Tra le categorie catastali rientra la classe C3, utilizzata per identificare specifici locali e laboratori adibiti a svolgere attività artigianali e di lavorazione di prodotti semilavorati trasformati poi in manufatti finalizzati alla vendita. Riconoscere tale gruppo catastale è particolarmente significativo sia per i proprietari degli edifici che per le amministrazioni fiscali e gli operatori immobiliari, in quanto consente loro di definire la rendita, le tasse e le regolamentazioni urbanistiche correlate a tali costruzioni.
Categoria Catastale C3: Cos'è?
Come già anticipato, la categoria catastale C3 identifica laboratori ed officine in cui gli artigiani operano, lavorando e trasformando prodotti semilavorati in beni finiti da destinare alla vendita. Rientrano, quindi, all’interno della categoria catastale C3 i laboratori di artigiani quali fabbri, falegnami, calzolai e vetrai, ma anche i locali adibiti ad attività di carattere artigianale come, ad esempio, la riparazione di autoveicoli condotta da carrozziere ed elettrauto.
Sono classificati nella categoria catastale C3 gli immobili impiegati da: falegnami, fabbri, meccanici, carrozzieri, elettrauto, ecc. Si tratta di spazi che si distinguono da quelli ad uso abitativo o ad uso commerciale di altro tipo e che sono generalmente ubicati nelle zone più esterne delle città, salvo alcune eccezioni.
Tra i locali C3 sono inclusi anche quelli che presentano quelle caratteristiche per poter essere categorizzati come: caseifici, frantoi, forni per la produzione del pane, mulini e macelli.
Requisiti della Categoria C3
Sebbene la categoria catastale C3 comprenda al suo interno immobili per i quali l’abitabilità non è richiesta, quest’ultimi devono presentare alcune peculiarità specifiche per essere classificati all’interno di questo gruppo. Per la categoria catastale C3 i requisiti richiesti sono:
- Ubicazione periferica, quindi lontana dal centro. Questi spazi e officine artigianali sono prevalentemente situati nelle zone periferiche della città e solo raramente, in casi eccezionali, si trovano in posizioni centrali, nelle stesse strade di negozi o botteghe;
- Mancanza di adattamenti caratteristici delle botteghe adibite alla vendita, nonostante delle volte l’artigiano effettui anche la vendita diretta al pubblico.
Inoltre, è bene specificare che quando un locale, originariamente classificato come categoria catastale C/3, perde le caratteristiche tipiche dell'artigianato per acquisire quelle proprie dell'industria, viene riclassificato nella classe D1.
Immobili Non Rientranti nella Categoria C3
Al contrario, non vengono considerati come appartenenti alla categoria catastale C3 quelli che possono essere identificati come laboratori professionali, come ad esempio gli studi dentistici o i laboratori per esami medici, che invece sono classificati nella categoria A10. Inoltre, non sono inclusi in questa categoria nemmeno quegli immobili che hanno un accesso diretto dalla strada principale o che presentano le caratteristiche tipiche dei locali per l'esercizio di attività commerciali, poiché questi rientrano in altre categorie all'interno del gruppo C.
Come Trovare la Categoria Catastale di un Immobile?
Questa informazione si trova nella visura catastale, sia se l’ispezione è svolta sull’intestatario sia se è eseguita mediante i dati catastali dell’immobile.
In particolare, la visura catastale per immobile è estratta dal portale SISTER dell’Agenzia delle Entrate con una ricerca eseguita attraverso i dati catastali dell’unità immobiliare. Oltre alla categoria catastale, questo documento evidenzia:
- Superficie catastale
- Classe e rendita catastale
- Dati anagrafici degli intestatari dell’immobile
- Natura e quote dei diritti reali
- Variazioni catastali
- Note sugli atti di provenienza
Se la ricerca, invece, si esegue su un soggetto, si può richiedere una visura catastale per persona fisica e giuridica. In questo modo si può visionare quanto risulta al Catasto sugli immobili intestati ad una persona. In questo caso, oltre alla categoria, i dati del documento saranno i seguenti:
- Dati catastali degli immobili
- Superfici catastali
- Rendita catastale
- Intestatari degli immobili e relative quote
Calcolo dell'IMU per la Categoria Catastale C3
Per effettuare il calcolo dell'IMU sui propri immobili, è fondamentale disporre di alcuni dati essenziali, tra i quali: la rendita catastale dell'immobile, l'aliquota IMU stabilita dal Comune in cui l'edificio si trova e il coefficiente catastale associato alla categoria di appartenenza.
In pratica, il calcolo si basa sulla rendita catastale rivalutata al 5%, che viene moltiplicata per il coefficiente catastale specifico dell'immobile. Successivamente, si applica l'aliquota comunale al risultato ottenuto, utilizzando la rendita catastale rivalutata e il coefficiente di categoria. Nel caso di accatastamento C3 il coefficiente catastale equivale a 140.
Cambio di Destinazione d'Uso degli Immobili C3
Alcune persone scelgono di acquistare spazi classificati nella categoria catastale C3 con l'intenzione di abitarvi, come ad esempio i loft che si trovano nelle grandi città. Tuttavia, è importante sottolineare che i locali appartenenti a questa classe sono destinati esclusivamente a funzioni di laboratorio o attività artigianali, non a scopi residenziali.
Poiché gli immobili adibiti ad uso abitativo devono avere la categoria catastale A, sarà necessario richiedere un cambio di destinazione d'uso qualora si voglia abitare in tali spazi.
Cambio Destinazione d’Uso da Laboratorio ad Abitazione
Il cambio di destinazione d’uso da laboratorio ad abitazione rappresenta un‘operazione più complessa dal punto di vista sia dell’iter burocratico che delle spese. In questo caso, dopo aver ottenuto il permesso da parte degli uffici competenti per l'inizio dei lavori, è necessario consultare un professionista specializzato nella progettazione delle ristrutturazioni al fine di adeguare l’immobile agli standard igienici (progettazione di un bagno in locale C3), che spesso i laboratori non soddisfano.
Cambio Destinazione d’Uso da Laboratorio a Deposito
Per ottenere l'autorizzazione al cambio di destinazione d'uso da laboratorio a deposito (categoria catastale C2), è necessario effettuare una modifica catastale del locale, mantenendo comunque la sua natura non abitativa. Questo è un passo comune quando, nel corso del tempo, l'attività svolta inizialmente cambia.
Ad esempio, è possibile che un laboratorio sia stato originariamente acquistato per scopi artigianali, ma col tempo l'attività si estende e il locale viene adibito a deposito. In questi casi, è fondamentale adempiere anche agli aspetti urbanistici e catastali per adeguare la classificazione dell'immobile alle normative vigenti e per futuri trasferimenti di proprietà.
Categoria Catastale C3 e Superbonus 110%
Secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate è possibile beneficiare del Superbonus 110% per gli immobili classificati nella categoria catastale C3 a patto che, nelle registrazioni comunali, sia chiaramente specificato che si sta effettuando una ristrutturazione con cambio di destinazione d'uso da laboratorio a residenza.
Bagno in Locale Commerciale: Cosa Prevede la Normativa?
Il bagno in locale commerciale richiede particolare attenzione alle normative edilizie ed igienico-sanitarie che descrivono e disciplinano le caratteristiche precise e i requisiti fondamentali che i locali igienici devono rispettare per essere considerati a norma. Il punto di riferimento normativo, nello specifico, per la progettazione di bagno e antibagno è il Decreto ministeriale n°190 del 5 luglio 1975, che disciplina le dimensioni minime dell’antibagno e i requisiti di ventilazione e ricambio dell’aria, illuminazione, isolamento e riscaldamento.
Sono invece alcuni Regolamenti Edilizi Comunali a prevedere l’antibagno obbligatorio per i locali pubblici e gli esercizi commerciali, in special modo per le attività di vendita o conservazione alimenti.
Le toilette sono obbligatorie in tutti gli esercizi che prevedono un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, quali bar, ristoranti e pizzerie. Al contrario, non è obbligatorio per quei locali come pizzerie d’asporto o gelaterie dove c’è un consumo immediato o l’asporto del prodotto.
Nei casi obbligatori, i bagni devono essere sempre due e distinti per sesso, più il bagno per i disabili che può essere integrato già a un bagno esistente (solitamente quello delle donne). Nel dettaglio:
- Per locali ristorante con meno di 100 posti coperti occorre prevedere un bagno per uomini ed uno per donne.
- Dai 100 ai 150 posti, i bagni devono diventare due;
- Oltre i 150 tre per sesso e così via.
Per quanto riguarda i diversamente abili, la normativa prevede:
- Dimensione minima 180×180 cm
- Spazi adeguati di manovra con sedia a rotelle
- Presenza di corrimano o punti d’appoggio
- Porta scorrevole
- Campanello per le emergenze
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