La Valle del Savio, situata nel sud della Romagna, si estende dalle sorgenti del fiume Savio vicino al Monte Fumaiolo fino alla città di Cesena. Il suo territorio presenta una grande varietà di paesaggi naturali e culturali, grazie alla combinazione di borghi storici, montagne, laghi e aree termali. La valle è caratterizzata da un equilibrio tra natura incontaminata e presenza umana, rendendola una destinazione ideale per chi cerca un'esperienza di viaggio che combini relax con scoperta culturale e storica. Ecco un itinerario di 6 tappe da non perdere nella Valle del Savio.
1. Cesena
Le tracce della famiglia Malatesta sono ancora chiaramente visibili in ogni angolo di Cesena, lasciando un segno profondo nella storia della città. La Biblioteca Malatestiana è la prima biblioteca civica in Europa, fondata in un'epoca in cui le biblioteche erano riservate alla Chiesa o a ricchi privati. È anche l'unico esempio esistente di biblioteca umanistica completamente intatta sia nell'edificio che negli arredi e nei libri, con una collezione di 345 manoscritti e 48 volumi stampati.
In cima alla collina del Garampo, la Rocca Malatestiana domina Cesena. L'edificio è un'opera dei Malatesta iniziata nel 1380 da Galeotto Malatesta e continuata dai suoi successori, Andrea e Malatesta Novello, prima di essere completata nel 1477 sotto il dominio papale. I camminamenti interni e le terrazze panoramiche, da cui si può ammirare Cesena e il paesaggio circostante dalle montagne al mare, sono visitabili. Al centro della Corte si trovano le due torri, il Maschio e la Femmina, che ospitano il Museo di Storia dell'Agricoltura, le antiche prigioni e un'esposizione di armi da giostra.
Altri edifici notevoli includono la Cattedrale di San Giovanni Battista del 1385, un esempio di architettura gotica del XIV secolo commissionata da Andrea Malatesta, e il Palazzo del Ridotto, sede di splendidi affreschi del XVIII secolo. Non lontano dal centro, sulla collina di Spaziano, si erge l'antica Abbazia di Santa Maria del Monte. Il complesso ospita anche l'Antico Laboratorio di Restauro del Libro, specializzato nel recupero di testi antichi su carta e pergamena. Tra Cesena e Bertinoro, Villa Silvia-Carducci, una villa settecentesca immersa nelle dolci colline verdi, è un altro luogo da non perdere. Acquistata nel 1874 dalla contessa Silvia Pasolini Zanelli, divenne all'epoca un importante salotto culturale, frequentato da Giosuè Carducci, la cui camera da letto con i suoi arredi originali è ancora conservata.
2. Bagno di Romagna
Bagno di Romagna, situata nella Valle del Savio, è una destinazione che combina benessere e natura, rendendola una meta ideale per chi cerca relax e attività all'aria aperta. Le rinomate terme, conosciute fin dai tempi dei Romani, offrono acque calde naturali con proprietà terapeutiche. Già nel 266 a.C., i Romani compresero le proprietà curative delle sorgenti calde locali e vi costruirono un tempio e un frequentato complesso termale, menzionato anche negli Epigrammi di Marziale.
Il borgo è circondato dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, patrimonio dell'UNESCO, che offre una rete di oltre 600 chilometri di sentieri, percorsi per mountain bike e trekking. Famosi sono le escursioni al Sentiero degli Gnomi, un percorso a tema che affascina bambini e adulti con le leggende locali su queste misteriose creature. Inoltre, il Santuario de La Verna e l'Eremo di Camaldoli, immersi nelle foreste del parco, aggiungono spiritualità a un soggiorno che combina cultura e natura. Bagno di Romagna custodisce esempi di architettura influenzata da influssi toscani, visibili nei suoi edifici e monumenti storici. Da non perdere la basilica di Santa Maria Assunta e il Polo Museale d'Arte Sacra, che ospita più di 200 opere d'arte.
3. Mercato Saraceno
Mercato Saraceno è un borgo con una lunga storia che si snoda attraverso il paesaggio collinare dell'Appennino romagnolo. Il borgo ha origini con la famiglia Degli Onesti: testimoni di questo passaggio sono il mulino, in piedi dal 1153. Le sue origini testimoniano un passato fatto di commercio, come suggerisce il nome stesso. Ancora oggi, Mercato Saraceno conserva il suo fascino caratterizzato da un'economia agricola e vinicola che valorizza i prodotti locali, soprattutto vini e formaggi. Il borgo, dichiarato anche "Città del Vino", ha diverse attrazioni da visitare.
Tra questi spicca Palazzo Dolcini, un esempio di architettura Liberty e Art Déco, costruito nel 1927 dall'architetto Ugo Dolcini. Originariamente progettato come Casa del Fascio, è ora un centro polifunzionale che ospita cinema, teatro e mostre. La chiesa prevostale trecentesca di Santa Maria Nuova in Piazza Mazzini è un altro punto di riferimento, mentre le rovine del vecchio ponte sul Savio e il ponte Barbotto testimoniano la storia millenaria del borgo. Mercato Saraceno è anche una meta ideale per gli amanti della natura e dello sport. La zona è ricca di sentieri immersi nel verde, come quelli del Fosso Sassignolo, che offrono percorsi ideali per il trekking. Da non perdere le antiche pievi, come la Pieve dei Santi Cosma e Damiano, costruita sui resti di un tempio pagano, e la Pieve di Monte Sorbo, risalente all'VIII secolo, che raccontano la profonda devozione spirituale della comunità locale.
4. Sarsina
Sarsina è nota per il suo patrimonio culturale e religioso. Fondata dai Romani, la città è famosa per essere il luogo di nascita del commediografo latino Tito Maccio Plauto (Sarsina, tra il 255 e il 250 a.C. - Roma, 184 a.C.). Ogni anno, in suo onore, viene organizzato il Plautus Festival, uno dei più importanti eventi teatrali in Italia, che attira visitatori da tutto il paese. La Basilica di San Vicinio, dedicata al santo patrono della città, è uno dei principali luoghi di culto della zona. Il collare taumaturgico del santo, custodito al suo interno, è oggetto di devozione da parte di molti pellegrini che vengono per il rito della benedizione, considerato un potente atto di guarigione spirituale.
Il centro storico di Sarsina conserva molte vestigia della sua lunga storia, tra cui il Museo Archeologico Nazionale, che espone manufatti di epoca romana, e il Parco delle Marmitte dei Giganti, un'imponente formazione geologica creata dall'erosione glaciale. Le collezioni del museo, per lo più di origine locale, coprono un ampio arco temporale dalla preistoria alla tarda antichità, con un'attenzione particolare al periodo romano. Di particolare interesse è il grande mosaico pavimentale policromo noto come il Trionfo di Dioniso, insieme all'imponente mausoleo di Rufo. Inoltre, il museo ospita un gruppo di statue raffiguranti divinità frigie ed egizie, con particolare enfasi su quella di Attis, che costituiva il principale santuario del nord Italia dedicato a questi culti. Sarsina è anche una tappa del Cammino di San Vicinio, un itinerario spirituale che si estende per oltre 300 chilometri (186 miglia) attraverso la valle del Savio e i paesaggi naturali circostanti, tra cui il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
5. Montiano
La prima menzione documentata di Montiano risale all'895 d.C., quando fu donata alla Chiesa di Ravenna da una contessa longobarda, Ingeralda. Il suo balcone naturale offre una vista che spazia dalla pianura al mare ed è descritto nel XVI secolo come "la collina più bella della Romagna, il suo territorio è pieno di ulivi, vini e bei frutti nelle sembianze di un vasto giardino al centro del quale il signore feudale possedeva una dimora molto confortevole". Al centro di questo paradiso, il signore feudale godeva di una residenza particolarmente confortevole, grazie all'importanza e al prestigio conferito al sito da Giacomo Malatesta, marchese di Roncofreddo e conte di Montiano. Il comune è caratterizzato dalla presenza della Rocca Malatestiana, una storica fortezza che, sebbene ora parzialmente aperta al pubblico, continua a dominare il paesaggio locale.
La residenza della famiglia Malatesta, commissionata da Carlo Felice, ha la parte più significativa della sua struttura risalente al XVI secolo, anche se le sue origini possono essere fatte risalire al IX secolo. Le sue mura, un tempo decorate con affreschi, offrono viste panoramiche sulla valle circostante. Pesantemente danneggiata durante l'ultima guerra e parzialmente demolita per evitare ulteriori pericolosi crolli, la struttura è stata ricostruita in alcune sezioni per ospitare un asilo privato. Recenti lavori di restauro hanno riportato al loro antico splendore le mura e i bastioni che si affacciano sull'antica Piazza Maggiore. Nella zona di Montiano, inoltre, è possibile percorrere la rete dei Sentieri Poetici che si snodano tra aziende agricole, agriturismi e ristoranti locali, regalando un'esperienza nella bellezza e nella cultura del luogo.
6. Verghereto
Tra depositi di tartufi e boschi di castagni, sorge su uno sperone roccioso medievale circondato da antiche mura. Situato tra il fiume Savio e il fiume Tevere, il territorio di Verghereto è caratterizzato da altitudini che vanno dai 500 ai 1.500 metri, presentando scenari unici tra le cime dell'Appennino tosco-romagnolo. Il percorso per raggiungere il Tevere, il fiume "sacro ai destini di Roma", è molto interessante, sia dal punto di vista naturalistico che storico. In mezzo alla foresta incontaminata, una colonna di travertino è posta su una piccola radura, a segnare il punto in cui la sorgente emerge dalla montagna.
Il fiume Savio ha il prestigio di essere menzionato nella Divina Commedia, poiché Dante lo sceglie per descrivere la città di Cesena, menzionando "quella cu' il Savio bagna il fianco", Inferno XXVII, 52-54. Inoltre, si dice che Dante avesse un'opinione poco lusinghiera degli abitanti di Cesena: in un aneddoto, si dice che quando alcune persone cercarono di rapinarlo a poca distanza dalla città, il poeta esclamò: "qui del Savio c'è solo il fiume!". Alla sorgente del Savio, si erge un monumento in ferro che presenta l'immagine del lupo, simbolo della frazione di Montecoronaro, e gli anelli della caveja, il perno che fissa il timone del carro e tiene in posizione il giogo dei buoi, che è diventato il simbolo della Romagna. La storia di Verghereto è intimamente legata alla spiritualità, testimoniata dalla chiesa di San Michele Arcangelo, che domina la zona dal 1372, e dall'eremo di Sant'Alberico.
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