Il periodo della gravidanza è un momento di grandi cambiamenti, sia fisici che emotivi, e anche i capelli subiscono delle trasformazioni. In questo contesto, è naturale chiedersi se sia sicuro colorare i capelli durante la gravidanza. Allo stesso modo, durante l'allattamento, molte donne si interrogano sulla sicurezza delle tinture per capelli.

Tinta e Bagno di Colore: Qual è la Differenza?

Tinta e bagno di colore sono due trattamenti diversi per i capelli. La tinta tinge il capello e ravviva i riflessi naturali, mentre il bagno di colore non contiene ammoniaca ma principalmente ingredienti che vanno a nutrire in profondità i capelli. Il bagno di colore può essere una valida alternativa alla tinta, poiché non esegue una vera colorazione, ma rilascia solo proprietà curative: illumina, protegge e da corpo alla chioma.

Per questo viene chiamato anche gloss, poiché lucida e dona volume e corpo all’intera chioma. In salone, il bagno di colore è utilizzato spesso per correggere i riflessi del colore e mantenerlo più a lungo. Inoltre, il bagno di colore può essere usato per rimediare a qualche errore fai da te. Ad esempio è un ottima soluzione per rimediare ad un colore troppo piatto e senza riflessi.

Come Applicare il Bagno di Colore

Una volta individuata la propria tonalità di colore, l’applicazione non cambia da quella di una normale tinta. Basterà dunque lasciarlo in posa dai 20 ai 30 minuti e poi potrà essere risciacquato. La sua durata nel tempo si aggira dalle 4 alle 6 settimane.

Colorare i Capelli in Gravidanza: Cosa Sapere

Chiedersi se è possibile colorare i capelli durante la gravidanza è del tutto naturale e avere qualche dubbio in merito è più che lecito. In linea generale i medici consigliano di tingersi i capelli solo dopo essere entrate nel secondo trimestre della gravidanza. Il primo trimestre è importantissimo per la crescita del feto in quanto si formano gli organi, si sviluppano i muscoli, le corde vocali e molto altro, per questo è importante lasciar passare un po’ di tempo ed essere sicuri dei prodotti che si utilizzano.

Se avete i capelli chiari o volete comunque coprire qualche difetto in gravidanza potete optare tranquillamente per i colpi di sole. La cute, infatti, non è impermeabile e può essere sempre veicolo di sostanze di ogni tipo. Se non volete andare dalla parrucchiera potete contare sul fai da te, ma è fondamentale diffidare dai prodotti poco conosciuti e da quelli comprati attraverso canali di vendita non certificati.

Precauzioni Durante l'Applicazione

  • Attenzione per non dimenticare di indossare i guanti, per far sì che anche la pelle delle mani stia per meno tempo possibile a contatto con gli agenti chimici del colore.
  • Allo stesso modo va ricordato che non si può pensare di fare una tinta senza considerare il tempo di posa.
  • Questo va seguito scrupolosamente, di solito si trova indicato direttamente nella confezione del prodotto e una volta terminato il trattamento la testa va risciacquata molto bene così da eliminare qualsiasi traccia del prodotto.

Tinture per Capelli e Rischio di Cancro

Le tinture per capelli oggi in commercio sono sicure e non esiste nessuna evidenza che correli il loro utilizzo a un aumento dell’insorgenza di tumori. A essere sotto esame sono due sostanze: la parafenilediamina e la formaldeide.

I prodotti contenenti la formaldeide, un lisciante chimico che veniva utilizzato non solo per le tinture permanenti ma anche per trattamenti liscianti come le stirature brasiliane, secondo il Regolamento n. 1223/2009 del Parlamento Europeo sono oggi vietati. La percentuale di formaldeide consentita per i prodotti liscianti non deve superare lo 0.2% perché questo composto, oltre a irritare le mucose e gli occhi delle persone esposte, e a danneggiarne i capelli, è inserita dall’IARC nell'elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene.

La parafenilediamina, invece, considerata sostanza non ancora classificabile come carcinogena dall’IARC, potrebbe essere dannosa se utilizzata ad altissime concentrazioni e per periodi di tempo prolungati. Oggi, però, esistono normative che ne impongono un utilizzo a basse concentrazioni.

Tipi di Tinture

  • Tinture temporanee: vengono rimosse con lo shampoo successivo, sono ad esempio quelle che si usano per togliere il riflesso giallo ai capelli bianchi.
  • Tinture semipermanenti: hanno la durata di sei-otto lavaggi, di solito non danneggiano i capelli. Possono modificare di poco il colore naturale, quindi di un tono o due, ma non schiariscono i capelli. Sono utili in quelle persone che hanno meno del 30% di capelli bianchi.
  • Tinture permanenti: è il colore che di solito intendiamo quando parliamo di tintura, agisce attraverso un processo di ossidazione e tinge il capello in maniera duratura; in questo caso non viene mai rimosso dallo shampoo. Quasi tutte le tinture permanenti contengono la parafenilediamina o i suoi derivati che possono essere causa di reazioni allergiche.

Tingere i Capelli Durante l'Allattamento

Se da un lato è ritenuto sicuro tingersi i capelli mentre si sta allattando, dall'altro numerosi ginecologi e pediatri per estrema sicurezza sconsigliano la tinta, almeno nel primo trimestre di vita del bambino. «Anche se i dati disponibili sui trattamenti per capelli durante l'allattamento sono limitati, è ritenuto sicuro tingersi i capelli mentre si sta allattando.

Poiché solo piccolissime quantità delle sostanze chimiche utilizzate per la tinta passano nel circolo sanguigno, è veramente improbabile che una quantità significativa di queste sostanze passi nel latte. Ovviamente, se si decide per il sì, va valutato il rischio di allergie, considerato che la maggior parte dei coloranti utilizzati nelle tinture (attenzione: anche in quelle naturali) sono allergizzanti, cioè possono scatenare reazioni allergiche in soggetti predisposti.

Precauzioni Durante l'Allattamento

Durante l'allattamento, è consigliabile adottare alcune precauzioni:

  • Consultare un medico o un esperto: Prima di applicare il colore sui capelli, è consigliabile consultare il proprio medico o un esperto in allattamento.
  • Scegliere prodotti sicuri: Assicurarsi di utilizzare prodotti per la tintura dei capelli che siano considerati sicuri durante l'allattamento.
  • Evitare l'assorbimento cutaneo e inalatorio: Durante l'applicazione della tintura, è importante evitare il contatto diretto con la pelle e il cuoio capelluto per ridurre al minimo l'assorbimento cutaneo delle sostanze chimiche.
  • Monitorare eventuali reazioni del bambino: Dopo aver fatto il colore ai capelli in allattamento, è importante monitorare il bambino per eventuali segni di reazioni avverse o cambiamenti nel comportamento.

Alternative Più Sicure

Per minimizzare i rischi, si possono considerare alternative più sicure:

  • Tinture vegetali o naturali: Le tinture a base di ingredienti naturali, come estratti vegetali o oli essenziali, possono essere considerate più sicure durante l'allattamento, poiché contengono meno sostanze chimiche aggressive rispetto alle tinture tradizionali. Tuttavia, è importante verificare attentamente gli ingredienti per assicurarsi che siano sicuri e adatti all'uso durante l'allattamento.
  • Tinture senza ammoniaca e diossido di titanio: L'ammoniaca e il diossido di titanio sono due sostanze chimiche comuni presenti nelle tinture per capelli tradizionali e possono essere irritanti o potenzialmente dannose per la salute.
  • Tinture prive di sostanze tossiche: Evitare tinture che contengono sostanze chimiche considerate tossiche o potenzialmente dannose, come parabeni, resorcinolo, ppd (parafenilendiammina) e ftalati.

Inquinamento Ambientale e Gravidanza

Un recente reportage del New York Times ha richiamato l’attenzione sui potenziali danni di alcune sostanze comunemente presenti negli ambienti di vita per le donne in attesa e per il feto. La lista delle sostanze che sarebbe bene evitare in gravidanza è lunga, ma bisogna anche considerare che la donna arriva in età fertile con un fardello di inquinanti depositati nel suo organismo, che dipende dal posto in cui è nata, dalla sua alimentazione, dal suo ambiente di vita e di lavoro.

Tra queste ci sono il fumo di tabacco, attivo e passivo; i composti organici volatili (VOC), come il benzene e la formaldeide, contenuti in molti arredi, colle, vernici, prodotti per la pulizia, profumi; i ritardanti di fiamma, presenti nella gommapiuma dei divani, tappeti e apparecchi elettronici; i gas che si sprigionano in cucina dalla cottura degli alimenti (se il riscaldamento è assicurato da stufe o caminetti la quantità di questi gas aumenta in modo considerevole); i prodotti per la pulizia della casa; insetticidi e antiparassitari per animali domestici; polveri di toner per stampanti, sostanze utilizzate per realizzare oggetti in plastica e da questa rilasciate nell’ambiente, come bisfenolo e ftalati; la polvere delle nostre case contiene un mix di tutte queste sostanze con cui, ricordiamolo, il bambino piccolo, con i suoi comportamenti (gattonare, mettere tutto in bocca…) viene facilmente in contatto».

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