Forte dei Marmi, incastonata tra le Alpi Apuane e il mar Tirreno, è una località che evoca un'eleganza senza tempo e una storia ricca di fascino. Sorto là dove Michelangelo stesso chiese di congiungere la via del marmo al mare, al Forte vengono da secoli, in cerca di feste e sole, artisti, nobili e signori.
Le Origini Nobiliari e l'Influenza degli Agnelli
Tra i primi a cercare bellezza e privacy a Forte dei Marmi, a fine Ottocento, fu l’Ammiraglio Morin, proprietario della villa Costanza, che poi passò agli Agnelli (oggi hotel Augustus Lido). Nel 1926 Edoardo Agnelli, figlio del Senatore Giovanni, fondatore della FIAT, acquistò la neo-rinascimentale Villa Costanza, fatta costruire dall’ammiraglio Morin all’inizio del Novecento. Nasce la conosciutissima e mitologica Villa Agnelli, dove la grande famiglia di Torino trascorse lunghe e letterarie villeggiature per più di trent’anni.
La presenza della Famiglia Agnelli, costante fino agli anni Sessanta, contribuì ad attrarre a Forte dei Marmi esponenti dell’alta borghesia e dell’aristocrazia di tutta Italia, inaugurando un modello di villeggiatura dallo stile ricercato ed esclusivo del cosiddetto “vivere in villa” che nasce attorno a Villa Agnelli e alla sua pineta con lo svilupparsi di costruzioni immerse nel verde.
Un soggiorno che ancora oggi mantiene le caratteristiche di esclusività e riservatezza, grazie al sottopasso che solo gli Agnelli poterono costruire per raggiungere la spiaggia onde evitare l’attraversamento del viale a mare. Questo sottopassaggio resta a tutt’oggi unico in tutta la Versilia.
Un'invasione contro la quale combatte mantenendo, e manutenendo, il baluardo mitologico dei bagni di lusso di Forte dei Marmi, con la sontuosa villa neoclassica, in cui ci ha accompagnato Susanna Agnelli nel suo indimenticato Vestivamo alla marinara è stata a lungo il centro della mondanità estiva. L’arrivo della famiglia Agnelli attirò altri industriali ed esponenti dell’alta borghesia, ma anche artisti e intellettuali.
Roma Imperiale: Un Quartiere di Lusso
La storia di Roma Imperiale traccia le sue origini agli inizi del XX secolo. Concepita come rifugio per i privilegiati, questa zona fiorì come un paradiso di lusso ed eleganza. Il nome della zona un po’ come nel caso di Vittoria Apuana, deriva dalla società cooperativa anonima che acquistò i lotti di terreno negli anni 20’, poi rivenduti.
Al cuore di Roma Imperiale si trovano le grandiose ville, ognuna testimonianza di meraviglia architettonica ed eccellenza nel design. Tra queste, Villa Agnelli spicca come un gioiello iconico.
L'Età d'Oro e il Mito della Capannina
Le spiagge e i locali tra gli anni 50 e 60 si riempirono costruendo quella che è possibile definire l’età d’oro di Forte dei Marmi: le giornate si passavano in spiaggia e poi lunghe notti nei locali a ballare e divertirsi.
E' in quello stesso periodo che nasce il mito della Capannina , il leggendario locale notturno sul lungomare fondato all'epoca della famiglia Agnelli che pensò di realizzare un club in omaggio e a somiglianza delle ville della Roma Imperiale.
La Capannina, faro della vita notturna a Forte dei Marmi dal 1929, si è guadagnata il suo posto come istituzione dell’intrattenimento e del lusso. Dalle sale per apericene e cene alle piste da ballo, questo luogo magico crea ricordi indelebile nella mente di chiunque trascorra anche solo una serata al suo interno.
Bagno Costanza oggi
Oggi, l’atmosfera esclusiva di quello che a lungo fu l’unico Hotel de Luxe della Versilia si spande nel grande parco, in cui sono sorte 7 ville. Ma la prima tra tutti, in ordine cronologico, è villa Pesenti, costruita da Osvaldo Borsani, in un tipico gusto modernista. Gli altri edifici vennero commissionati da Augusta Pesenti in un’ottica di vero mecenatismo.
È rimasto anche il sottopasso originale che collega l’hotel allo stabilimento balneare più esclusivo di Forte dei Marmi, in cui si gode di una piscina ad acqua salata riscaldata.
Accolto nello studio del notaio Santini, quell’uomo dai modi regali incide il foglio con la biro blu. Quando si alza tradisce un profondo sorriso. Se ne esce con quel documento penzoloni sottobraccio, inspirando avidamente l’aria carica di salmastro. È il 19 giugno del 1926 e Edoardo Agnelli sente che quelle sono le 900mila lire meglio spese della sua vita.
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