Gavorrano, situato sul Monte Calvo, nel cuore dell'alta Maremma grossetana, offre un paesaggio mozzafiato che spazia dal mare alla collina.
Origini e Storia
Il territorio di Gavorrano risulta frequentato già in epoca etrusca, come testimoniano i resti di varie necropoli rinvenuti ai piedi del Monte Calvo e risalenti al VII secolo a.C. appartenenti a insediamenti dipendenti dalla vicina città-stato di Vetulonia.
Gavorrano è citato per la prima volta in un documento del 1164, quando Federico I concesse al conte Alberto degli Alberti di Mangona di impossessarsi nuovamente del feudo. Il figlio di Alberto IV, Rainaldo Alberti di Mangona, governò Gavorrano fino alla morte, quando poi subentrarono i conti Pannocchieschi d’Elci, a metà del XIII secolo, che sottomisero il borgo prima al Comune di Volterra, e successivamente a quello di Massa Marittima (1320).
Durante le lotte tra Massa e Siena, il borgo di Gavorrano finì per essere conquistato dalla città del Palio, anche se per un certo periodo, a partire dal 1379, rimase sotto il controllo della famiglia dei Malavolti. Nel 1465 Gavorrano fu ceduto definitivamente alla Repubblica di Siena e seguì inesorabilmente le sorti dello stato senese, prima di essere annesso al Granducato di Toscana alla metà del XVI secolo.
Sviluppo Minerario
Dopo secoli di spopolamento e anonimato, Gavorrano si impose a livello nazionale dopo l’Unità d’Italia, quando nel 1898 Francesco Alberti scoprì un importante giacimento di pirite nei pressi del paese. Gavorrano divenne centro minerario di assoluta importanza, possedendo una delle miniere di pirite più importanti d’Europa, e conobbe un forte incremento demografico negli anni dell’attività estrattiva, oltre che uno sviluppo urbano non indifferente con la nascita di nuovi moderni paesi (Bagno, Filare, Grilli, Potassa). Si stima che la quantità di pirite estratta nella totalità sia di circa 27.000.000 tonnellate.
Questi paesi nacquero per lo più come dormitori che ospitavano decine e decine di minatori provenienti da ogni parte d’Italia. I “Camerotti”, così venivano chiamati, si trovavano specialmente al Filare.
Nel 1960 il territorio di Scarlino e della costa (Puntone, Portiglioni) si staccò da Gavorrano per formare un comune autonomo. Le miniere furono chiuse nel 1981 e vi fu un significativo calo della popolazione.
Il Parco Minerario Naturalistico
Grazie alla valorizzazione dei vecchi luoghi d’estrazione, Gavorrano è oggi un’importante e prestigiosa località turistica. Nel 1991 il comune di Gavorrano dette infatti inizio alla progettazione di museo-parco a testimonianza dell’attività mineraria sul Monte Calvo. Con decreto del Ministero dell’Ambiente del 28 febbraio 2002, il progetto è stato incorporato nel parco nazionale delle Colline Metallifere.
Da allora è stato realizzato il Parco delle Rocce, con il recupero delle gallerie e la costruzione dell’ingresso al museo composto da biglietteria, sale deposito e dal grande cono della sala del plastico. Il primo percorso minerario-naturalistico del Parco delle Rocce è costituito dal cosiddetto Museo in galleria, un moderno museo multimediale sotterraneo che descrive le fasi del lavoro in miniera e la vita dei minatori a partire dagli anni cinquanta del XX secolo.
È stato recuperato in parte anche l‘insediamento minerario di Ravi Marchi.
Il Teatro delle Rocce
Inaugurato nel settembre del 2003, per rispondere alla domanda culturale particolarmente intensa durante la stagione estiva nell’area metallifera del grossetano. È stato realizzato in una cava di calcare del Monte Calvo. È una struttura suggestiva che evoca la forma caratteristica di un antico teatro greco, inserita nella piccola cava semicircolare ai piedi della grande cava di San Rocco.
La Cava di San Rocco, ai cui piedi si trova la piccola cava semicircolare dove è inserito il teatro, era una coltivazione a cielo aperto finalizzata all’estrazione di calcare per la produzione di materiale sterile utilizzato per le ripiene delle gallerie e dei cantieri sotterranei dismessi della miniera.
I gradoni che ospitano i posti per gli spettatori sono stati concepiti per seguire l’andamento del fronte fino a fondersi in maniera unica e suggestiva nei punti di contatto con la parete rocciosa. Il teatro ospita 2.000 posti ed è divenuto uno spazio culturale polifunzionale per rappresentazioni teatrali, serate musicali, spettacoli di danza, concerti, convegni, manifestazioni d’arte, grandi eventi.
A tutt’oggi sono state attrezzate per la visita due aree minerarie: il Museo in galleria nei pressi dei Bagnetti, sede del Parco nazionale, e l’area di Ravi Marchi. Ai bagnetti è l’ingresso ufficiale del Parco, sono quindi presenti i parcheggi, la biglietteria, il punto di informazione turistica. Un edificio a forma di cono segna invece l’ingresso del Museo in galleria, un moderno museo multimediale sotterraneo per la comprensione della vita del minatore degli anni 50-60 del secolo scorso. L’area mineraria di Ravi Marchi è sede di alcuni castelli di miniera e, soprattutto degli impianti della prima lavorazione della pirite.
Cosa Vedere a Gavorrano
Il borgo di Gavorrano conserva le strutture architettoniche tipiche del Medioevo: il castello, gli archi, le porte, le mura e gli ampi palazzi turriti permettono di ritrovarsi per il tempo di una passeggiata come sospesi in un’altra epoca. Non solo Gavorrano ma anche gli altri piccoli centri disseminati sul suo territorio - come Caldana, Ravi, Giuncarico e la Rocca di Castel di Pietra - offrono percorsi che hanno come scenario una natura incontaminata inserita in un territorio suggestivo dal punto di vista storico-artistico, non privi di imponenti cinte murarie (come a Giuncarico e Caldana) e intatti scenari medievali.
- Mura di Gavorrano: costruite durante il XII secolo, nel corso del XIV secolo furono ristrutturate dai senesi con l’edificazione di alcune torri di guardia. Si distinguono ancora oggi nel tessuto urbano del centro storico due differenti circuiti murari concentrici.
- Mura di Caldana: costruite in epoca alto-medievale a difesa dello storico borgo, si presentano con forma quadrangolare, con la presenza, ungo la cinta muraria, di quattro imponenti bastioni angolari.
- Mura di Giuncarico: costruite nel corso dell’XI secolo, rimasero intatte senza modificazioni per secoli, fino a che in epoca moderna alcune ristrutturazioni hanno inglobato la struttura muraria a pareti esterne di altri edifici.
- Chiesa di San Giuliano: chiesa parrocchiale di Gavorrano situata in piazza Buozzi, originariamente era intitolata a San Gusmè, come si legge in un documento del 1321, mentre già nel 1529 è già indicata come San Giuliano. Completamente ristrutturata e modificata negli anni a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, si presenta oggi a tre navate con abside semicircolare; la facciata a capanna con rosone centrale e archetti pensili decorativi risale al 1927.
- Castel di Pietra: ruderi di un imponente castello alto-medievale situato su una rupe che domina la valle del Bruna, a 172 metri d’altitudine, è stato proprietà dei conti Pannocchieschi, prima di passare ai Malavolti (1328). Il castello è legato alla leggenda del “Salto della Contessa”, ovvero l’omicidio tra queste mura del personaggio dantesco Pia de’ Tolomei da parte del marito Nello di Inghiramo Pannocchieschi, desideroso di rimanere vedovo per poter così sposare Margherita Aldobrandeschi.
- Necropoli di San Germano: situata lungo il corso del torrente Sovata a nord di Giuncarico, risale al VI secolo a.C. ed era probabilmente alla dipendenze di un villaggio vicino, oggi scomparso, centro satellite della città etrusca di Vetulonia.
- Bagno di Gavorrano: antico centro termale a valle di Gavorrano, divenuto oggi il vero centro del comune, essendo il più popolato e il più fornito di numerosi impianti e servizi.
- Chiesa di San Biagio: è la chiesa parrocchiale della frazione, è stata costruita nel XVI secolo su probabile impianto duecentesco, con facciata attribuita alla scuola dell’architetto rinascimentale Antonio da Sangallo il Vecchio. Nel 1828 fu costruito il campanile e nel 1970 tutta la struttura ha subito un notevole intervento di restauro.
Bagno di Gavorrano Oggi
Oggi Bagno di Gavorrano, nato e sviluppatosi grazie alla presenza mineraria, è un paese dove vivono oltre quattromila persone. Ci piace immaginare che la sua più grande opportunità per il futuro possa essere legata al recupero della sua antica Fonte Termale.
Come Arrivare
Gavorrano si trova a nord di Grosseto, non distante dal capoluogo e dalla bellissima costa. La posizione strategica di Gavorrano lo rende facilmente accessibile da diverse città e in particolare:
- Se viaggi in auto, l'uscita autostradale più vicina è quella di Gavorrano Scalo sulla SS1 Aurelia. Da lì, seguendo le indicazioni, potrai raggiungere il centro del paese in pochi minuti.
- In alternativa, se preferisci i mezzi pubblici, ci sono collegamenti ferroviari che ti porteranno fino alla stazione di Gavorrano, da cui potrai proseguire con autobus locali.
Il borgo si trova a circa 15 chilometri dalla costa tirrenica, e in particolare dalla cittadina di Follonica. Impiegherai dai 15 ai 20 minuti di auto per arrivarci.
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