Benvenuti ai bagni di Forte dei Marmi, dove il lusso si esprime in forme favolose e analogiche. A Forte dei Marmi, il mare forse c’è, ma è lontanissimo, schiumoso, e non ci va nessuno. Questo mare nessuno lo guarda.
Un Lusso Anacronistico
Qui, le porte si aprono con la chiave, dimenticatevi led e resine. I tovaglioli di lino sono larghi un metro e i servizi sono silenti. È un lusso favoloso e analogico, con porte con la chiave, niente led o domotica o resine o mosaici, un bel giardino dove fare colazione, tovaglioli di lino larghi un metro, servizio silente e umano.
Del resto, come sosteneva già Camilla Cederna, al Forte una villa è “una casa di campagna con uso di mare”. Nessuna di queste case pazzesche vede naturalmente il mare.
Il Paesaggio di Forte dei Marmi
Roma Imperiale, “trucida lottizzazione fascista”, e a dirlo non è un pericoloso no-tav ma Vittorio Maschietto, urbanista, e per caso anche proprietario di uno dei miti del Forte, cioè l’hotel Augustus, cioè poi la casa Agnelli di Vestivamo alla Marinara.
Il pericoloso urbanista, già editore architettonico, sfotte i ricchi vecchi e nuovi della costa, che costruiscono “crivellando senza pietà i poveri, vecchi e onesti intonaci, le falde dei tetti ed i giardini-pineta, con una pletora di cornici e cornicette, fasce, scossaline, comignoli, cancelli e cancelletti, recinzioni, panche e panchine, intarsi e ricorsi di materiali, balconcini, targhette ed altri optional. Nani da giardino, detto qui, fa ridere, perché tranne questa Roma Imperiale (lottizzazione trucida), qui si ha l’idea d’essere in Brianza, con la stessa cura-ossessione per siepi e cancellate, per il citofono e la tapparella giusta; il rumore del Forte del resto non è quello del mare, è un rumore ferraglioso che sembra di Smart e invece sono decespugliatori e tagliaerba che rasano, potano, assottigliano, in continuazione. Se una bomba cadesse sul Forte, probabilmente il 90 per cento delle riserve di pitosforo del pianeta scomparirebbe.
Le siepi sono curate più che a Versailles, son squadrate, son selvagge, son stondate, il leccio si sposa col bosso e tutti insieme proteggono l’ortensia.
Le Eccellenze Balneari
Al bagno Piero, altro avamposto top di Roma Imperiale, il titolare Roberto Santini impartisce lezioni alle classi dirigenti mentre pranziamo a bordo piscina (il Forte è città di piscine, la si potrebbe percorrere tutta saltando da una piscina all’altra, come nel Nuotatore di John Cheever, però qui spesso con acqua salata.
Tra lo stabilimento dell’Augustus e il bagno Piero c’è un mulino bianco, in mezzo. Tra i due c’è il bagno Piemonte, il più chic coloristicamente, sembra il quadro di Carrà in copertina all’edizione Oscar della Suni, però virato un po’ su Morandi; bianco e azzurro pallidissimi per le tende; è stato comprato due anni fa da Marilisa Barilla, mamma di Guido, che sul sito scrive entusiasticamente di averlo comprato “con l’intenzione di realizzare un mio sogno e condividerlo con gli amici e tutti quelli che verranno”.
Le Cabine e le Tende
Le cabine e le tende del Forte meriterebbero un trattato a parte: l’ombrellone non è quasi contemplato, la tenda, grande quanto un monolocale, normalmente è arredata con questi teli spugnosi che le dame acquistano all’Innovazione, negozietto del centro identico a uno di Malindi dove fanno questi teloni bordati a contrasto (blu con bordo verde, verde con bordo azzurro, e così via).
All’Augustus invece no, solo teli blu, per tutti.
Un Crogiolo di Culture
E non ci sono solo russi. Anzi parecchi arabi, e svizzeri francesi grazie al franco pesante, ma in spiaggia soprattutto al mattino quasi solo bambini. Al bagno ex casa Agnelli, c’è tutto un indotto dietro questi bambini.
A parte un principe giordano importantissimo per cui si vedono decine di agenti di Servizi esteri con walkie talkie, c’è il servizio di sicurezza in-house del bagno stesso, con funzioni di baby sitting avanzate. Russi? Francesi? Svizzeri? Non è molto importante.
Secondo Fabio Genovesi, che ha avuto parecchio successo con il suo “Morte dei Marmi” (Laterza), i russi ormai sono indistinguibili, “ormai sono mimetizzati, si sono molto raffinati, li chiamiamo russi ma sono in realtà di Gallarate”, dice al Foglio. Questi sembrerebbero proprio russi russi. Nella piscina color sabbia sguazza un piccolo bambino uguale a Putin, già con l’occhio ipertiroideo.
Aneddoti e Ricordi
Ai tempi di Suni e Gianni, pare di capire, era tutto più semplice. Su questa spiaggia non c’era naturalmente niente. Solo i loro capanni, e il ricovero per l’idrovolante di Edoardo, che veniva trainato in secca coi buoi apuani.
La stagione cominciava quando arrivavano loro, a metà giugno, e arrivavano tutti i derivati di casa Agnelli. Però rieccoci nel giardino di casa Agnelli: la famiglia lo comprò che era una pensione, e prima ancora dell’ammiraglio Morin.
Aneddoto: a fine Ottocento Viareggio era già in overbooking, lo Stato cominciò a dare come tfr ai suoi militari pezzetti di terra e concessioni demaniali qui, dove non c’era nulla, solo grosse zanzare e paludi, con intuizioni anche immobiliari interessanti. La moglie dell’ammiraglio si chiamava Costanza, nacque così villa Costanza, poi diventata casa Agnelli, poi venduta frettolosamente nel 1969 per duecento milioni di lire, “a cancelli chiusi”, con dentro arredi e tutto.
O, come si diceva al Forte, venduta “per colpa delle bollette del telefono”, perché era un casone impegnativo, arrivavano cugini che si fermavano tre mesi, nessuno stava dietro a niente, non si sapeva mai precisamente chi c’era, in questa casa di due piani che gli Agnelli avevano fatta restaurare al loro architetto Charbonnier ricavandone tre piani al posto di due (dice sempre il proprietario odierno). Restano arredi originali, come le tappezzerie a fiori di Sanderson o i pavimenti con le maioliche di Vietri.
La Nostalgia e il Ricordo
“E’ rimasto tutto così. Dev’essere questo il segreto. Produrre ricordo e nostalgia a caro prezzo.
Secondo Emiliano Correale, la nostalgia istantanea è alla base del successo del filone di Sapore di Mare, film vanziniano che molto ha contribuito al mito del Forte. Nel suo libro “L’invenzione della nostalgia: il vintage nel cinema italiano e dintorni” (Donzelli) Correale conferma anche l’analisi che davanti a una focaccina al bagno Piero mi fa Roberto Santini.
“Quali sono i ricordi più belli? Quelli della gioventù. Quali sono i momenti migliori della gioventù? Forte dei Marmi, anche senza mare, coi suoi russi nuovi e antichi, serve a questo. A produrre ricordi per generazioni fortunate custodite tra le siepi. E cosa importa se c’è la vista.
Vita Culturale e Mondana
Edoardo Nesi, premio Strega per un libro anche ambientato qui, “Storia della mia gente” (Bompiani), mi riceve in un altro avamposto fortemarmista, Orlando, antico spacciatore di pizzette e focaccine, con foto di antenati vestiti alla marinara alle pareti.
In una scena del suo romanzo, il protagonista-alter ego va alla Capannina a bere un perfetto Martini, dando rigorosamente le spalle al mare, metafora alcolica di tutto.
Celebrità e Luoghi Iconici
Del Bagno Piero abbiamo detto prima ma a Forte nasce anche la guerra molto mediatica fra il bagno Twiga e il Piero frequentato da Moratti, Zaccaria e ai bei tempi andati gli Agnelli.
Infatti100 metri avanti il giro di Boa c’è il Twiga dove parole come vip, glamour, veline e letterine, dettano la moda dell’estate.
A proposito di Vip 500 mt dopo la partenza al secondo semaforo c’è la enorme villa sul mare dove abita il maestro Andera Bocelli. “Ho sempre pensato che sia molto importante vivere vicino al mare”, confessa. E per questo ha scelto questo posto come “oasi di pace”. Prima era una vecchia pensione di fine Ottocento in disuso, ristrutturata in tre anni e dal 2001 diventata la sua dimora.
Da sempre meta prediletta di grandi poeti come Montale, Ungaretti e D’Annunzio, e di grandi cantanti, da Edith Piaf a Mina e Ray Charles, Forte dei Marmi è un luogo magico dove la Dolcevita, anche nel nuovo millennio, non è mai tramontata.
Inutile dire che la località balneare tra le più frequentate del Tirreno. Forte dei Marmi si aggrega attorno a un pontile impiantato nel Cinquecento per il carico dei marmi apuani e protetto, dal 1788, da un fortino fatto costruire da Leopoldo I, visibile al centro della piazza Garibaldi.
Nuovi Protagonisti
E’ Stefano Giannotti, titolare del bagno Onda Marina 2, il nuovo presidente dell’Upb. Dopo le ben note frizioni tra le due ’anime’ dell’associazione balneari (quella della vecchia guardia, e quella dalla visione più imprenditoriale), il direttivo ha optato all’unanimità per una figura di equilibrio che sarà chiamata a guidare la categoria nel difficile percorso della Bolkestein e dopo la lunghissima gerenza di Martino Barberi. Vice presidente è Roberto Santini (bagno Piero), tesoriera Carla Mattugini (bagno Carlo) e segretario Tommaso Benedetti (bagno Pietro).
"Quella della mia famiglia è una lunga storia legata alla spiaggia - spiega il presidente Giannotti - al mare e a questa splendida terra che tutti noi abbiamo intenzione di preservare e proteggere nella sua unicità ed identità. Per la categoria balneare è un momento molto delicato e, per questo, ci poniamo come obiettivo primario quello di affrontare le questioni legate alle evidenze pubbliche con la massima unità.
Giovanni Battista Giorgini: Un Pioniere del Made in Italy
Questo saggio ricostruisce la storia di Giovanni Battista Giorgini (Forte dei Marmi 1898 - Firenze 1971) insieme ad alcuni eventi della sua famiglia; il suo contributo alla nascita del Made in Italy e la creazione degli archivi Giorgini.
Per comprendere il significato della vita e il successo dell’attività di Giovanni Battista (Forte dei Marmi 1898-Firenze 1971) bisogna necessariamente ripercorrere il cammino dei suoi antenati. Fu il suo retaggio famigliare infatti che lo portò, nei primi anni venti del Novecento, a decidere di diventare una sorta di “ambasciatore del Made in Italy”, così lo definiva la stampa nel dopoguerra, prima ancora che questo esistesse come marchio riconosciuto.
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