La Reggia di Caserta, Patrimonio dell’UNESCO, si presenta nella sua maestosa bellezza, simbolo di potere ed espressione visionaria di un regno dalle ambizioni europee.
Un complesso immaginato dal re Carlo di Borbone a metà del Settecento come massima espressione di un regno che usciva da secoli di dominazione straniera. Un’opera architettonica conosciuta in tutto il mondo il cui fascino non si limita solo al Palazzo Reale, ma include l’immenso Parco, capolavoro ingegneristico progettato da Luigi Vanvitelli.
I giardini della Reggia di Caserta hanno un’estensione di ben 120 ettari, con una lunghezza 3 kilometri, con cascate e fontane le cui acque provengono dall’Acquedotto Carolino. I lavori iniziarono nel 1753, con l’ambizioso progetto dell’architetto Luigi Vanvitelli.
Spostandosi in un altro punto del parco, si scopre un ambiente completamente diverso dal precedente: nel giardino inglese c’è infatti in una grotta in pietra lavica. In questo luogo l’idea di Vanvitelli era quella di ricreare la suggestione dell’antica Pompei che proprio ai tempi della costruzione della Reggia di Caserta, stava emergendo dagli scavi.
In realtà l’ambiente non è completamente frutto di una riproduzione. Nella grotta sono conservati infatti degli autentici resti archeologici: le antiche statue provenienti dagli scavi di Pompei e dalla collezione Farnese.
Il Bagno di Venere
Attraversando la grotta si arriva poi allo scorcio più suggestivo del parco: il Bagno di Venere. Questo luogo, voluto dalla regina Maria Carolina, sembra un eden naturale, in realtà ogni cosa è il prodotto di studiata costruzione.
Nelle acque del lago si sta specchiando la dea Venere, scolpita in marmo da Tommaso Solari. E’ un vero bagno di vegetazione rigogliosa, dove non è infrequente imbattersi in alberi dalle radici “insolite”, più simili ad opere d’arte.
Lungo il sentiero subito sulla sinistra, un altro che conduce in un luogo incantato, nascosto da un arco ricavato nella roccia. La visione del tempietto che emerge da un tappeto di ninfee è veramente uno spettacolo. Lo specchio d’acqua su cui si affaccia il Criptoportico ospita una Venere in marmo di Carrara, ispirata al celebre modello classico dell’Afrodite accovacciata.
Scolpita da Tommaso Solari nel 1762 fu collocata qui verso il 1840. Alle spalle della statua, un’apertura offre al visitatore un punto di vista privilegiato, dando vita a un intimo dialogo con la dea. Le acque che la circondano scaturiscono dalla base di un albero di Tasso monumentale e da alcune cascatelle connesse alla Fontana del Pastore.
Due luoghi fantastici e ricchi di fascino e mistero all’interno del Giardino Inglese della Reggia di Caserta: il Bagno di Venere ed il Lago delle Ninfee. Il risultato è perfettamente riuscito, entrare in quell’area situata ad est della Fontana di Diana e Atteone.
La Fontana di Diana e Atteone
Nel bacino d'acqua che si forma ai piedi della grande cascata, è stato inserito il gruppo scultoreo di Diana e Atteone. Si tratta di un insieme di sculture separate tra loro in due gruppi, che occupano precisamente i due fuochi dell’ellisse che forma il bacino d’acqua.
Tommaso Solari - a partire dal 1779 - si occupò della realizzazione del progetto della fontana; le sculture furono poi realizzate dai più importanti artisti che parteciparono alla decorazione della Reggia: da Paolo Persico a Pietro Solari.
E’ ancora Ovidio con le sue celebri “Metamorfosi”, ad offrire lo spunto per la rappresentazione del mito di Diana e Atteone. Secondo la storia raccontata nella mitologia classica, Atteone - giovane cacciatore - sorprende la dea Diana mentre fa il bagno: la divinità, sbigottita in un momento così delicato, in un moto di rabbia trasforma Atteone in un cervo. Il giovane fu sbranato dai suoi stessi cani da caccia, che non lo riconobbero.
La fontana presente alla Reggia di Caserta immortala in due gruppi il racconto: da una parte, le ninfe, sconvolte dalla rabbia della dea, scappano e si tuffano in acqua; mentre dalla parte opposta, troviamo il giovane cacciatore ritratto mentre si sta tramutando in cervo ed è attorniato da cani. Notevole è la figura di Atteone; rappresentato in una splendida torsione del corpo, che ricorda le opere del Bernini.
Tutto intorno, lungo le balaustre che portano alla cascata, sono sistemate le statue di cacciatori e cacciatrici. Il percorso culmina con il raggiungimento della sommità della cascata, dove il Vanvitelli aveva previsto la presenza di una terrazza panoramica.
Tabella riassuntiva
| Luogo | Descrizione | Artista/Architetto |
|---|---|---|
| Reggia di Caserta | Palazzo reale con vasto parco e fontane | Luigi Vanvitelli, Carlo Vanvitelli |
| Giardino Inglese | Giardino con grotta, resti archeologici e il Bagno di Venere | Luigi Vanvitelli, Maria Carolina |
| Bagno di Venere | Lago con statua di Venere in marmo | Tommaso Solari |
| Fontana di Diana e Atteone | Gruppo scultoreo che rappresenta il mito di Diana e Atteone | Tommaso Solari, Paolo Persico, Pietro Solari |
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