La dea greca Afrodite, divinità della bellezza, capace di ammaliare dei e mortali, inducendoli ad avere relazioni illecite grazie al suo aspetto ipnotizzante, secondo la leggenda, nacque dalle onde del mare fecondate da Urano, il dio del cielo, evirato dal titano Crono. I greci ritenevano che la dea fosse nata vicino all’isola di Cipro, luogo connesso commercialmente e molto vicino all’Oriente: è possibile, infatti, che la dea derivi da una divinità cipriota originaria o che sia connessa con la dea fenicia Inanna.

Esploriamo i luoghi imperdibili per scoprire la storia della dea sull’isola di Cipro.

Petra tou Romiou: Il luogo di nascita di Afrodite

Questo luogo situato sulla costa sud-occidentale è il luogo di nascita della dea e la leggenda vuole che chiunque nuoti nudo a mezzanotte attorno a questa roccia riceva eterna bellezza e giovinezza.

I Bagni di Afrodite

Continuando a seguire la leggenda della dea, si possono visitare i bagni di Afrodite, chiamati così già da Ateneo nel terzo secolo d.C. e situati sul versante orientale di Akamas, vicino al mare. La leggenda vuole che la dea usasse queste acque per fare il bagno e che proprio qui Adone, il famoso cacciatore fermatosi per bere durante una battuta di caccia, vide la dea e se ne innamorò.

Il Santuario di Afrodite a Kouklia (Palai Pafos)

Vicino a Pafos, nel moderno villaggio di Kouklia si trova un antico tempio dedicato alla dea Afrodite. Il santuario risale al XII secolo a.C. Palai Pafos (L’Antica Pafos) è rimasto il centro più importante della parte occidentale di Cipro fino al IV secolo a.C.

Patrimonio dell'UNESCO a Pafos

La fondazione dell’insediamento di Nea Paphos risale al IV secolo a.C. Il sito è patrimonio dell’UNESCO e ospita un grande parco archeologico, di cui si possono visitare tra le rovine un teatro ellenistico romano; la Casa di Dioniso, una residenza nobiliare del II-III secolo dove sono conservati dei bellissimi mosaici; la Casa di Aion e la Casa di Teseo.

Il Profumo di Afrodite

Associata al profumo, Afrodite è nume dalle infinite sfaccettature. È dea dell’amore, “inteso anche come attrazione delle varie parti dell’Universo tra loro”, è “dea della vegetazione” (Ανϑεια), simbolo di fecondazione e generazione. Incarnazione di tutte le sfumature del piacere, prende il nome dalla spuma del mare (ἀϕρός) da cui il mito la fa nascere. La luminosità, insieme alla profumazione fragrante, è una delle sue caratteristiche chiave. Spesso è chiamata infatti “aurea” (χρυσέη o χρυσῆ) e “amante del sorriso” (φιλομμειδής).

Il profumo usato dalla dea ha una triplice valenza:

  • È un elemento salvifico e legato al mondo rituale funerario: nell’Iliade, cospargendo Ettore con olio di rose, impedisce che il corpo del principe morto venga dato in pasto ai cani per mano di Achille.
  • Ha una funzione farmacologica: tra medicina e magia, guarisce la gamba di Enea, permettendogli il rientro in battaglia.

Si aggiunge il tocco essenziale di Afrodite nell’episodio in cui Atena aiuta Penelope nel detergere il viso, consigliandole lo speciale olio immortale della dea dell’amore, affinché diventi bellissima.Nell’Inno omerico dedicatole, la dea usa un olio profumato ammaliante per sedurre Priamo a Troia, e nelle Nuvole di Aristofane viene in aiuto delle giovani spose alla vigilia della prima notte di nozze.

Simboli e Piante Sacre ad Afrodite

Secondo miti e leggende, Afrodite è all’origine dei fiori profumati e del loro fascino, anche se la rosa è tra i simboli a cui il suo potere si collega. ‘Colore di rosa’ (rhodochrous), è uno dei suoi epiteti: nello stesso giorno in cui la divina emerge dalla schiuma del mare, la rosa è nata dal punto in cui un arbusto è stato bagnato da una goccia di nettare degli dèi. Le rose sono quelle selvatiche, ovvero Rosa gallica, damascena e canina.

Come “dea della vegetazione”, nei suoi boschi e i giardini sacri, compare in un’atmosfera sonnolenta e languida:«Un’ombra fresca è proiettata dalle rose, mentre sul luogo spirano dolci brezze e all’agitarsi delle foglie si stende su tutti i convenuti un torpore (v. 8 κῶμα, “coma”), che non è un semplice sonno per stanchezza, bensì una sospensione progressiva dalle consuete percezioni sensoriali, una sorta di ‘stato ipnotico’, un improvvisio silenzio della natura, innescato dallo stormire delle fronde, in risposta all’imminente teofania di Afrodite.

Con la definizione di “paesaggio della seduzione”, Mauro Menichetti indica un topos letterario legato ad Afrodite o a tutti coloro che si muovono nel suo regno, simbolo di una precisa metamorfosi femminile o delle conseguenze degli atti seduttivi della dea. Il mirto è la pianta della seduzione per eccellenza e il primo melograno è stato piantato dalla dea a Cipro, la sua isola sacra e protetta. La mela è un classico dono d’amore che l’amante offre all’amata, perché questa comprenda l’interesse erotico di cui è l’oggetto. Accettandola, risponde con una promessa di offerta del proprio corpo, e scambia così una mela con la propria verginità.

Quando il rosso pomo viene donato da Afrodite, la portata simbolica della dea della seduzione, della vita e della morte si esprime con tutta la sua forza. Lei offre il suo corpo, l’amante la vita:«il cosiddetto “giudizio di Paride”, dove un eroe è invitato a giudicare la bellezza di tre dee rivali per poi donare una mela alla più bella, rispecchia un’antica situazione rituale, già superata ai tempi di Omero e di Esiodo: le tre dee sono la dea trina, e cioè Atena la fanciulla, Era la vegliarda e Afrodite la ninfa che offre a Paride la mela anziché riceverla dalle sue mani. Il frutto, che simboleggia l’amore della dea ottenuto a prezzo della vita, sarà il lasciapassare di Paride per i Campi Elisi, il giardino di mele dell’Occidente, dove sono ammesse soltanto le anime degli eroi.

Il papavero è un altro dei fiori a lei collegati. Anche se presente soltanto nell’Afrodite di Sicione, ‘signora dei talami’, la capsula di papavero, da lei tenuta in mano, indica le sacre proprietà psicotrope che, per alcuni, aiuterebbero la vergine a trasformarsi in sposa, per altri, ad alleviare tutti gli effetti fisici nel petto che l’amore provocherebbe nella sua vittima, chiamato eros lysimelés (λυσιμελής), “che scioglie le membra”.

Tanto il buon odore è sacro e legato ad Afrodite, tanto il cattivo odore, oltre ad avvolgere specifici ambienti o creature malvage diventa punizione della dea stessa contro i contravventori alle sue prescrizioni, rendendoli riconoscibili attraverso un fetore, come per le donne di Lemno che, dimenticando di dedicarle sacrifici, acquistano un odore nauseabondo.

Cipro: L'Isola di Afrodite

«Tu apparirai d’oro, tu brillerai come l’elettro». Cipro, la terza isola più grande del Mediterraneo, è un concentrato di storia e civiltà che si snoda lungo 10.000 anni, con le prime tracce di insediamenti permanenti che risalgono al neolitico (8200-3800 a.C.). Crocevia tra Europa, Asia e Africa, ha avuto un ruolo importante fin dall’antichità, con molti popoli che si sono succeduti nei secoli, dai Greci Micenei ai Fenici, agli Assiri, e poi i Franchi, i Veneziani, gli Ottomani e i Britannici; e ognuno ha lasciato tracce visibili del proprio passaggio, per cui l’isola è un vero museo a cielo aperto, dove è possibile ammirare insediamenti preistorici, templi e teatri greci, ville romane, basiliche paleocristiane, chiese bizantine e cattedrali gotiche, monasteri, castelli dell’epoca delle crociate, fortificazioni veneziane, moschee ed edifici del periodo coloniale britannico.

Si respira storia a Pafos, che nell’antichità è stata a lungo la capitale di Cipro, designata nel 1980 Patrimonio culturale dell’umanità Unesco, e che l’anno scorso è stata anche Capitale europea della cultura. Questa città affacciata sulla costa occidentale dell’isola, oltre a essere una rinomata destinazione turistica, apprezzata in particolare da britannici e russi, vanta uno straordinario patrimonio di siti e monumenti storici.

Il Parco Archeologico di Pafos

A cominciare dal Parco archeologico, un complesso molto vasto e assolutamente affascinante, dove gli scavi sono ancora in corso, in quanto si ritiene che ci siano ancora molti tesori nascosti. I resti oggi visibili della città fondata alla fine del IV secolo a.C. includono magnifici pavimenti a mosaico di quattro ville romane che risalgono al periodo che va dal II al V secolo d.C., e che raffigurano scene della mitologia greca: una meraviglia venuta alla luce per caso, nel 1962, grazie a un contadino che stava arando il suo campo.

Nell’area si trovano altre rovine che risalgono al II secolo d.C.: l’Agorà (il Foro) con i resti delle colonne di marmo; l’Asklepeion, dedicato al dio della medicina Asclepio; l’Odeon, teatro semicircolare restaurato nel 1970; i resti delle antiche mura cittadine.

Le Tombe dei Re

Da non perdere anche la visita alle Tombe dei Re, sette monumentali tombe sotterranee scavate nella roccia che risalgono al III secolo a.C., la cui costruzione è stata senza dubbio influenzata dalle credenze degli antichi egizi, che come è noto ritenevano che le sepolture dovessero somigliare alle case dei vivi. In realtà in queste tombe vennero seppelliti funzionari d’alto rango, per cui il nome è dovuto solo alla loro magnificenza.

La Basilica Paleocristiana

Affascinante anche il sito con i resti della più grande basilica paleocristiana d’epoca bizantina, dove sono ancora visibili le fondamenta, diverse colonne di marmo sparse sul terreno e alcuni mosaici. Su una parte delle rovine della basilica oggi c’è la piccola chiesa Agia Kyriaki, che viene utilizzata sia per le funzioni anglicane e luterane, che per quelle greco-ortodosse.

Altri Luoghi Legati ad Afrodite a Cipro

  • Petra tou Romiou: La spiaggia dove Afrodite sarebbe emersa dalla schiuma del mare.
  • I Bagni di Afrodite: Una grotta dove la dea si faceva il bagno e incontrava Adone.
  • Kourion: Un'antica città-stato con resti di santuari e templi dedicati ad Afrodite.
  • Amathus: Sito archeologico con rovine di un tempio di Afrodite.

Pafos è famosa anche per Afrodite, la dea greca dell’amore (Venere per i romani), considerata un po’ la patrona di questi luoghi. Nei dintorni della città c’è infatti la spiaggia forse più celebre di Cipro, Petra tou Romiou, dove secondo una leggenda la dea sarebbe emersa dalla schiuma bianca del mare che si forma quando le onde vanno a infrangersi sulle rocce dei due faraglioni che spuntano poco lontano dalla riva (il nome della dea deriverebbe dal greco afros, che vuol dire per l’appunto schiuma). E pazienza se un mito simile si tramanda anche nell’isola di Kythira.

Nei dintorni di Pafos un altro luogo richiama la dea dell’amore: si tratta di una grotta, all’ombra di un vecchio albero di fico, nota come I Bagni di Afrodite, dove sempre secondo una leggenda la dea faceva il bagno e incontrava il suo amante Adone.

Altro sito archeologico di grande fascino, quello di Kourion, importante città-stato che prosperò in particolare sotto i micenei, i tolemaici e i romani.

Le rovine del tempio di Afrodite, costruite su templi di epoca ellenistica, sono relativamente più recenti, risalgono al I secolo d.C, accanto ai resti di una basilica Paleocristiana (VII secolo d.C) e di un Palazzo Reale.

Capo Grieco è una spettacolare penisola di roccia bianca che si protende nel mare a formare un'infinità di grotte e baie modellate e scolpite dal vento e dal mare. In questo luogo di rara bellezza sappiamo da fonti letterarie che c'era un altro luogo dedicato ad Afrodite, l'antica Pidalion, mai venuto alla luce.

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