Il fiume Gange è sacro per gli indù e rappresenta la dea della purificazione, il cui nome è Ganga. Come è risaputo, il fiume Gange è sacro e vedere come si fa il bagno è un’esperienza indimenticabile.
Si tratta di un vero e proprio rituale, molto suggestivo e affascinante, come del resto lo è l’India. Questo paese magico e misterioso ha delle tradizioni particolari, che vale la pena conoscere per coglierne il vero significato. Scopriamo perché fare il bagno rituale nel Gange!
La Mitologia del Gange
La mitologia hindu racconta che all’inizio dei tempi Ganga, così viene chiamato il Gange dai suoi devoti, era un fiume celeste che scorreva nel mondo degli Dei. Ganga si traduce con le parole “che va veloce” ed è il nome della personificazione del fiume in forma di divinità femminile. Il Gange, chiamato dai credenti indù Ganga Ma o madre Gange, è il fiume sacro India e viene adorato come una divinità: non a caso è divenuto all'estero il simbolo della nazione, della tradizione e della spiritualità del suo popolo.
Il dio Vishnu misurò con tre passi il cosmo, che aveva la forma di un uovo, fece un foro alla volta celeste con l’alluce del piede e così l’acqua del fiume cominciò a cadere sulla nostra terra con una grandissima forza. Ecco quindi come le sue acque sono arrivate sulla terra: il dio Vishnu fece un foro sulla volta celeste con il dito alluce del piede e il fiume iniziò a cadere sulla terra.
Ma in base ad un'altra leggenda il Gange arrivò sulla terra su richiesta del re Bharigitha che per cancellare le colpe dei suoi antenati si sottopose ad anni di prove e privazioni. Il dio Shiva, per diminuire l’immensa forza dell’acqua, decise di accogliere il fiume su di lui prima di lasciarlo cadere sulla Terra. Per evitare che la forza e la violenza della acque purificatrici distruggessero la terra il dio Shiva le fese passare per la sua riccia chioma e fu così che si crearono i tenti affluenti del fiume.
Il Percorso del Fiume
Da Gomuhk, sgorgano le acque del Gange, una grotta antica ghiacciata situata alle pendici dell’Himalaya. Il fiume scorre impetuoso percorrendo le colline del Garhwal, e attraversando cedri, rododendri e pini. Dopo essere giunto a Devaprayag, prosegue raggiungendo la città di Haridwar, dove diventare effettivamente il Gange.
I Luoghi Sacri del Gange
Lungo le rive di questo fiume si trovano numerosi luoghi sacri per gli indù tra cui Haridwar e soprattutto Varanasi che viene raggiunta ogni anno da più di un milione di pellegrini. Il primo luogo sacro del fiume è proprio Haridawar, dove ogni anno si radunano oltre centomila indù per celebrare la nascita di Madre Gange.
Il percorso del fiume prosegue verso Allahabad, poi si fonde con il fiume Yamuna. Il punto in cui i fiumi si incontrano, chiamato Sangumi, per gli indù è pure sacro. Proprio per questo qui si celebra ogni anno una festa vivace e allegra, con musica e danze, e nomadi che girano per le strade su cammelli ed elefanti addobbati con piume e ornamenti.
In questa città piena di templi vivono e rivivono riti millenari. Si trovano qui le scale per scendere nelle acque, note come ghats, posizionate ai lati, dove si purificano malati, anziani e pellegrini. La città più sacra del Gange è però Varanasi, che è anche la città più antica dell’India e viene attraversata per tre chilometri dal Gange. I rituali si svolgono sulle famose ghat, le gradinate che dagli edifici arrivano dirette al fiume.
Imbarcazioni portano i pellegrini da un ghat all'altro, sotto dei parasole si trovano indovini, astrologi e sacerdoti che officiano riti, fanno previsioni e intercedono con le divinità. Ci sono anche persone che praticano yoga o che pregano. Ogni sera, poi prima delle 19, si celebra una puja al lume di candela, un rito dal sapore antico in cui si canta e si eseguono gesti eleganti.
La speranza degli indù è di morire qui, in questo fiume che libera l’anima dal cerchio della vita, e rompe il ciclo delle trasmigrazioni detto Samsara. I morti vengono bruciati su pire di legno nel famoso ghat di Manikarnika.
Il Significato del Bagno Rituale
Gli induisti considerano il Gange il fiume sacro dell’India perché le sue acque hanno il dono di lavare i peccati e conducono vero la salvezza. I pellegrini fanno il bagno rituale nel Gange nella speranza di ottenere la redenzione. Nota è infatti la tradizione del “bagno sacro nel Gange” che viene effettuato in particolari occasioni.
Sono anche molti i credenti che affidano al Gange le ceneri dei loro cari per far salire al cielo la loro anima. Malati e persone sofferenti bevono le sue acque sperando di guarire. Coloro che giungono qui hanno una grande fede nelle proprietà di purificazione del fiume.
A dare alle acque questo potere è la loro freschezza, secondo gli indù, che pensano sia in grado di neutralizzare il maligno. Inoltre, gli indù credono che la cremazione sulle rive del fiume e la dispersione in esso delle ceneri farà liberare l’anima dalla reincarnazione e la farà entrare in paradiso.
Il Gange: Sacro Ma Inquinato
Tutte queste credenze si scontrano con il fatto che il Gange è fortemente inquinato. Purtroppo nel Gange si riversano gli scarichi di alcune città oltre alle ceneri e i resti di moltissimi cadaveri che, per tradizione, vengono prima bruciati in riva al fiume, accompagnati da mantra e canti dei parenti che invocano una buona reincarnazione per il proprio caro.
Nonostante ciò, centinaia di milioni di indù sono convinti che questa acqua santa permetta di ottenere il perdono dei peccati. Ecco perché tanti pellegrini giungono al Gange per fare il rituale del bagno!
Il Rituale Quotidiano
Giornalmente, lungo le sponde, si possono vedere centinaia di devoti che compiono bagni rituali nell’acqua per poi pregare sulle scalinate, chiamate Ghats, che collegano il fiume ai templi. Quando i fedeli si recano al Gange compiono un rituale: raccolgono l'acqua con le mani, le alzano al cielo e la lasciano cadere di nuovo nel fiume. Lasciano poi delle offerte facendole galleggiare nel fiume, principalmente petali di rosa, incensi e candele.
Per gli indù la vita non è completa se almeno una volta nella vita non si fa un bagno nel Gange. Quasi tutte le famiglie, infatti, hanno a casa una boccetta di acqua del fiume sacro India che viene fatta bere ai familiari morenti per ripulire la loro anima e a quelli malati per curarli.
Esperienze Personali e Riflessioni
Immersi nelle acque gelide di un fiume per purificarsi di ogni peccato. Quando poi il fiume in questione è il Gange allora il rituale si trasforma in un vero e proprio "bagno di folla" nel senso letterale del termine. E infatti già dalle prime luci dell'alba di oggi il West Bengala in India è stato invaso da pellegrini.
Oltre un milione e mezzo di induisti che stanno celebrando il "Makar Sankranti", ovvero l' ingresso del sole nel segno del Capricorno,una sorta di solstizio d'inverno. Che secondo le credenze indù lava via ogni impurità interiore. Incuranti del freddo e del forte vento non sono mancati all'appuntamento con la "Ganga Sagar Mela" il raduno spirituale (ma anche molto fisico) più affollato dell'India dopo "Kumbha Mela" che si tiene ogni quattro anni.
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