Dopo aver trascorso nove mesi nel liquido amniotico, nuotare è un’attività naturale per bambini e bambine. In acqua assistiamo a una sorta di magia: i neonati si muovono con naturalezza, si immergono ad occhi aperti, si sentono a loro agio. Guardarli desta stupore e ammirazione.

Il movimento in acqua, oltre ad essere vantaggioso per gli adulti, è fonte di beneficio anche per bambini e bambine e il nuoto neonatale è un’opportunità per favorire lo sviluppo e la crescita già dai primi mesi di vita in un ambiente dove tutto è più semplice, ovattato e soffice.

Negli ultimi anni i corsi di nuoto neonatale stanno riscuotendo un enorme successo. Il nuoto è uno sport completo che accompagna la crescita sana ed equilibrata dei bambini, aiuta gli adulti a mantenersi in forma ed è una fonte di importanti benefici anche per gli anziani che decidono di praticarlo. Per questo motivo moltissimi genitori desiderano far vivere ai propri bebè le prime esperienze a contatto con l’acqua sin da subito.

Perché un Articolo sull’Acquaticità Neonatale?

Per due motivi:

  • il nuoto per neonati, oltre a essere un’attività che favorisce il movimento, ha una valenza psicopedagogica elevata e fonda le sue basi sui pilastri della relazione e dell’educazione;
  • per favorire le dinamiche relazionali, gli operatori del settore hanno bisogno di seguire una formazione specifica che vada oltre a quella connessa alla disciplina sportiva e comprenda il mondo dei contesti 06 nella sua globalità.

Ci rivolgiamo quindi sia ai genitori che vorrebbero informazioni sui benefici di un corso di nuoto per neonati, sia agli educatori, educatrici e agli operatori del settore nuoto.

Domande Frequenti sull'Acquaticità Neonatale

Prima di scoprire insieme cos’è l’acquaticità neonatale, quali sono i benefici dell’attività e perché è importante per il benessere di bambini e bambine, rispondiamo a cinque domande frequenti poste dai genitori su questo tema.

  1. Quando è possibile iniziare un corso di acquaticità neonatale? Dai 3 mesi di vita, dopo aver terminato il primo ciclo di vaccinazioni e aver ricevuto l’approvazione dal pediatra.
  2. Con quale frequenza è opportuno portare i bambini in piscina? Nei primi mesi di vita è sufficiente un ciclo mono-settimanale di lezioni, che può diventare bisettimanale dai tre anni in poi.
  3. Per quanto tempo un neonato può rimanere in acqua? Gli incontri di acquaticità durano in genere 40 minuti.
  4. Qual è la temperatura ideale dell’acqua per i neonati? L’acqua deve essere calda, circa 32°.
  5. Cosa serve per fare un corso di acquaticità neonatale? Un costume contenitivo da indossare sopra al pannolino.

Benefici dell'Acquaticità Neonatale

A cosa serve l’acquaticità neonatale e quali sono i benefici? L’idrochinesiologia per bambini…

1. Rafforza il Rapporto tra Genitore e Bambino

La dimensione relazionale è uno degli aspetti più importanti del nuoto per bambini: durante un corso in acqua per neonati si crea un rapporto di cooperazione tra la mamma o il papà e il bambino o bambina, che collaborano insieme per raggiungere uno scopo.

In acqua, il contatto pelle a pelle è più forte e permette ai neonati di percepire meglio le sensazioni del genitore: l’abbraccio della mamma, del papà è fondamentale per valorizzare la relazione affettiva e conoscersi meglio.

Per questo motivo, gli operatori del settore suggeriscono di far accompagnare il neonato dal genitore che ha una maggiore dimestichezza con l’acqua e si sente sicuro/a nell’ambiente, in modo da trasmettere il senso di protezione e sicurezza anche ai bambini/e.

2. Migliora la Fiducia in Sé Stessi e l’Autostima

Quando bambini e bambine giocano in acqua, prendono dimestichezza con l’ambiente circostante e - poco alla volta -, si rendono conto di riuscire a raggiungere dei piccoli traguardi: afferrare un gioco, eseguire un’immersione, scivolare sull’acqua. L’incoraggiamento da parte del genitore e dell’operatore permette ai bambini/e di capire quando ottengono il risultato voluto: la dinamica favorisce la fiducia e la sicurezza, presupposto importante per la crescita.

Attraverso il gioco in acqua bambine e bambini acquisiscono una maggiore consapevolezza dello spazio in cui si trovano e della percezione del corpo in questo spazio (capacità cinestesica).

3. Sviluppa le Competenze Motorie

Il nuoto per neonati stimola, attraverso il gioco, le capacità percettive, senso-motorie e la conoscenza del corpo.

L’acquaticità neonatale sviluppa, sin dai primi mesi di vita, le capacità motorie dei neonati (per questo viene anche definita acquamotricità neonatale) e favorisce il movimento fluido e dinamico.

Immersi nell’acqua e solleticati con attività ludiche calibrate in base all’età, bambini e bambine migliorano il coordinamento muscolare, l’equilibrio, il controllo del proprio corpo, la velocità dei movimenti. Gli operatori suggeriscono di portare in piscina bambini e bambine per ottimizzare lo sviluppo psicomotorio e l’apprendimento.

Il nuoto rinforza l’apparato muscolo-scheletrico, l’elasticità e la forza: i bambini traggono giovamento a livello posturale e imparano a tenere la schiena dritta con maggiore facilità.

Il nuoto neonatale è un’attività utile per imparare a controllare la respirazione e favorire lo sviluppo sano del sistema cardiocircolatorio.

4. Dona una Sensazione di Rilassamento

Dopo la fase di gioco durante la quale bambini e bambini sentono il bisogno di scoprire, esplorare, muoversi e giocare (fase in cui tendono a mettere in bocca qualsiasi oggetto gommoso che passa sotto mano, è normale), percepiscono la sensazione di rilassamento favorita dal calore dell’acqua.

Di solito, durante gli ultimi minuti di una lezione di acquaticità neonatale, gli operatori promuovono esercizi che permettono a bambini/e e genitori di distendere corpo e mente, abbassare il battito e ritrovarsi in un caldo abbraccio.

Il nuoto neonatale diventa così un toccasana per regolarizzare il sonno dei bambini (spesso i neonati si addormentano in acqua, al termine del corso) e stimolare l’appetito: preparatevi per una poppata post corso.

5. Promuove la Socialità

Inserire i bambini e le bambine in un corso in acqua per neonati significa farli entrare subito in una dimensione sociale altra da quella della casa - un po’ come avviene al Nido e alla Scuola dell’Infanzia -, e incontrare nuovi compagni di gioco.

Dal settimo mese in poi, bambini e bambine iniziano a interagire non solo con il genitore, ma anche con l’operatore e, soprattutto, con gli altri bambini/e.

Il baby nuoto è un’attività sociale che migliora la capacità di gestire i rapporti interpersonali e permette ai bambini/e di entrare in sintonia con i pari attraverso il gioco, lo scambio, il tatto.

L’acquaticità neonatale, oltre a essere un’esperienza educativa e formativa, è un momento di svago e divertimento durante il quale i bambini e le bambine (così come i genitori) dovrebbero divertirsi, stare bene, ridere e recuperare le energie.

Acquaticità Neonatale: le Tappe del Percorso

L’idrochinesiologia per neonati prende il nome di percorso nascita perché i bambini e le bambine intraprendono - prima insieme ai genitori e poi in autonomia -, un viaggio educativo alla scoperta del proprio corpo, delle relazioni, del movimento.

Di solito i corsi di acquaticità neonatale e baby comprendono sei step.

  1. Da 3 a 6 mesi: Nella prima fase i neonati sono sempre accompagnati dall’abbraccio e dal sostegno del genitore: è il momento in cui si solidifica la relazione e il legame di fiducia. In acqua effettuiamo le prime prese (supina e prona), le immersioni e le manipolazioni.
  2. Da 7 a 14 mesi: Siamo nella fase della conoscenza e della socialità, durante la quale bambini e bambine iniziano ad aprirsi alla conoscenza dell’altro e dell’ambiente: usano le mani per afferrare oggetti, restano in posizione seduta, muovono gambe e braccia per sentire l’acqua e incontrano i compagni/e.
  3. Da 15 a 23 mesi: È meraviglioso osservare bambini e bambine in questa fase perché è quella in cui sviluppano meglio le capacità motorie, percepiscono il corpo e sentono l’esigenza di sperimentare e muoversi nello spazio. Gli operatori iniziano a proporre i primi esercizi volti a definire i movimenti in acqua.
  4. Dai 24 ai 36 mesi: Il passaggio all’autonomia è delicato e bisogna gestirlo con cura: il genitore è ancora in acqua ma lascia il bambino/a da solo/a con l’operatore e gli amici per sperimentare una nuova dimensione. In questa fase i piccoli/e acquisiscono maggiore sicurezza.
  5. Dai 3 ai 4 anni: Il genitore non entra più in acqua: accompagna il bambino/a dall’operatore, lo/la saluta con un abbraccio forte e una frase di incoraggiamento e assicura di essere “lì sugli spalti a guardarti mentre nuoti”. In questa fase non parliamo più di acquaticità ma di esercizi di nuoto e l’operatore pone le basi per l’insegnamento della disciplina anche se è sempre presente l’aspetto ludico-educativo.
  6. Dai 4 ai 5 anni: Bambini e bambine sono ormai indipendenti in acqua e pronti ad acquisire le nozioni sulla tecnica del nuoto: questo è il momento della concentrazione, dell’apprendimento, della formazione, fondamentale per trasmettere valori come l’importanza dell’ascolto, la cooperazione tra compagni, l’educazione.

Rischi e Precauzioni

Se da un lato sono sempre di più le famiglie interessate a questa attività, dall’altro alcuni genitori riservano molti timori rispetto gli eventuali rischi e pericoli dei corsi di acquaticità neonatale. Quindi è davvero pericoloso? Quali sono i rischi e le controindicazioni?

Assolutamente no. Il neonato viene seguito in acqua sia dai genitori, sia da istruttori altamente qualificati che accompagnano i suoi movimenti in totale sicurezza. Come affermato nel paragrafo precedente, inoltre, dopo aver vissuto per 9 mesi immerso nel liquido amniotico, il bambino conserva un naturale istinto di sopravvivenza che gli consente di stare a galla senza problemi. In conclusione, non esistono controindicazioni per l’attività del nuoto neonatale. L’unica raccomandazione è semplicemente di attendere la cicatrizzazione completa dell’ombelico e di non iniziare le immersioni prima di aver effettuato tutti i vaccini obbligatori.

È importante scegliere piscine che controllano rigorosamente i parametri chimici, risciacquando sempre il bambino dopo la lezione.

Il Cloro fa Male ai Neonati?

L’uso del cloro nelle piscine è normale: serve per mantenere l’acqua pulita e sicura dai batteri e da altri agenti patogeni.

In quanto genitore, è normale nutrire dei dubbi riguardanti l’impatto che questa sostanza potrebbe avere sul bambino e sulla sua pelle estremamente delicata, ma, se la sua presenza è contenuta, il piccolo non corre alcun pericolo.

Per ulteriore precauzione, tu e il tuo partner potreste informarvi presso la struttura sportiva da voi selezionata rispetto all’eventuale dotazione da parte loro di un meccanismo di depurazione a riciclo rapido, un sistema che limita la quantità di cloro disciolta nell’acqua.

Attenzione: una frequentazione troppo assidua delle piscine, soprattutto in tenerissima età, potrebbe infatti aumentare il rischio di sviluppare l’asma. “Il problema - ha spiegato il professor Eugenio Baraldi - non è una novità: studi condotti in Belgio avevano già sollevato la questione, soprattutto rispetto a categorie particolari di frequentatori. Mi riferisco agli atleti che praticano nuoto a livello agonistico e che di conseguenza si recano in piscina quasi quotidianamente.

Sotto accusa dunque il cloro, in particolare alcuni suoi derivati noti con il nome di cloroammine, prodotti dalla reazione chimica tra il cloro attivo libero e alcune sostanze organiche normalmente presenti nell’acqua delle piscine (pelle, urina, sudore). Proprio questi derivati - noti come cloro attivo combinato - sono responsabili dei ben noti fenomeni di irritazione agli occhi e alle mucose di chi frequenta le piscine.

“Innanzitutto - prosegue Baraldi - è bene precisare che i bambini che frequentano la piscina una o due volte la settimana non corrono particolari rischi. Diverso è il discorso se la frequenza sale a 4 o 5 volte: in questo caso si potrebbe effettivamente alterare l’equilibrio biologico delle vie aeree dei bambini e favorire la comparsa di sintomi simili all’asma. Una particolare attenzione deve essere riservata ai più piccoli: meglio evitare la cosiddetta moda del baby swimming, evitando di portare in piscina bambini di età inferiore ai 2-3 anni”.

Consigli Utili

  • Scegli dei pannolini impermeabili oppure opta per costumi contenitivi.
  • Metti nel borsone una manciata di giochi con cui intrattenere il bambino mentre è immerso in acqua.
  • Dopo il bagno, assicurati di asciugare il neonato attentamente, soprattutto all’interno delle orecchie.
  • Porta sempre due asciugamani così ne avrai uno per quando uscirete dalla piscina e un altro da utilizzare dopo la doccia.

L’obiettivo dei percorsi di acquaticità neonatale è trasmettere ai bambini e alle bambine l’amore per l’acqua, che diventa un elemento amico, un ambiente in cui stare bene, un luogo di relazione.

L’acquaticità neonatale è un’attività che valorizza e fortifica la relazione tra genitore e bambino/a, migliora la percezione delle emozioni, favorisce lo sviluppo sensomotorio: la presenza di un operatore preparato e formato è indispensabile per facilitare le dinamiche relazionali e di movimento.

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