VIAREGGIO. Sessant'anni e non sentirli. C'è la crisi, l'economia non tira e molte aziende chiudono. Ma in mezzo alla landa desolata degli affari, ogni tanto capita di imbattersi in imprese che sanno superare le difficoltà del contingente.

Domenica 11 maggio, nella sala Fanucchi della sede camerale di Corte Campana a Lucca, si è svolta la cerimonia di premiazione della "Fedeltà al lavoro e del Progresso economico", promossa come ogni anno dalla Camera di commercio. In quest'ultima categoria figurano ben cinque aziende di Viareggio, tra cui due stabilimenti balneari: il bagno Ester e il bagno Irene.

La Storia del Bagno Ester

Il Bagno Ester è iscritto al registro delle imprese da 65 anni. Tuttavia, la sua storia si perde ancora più indietro nel tempo. A fondare il bagno furono Rosa ed Ester Defons con Carlo Bevilacqua nel 1901. All'epoca lo stabilimento era in fondo a via Coppino, dove ci sono i moli e i cantieri navali.

Poi, durante la guerra, con la spiaggia minata e i bagni smontati, la concessione fu riconsegnata. La riprendemmo solo dopo il conflitto e il conteggio dei 65 anni di attività parte da lì», racconta la titolare, Luigia Spazzafumo.

Un Bagno "In Rosa"

Quella del Bagno Ester è storia che coinvolge e vede come protagoniste da generazioni, ovvero fin dagli inizi del secolo scorso, le donne. Perciò il Bagno Ester è da sempre un bagno in rosa: non a caso la fondatrice dello stabilimento si chiamava proprio Rosa. La famiglia racconta che la bisnonna Rosa Defons diede vita all'attività nel 1901; a quell'epoca gli stabilimenti della zona potevano contarsi sulle dita di una mano, e Rosa aveva creato una struttura spaziosa e accogliente: il Bagno, il più vecchio della darsena, aveva infatti 100 cabine, un bar-ristorante e persino una sala da ballo.

La Ricostruzione e la Tradizione Familiare

Nel secondo dopoguerra, a partire dal 1947 e a seguito dello sminamento della spiaggia, furono di nuovo date le concessioni per gli stabilimenti ed Ester Volpe, figlia di Rosa, costruì il Bagno Ester in darsena, a poca distanza del precedente, dove adesso ci sono i cantieri navali; lì il "secondo" bagno costruito dalla famiglia rimase fino al 1968. Ester continuò ad essere presente al bagno con l'assiduità che contraddistingue anche oggi le donne della famiglia, fino al 1978.

Il bagno Ester è parte della stessa famiglia da 112 anni ed è facile comprenderne l'importanza; anche se gli anni passano e i tempi cambiano, ci sono tradizioni che sono ormai così radicate da essere diventate dei veri classici, come la cena "polenta e seppie" del 7 settembre (giorno in cui Viareggio festeggia la Madonna), festa con cui da anni si chiude la stagione estiva.

La Festa di "Polenta e Seppie"

Fu la nonna Ester insieme a suo marito, il nonno Luigi, a dare il via a questa bellissima festa nel 1968. Se all'inizio si trattava di una quarantina di clienti che si trovavano il pomeriggio a pulire il pesce per poi mangiarlo tutti insieme nella veranda, nel settembre successivo la manifestazione si dimostra tanto cresciuta da aver accolto all'evento oltre 200 ospiti, alcuni delle quali erano presenti anche alla prima edizione, ed hanno ritrovato dopo oltre quarant'anni lo stesso menu della tradizione.

Una storia destinata a durare ancora a lungo: a ritirare il premio della Camera di commercio è stata la piccola Bianca Barsacchi, 5 anni, che insieme all'altro nipotino della signora Luigia, Filippo Lemmetti, hanno il compito di portare avanti la tradizione.

Altri Premiati

Oltre al Bagno Ester, sono state premiate altre attività storiche di Viareggio:

  • Caffè Così Com'è: 110 anni di storia in via Macchiavelli.
  • Agraria Rugani e Donatelli: 66 anni di attività in via Regia.
  • Densi Marco: 64 anni di commercio di gas liquido e kerosene in via Pacinotti.
  • Bagno Irene: 63 anni di iscrizione, con una storia ancora più lunga.

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