Il primo bagno al mare rappresenta un'esperienza emozionante sia per il neonato che per i genitori. Tuttavia, è fondamentale approcciarsi a questo momento con le giuste precauzioni per garantire la sicurezza e il benessere del bambino.
Quando Iniziare il Bagno in Mare?
Anche se è possibile bagnare il neonato fin da subito, è generalmente sconsigliato immergerlo in mare prima dei tre mesi. Se il neonato non ha ancora tre mesi, è sconsigliato il bagno in mare.
“Se il bimbo ha meno di tre mesi è meglio evitare”, spiega Antonino Reale, responsabile dell’Unità Operativa di Pediatria dell’Emergenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Nulla ti vieta di bagnare piedini e gambe, ma non immergerlo. Questo perché i neonati hanno una termoregolazione non ancora completamente sviluppata e sono più sensibili al freddo.
Alternative al Bagno in Mare nei Primi Mesi
Per i neonati più piccoli, si consiglia di utilizzare una piscina gonfiabile con pochi centimetri d'acqua per rinfrescarli delicatamente. L’acqua non deve essere mai troppo fredda. Inoltre, deve essere una cosa di pochi minuti: i piccolissimi non hanno ancora una termoregolazione sufficiente e si raffreddano velocemente.
Dopo i Sei Mesi: L'Avvicinamento Graduale all'Acqua
Intorno al sesto mese, il bambino dovrebbe aver imparato a stare seduto e sicuramente apprezzerà giocare con l’acqua. Prima di fare un vero e proprio bagno al mare ai neonati, sedetevi con loro sulla riva e fate in modo che possano osservare le piccole onde e che pian piano si bagnino, per capire cosa succede e cosa sono gli spruzzi.
Precauzioni Importanti
- Temperatura dell'acqua: “Prima di tutto attenzione alla temperatura dell'acqua perché un bimbo molto piccolo è più sensibile al freddo rispetto a un adulto”, sottolinea l'esperto. "Immerso nell'acqua a 23-24° gradi il bambino potrebbe non sentirsi a suo agio e in qualche caso, ad esempio se il piccolo resta immerso troppo a lungo, potrebbero manifestarsi disturbi quali brividi, vomito e diarrea. È importante quindi osservare il bimbo per verificare se l'esperienza del bagnetto è gradevole anche per lui oppure no.
- Igiene: L'altra accortezza è quella di sciacquare sempre il bambino con acqua dolce, terminato il bagno in mare. Dopo il bagno in mare, soprattutto i piccolini, devono essere lavati con acqua dolce, per rimuovere il sale e la sabbia che potrebbero favorire la comparsa di dermatite.
Se il Bambino Ha Paura
E se il piccolo sembra spaventato dalle onde e non vuole entrare in acqua, neppure tra le braccia rassicuranti di mamma e papà? “Non dev'essere assolutamente forzato”, commenta Antonino Reale. “Uno dei benefici del bagno in mare è quello di aiutare il bambino a prendere confidenza con l'elemento acquatico, per questo se il bimbo ha paura non ha alcun senso spingerlo a fare questa esperienza”.
Con pazienza e senza innervosirsi per il rifiuto del piccolo, il genitore potrà aiutarlo ad avvicinarsi pian piano all'acqua, ad esempio passeggiando con lui sul bagnasciuga, invitandolo a “pucciare” i piedini, o giocando a “scappare dalle onde” avvicinandosi all'acqua e poi scappando sulla sabbia asciutta quando arriva l'onda. Non immergerlo mai all’improvviso: ha bisogno di abituarsi gradualmente. In questa fase, potresti proporgli la ciambella-salvagente, che è sicura, se guidata da mamma o papà, e molto divertente.
Orari e Protezione Solare
Se l’acqua è fredda o mossa, evita il bagno in mare. “Premesso che i bambini di pochi mesi non devono restare in spiaggia nelle ore più calde del giorno, il momento più indicato è quello del tardo pomeriggio (verso le 17-18) perché l'acqua si è scaldata nel corso della giornata”, spiega Reale. Inoltre, applicare sempre la protezione solare 50 prima e dopo il bagno.
I bimbi molto piccoli, fino ai 6 mesi di età, non devo mai essere esposti in maniera diretta al sole. Se avete programmato una vacanza al mare, sì alla spiaggia la mattina molto presto (entro le 10) e nel tardo pomeriggio (dopo le 18), quando il sole picchia di meno. È comunque meglio tenerli sotto l’ombrellone e seguire le regole per i neonati al sole.
Tabella Riepilogativa: Età e Approccio al Bagno in Mare
| Età | Consigli |
|---|---|
| 0-3 mesi | Evitare l'immersione completa. Rinfrescare con una piscina gonfiabile. |
| 3-6 mesi | Immergere i piedini per prendere confidenza. |
| 6+ mesi | Avvicinamento graduale all'acqua. Bagno in mare con supervisione e precauzioni. |
Ausili per il Bagno
Dai 18 mesi il bambino può utilizzare tranquillamente i braccioli, che vanno scelti in base all’età o ai chili del piccolo (controlla sempre i modelli). Le ciambelle, di cui abbiamo parlato prima, sono carine per i neonati, ma vanno considerate giocattoli. Se il bambino quindi inizia a essere grandicello, prova a nuotare, non sono sufficientemente sicure e non sono da considerarsi dei galleggianti. Sono molto comodi i salvagente antiribaltamento a mutandina, che rispettano come i braccioli un’apposita norma europea (la EN 13138-3). Il bambino sarà fisicamente pronto a nuotare senza ausili intorno ai 4 anni, quando sarà sufficientemente coordinato per stare a galla.
Benefici del Mare per i Bambini
I bambini possono essere portati in spiaggia sin dai primi 3 mesi di vita. L’aria iodata aiuta a risolvere la rinite, l’eczema, le otiti, e le infezioni delle alte vie respiratorie. L’acqua di mare produce effetti benefici anche sulla respirazione, contrastando le patologie che influenzano la salute come le allergie, la tosse e l’asma. La particolare composizione dell’acqua salata, rende l’aria di mare ricca di particelle di iodio. Esse vengono naturalmente inalate intervenendo direttamente sulle vie aeree, aiutando il corpo a eliminare batteri e microbi in modo naturale.
Alimentazione e Bagno
Non esiste una regola scientifica che indichi quante ore aspettare dopo il pasto, anche perché la digestione avviene in modo diverso a seconda degli alimenti. La cosa molto importante, però, è immergersi in acqua gradualmente, bagnandosi prima le caviglie, i polsi, quindi lo stomaco e poi le tempie. Si deve cioè evitare lo sbalzo termico a cui lo esporrebbe tuffarsi o immergersi di colpo, che potrebbe causare la perdita di conoscenza. Sempre per questa ragione, il bambino non dovrebbe fare il bagno quando è accaldato e sudato: prima di entrare in acqua, sia pure gradualmente, dovrebbe rinfrescarsi all’ombra.
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