Viareggio, un comune italiano della provincia di Lucca in Toscana, è una città situata sul mar Ligure che presenta dieci chilometri di spiaggia sabbiosa, di cui sei gestiti dagli stabilimenti balneari e quattro di spiaggia libera. Il territorio viareggino si estende completamente sulla pianura alluvionale costiera della Toscana.

La città è un attivo centro industriale e artigianale, soprattutto nel campo della cantieristica navale. Il nome della città deriva dal termine latino "via regis", nome della strada tracciata nel Medioevo che collegava la fortificazione sulla spiaggia a Lucca.

La Rinascita di Viareggio dopo l'Incendio del 1919

Correva l’anno 1919, la Grande Guerra era appena terminata ed in una terribile sera tutti gli edifici del lungomare di Viareggio andarono a fuoco. Delle molte costruzioni - che rappresentavano il portale di accesso agli stabilimenti balneari, “bagni” nel lessico locale, realizzate tutte in legno, come dalla tradizione cantieristica della città - non rimase altro che cenere.

Come succede spesso, dopo un devastante incendio l’urbanistica delle città rinasce a nuova vita, ben diversa dalla precedente, sicuramente innovativa e spesso migliore. Viareggio non fece difetto a questa tradizione e già negli anni immediatamente successivi furono presentati i progetti per la rinascita della “passeggiata”; di qui gli edifici che oggi possiamo ancora ammirare.

Fondamentale fu la presenza del viareggino architetto-ingegnere Alfredo Belluomini e del fiorentino Galileo Chini. Ad essi si attribuisce oggi la maggior parte delle progettazioni e delle realizzazioni. Fu infatti l’ingegner architetto Belluomini a curare e firmare la progettazione di molti degli edifici che ancor oggi si possono ammirare, mentre il decoratore Galileo Chini, che trasportò qui le sue esperienze orientaleggianti, curò soprattutto le ceramiche, le vetrate e le opere che hanno impreziosito le facciate dei locali.

La progettazione dei nuovi edifici della passeggiata di Viareggio era tanto interessante ed importante da oltrepassare i confini cittadini e regionali tanto che lo Studio di progettazione civile e architettura Ing. Felice e Arch. Ettore Jamoretti, con sede in Milano, Foro Bonaparte, presentò nel 1920 al Podestà del Comune di Viareggio il progetto del Costruendo fabbricato Nettuno. La stessa municipalità si impegnò attivamente affinché le “nuova” passeggiata avesse connotati innovativi, ed una commissione di “saggi” (tra cui Giacomo Puccini e lo stesso Galileo Chini) fu chiamata ad esprimersi sulle varie progettazioni.

Il Contesto Storico e l'Avvento del Liberty

Per comprendere il perché il Liberty approdò a Viareggio è necessario fare un passo indietro nella storia della cittadina. Viareggio era da poco sbocciata come nuova stazione balneare. Dalla Toscana ed in particolare dalle opulente città di Lucca e di Firenze, ma anche dalle province del Nord Italia, durante l’estate giungevano forestieri per frequentare gli stabilimenti balneari, i “bagni” in gergo locale, per le cure elioterapiche.

Era convinzione, in quell’epoca, che l’aria di mare ed il sole fossero una panacea contro tutti i “malanni”. I villeggianti iniziavano anche la pratica di “prendere i bagni di mare” vestiti, allora, di quei costumi che oggi a noi paiono ridicoli, ma che per l’epoca erano molto avveniristici (per la prima volta venivano ammessi donne e uomini nello stesso stabilimento!). Questa élite di “forestieri” chiedeva e pretendeva un ambiente accogliente, innovativo, “leggero”, che ricalcasse sempre il concetto di “vacanza”, ed il Liberty ebbe il potere di soddisfare a pieno queste richieste.

La necessità della ricostruzione del lungomare dopo l’incendio del 1919 mise a disposizione dei progettisti un enorme spazio che si snodava, fronte mare, lungo la storica passeggiata dal Canale Burlamacca fino alla Piazza Mazzini.

Il Bagno Martinelli: Un Esempio di Rinascita

Il frontale del Bagno Martinelli, oggi purtroppo non ben curato, esprime con le sue linee e con le cupole il nuovo stile. Negli anni '30 un incendio distrugge completamente le cabine in legno e tutto il materiale di arredo. Per alcuni anni si ferma l'attività che verrà ripresa alla fine della guerra.

Attualmente lo stabilimento è gestito da Paola e Grazia, figlie di Emilia Martinelli, che continuano la tradizione di famiglia, gestendo l'attività con la stessa passione della nonna e della mamma. E' stata arricchita da un fresco giardino, con giochi per bambini ed una fresca zona bar, dove si possono gustare deliziosi stuzzichini.

Altri Esempi di Architettura Liberty a Viareggio

Notevole è la realizzazione degli accessi del Bagno Nettuno, progettati dallo Studio Jamoretti di Milano; anche il frontale del Bagno Martinelli, oggi purtroppo non ben curato, esprime con le sue linee e con le cupole il nuovo stile. Più modesti nelle dimensioni, ma non per questo meno interessanti sono anche gli accessi dei Bagni Amedeo,progettati dagli architetti Belluomini e Balena e che presentano grosse ceramiche sul loro prospetto.

Assolutamente particolare è il frontale del negozio Leoni, ove anche l’insegna è un ornamento che si fonde con gli altri elementi architettonici.

Va da sé che tutta questa zona di particolare pregio è oggi tutelata con vincolo paesaggistico (ex lege n. 1497/1929, e oggi d.lgs. n. 42/2004). La tutela, accompagnata anche da un rituale rispetto che tutti nutrono verso questa collezione di capolavori architettonici, ha fatto sì che speculazioni edilizie e le continue ricerche di nuovi volumi spesso commerciali non abbiamo interferito (troppo) con la connotazione originale, anche quando sono intervenute forti ristrutturazioni.

Villa Argentina: Un Gioiello Liberty

Massima espressione del Liberty nell’edilizia civile si ritrova nella progettazione di Villa Argentina, che deve il suo nome alla prima proprietaria proveniente appunto dalla terra di Evita Peron. Alla progettazione di questa perla architettonica partecipò la celebre coppia Belluomini - Chini.

Residenza storica del 1926 costruita con un'architettura liberty con influenze moderniste, il primo piano puoi trovare bellissime maioliche e ceramiche lavorate da Galileo Chini mentre al piano terra troverai un’esposizione di tele di Giuseppe Biasi, saloni e colonne decorate con ceramiche, mosaici ed affreschi. Al suo esterno un grande e curato giardino dal quale ammirare tutta la bellezza della villa.

Passeggiata di Viareggio: Un Percorso Liberty

Incamminati verso il mare e giunto sulla Passeggiata, percorrila verso sud, superata piazza Mazzini incontrerai in sequenza incontrerai una serie di ville e hotel tra i quali: Bagno felice (1933), bagno Martinelli (1928), Bagno Bertuccielli (1931), Villino Chizzolini (1910), Villino Flora (1912), Villino Sofia (1850-1920), Villino Amoreti (1925), Villino Fontanella (1912).

L’edificio, simbolo della città di Viareggio è il Gran Caffè Margherita. Rappresenta nella sua particolarità architettonica decorativa ed orientale una delle ultime opere del periodo tardo-liberty viareggino. Proseguendo incontrerai: Gallerie Negozi e Cinema V.le Margherita tra il civico 33 e 21, Chalet Martini (1899), Galleria del Libro (1931), Bagno balena (1928) e iMagazzini Duilio 48 (1925), Cinema teatro eden (1930).

Se volgi lo sguardo dall’altro lato della strada ammirerai le architetture dell’Hotel Liberty. Percorrendo a ritroso la passeggiata superata la torre dell’orologio incontrerai: Imponenti e Maestosi Hotel V.le Manin, Hotel palace (1922), Hotel villa tina (1928), Hotel Royal (1925), Principe di Piemonte (1922), Hotel Excelsior (1925).

Puoi proseguire il tuo percorso tornando indietro sulla via parallela al lungomare, il viale Buonarroti per ammirare Villini V.le Buonarroti, Villino Fontanella (1912), Villino Nistri (1913), Villino Caprotti (1914), poco piu' avanti Villa Puccini dove Giacomo Puccini visse in questa residenza gli ultimi anni della sua vita, dopo aver abbandonato la sua amata villa di Torre del Lago.

Tutti questi edifici sono caratterizzati, da uno stile di chiara derivazione modernista, frutto di sperimentazioni particolarmente indicative nell’architettura viareggina di inizio Novecento.

Le eterogenee silhouettes delle facciate, le policrome decorazioni ceramiche, le balaustre in ferro battuto e gli ornamenti in marmo, Capolavori di questo periodo che nascono dalla collaborazione tra famosissimi artisti come Galileo Chini pittore, decoratore, ceramista (Firenze 1873 - 1956) e l’architetto-ingegnere Alfredo Belluomini (Viareggio 1892 - Firenze 1964); la cooperazione che ha fortemente connotato l’architettura balneare viareggina.

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