Acqua caldissima, vapori profumati con oli essenziali… Quella del bagno giapponese è un'esperienza altamente rilassante e avvolgente, che consente di ritrovare il benessere e il contatto con il proprio io più profondo. Viaggiare è scoprire anche il benessere, ma vediamo esattamente in che cosa consiste l'ofuro, un rito che fa parte dell'antica tradizione giapponese da secoli.
Il Rito dell'Ofuro: Purificazione del Corpo e dello Spirito
Come già accennato, il bagno è per i giapponesi un vero e proprio rito che viene praticato solitamente la sera. In Giappone, l'ofuro indica il tradizionale bagno giapponese, molte spa lo propongono come metodo per rilassare mente e corpo, purificare la pelle e rigenerarsi. La preparazione dell'ofuro parte nel tardo pomeriggio, si inizia a scaldare l'acqua nella quale ci si immerge ed il rito si svolge principalmente la sera, quando terminano gli impegni della giornata e ci si può finalmente rilassare.
Per fare un bagno nell'ofuro, ci si immerge in una vasca di cipresso giapponese in acqua caldissima che arriva fino a 42°C, i vapori profumano di resina e di olii essenziali come quello di hinoki, sono emollienti e lenitivi. La curiosità è che l' ofuro più che un rito di pulizia è un rito di benessere. L'ofuro serve per coccolarsi un po'. In casa è possibile preparare un bagno di relax. Si riempie la vasca con acqua calda, si spengono le luci e accendono le candele e con olio essenziale e di cipresso si ricreano i profumi tradizionali giapponesi.
Va eseguito rispettando rigorosamente specifici passaggi, primo fra tutti quello di lavarsi prima di entrare nella vasca. Prima di immergersi nell’acqua calda, infatti, ci si siede su di uno sgabello per lavare corpo e capelli con cura usando l’acqua presente in un catino. Ci si insapona e ci si friziona in maniera energica per eliminare le impurità. La pulizia iniziale garantisce la rimozione delle impurità e, inoltre, permette alla pelle di trarre il massimo beneficio dal calore sprigionato dalla vasca di acqua calda. Le alte temperature, infatti, aiutano i pori ad aprirsi e favoriscono l’eliminazione delle tossine.
L’immersione in acqua calda, ad una temperatura compresa tra i 38° ed il 42°, avviene come già accennato dopo essersi lavati accuratamente e può durare tutto il tempo che si desidera.
L'Ofuro: Piccole Curiosità
Usciti dalla vasca, dopo l' immersione l' acqua non viene buttata ma riutilizzata dagli altri membri della famiglia. Per questo è importante lavare con cura il corpo prima di entrare. L'accesso all'ofuro segue un ordine gerarchico, prima gli ospiti per assicurare l' acqua più calda, poi gli anziani, il padre e poi la madre con i bambini piccoli che sono accompagnati dai genitori fino a quando non sono in grado di fare il bagno da soli. L'ofuro è un rito che serve per corpo e spirito tipico di una cultura che non divide questi due elementi.
Caratteristiche del Bagno Giapponese Tradizionale
Se si è in visita nel paese del Sol Levante e si ha la fortuna di essere ospitati in una casa tradizionale, non si potrà fare a meno di notare, tra le altre cose, la particolarità del bagno giapponese. Un'occasione per lasciarsi stupire e per comprendere come i giapponesi abbiano uno stile di vita differente rispetto gli occidentali. La stanza da bagno in Giappone riveste un ruolo importante nella cultura del Paese perché la pulizia e l'igiene sono considerate una qualità proprio come la bellezza e l’ordine.
La stanza da bagno giapponese, chiamata furoba, differisce molto da quella occidentale e qui di rado si trovano le toilettes: i servizi igienici si trovano da un’altra parte e non nello stesso ambiente come accade invece nelle case occidentali. La consuetudine di tenere separata la toilette dalla stanza adibita alla pulizia del corpo è legata alla tendenza tipica della cultura giapponese di dividere le aree considerate "pulite" da quelle "non pulite”.
La Furoba: L'Ambiente Dedicato al Bagno
La stanza predisposta per l'ofuro si chiama furoba non è esattamente un bagno ma è composta da una vasca ed una piccola doccia, non ci sono i servizi igienici. Entrando nella furoba si può trovare una profonda vasca in legno pregiato, legno hinoki, il cipresso giapponese che sprigiona un intenso odore balsamico. Con la doccia si purificano corpo e capelli ed in seguito ci si immerge nella vasca in modo molto lento. Inizia così una fase di profondo rilassamento.
La furoba ha l’aspetto di un grande piatto da doccia con piastrelle che ricoprono sia il pavimento che le pareti e con i rubinetti posizionati all’altezza di una persona seduta. La furoba è la stanza che ospita il furo o ofuro, la vasca da bagno tradizionale, di forma cubica e in legno colma d’acqua calda, in cui ci si immerge dopo essersi lavati accuratamente. Nell’ofuro non ci si deve lavare o insaponare ma solo immergere per effettuare il rituale di purificazione del corpo e dello spirito dallo stress quotidiano.
Tradizionalmente realizzata in legno di cipresso, la vasca da bagno presenta solitamente delle dimensioni contenute, tuttavia è più profonda rispetto ad un’altezza standard. All’interno di un bagno giapponese il lavabo è solitamente piccolo, può avere forma arrotondata oppure quadrata o rettangolare e viene presentato in versione da appoggio.
I Sanitari Giapponesi: Gioielli di Tecnologia
I sanitari giapponesi probabilmente sono ciò che avete sempre sognato, perché se da un lato si è molto legati alla tradizione, questi elementi sono dei veri e propri gioielli di moderna tecnologia. Destreggiarsi tra i pulsanti e le funzioni a disposizione non è semplice, soprattutto se non si conosce la lingua giapponese. Usare il water giapponese è sicuramente un’esperienza particolare, che, specialmente le prime volte, ti lascerà a metà strada tra il perplesso e l’ammirato.
In Italia lo conosciamo come il “bagno alla turca”, ma è chiamato anche “squat toilet”, ed è un tipo di wc diffuso in tutta l’Asia. Nel corso del 20° secolo però, grazie alla ricerca e agli investimenti di aziende come TOTO, i water giapponesi si sono evoluti considerevolmente: dapprima prendendo a modello quelli occidentali, e in seconda battuta superandoli dal punto di vista tecnologico.
Molti water giapponesi sono dotati di sensori a infrarossi, che fanno aprire automaticamente il coperchio quando ci si ferma davanti, o quando si apre la porta del bagno. La maggior parte dei washlets sono dotati di pulsanti che permettono di controllare la temperatura della tavoletta (便座温度), una manna dal cielo specialmente nelle freddi giornate invernali.
Con il water giapponese, il futuro è adesso. Ebbene sì, la doccetta (e in alcuni modelli conseguente asciugatura) è servita senza alzarsi dal water. Ovviamente gli optional pullulano: dalla musica (i giapponesi hanno un'idiosincrasia per i rumori molesti...), al deodorizzatore (anche gli odori sono un tabù), dal riscaldamento della tavoletta, fino alla moltitudine di “getti” disponibili.
Ricreare un Bagno in Stile Giapponese a Casa Tua
Se ami il Giappone e vorresti ricreare nella tua casa un bagno in stile orientale, è possibile riprodurne lo stile, rispettando l’anima minimalista ed elegante di questi ambienti orientali, ricorrendo anche agli stessi materiali. Un bagno giapponese, per ovvie ragioni, non può essere riprodotto in toto in Italia come anche in Europa in quanto le abitazioni non sono pensate per inserire sanitari, vasca, doccia e lavabo in stanze diverse.
Il materiale per eccellenza da usare in un bagno in stile giapponese è senza alcun dubbio il legno che dovrà essere impiegato per i mobili come il porta lavabo e per eventuali mensole. Per i colori spazio a tinte chiare come il bianco, il beige, il tortora o il panna, nuance che favoriscono la meditazione e il rilassamento.
In un bagno in stile giapponese dovrebbero infine esserci note di verde, elemento tipico di questa cultura orientale. Puoi inserirlo ad esempio con dei bonsai, piante d’orchidea da mettere in vasi di legno oppure decorando una parete della stanza con disegni giapponesi in tale tonalità.
Per ricreare un bagno giapponese è molto importante la scelta degli accessori, piccoli dettagli che renderanno l’ambiente davvero completo. L’altro elemento che non dovrebbe mancare in un bagno in stile giapponese sono le ciabatte da mettere a disposizione per tutti gli ospiti. Dal punto di vista dell’illuminazione, il bagno in stile giapponese vuole una luce naturale, per cui è preferibile ci sia una finestra.
Onsen: I Bagni Termali Giapponesi
Se state pianificando un viaggio in Giappone non c’è nulla di meglio che includere nei piani la visita ad un autentico onsen. Gli onsen non sono semplici bagni giapponesi. La parola “onsen” (温泉) significa infatti sorgente d’acqua calda. Le sorgenti naturali di acqua calda sono particolarmente comuni (se ne contano circa 2.500) sul territorio giapponese. Questo è dovuto al fatto che il Giappone si trova nella regione geografica conosciuta come “Cintura di Fuoco del Pacifico“.
Al fine di essere legalmente designato dallo stato come “onsen”, l’acqua di una sorgente termale deve contenere tracce di almeno 19 minerali specifici e deve presentare una temperatura naturale di almeno 25°C. In media gli onsen hanno una temperatura di 40°C ma esistono anche sorgenti con una temperatura dell’acqua prossima all’ebollizione! In questi casi per potersi godere un “bagno giapponese” viene aggiunta dell’acqua fredda.
Un bagno in un onsen non è tuttavia come un bagno a casa propria e vi sono una serie di regole da conoscere. Prima di poter accedere alla sorgente dovrete passare attraverso lo spogliatoio e lasciare tutti i vestiti (proprio tutti!), l’asciugamano grande ed eventuali altri oggetti negli appositi armadietti o ceste. Il bagno si fa completamente nudi.
Regole per un Corretto Comportamento negli Onsen
- Lavarsi prima di entrare: A pochi passi dalla vasca troverete delle docce provviste di sapone liquido, shampoo ed un piccolo sgabello per sedersi. Qui dovrete lavare meticolosamente il vostro corpo da testa a piedi.
- Entrare nudi: Nell’area dell’onsen e delle docce non si può indossare il costume o della biancheria.
- Asciugamano piccolo: E’ sempre buona educazione utilizzare l’asciugamano piccolo per coprire le parti intime in ogni momento precedente e successivo all’immersione nella sorgente.
- Tatuaggi: Fino a non molti anni fa nella quasi totalità delle sorgenti termali pubbliche era vietato l’accesso a persone con tatuaggi. Tuttavia negli ultimi anni, dato anche il potenziale turistico di queste sorgenti naturali, molti stabilimenti pubblici hanno iniziato a permettere l’accesso anche alle persone con tatuaggi.
Costi degli Onsen e Ryokan Onsen
Le spa sono più care, indicativamente si aggirano sui 2.000-2.500 yen, ma forniscono grande comfort e ottimi servizi annessi. Parlando di ryokan onsen, questi mediamente hanno costi abbastanza elevati ma non esagerati: quelli più semplici hanno prezzi che partono da circa 9.000 yen a persona e includono anche la mezza pensione (oltre all’accesso alle vasche termali).
Onsen Misti (Kon’yoku)
La stragrande maggioranza degli onsen in Giappone ha aree separate per uomini e donne (talvolta gli spazi vengono usati a rotazione), tuttavia in alcune zone rurali e non esistono solo onsen misti (chiamati kon’yoku).
Abbiamo così fatto un excursus sui bagni in Giappone, una sorta di “viaggio dentro al viaggio”.
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