Ci sono momenti in cui sentiamo il bisogno di rallentare per respirare meglio e riscoprire il silenzio. In una società tanto frenetica come la nostra in cui siamo costantemente tempestati da notizie e informazioni, in cui le nostre vite sono immerse in un ritmo incessante di cose da fare, rallentare e coltivare del tempo per sé stessi diventa fondamentale per ritrovare il proprio benessere psicofisico. In questo la natura può esserci di aiuto, infatti spesso dopo una camminata in natura ci sentiamo più rilassati e di buon umore.

Cos'è lo Shinrin-Yoku?

Lo Shinrin Yoku nasce in Giappone negli anni’80, in italiano possiamo tradurlo con “Bagno di bosco”. Non è semplice tradurre in modo corretto questo termine perché, come buona parte delle espressioni orientali, ha un significato che va oltre la lingua, sfociando nella filosofia. Per questo, invece di bagno nella foresta, è forse più appropriato parlare di esperienza attraverso la quale ricevere benefici dall'atmosfera della foresta. In giapponese significa “immergersi nell’atmosfera della foresta”: Shinrin-yoku. Nel tempo, questa pratica si è diffusa anche in Europa, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, diventando uno strumento prezioso per ritrovare equilibrio e godere dei benefici del contatto con la natura.

I medici giapponesi si erano resi conto che i pazienti che avevano contatto con la natura guarivano più rapidamente che coloro che erano circondati da cemento. Il Bagno di bosco consiste nel trascorrere del tempo immersi in natura, È un’esperienza sensoriale che coinvolge tutto il corpo e tutti i sensi, si viene avvolti dai suoni, odori, sensazioni sulla pelle, colori che ci circondano durante questa immersione in foresta.

Differenza tra Forest Bathing e Forest Therapy

Spesso si sente parlare anche di forest therapy, ma non è la stessa cosa. La forest therapy, invece, è un percorso più strutturato, guidato da professionisti con formazione clinica o psicologica. Viene proposta come supporto in situazioni di stress prolungato, ansia o burnout. In sintesi: forest bathing e forest therapy parlano lo stesso linguaggio, ma in contesti diversi.

Come Praticare il Forest Bathing

Il forest bathing non ha nulla a che vedere con l’escursionismo o con le attività sportive, perché non ci sono mete o obiettivi da raggiungere, né sfide da affrontare. Un'esperienza immersiva che, grazie al contatto con gli alberi, promette di aiutare il fisico e la mente a rigenerarsi, purché sia vissuta in tranquillità, dimenticandosi dell'orologio, ma dedicando a essa tutto il tempo necessario. Il primo step per approcciarsi allo Shinrin-Yoku è ritagliarsi un momento di totale libertà da impegni e preoccupazioni. Non serve allontanarsi troppo da casa, basta camminare qualche ora in un piccolo bosco collinare, percorrendone i sentieri ed entrando davvero in contatto con le tante forme di vita presenti, guardandole, annusandole, toccandole e respirando a pieni polmoni.

Si può iniziare con una breve camminata silenziosa, magari guidati da un facilitatore esperto, lasciandosi semplicemente trasportare dai propri sensi. Si osservano i colori, si ascoltano i suoni del bosco, si toccano le cortecce, si annusa l’aria. Spesso ci si siede, ci si sdraia, si chiudono gli occhi o si cammina a piedi nudi sull’erba. Per vivere davvero l’esperienza nel modo migliore, il primo consiglio è: dimenticare l’orologio. È fondamentale indossare abiti comodi, meglio se in materiali naturali e a strati, per adattarsi alle variazioni di temperatura.

Imparerai cosa significa l’ascolto consapevole attraverso esercizi sensoriali, camminate lente e soste guidate in luoghi che invitano alla calma e alla serenità. Il forest bathing è un invito semplice, ma potente. Un ritorno a casa. Non serve molto: solo tempo, silenzio, disponibilità. Con EquoTube, puoi vivere questa esperienza di turismo sostenibile nel modo più rispettoso ed emozionante.

I benefici del forest bathing

È stato scientificamente provato: il forest bathing fa bene. Il Bagno di bosco porta numerosi benefici al corpo e alla mente, con vantaggi per il sistema cardiovascolare, la riduzione degli ormoni dello stress, il miglioramento dell’umore e delle capacità cognitive. Sembra infatti che trascorrere del tempo in un ambiente naturale, senza fretta, aiuti a ridurre i livelli di cortisolo, rallenti il battito cardiaco, abbassi la pressione arteriosa e stimoli le difese immunitarie. A livello psicologico, il forest bathing migliora l’umore, aumenta la concentrazione, alleggerisce l’ansia e crea una sensazione di leggerezza e chiarezza mentale.

Secondo Robert Pyle, ecologista statunitense, molte persone oggi soffrono di quella che lui definisce “l’estinzione dell’esperienza di natura”. Più della metà della popolazione mondiale vive in città, lontano dal contatto diretto con l’ambiente naturale. Gli alberi rilasciano nell’aria i fitoncidi, oli essenziali che li proteggono da parassiti e agenti nocivi. Inoltre, la biodiversità degli ambienti naturali offre un ulteriore beneficio.

Quando una persona respira in una foresta, inala un cocktail di sostanze bioattive che provengono dalle foglie di alberi, funghi, arbusti, muschi e persino felci. Queste sostanze note come terpeni, interagiscono positivamente con il nostro sistema immunitario inducendolo ad aumentare le nostre cellule NK che eliminano i virus dall’organismo, prevengono la formazione del cancro e lo combattono se c’è già. Inoltre, i terpeni delle piante interagiscono con il nostro sistema endocrino, riducendo gli ormoni dello stress.

Per praticare il Forest Bathing non serve una specifica preparazione fisica. In realtà, non serve nulla di particolare, se non la propria disponibilità ad ascoltare. Il forest bathing è un’attività semplice: non servono attrezzature, né scarponi, né zaini pesanti.

Il benessere psicologico che si avverte camminando in mezzo al verde è dato da diversi fattori, primo tra tutti gli effetti terapeutici e curativi degli olii essenziali rilasciati dalle piante in maniera naturale. In questo caso è possibile adottare soluzioni alternative, come compiere una passeggiata in un parco cittadino.

Le Aree Forestali e i Monoterpeni

Nel Parco del Respiro di Fai della Paganella le aree forestali sono da considerare per il maggior potenziale emissivo di monoterpeni, sono sostanzialmente riconducibili alle aree con predominanza di faggi. I faggi hanno un alto potere emissivo di monoterpeni, ma anche l’abete rosso, il pino silvestre e il larice sono buoni emettitori di queste sostanze. Molte sono le piante arboree che emettono monoterpeni, ma non può essere il nostro naso a guidarci in questa ricerca.

Si potrebbe pensare che i pini, gli abeti ed altre conifere, essendo le specie più aromatiche e con il legno più profumato, siano i diffusori più potenti. Anche l’abete rosso ha capacità emissive buone, così come il pino silvestre e il larice, mentre l’abete bianco compensa la sua modesta emissione con una grande quantità di foglie (aghi), che spesso lo avvicinano ai potenziali salutari delle altre conifere.

La quantità minima efficace nell’aria di un bosco ricco di monoterpeni non è percepibile come “odore”: quello che riusciamo a distinguere come aroma del bosco si compone di tante sostanze, tra cui anche i monoterpeni costituenti gli oli essenziali di varie specie vegetali, ma non solo. Quindi la faggeta è meno efficace d’inverno, quando i faggi non hann le foglie, ma il Parco del Respiro è un buon misto tra faggio e abete rosso, mentre è molto potente a fine primavera-estate, quando la sua foliazione è al massimo. E poiché la fotosintesi è anche funzione della quantità di luce che raggiunge il fogliame, un bosco ben esposto al sole e con sprazzi luminosi che penetrano fino al suolo, creando il magico effetto che tanto ci affascina, è di sicuro un luogo eccellente.

Sono tutti requisiti che il Bosco del Respiro possiede: che sia dunque un bosco ideale? Nel 2020 il Parco del Respiro ha ospitato il Dott. dott. Francesco Meneguzzo, membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e referente del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano (CAI) per i progetti Foresta e salute, che ha effettuato una campagna di misure delle proprietà bioattive dell’aria forestale lungo i sentieri del Parco del Respiro a Fai della Paganella.

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