Viareggio fu una delle prime città d’Italia, se non la prima in assoluto, che si impegnò a favorire e incoraggiare il turismo balneare estivo. Nel 1860 fu costruito il bagno Felice Barsella.
Le Origini del Bagno Felice
L’attività di rivendita di vino al dettaglio e bagno pubblico venne avviata il 15 maggio 1900 con la denominazione di Barsella Raffaello q. Felice nella persona di Raffaello Barsella. Era a Viareggio in via Marconi. Solo nel 1984 i signori Raffaello Barsella, Dese Barsella, Luciano Barsella, Mario Barsella e Gemma Barsella, eredi di Raffaello Barsella, regolarizzarono la società di fatto dandole la forma di una società in nome collettivo con la ragione sociale Eredi di Barsella Raffaello fu Felice di Barsella e C. Snc con sede in Viareggio, via Barellai n. 1 presso lo stabilimento balneare Raffaello.
Evoluzione Societaria
Alla morte del fondatore subentrò con la creazione di una nuova società la figlia, Raffaella Barsella il 15 dicembre 1935: si trattava di una società di fatto denominata Eredi di Barsella Raffaello fu Felice. Nello stesso anno, 1984, Luciano donò ai propri figli Raffaello e Alessandro la nuda proprietà con riserva di usufrutto generale vitalizio della propria quota. Gli stessi sono diventati pieni proprietari nel 1986 a causa della morte del padre. Nel 1995 è deceduto Mario lasciando eredi Alba Tizzoni e Paolo Barsella. E ancora nel 1998 è deceduta Raffaella lasciando erede testamentario Emiliana Bonanni.
Nel 2001 il socio Raffaello ha donato al proprio figlio Daniele la piena proprietà della propria quota, mentre il socio Alessandro ha donato la nuda proprietà della sua quota al proprio figlio Gabriele Nazareno riservandosi per sé l'usufrutto. Nel 2012 è deceduta Alba lasciando erede il proprio figlio Paolo Barsella e nel 2014 sono morte sia Gemma lasciando erede il proprio figlio Paolo Giovanni Flurio, sia Dese lasciando erede il proprio figlio Paolo Baroni. Nel 2017 Emiliana Bonanni ha donato in conto di legittima una frazione della propria quota alle figlie Paola, Laura e Silvia Baroni.
Il Bagno Felice Oggi
Attualmente la società in nome collettivo con la ragione sociale Eredi di Barsella Raffaello fu Felice di Barsella e C. S.n.c. prosegue l’attività di famiglia: sono soci Alessandro, Gabriele Nazareno, Daniele, Paolo Barsella, Paolo Laura, Silvia e Paola Baroni, Emiliana Bonanni, Paolo Giovanni Flurio. Dal 2019 la società si è trasformata in una S.r.l.
Il Contesto Storico del Turismo Balneare a Viareggio
George Christoph Martini, nel suo “Viaggio in Toscana”, racconta che già nel 1745, durante i mesi invernali, molti cavalieri lucchesi si «portavano a Viareggio per godere l’aria fresca di mare», ma per parlare di turismo balneare bisognerà attendere l’Ottocento quando le nuove teorie mediche, mettendo in luce i benefici effetti terapeutici dell’aria marina e della pratica delle bagnature, fornirono il supporto scientifico per la valorizzazione dei luoghi di mare.
Dai documenti d’archivio si apprende che, nel febbraio del 1812, il Maire di Viareggio (l’allora Sindaco) scriveva al Ministro dell’interno dello Stato di Lucca per protestare contro una disposizione che proibiva la frequentazione della spiaggia perché il divieto «risulta odioso per i villeggianti e per la stagione balneare». Un regolamento della polizia municipale del 1820 informa che durante i bagni di mare gli uomini dovevano essere separati dalle donne.
Poi nel 1822 furono emanate precise norme che regolamentavano, in ossequio alla morale del tempo, l'attività balneare. Parte della spiaggia fu destinata per i bagni delle donne e quella adiacente al canale per gli uomini.
I Primi Stabilimenti Balneari
Dai documenti non è possibile rilevare l’esistenza di attrezzature adibite alle bagnature se non poche capanne di paglia e di falasco che servivano per offrire riparo dai raggi del sole. Poi, sorsero i primi stabilimenti balneari sull’esempio di quelli costruiti nel 1822 a Dieppe, in Francia. Infatti, nel maggio 1827 il Gonfaloniere di Viareggio, Alfonso Cittadella, chiese al Ministero dell’interno del Ducato di Lucca il permesso per la realizzazione di un vero e proprio stabilimento balneare affinché i bagnanti «possano ivi ritrovarvi dei comodi sufficienti onde, al coperto da sguardi altrui, liberamente si spoglino e si rivestano, con tutti quei riguardi che si devono alla decenza».
Poi il 28 giugno il Duca Carlo Lodovico autorizzò a «far costruire lo stabilimento de'Bagni secondo il disegno esibito, a spese della Comunità», ordinando al Cassiere del Ducato di anticipare la somma di duecento scudi, da restituire da parte della Cassa comunale di Viareggio e concesse anche il permesso di tagliare cento piante della pineta per ricavare il legname necessario alla costruzione. Alcuni giorni dopo il Gonfalonire Alfonso Cittadella pubblicò la notifica che stabiliva che «il più sollecitamente possibile saranno posti in attività sulla spiaggia di Ponente due separati bagni di mare, uno destinato per le donne e l'altro per gli uomini».
Prima fu realizzato il bagno Nereo, per gli uomini, poi nel corso del mese di luglio il Dori, per le donne. Erano modeste costruzioni di legno su palafitte in mare, raggiungibili dalla spiaggia per mezzo di un lungo pontile.
Il Manuale per i Bagni di Mare del Dott. Giannelli
Il dott. Giuseppe Giannelli, ispettore sanitario del Ducato di Lucca e professore di Materia Medica al Liceo Universitario di Lucca, nel 1833 pubblicò il suo “Manuale per i bagni di mare”, un libricino di 200 pagine, oggi una rarità bibliografia. Il volumetto, che nel 1989 fu ristampato dalla Tipografia Biagini di Lucca in edizione anastatica, con prefazione di Carlo Gabrielli Rosi, risulta il primo trattato di talassoterapia pubblicato in Italia. Destinato, come il dott. Giannelli ha scritto, «a servire di guida non solo a coloro che dei bagni di mare si valgono per guarire di alcune malattie, ma anche a quei che vi ricorrono per rinforzare, come essi dicono, la salute».
Nel “Manuale”, Viareggio è descritta come una «città nascente, molte delle cui abitazioni hanno per lo più forma regolare all'esterno, né mancano di quei comodi che oggi più che mai sono desiderati. Le sue strade, spaziose e rettilinee riescono piacevoli alla vista e lasciano nel tempo stesso che l'aria possa circolare liberamente con molto beneficio per la salute degli abitanti».
La spiaggia di Viareggio é presentata come la più adatta alle bagnature: «Ha una conformazione per cui è possibile senza pericolo bagnarsi sicuri di non incontrare né vortici né bassifondi ed inoltre il movimento continuo dell'acqua deve farla apprezzare, perché si sa quanta parte esso abbia nel vantaggio che il bagno produce».
Sviluppo del Turismo e Nuovi Stabilimenti
Alla fine di quella stagione estiva furono 1029 i frequentatori dei due bagni comunali, numero che andò aumentando negli anni che seguirono. Il turismo estivo fu presto uno dei poli trainanti dell'economia cittadina, determinando cambiamenti nel tessuto urbanistico del borgo: furono allargate le strade e abbellite le piazze, aumentarono le locande e gli alberghi e sorsero nuovi ed eleganti negozi. Il Nettuno, il Balena e gli altri stabilimenti balneari avevano la caratteristica di essere costruiti quasi completamente in mare. Inoltre, queste costruzioni erano veri e propri centri attrezzati per lo svago ed il divertimento dei turisti.
Il Michetti, nella "Guida manuale di Viareggio" del 1893, così descrive il Nettuno e il Balena: «Il Nettuno è un’immensa e artistica mole di legno costruita tutta al disopra del mare. Si entra nel grande recinto e salita una brevissima scala, siamo sulla terrazza d’ingresso. Abbiamo davanti la gran sala da ballo sfarzosamente addobbata, a sinistra la sala del biliardo e a destra quella destinata ad uso di caffè e pasticceria. Il Balena è pure un altro stabilimento bellissimo, costruito come il Nettuno al disopra dell’acqua. Anche qui non manca la bellissima sala pel ballo e quella ad uso di caffè, né mancano i bei negozi e tutto quanto è necessario e dilettevole.
L'Esposizione di Milano del 1906 e il Bagno Nettuno
L’Expo di Milano del 1906 ebbe una propria appendice a Viareggio. Forse sono in pochi a saperlo, ma la struttura che faceva da ingresso dell’Esposizione universale di oltre un secolo fa fu adattata e rimontata in Passeggiata. E, fino all’incendio del 1917, divenne il maestoso ingresso della Galleria Nettuno.
Lo stabilimento balneare Nettuno, eretto nel 1865 dai fratelli Giuseppe ed Amedeo Barsanti, nella notte del 19 giugno del 1869 fu completamente distrutto da un incendio. Una descrizione dello stabilimento balneare Nettuno è fornita dalla . Guida manuale di Viareggio di C. Michetti, del 1893: «Il Nettuno è un'immensa ed artistica mole di legno costruita tutta al disopra del mare. Si entra nel grande recinto, parte del quale è ridotto a giardino e parte contiene eleganti baracche per i bagni dei bambini, passando sotto ad un arco sormontato dall'immagine del dio Nettuno; e fatti pochi passi e salita una brevissima scala, siamo sulla terrazza d'ingresso.
Fra questi anche il padiglione della stazione d'arrivo in Piazza D'Armi, progettato dallo studio degli ingegneri Carlo Bianchi, Francesco Magnani e Mario Rondoni, che Brovelli acquistò al termine dell'Esposizione per collocarlo al posto della struttura del vecchio stabilimento Nettuno. La domanda, presentata da Attilio Brovelli all'Amministrazione di Viareggio, fu approvata dalla Commissione urbanistica del 1907. Si trattava di una grande galleria rettangolare, con tetto a due spioventi, che fu posizionata sulla spiaggia, rialzata da terra e parallela al viale a mare. Alla galleria si accedeva da un ampio ingresso centrale con ai lati due torrette. All'interno della galleria una serie di ampi e lussuosi servizi: bar, restaurant, sala biliardo, sale da ballo, negozi e teatro.
L'Esposizione Estiva Internazionale del 1908
L'anno dopo, dal luglio al settembre 1908, il bagno Nettuno fu la sede dell'Esposizione Estiva Internazionale che, su una superficie di 6500 metri quadrati, mise in mostra: "Igiene - Comfort - Arte - Industria - Automobili".
L'Incendio del 1917 e la Ricostruzione
La presenza sul viale a mare della Galleria del Nettuno, costruzione chiaramente legata agli stilemi della nuova tendenza artistica legata al "Liberty", rappresentò un fattore di caratterizzazione dell'immagine architettonica di tutta la Passeggiata di Viareggio fino al 1917, quando un incendio, scoppiato nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre, avvolse tutte le strutture lignee del viale Margherita ed incenerì, uno dopo l'altro, lo chalet "Principe", il "Nereo", il "Fiorentina", I"'Eden" e la Galleria del "Nettuno", con tutti i suoi padiglioni e negozi. Bruciò in una sola notte il fantasioso scenario, la quinta stravagante e stilisticamente anarcoide, dove Viareggio aveva recitato da protagonista, anno dopo anno, il ruolo di regina dell'estate.
Rievocazioni Storiche
Prosegue il ciclo di rievocazioni bagno Felice. Per l’occasione verrà allestita una mostrapercorso di immagini d’epoca lungo le cabine a cura di Federica Irene Ghiselli e la stessa Giovanna Simoncini; verrà inoltre ristampato l’interessantissimo volumetto con la traduzione di Giacomo Mazzoni di uno straordinario reportage in lingua inglese del lontano 1883 per un magazine americano, redatto dall’autore proprio al bagno Felice, andato completamente esaurito nel corso dell’evento di luglio: come la volta scorsa, il ricavato della vendita (5 euro) verrà devoluto interamente in beneficenza.
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