Nella splendida regione della Toscana, incastonata tra le dolci colline e le acque cristalline del Mar Tirreno, si trova la pittoresca localitĂ balneare di Viareggio. Con le sue lunghe spiagge di sabbia dorata, le eleganti passeggiate lungomare e il vibrante tessuto culturale, Viareggio ha conquistato il cuore di visitatori provenienti da tutto il mondo.
Le origini di Viareggio risalgono al periodo romano, quando la zona era conosciuta per le sue saline e per essere un importante punto di scalo lungo la costa. Tuttavia, è nel corso del XIX secolo che la città inizia a trasformarsi in una rinomata località balneare.
Le Origini degli Stabilimenti Balneari
Tutto iniziò con una palafitta innalzata sul mare: una costruzione in legno pensata per accogliere le signore della buona società , che così potevano godersi la spiaggia con discrezione, senza prendere troppo il sole e facendo il bagno in tutta privacy. Proprio nell’Ottocento infatti le nuove teorie mediche teorizzavano le capacità terapeutiche dell’aria salmastra e dei bagni marini.
Il 28 giugno 1827 il Duca Carlo Lodovico autorizzò il Gonfaloniere di Viareggio a “far costruire lo stabilimento de’Bagni secondo il disegno esibito, a spese della Comunità ”, ordinando al Cassiere del Ducato di anticipare la somma di duecento scudi, da restuire in seguito da parte della Cassa comunale di Viareggio e concesse anche il permesso di tagliare cento piante della pineta per ricavare il legname necessario alla costruzione.
Alcuni giorni dopo il Gonfalonire Alfonso Cittadella pubblicò la notifica che stabiliva che “il più sollecitamente possibile, per quanto lo permetterà il mare, saranno posti in attività sulla spiaggia di Ponente due separati bagni di mare, uno destinato per le donne e l’altro per gli uomini”.
Con lo stesso atto il Cittadella nominò una deputazione, composta da Giuseppe Moscheni, Francesco Pacini e Bonifazio Del Beccaro, che fu incaricata di sovrintendere alla gestione dello stabilimento balneare e all’osservanza di un regolamento speciale che fissava i criteri di sercizio delle bagnature.
Era previsto che i bagni, in funzione da luglio a settembre, aprissero alle 8 di mattina e chiudessero alle 13 per riaprire poi alle “tre pomeridiane e fino ad un quarto d’ora prima dell’Ave Maria”. Per ogni bagnatura era stabilita una tassa di soldi dieci con la possibilità di abbonamenti, per un minimo di quindici bagni, con la riduzione di un terzo dell’importo previsto.
Prima fu realizzato il bagno per gli uomini, il “Nereo”, e poi nel corso del mese di luglio anche quello per le donne, il “Dori”. Dal “Registro di contabilità dell’Amministrazione dei Bagni” si rileva che la struttura dello stabilimento fu decorata dal pittore Giacomo Benedetti che chiese un compenso di lire 20.
Erano modeste costruzioni di legno su palafitte in mare, raggiungibili dalla spiaggia per mezzo di un lungo pontile. Giuseppe Giannelli nel "Manuale per i bagni di mare", pubblicato nel 1833 dalla tipografia Bertini di Lucca, li descrive come "due comode ed eleganti fabbriche di legno, distanti fra loto 65 braccia, l’una per le donne e l’altra per gli uomini.
Savio ed utile divisamento: perciocché mentre chi si bagna sta riparato dal sole e dagli sguardi di coloro che passeggiano lungo la spiaggia, può l’acqua pervenirgli con lo stesso moto, con cui ciò avverrebbe ove s’immergesse aal’aria aperta. Per lo mezzo delle due scalette laterali si discende ai due bagnetti particolari situati sotto i camerini, chiusi intorno con tele e stoje. Tutto poi il fabbricato è cinto da tele e coperto da larga tenda per impedire che i raggi cocenti del sole giungano fino a quei che si bagnano".
Comunque dovevano esservi altre costruzioni, infatti, in un documento del 1828 si legge che fu concessa a Domenico Maffei, detto “Ampolletta”, l’autorizzazione a costruire lungo la spiagga dei “capannelli per l’uso dei bagnanti come negli anni decorsi”.
Alla fine della stagione estiva del 1827 furono 1029 i biglietti d’ingresso staccati dai due bagni comunali, per un importo di lire 359, nel 1828 furono incassate 510 lire, 521 lire nel 1829, sempre aumentando negli anni che seguirono.
Il turismo estivo fu presto uno dei poli trainanti dell'economia cittadina, determinando consistenti cambiamenti nel tessuto urbanistico del piccolo borgo: furono allargate le strade ed abbellite le piazze, aumentarono le locande e gli alberghi e sorsero nuovi ed eleganti negozi.
Dopo alcuni decenni, anche l'attrezzatura di spiaggia fu migliorata esteticamente e le prime capanne di paglia, il Nereo ed il Dori furono sostituiti dai grandi stabilimenti su palafitte in mare, il "Felice Barsella", il "Nettuno", I"'Oceano", il "Balena", il "Quilghini" e tutti gli altri, che subito caratterizzarono Viareggio come uno dei principali centri estivi alla moda.
Dalle palafitte di legno a ferro di cavallo gli stabilimenti balneari seguirono una rapida evoluzione per trasformarsi in capanne sulla spiaggia, comprese di bar, ristoranti e sale da ballo, per offrire un soggiorno non solo salubre ma anche divertente.
Il Boom del Novecento e l'Evoluzione degli Stabilimenti
Uno dei momenti più significativi nella storia di Viareggio è legato allo sviluppo del turismo marittimo. Nel corso del XIX secolo, la città divenne una meta ambita per l’aristocrazia europea, che affollava le sue spiagge durante la stagione estiva.
Il Novecento vede un proprio boom dei soggiorni estivi in Versilia. La Capannina nasce nel 1929, quando Achille Franceschi trasforma il suo capanno degli attrezzi sulla spiaggia in un locale che all’epoca aveva solo qualche tavolo per giocare a carte, un piccolo bar e un grammofono a manovella per ascoltare la musica.
Durante il periodo tra le due guerre mondiali, Viareggio conobbe un ulteriore boom, diventando un importante centro culturale e di intrattenimento. Celebri artisti, scrittori e musicisti si rifugiavano nelle sue spiagge e nei suoi caffè, contribuendo a creare un’atmosfera vivace e cosmopolita.
Le parole di Alessandro Manzoni, che trascorse a Viareggio l’estate del 1856, descrivono molto bene quello che era il mood delle vacanze in Versilia “la vita qui è mangiare, dormire, bagnarsi, passeggiare“.
Il Novecento fu il secolo in cui le vacanze al mare e gli stabilimenti balneari conobbero un vero e proprio boom: i costumi si fecero meno castigati, la pelle abbronzata veniva tollerata e anzi, diventò di tendenza, gli stabilimenti non venivano più visti come luoghi curativi, ma come destinazioni per il relax e lo svago.
Con la nascita della cosiddetta societĂ di massa, il divertimento e il tempo libero diventarono di fondamentale importanza. Almeno, per chi poteva permetterselo.
La Versilia si dimostrò, ancora una volta, capace di stare al passo con i tempi: aumentarono i lidi e con essi i centimetri di pelle da esibire. Si passò dalle magliette a maniche lunghe ai corpetti, dai pantaloni lunghi e fascianti a quelli corti, comparvero le prime scollature. La vera e propria rivoluzione sarà con Coco Chanel, la quale lancerà la moda dell'abbronzatura con la collezione che prevedeva il costume da bagno modello sirenetta.
Si trattava del primo costume in maglina elasticizzata che permetteva alle donne di indossare indumenti da bagno con ampie scollature sulla schiena.
Bagno Nettuno: Un Esempio di Storia e Tradizione
Un primo Novecento da incorniciare, con il Nettuno che offriva terapie salsoiodiche, concerti, servizio di telegrafo, interpreti, parrucchiere. Poi due incendi, nel 1913 e nel 1917, e due guerre.
Bagno trasgressivo il Nettuno. Aperto a uomini e donne, roba da scandalo per i tempi. A Viareggio, prima, non c' era niente di simile. Solo due capanni: il Dori, riservato alle signore e alle suore, e il Balena (Nereo, secondo altre fonti), per gentiluomini e priori.
Al Nettuno no, si stava tutti insieme, costume di lana, palafitte e quinte intagliate dai maestri d' ascia del posto. Qui arrivavano medici e notai da Lucca e Firenze, attori, musicisti.
Al bar Principe, il piĂą famoso della passeggiata, Oreste Giannessi, bisnonno di quel Graziano che oggi gestisce il Nettuno, preparava di nascosto gli spaghetti per Ruggero Leoncavallo, diabetico e golosissimo.
Ciak da un' estate di oltre quarant' anni fa: il twist, il Piper, Alberto Sordi in spiaggia e, a pochi passi da lui, Fred Buscaglione. «Una stagione irripetibile», continua Graziano.
Ma il Nettuno resta ancora un punto di riferimento della costa Toscana. Anche oggi. Merito delle 180 cabine in legno, dei 250 ombrelloni, delle 10 tende, della sabbia sempre perfetta, delle due piscine, del campo da beach volley, del patio coperto da cui godersi la brezza.
Le lezioni di acquagym monopolizzano le signore, il defibrillatore è il fiore all' occhiello dello stabilimento, il baby club funziona tutto il giorno. Tanti servizi destinati ai villeggianti della seconda casa, il vero «zoccolo duro» del Nettuno.
Bagno Balena: Un Contrasto con il Passato
L’ingresso monumentale del bagno Balena è uno dei principali capolavori della Passeggiata Liberty di Viareggio. Una facciata ormai degradata e consumata dal tempo che avrebbe bisogno di un imponente restauro coordinato dalle Belle Arti.
Ma quello che c’è dietro a questo monumentale ingresso è un vero pugno allo stomaco per la Viareggio balneare e tutta la costa versiliese che, a dispetto delle incertezze del momento - fra l’incudine della crisi economica e il martello della Bolkestein - si rimbocca le maniche per attrezzare e migliorare una delle spiagge più popolari e al tempo stesso più glamour d’Italia, quella che va senza soluzione di continuità da Viareggio all’esclusivissima Forte dei Marmi.
Investimenti ne sono stati fatti tanti, da imprenditori locali e stranieri, che hanno migliorato e abbellito le strutture, nate come capanne in riva al mare, trasformate in cabine di legno per cambiarsi d’abito, diventate oggi quasi piccoli resort dotati di ogni servizio e comfort. Purché si abbiano soldi da spendere.
Quello che sta accadendo al bagno Balena, nel cuore della Passeggiata viareggina, stride con quest’immagine classica da cartolina della Versilia d’estate: un degrado e una bruttura inaccettabili proprio all’inizio della stagione balneare.
Cosa sta succedendo a uno degli stabilimenti più antichi della città ? Difficile dire. Probabilmente dovevano partire dei lavori di riqualificazione che non sono iniziati. Il bagno venne acquistato all’asta nell’estate del 2022 dalla società Sea srl con sede legale a Milano.
Il risultato, ad oggi, è sotto gli occhi di tutti: una forte sensazione di degrado e di abbandono di una struttura che può vantare cinque piscine di varie dimensioni (fra cui una olimpica), una palestra vista mare che restava aperta tutto l’anno nel periodo d’oro a cavallo fra gli anni Novanta e Duemila, un centro benessere, il bar, ristorante e due terrazze.
Oltre a un esteso fronte mare di spiaggia che veniva attrezzato solo con tende. Il primo bagno pensato, quando le aste non erano neppure nell’aria, per vivere il mare anche d’inverno.
E adesso? Le tende non sono state montate e la spiaggia è diventata un ricettacolo di immondizia con grave ed enorme fastidio per i clienti dei bagni limitrofi. Pedalò e patini di salvataggio galleggiano nelle acque sudicie delle piscine che nessuno ha svuotato e ripulito dallo scorso anno, i giochi e gli scivoli dei bambini sono danneggiati, i corridoi che portano alla parte sotterranea della struttura sono trasformati in discariche a cielo aperto dove vi si trova di tutto; la vegetazione all’ingresso del bagno non è più curata e ha invaso accessi e passerelle.
Le terrazze dove un tempo si consumavano drink e aperitivi ammirando un bel tramonto sul mare sono devastate. All’interno della struttura segni evidenti di bivacchi notturni, visto che è diventato il ritrovo di extracomunitari e clandestini della zona che hanno così trovato una sistemazione vista mare a costo zero.
Tanto il conto lo pagano le strutture balneari della zona che hanno già segnalato la pericolosità sotto tutti i punti di vista della situazione a Capitaneria di Porto, Comune, polizia municipale e forze dell’ordine. Al momento l’unico riscontro avuto è quello della clientela, anche la più fidelizzata sotto forma di disdette.
Viareggio Oggi
Oggi, Viareggio continua a essere una destinazione ambita per i viaggiatori di ogni genere. Le sue lunghe spiagge offrono l’ambiente ideale per rilassarsi al sole o praticare sport acquatici, mentre il centro storico della città è ricco di negozi, ristoranti e locali alla moda.
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