Il Bagno Mergellina a Viareggio rappresenta una parte importante della storia della città e della tradizione balneare italiana. La sua storia è indissolubilmente legata a figure come Giovanna Borrelli, una viareggina doc con origini napoletane, scomparsa dopo una lunga malattia. Con lei, se n'è andata anche una parte di storia del mitico Bagno Mergellina in Darsena a Viareggio.

Le Origini del Bagno Mergellina

Il padre di Giovanna era uno dei tre fratelli che fondarono il Marechiaro, uno stabilimento balneare con ristorante situato nell'area un tempo occupata dalla Sec. Successivamente, quando si decise di dare maggiore spazio ai cantieri navali, il padre si spostò sul viale Europa, dando vita agli attuali bagni Marechiaro e Mergellina, in omaggio alle sue origini partenopee.

Giovanna Borrelli: Anima del Ristorante

Famoso negli anni, il ristorante del Bagno Mergellina, di cui Giovanna Borrelli ha raccolto il testimone molti anni dopo insieme alla cugina, ha ospitato centinaia e centinaia di bagnanti stagionali, del fine settimana (pistoiesi, fiorentini, lucchesi in massa) o di breve periodo. Lei ha sempre lavorato al bar ristorante ed è stata per anni uno dei personaggi simbolo dello stabilimento, con i suoi modi diretti e spiccioli, la sua simpatia, allegria e l’ironia mai volgare.

Conosceva e scherzava con tutti, da un anno all’altro, ricordava i gusti di ciascuno e sapeva curare ogni cliente come un amico, un familiare, come se lo avesse frequentato per tutto l’anno, e non solo per qualche giorno nella fretta del servizio da incubo dei caffè dopo pranzo di luglio e agosto, delle colazioni o delle centinaia di panini della domenica, che mettevano a dura prova anche la pazienza dei santi per le richieste talvolta decisamente bizzarre.

Per anni ha preparato il “panino” dei pranzi fuori orario, rifocillando tanti ragazzi e giovani che finito il lavoro o lo studio mattutino capitavano al mare per godersi la spiaggia fino a sera. Ha osservato (e coperto) adolescenti - e non solo - cominciare i primi filarini, oppure ha visto formarsi famiglie che poi sono rimaste clienti negli anni, per generazioni, di padri in figli.

Ha cacciato ragazzotti scostumati o maleducati, oppure ha cacciato con scopa e sistole gli ultimi ritardatari pomeridiani affetti da pigrizia acuta perché naturalmente il momento migliore, al mare, è quello che dal torpore del dopo bagno pomeridiano si adagia sul pretramonto, e il tempo non è più urgente (tranne che per chi dovrebbe pulire a fine giornata).

I Bei Tempi della Darsena

Erano i bei tempi degli stabilimenti in Darsena, con i Giochi senza Frontiere in spiaggia, i tornei di calcio, pallavolo, biglie lungo tutto il Vialone. Gli anni dei tornei di carte, delle feste in spiaggia, dei gavettoni e delle Feste di Ferragosto con le mascherate estive, i quiz e le miss del bagno con ballo, orchestra.

Sempre briosa, dall’umanità e dall'allegria contagiose, anche nella malattia pur grave ha trovato il modo di affrontare le difficoltà con la cifra dell’ironia e dell’allegria: amica di chiunque frequentasse (conosceva medici, operatori, infermieri, inservienti per nome così come tanti commercianti e lavoratori del centro città), e intratteneva con ciascuno di essi rapporti personali al di fuori dei momenti più specificamente legati al lavoro, alla malattia, alla contingenza. Per questo la sua scomparsa lascerà tanta tristezza in chi la conosceva.

La Tradizione della Villeggiatura Italiana

La villeggiatura è il sinonimo che, per noi italiani, rappresenta l’estate. Quello che, più di tutti, significa estate. A partire dai primi anni del 1900, divenne d’uso comune poter andare in villeggiatura. Durante il periodo fascista ad esempio, il regime mise a disposizione treni che permettevano alle persone di potersi spostare e raggiungere località balneari. La maggiore possibilità economica e la possibilità di disporre di più giorni di ferie, ha così permesso una pausa più lunga dal lavoro e al prolungamento delle vacanze.

Da allora, la villeggiatura è diventata sempre più parte della tradizione estiva degli italiani, insieme a quella per gli Autogrill, fino a quando, nel 1823 a Viareggio apre il primo stabilimento balneare, il Bagno Dori esclusivamente riservato alle donne. Sul grande schermo, invece, i registi mettono in scena i classici esodi estivi. La cultura della villeggiatura è stata anche d’ispirazione per alcune opere letterarie.

Laura Dazzi: Eletta «Bella del Bagno»

Alta 1 metro e 76, mora, fascino tipicamente mediterraneo: è l'identikit di Laura Dazzi, diciottenne di Marina di Carrara, la nuova «Bella del bagno» eletta al beach stadium. Studentessa e modella per passione, Laura - che concorreva per il bagno Mergellina/Gloria di Viareggio - ha battuto la concorrenza, agguerritissima, di altre ventisei aspiranti alla fascia.

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