Forte dei Marmi è una delle località di lusso più conosciute nel panorama italiano ed internazionale. La piccola cittadina toscana situata lungo la costa versiliese vanta una posizione geografica di estremo prestigio: bagnata su un fronte dal mar Mediterraneo e racchiusa dall’arco delle Alpi Apuane dall’altro.
Inoltre Forte dei Marmi è in una posizione ottimale per raggiungere le città d’arte come Lucca, Firenze o Pisa e le fantastiche Cinque Terre in Liguria. La celebrità di Forte dei Marmi non si deve solamente alla presenza di boutique, stabilimenti balneari e locali di alto livello ma anche alla sua storia, alla sua posizione e all’alto livello culturale ed artistico.
Il centro della città è sicuramente la zona più movimentata durante tutto l’anno. Gli eventi si susseguono e animano le sue strade e il lungomare. Forte dei Marmi si snoda in vari quartieri, ognuno con tratti caratteristici ed unici che unito forniscono un mix perfetto per ogni esigenza.
La Nascita di Roma Imperiale
La storia di Roma Imperiale traccia le sue origini agli inizi del XX secolo. Concepita come rifugio per i privilegiati, questa zona fiorì come un paradiso di lusso ed eleganza. La sua nascita fu segnata dalla visione dell’architetto Alfredo Belluomini, la cui abilità architettonica portò alla creazione delle iconiche ville del quartiere, ognuna incarnando una miscela unica di influenze neoclassiche e Art Nouveau.
Il nome della zona un po’ come nel caso di Vittoria Apuana, deriva dalla società cooperativa anonima che acquistò i lotti di terreno negli anni 20’, poi rivenduti. Molte celebrità sono state attratte anche dall’appeal di Roma Imperiale. Figure distinte dal mondo dell’arte, dell’intrattenimento e degli affari hanno cercato rifugio e ispirazione all’interno dei suoi confini.
Le Ville Iconiche di Roma Imperiale
Al cuore di Roma Imperiale si trovano le grandiose ville, ognuna testimonianza di meraviglia architettonica ed eccellenza nel design. Tra queste, Villa Agnelli spicca come un gioiello iconico. Fu proprio la famiglia Agnelli la principale promotrice di Forte dei Marmi. Gianni Agnelli visse la sua giovinezza a Villa Costanza, l’attuale Hotel Augustus, innamorandosi follemente del lido versiliese.
Le spiagge e i locali tra gli anni 50 e 60 si riempirono costruendo quella che è possibile definire l’età d’oro di Forte dei Marmi: le giornate si passavano in spiaggia e poi lunghe notti nei locali a ballare e divertirsi. Parlando di cinema sicuramente “Sapore di Mare” rappresenta non solo l’immagine di una Forte dei Marmi elegante e bellissima ma un vero e proprio squarcio nell’Italia degli anni 80’.
Grazie alla sua fama consolidatasi nei decenni Roma Imperiale rappresenta Il Quartiere da vivere a Forte dei Marmi. È l’ambizione più alta per chi mette decide di comprare casa in questo lembo di costa. Roma Imperiale ha un fascino storico, un fascino culturale e anche un fascino paesaggistico unico.
Hotel e Spiagge Esclusive
Roma Imperiale però è anche hotel e strutture ricettive. Abbiamo prima citato il celebre hotel Augustus collegato alla famiglia Agnelli ma anche l’hotel Principe e il resort Miramonti, di più giovane tradizione, sono alcune tra le migliori soluzioni per chi vuole avere un soggiorno sereno e confortevole. Le spiagge del quartiere sono famose in tutta Italia per i loro servizi e la loro eleganza.
Gli stabilimenti balneari offrono comfort e relax al suono delle onde del mare. Quando il sole scompare sotto l’orizzonte, trasformando il cielo azzurro in una tela di stelle, Roma Imperiale prende vita con una scintillante varietà di locali notturni, ognuno offrendo un’esperienza unica e indimenticabile.
La Vita Notturna e la Capannina
La Capannina, faro della vita notturna a Forte dei Marmi dal 1929, si è guadagnata il suo posto come istituzione dell’intrattenimento e del lusso. Dalle sale per apericene e cene alle piste da ballo, questo luogo magico crea ricordi indelebile nella mente di chiunque trascorra anche solo una serata al suo interno.
L'Importanza delle Insegne dei Bagni
Sopra ad un palo bianco inclinato a quarantacinque gradi, si slancia verso l’alto la parola Florida - il blu e la grafia simile a una scritta a mano la fanno sembrare un appunto contro il cielo azzurro. “Io vivo a Viareggio - racconta Michele Boroni - ma fino a qualche anno fa ci trascorrevo solo le vacanze. Andavo in bicicletta con mio figlio perché ero scocciato dal mare, cercavo di trascorrere il tempo in altro modo.
Sono rimasto folgorato dalle tante insegne degli stabilimenti balneari, i cosiddetti bagni, e dalla loro varietà: la Versilia ha venticinque chilometri di lungomare, ogni centro metri c’è uno stabilimento e ognuno ha la propria insegna. Sono partito da Viareggio, poi, appassionandomi al progetto, l’ho esteso a tappe più lontane.
La prima foto in assoluto è quella dell’insegna rosa del bagno Imperia, una proiezione in formato CinemaScope immobile sopra a tre righe color pastello. “A colpirmi sono soprattutto i contrasti, sia tra gli stili dei diversi stabilimenti, ma anche tra parola e carattere: per esempio quella del bagno Impero che, a scapito del nome, sembra scritta da un bambino.
“Il bagno in Versilia è una sorta di seconda casa, un luogo dove molte persone passano l’intera giornata. E dove diventa interessante immaginare i vissuti dei diversi stabilimenti, i micromondi dietro a ogni insegna sulla base dell’ispirazione data solo dal nome e dal font usato.
“Credo di aver letto un articolo in cui un signore evocava una possibile storia dietro al nome del bagno, leggendo in Bemi l’abbreviazione di Belli Miei, un omaggio ai propri bei tempi andati”, mi dice al telefono Massimo Bemi, gestore dell’omonimo stabilimento a Massa “In realtà, è il cognome della mia famiglia.
Mio padre costruì lo stabilimento nel ’58, io ci lavoro da quando ho quattordici anni. Quando vedo l’insegna, rivedo lui mentre la costruiva, le sue mani che levigano il legno. Nei delfini bloccati per sempre in un tuffo intorno all’insegna del Bagno Biagi di Marina di Pietrasanta, anche Michela Biagi ritrova la storia della propria famiglia: “Qui sorgeva una colonia, quando prendemmo in gestione il bagno lo ricostruimmo interamente.
A intagliare i delfini fu mio padre, che oggi ha settantasette anni. “Gestiamo il Bagno Milena dal 2009” racconta invece Marta Stefani Marcucci “Negli anni, l’insegna è stata rielaborata, ma mantenendo intatto il suo stile anni ’50 nell’uso del legno e nella rievocazione dei colori.
Quando la vedo, penso al vero mare: l’ombrellone, le cabine in legno, i colori sgargianti. Quando abbiamo preso in gestione il bagno, non abbiamo nemmeno pensato di cambiarne il nome, un po’ come si fa con le barche.
Per il Bagno Oceano, stabilimento a Lido di Camaiore che gestisce da oltre trent’anni, Alessandro Montaresi ha invece affidato la costruzione dell’insegna a un fabbro: “Ma l’ho disegnata io, pensando ai vecchi portali.
Spesso scambiano l’insegna per un tributo alla Giamaica, ma quelli che ho scelto sono i colori dei miei ombrelloni, i colori del mio Oceano. Nel progettare l’insegna, l’ho voluta come un tramonto sul mare. È stato forse lo stesso fabbro a realizzare anche l’insegna del Bagno La Perla di Forte dei Marmi, un filo di metallo verde acqua piegato con maestria in un’insegna esile e calligrafica: “È lì almeno dal ’46, la commissionarono i miei genitori cercando un simbolo che, come una perla, fosse semplice ma raffinato” racconta Gianna Bramanti.
“Ce l’ho davanti da quando ho occhi per vedere. Con una fedeltà alla tradizione sottolineata anche dallo stesso Boroni: “Pur nel cambiamento che sta vivendo il suo turismo nei modi, nei luoghi, nei riti, la Versilia resta sempre piuttosto fedele alla sua origine e alla sua storia.
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