura, da un lato - dove serviva realizzare delle nicchie; pannelli in multistrato marino, dall’altro (dove c’è il soffione) - dove era richiesta solo una semplice separazione. È a questi ultimi che si sovrappongono le due lastre scorrevoli di chiusura, in vetro acidato. L’altezza ribassata riporta il box alle giuste proporzioni e permette di sfruttare lo spazio restante in alto per un ripostiglio in quota.

Bagno 1: En Suite con Dettagli di Tendenza

Protagonista la vasca: ampia da 180 x 80 cm è La Belle in Quaryl® di Villeroy & Boch, in versione da incasso, posata nel senso della larghezza del locale. Di qualche cm più lunga dello spazio disponibile, è bastato ridurre leggermente lo spessore della parete per installarla. Sfrutta il sottofinestra che, prolungando la struttura di sostegno, è stato trasformato in piano d’appoggio, anche per la rubinetteria. In gres porcellanato smaltato, le piastrelle sono realizzate con il sistema “in digitale a freddo”, che consente di decorare in modo diverso e indipendente durante il medesimo ciclo produttivo, per ottenere mix di pattern. Il termine azulejos risale al Trecento quando, in Spagna e in Portogallo, indicava le mattonelle di terracotta con disegni geometrici, ricoperte con smalto opaco. L’evoluzione italiana, a partire dal ‘400, sono le maioliche mediterranee.

Dettagli Funzionali ed Estetici

Nicchie a incastro: Gli indispensabili vani per contenere sono stati ricavati di fianco alla doccia, disponendo le spallette in muratura in modo da ottenere delle nicchie, all’interno del box passante e all’esterno, dal lato del bagno. Come base per il lavabo, invece che per un mobile, si è potuto optare per un top sospeso, più adatto allo stile e alle dimensioni dell’ambiente. Totalmente a scomparsa: Il collegamento alla camera avviene tramite una nuova apertura, con pannello filomuro, cioè senza profili, a scomparsa nella parete.

VOLUMI TECNICI Lungo la parete del lavabo corre un controsoffitto che delinea un aggetto, utile per l’incasso dei faretti. Segna anche lo stacco tra le due finiture applicate alle pareti.

Bagno 2: Essenziale ma Non Solo

La muratura disegna nicchie per contenere anche dal lato del secondo bagno. Per quanto piccole, sono di grande utilità: in parte restano a giorno, in parte risultano chiuse con l’anta laccata color verde petrolio e formano una composizione di pieni e vuoti che vivacizza e alleggerisce visivamente la parete. Il vetro acidato è una soluzione per le porte del bagno. In opera, a questo premiscelato in polvere si aggiunge acqua (e il pigmento, se si desidera dare colore), ottenendo un impasto cremoso, facile da applicare (anche a pavimento). Il risultato è una finitura di alto valore, protettiva e resistente anche all’acqua e al calpestio. La particolare texture si presta ad abbinamenti di stile differenti.

Nei tre ambienti che si susseguono (bagno 1, vano doccia e bagno 2) il soffitto segue un andamento incostante. Mentre nel primo l’altezza è lasciata a 304 cm, come in origine, ribassamenti a quote diverse sono invece previsti negli altri due. L’ampia doccia è dotata di getti diversificati, tutti comandati dal medesimo miscelatore a tre vie. Due i soffioni: uno ampio e fisso, a soffitto, incassato nel ribassamento; uno a parete su asta saliscendi. A questi si aggiunge un doccino separato. Anche per il box doccia è stata adottata la soluzione delle nicchie per contenere. Qui i ripiani, però, sono in vetro, adatti al contatto con l’acqua.

Terzo Progetto: Ricavare Due Bagni da Uno

Spesso negli appartamenti di impianto datato, il bagno era uno solo. E con la ristrutturazione occorre ricavarne invece almeno due. Ecco un progetto in cui il locale di servizio di sdoppia, anzi quasi triplica. Nel progetto che vi proponiamo l’abitazione dispone in origine di una zona notte con tre camere ma un’unica stanza da bagno, raggiungibile dal corridoio. La ristrutturazione prevede la divisione di questa in due distinti servizi: uno è a uso esclusivo delle due camere, ma con accessi indipendenti, mentre l’altro mantiene l’ingresso originario.

Il bagno più grande (8,3 mq) gode di aeroilluminazione naturale ed è organizzato in modo simmetrico, con i lavabi e le due docce ai lati degli ingressi. Al centro, separabili da porte scorrevoli, i sanitari. L’area è stata rialzata, in modo da poter collegare il vaso alla colonna di scarico: i tubi hanno così la giusta pendenza. Il secondo bagno (7,6 mq) è a uso comune. Si distingue per la vasca incassata in nicchia. Con un gioco di volumi a incastri, il bagno esistente viene duplicato e, nella stessa superficie di uno, si ricavano invece doppi servizi.

Esempio Pratico di Ristrutturazione

Stavo cercando qualche soluzione per ristrutturare il mio bagno largo 1,30 mt e lungo 4,20. Volevo sapere se poteva darmi qualche consiglio sul mio bagno di cui allego due foto. Il Piatto doccia prevede un bacino scavato nel massetto, completato da una pedana composta da doghe di teak rimovibili. Per la cabina doccia abbiamo scelto il modello scorrevole della collezione Slide di Vismaravetro. Per i rivestimenti abbiamo scelto le antiche cementine in graniglia della collezione ST Amarcord di Ceramica Del Conca Spa, un classico dell’arte decorativa italiana, distribuite in un mix di pattern diversi formato 20x20 cm. Per recuperare spazio all’interno dell’ambiente, e per evitare che l’apertura della porta d’ingresso limiti la possibilità di ottenere un piano lavabo comodo, abbiamo pensato ad un sistema di apertura a libro. Per gli igienici abbiamo scelto il modello Architec di Duravit, design Frank Huster.

Distribuzione degli Elementi

La distribuzione dei vari elementi consente di individuare diverse aree funzionali all’interno dell’ambiente:

  1. Lavabo
  2. Doccia passante

TAG: #Bagno #Doccia

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