La storia di questo stabilimento balneare è intrisa di passione per il mare e di tradizione familiare. Aperto dal 1949, il Bagno dal Moro non ha mai interrotto la propria attività, ad eccezione di una pausa forzata nel 1971, quando una tromba d'aria e un'alta marea lo resero inagibile.
Radici Profonde e Passione per il Mare
Il proprietario Antonio, con i suoi 68 anni, descrive la sua infanzia trascorsa in questo angolo di paradiso e racconta la nascita del Bagno dal Moro. La storicità e la passione per il mare sono elementi distintivi di questo stabilimento.
Un Tuffo nel Passato e uno Sguardo al Futuro
La storia del Bagno dal Moro si intreccia con quella di Moro Progetto Bagno, un'azienda con radici lontane. La storia di Moro Progetto Bagno inizia nel lontano 1934. Anselmo, con la stoffa dell'imprenditore, sognava di aprire un negozio di idraulica. L'incontro con Mario e la sua lungimiranza imprenditoriale ispirarono Anselmo, dando vita a una storia di successo.
I 90 Anni di Attività di Moro Progetto Bagno
Quello che ti abbiamo appena raccontato è il primo episodio di 9. Nove racconti per celebrare i 90 anni di attività di Moro Progetto Bagno e per ripercorrere la sua storia. Il primo racconto, come hai letto, è dedicato al periodo 1934-1944, narra le vicende di Anselmo Moro e del suo lavoro instancabile, che gettò le basi per il successo futuro dell'azienda. Nei prossimi mesi, 8 nuovi racconti sveleranno l'evoluzione di questa azienda familiare, intrecciata con la storia del costume e del design italiano.
L'Importanza dell'Assistenza Bagnanti: L'Esperienza di Federica Donà
Un episodio recente dimostra l'importanza del servizio di assistenza bagnanti. È iniziata in maniera ‘agitata’ questa settimana per l’assistente bagnante Federica Donà che ha portato in salvo una coppia di bagnanti visibilmente in difficoltà.
Federica Donà non è una donna nuova per il mare di Rosolina. Ha 36 anni, due figli e su questa sabbia lei ci lavora e vive da quando è nata; è la figlia e nipote della famiglia che da 70 anni, appena festeggiati, conduce i “Bagni del Moro”. “Quest’inverno ho realizzato un sogno - racconta Federica -. Mi sono iscritta al corso della Guardian Servizi Srl che è riconosciuto dalla Fisa (Federazione italiana salvamento acquatico), forse una cosa che avrei dovuto fare chissà quanti anni fa. È il primo anno che presto servizio come assistente ai bagnanti, ma in realtà è quello che avrei sempre voluto fare”.
Il Racconto dell’Intervento di Salvataggio
“Il mio servizio è dedicato al bagno dove lavoro - spiega Federica - ma un occhio lo butto sempre anche nelle acque circostanti, fa parte del nostro essere ‘bagnini’. In quel tratto è risaputo che c’è una buca e una forte corrente di risacca. Sentivo urlare in quel tratto di mare e mi sono avvicinata alla battigia per fischiare. Ma sono stata sopraggiunta da una signora, tedesca, che mi ha detto che le persone in acqua erano esperti nuotatori. Mi sono girata giusto un attimo per tornare alla torretta quando le urla si sono fatte più insistenti e ho capito che i bagnanti non stavano giocando, ma erano in difficoltà. Niko Fornasiero, ragazzo del servizio spiaggia - prosegue Federica -, era vicino a me quando ho notato la scena; appena ho deciso di buttarmi in acqua è corso a portarmi il baywatch quando ha capito che stavo per fare l’intervento, un gesto che è stato fondamentale per mettere in sicurezza i bagnanti. Si trattava di un bambino di circa 10 anni, ho ancora impresso i suoi occhi azzurri pieni di terrore; era accompagnato da una signora, credo la madre. Appena li ho raggiunti ho cercato di calmarli, si sono immediatamente aggrappati al baywatch e un po’ alla volta li ho riportati a riva. Per fortuna non ho ascoltato la signora a riva che mi ripeteva che non c’erano problemi - conclude Federica -. Quando si fa questo lavoro non si possono chiudere gli occhi sulle spiagge libere, abbiamo un cuore e mi sono resa conto che erano in reale pericolo. I bagnanti mi hanno ringraziata, io ho spiegato loro, come faccio con tutti, che il mare non è la piscina, anche se si tratta di nuotatori esperti. È giusto poter scegliere dove nuotare, se pagare una spiaggia attrezzata o meno, ma se fosse accaduto qualche centinaia di metri più in la, vicino alla pineta, chi sarebbe intervenuto? Ci sono zone dove non esistono controlli, è una vita che segnaliamo questo problema.
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