Il Bagno Pupa e Mocambo rappresenta una pietra miliare nella storia balneare di Marina di Massa. Uno dei primi bagni ad aprire in una Marina ancora nuda e selvaggia dominata dalle dune, precisamente nel 1949.
Alfredo Prosperi, scomparso all'età di 84 anni, è stato uno dei titolari di questo storico stabilimento, insieme al fratello Riccardo. Alfredo Prosperi, entrò prima del fratello Riccardo nell’attività insieme al padre.
La sua scomparsa ha colpito profondamente la comunità locale. Era uscito per fare una passeggiata, come ogni giorno, ma quel giorno era caduto, aveva battuto la testa ed era stato portato di corsa all’ospedale. Alla fine lo avevano ricoverato per un trauma cranico. E una settimana dopo, cioè ieri, Alfredo Prosperi, 84 anni, storico balneare di Marina, è morto. E ieri non era un giorno qualsiasi, perché il primo aprile era anche il giorno del compleanno della moglie morta dieci anni fa, Anna Casciana. Nell’aprile di due anni fa, poi, il 24, era morta la figlia, Carmela. E non è nemmeno l’unica coincidenza, perché anche la figlia era morta poco dopo aver accusato un forte mal di testa ed essere stata ricoverata in ospedale.
La storia del Bagno Pupa e Mocambo è strettamente legata alla famiglia Prosperi. L’amministrazione comunale di allora costrinse il nonno di Alfredo a fare diversi interventi per avere la concessione. E fu così che fece una pista di pattinaggio. In un secondo momento la famiglia si allargò anche al bagno Pupa e iniziò il processo di unificazione.
Anni '50: Ristorante e Ospiti Illustri
Negli anni Cinquanta, il Bagno Pupa e Mocambo vantava anche un ristorante, l’ex Fusion club (e prima ancora Vespucci 20). Lo chiamavano lo chalet perché aveva sedie e tavoli di castagni. E lì ci andavano a mangiare pure Mina e Morandi, che venivano a Marina per il Cantagiro, la manifestazione canora itinerante estiva ideata da Ezio Radaelli.
Alfredo Prosperi: Un Punto di Riferimento per i Balneari
Oltre settantanni di storia e Alfredo Prosperi li aveva passati tutti lì. Negli ultimi due anni non era più attivo nella gestione del bagno ma ogni giorno veniva al mare. Il mare era la sua vita. Alfredo Prosperi fu anche presidente dei balneari. Il padre aveva infatti fondato negli anni Settanta la prima associazione di categoria, la Acad (Associazione concessionari arenili demaniali) di cui fu presidente prima di passare il testimone al figlio. E per tutta la vita, Alfredo Prosperi, era stato un punto di riferimento per la categoria.
Era una persona molto preparata, disponibile ad ascoltare tutti e a dare consigli. Il bagno era sempre pieno di balneari che volevano parlare con lui. E questo anche per il suo carattere: era una persona limpida, di cui si aveva fiducia, una che non amava i pettegolezzi. La sua scomparsa si aggiunge alle tragedie che la famiglia ha vissuto negli ultimi anni: nel 2017 morì anche un altro fratello, Luigi.
Il Futuro delle Concessioni Balneari
La storia del Bagno Pupa e Mocambo è anche una storia di sfide e incertezze, soprattutto per quanto riguarda le concessioni balneari. Riccardo Prosperi è uno dei concessionari del Pupa e Mocambo, storico stabilimento balneare di Marina di Massa aperto nel 1949.
All’ordine del giorno c’erano le conclusioni dell’avvocato della Corte di giustizia europea secondo cui la proroga delle concessioni balneari al 2020 (voluta del governo Monti) è contraria al diritto comunitario. A decidere realmente sulle sorti dei balneari sarà, a breve, la stessa Corte, la quale dovrà pronunciarsi sulla legittimità delle proroghe alle concessioni.
In caso di sentenza negativa le concessioni tornerebbero al dicembre del 2015 e a quel punto gli stabilimenti balneari potrebbero trovarsi a lavorare senza che la loro concessione sia considerata valida dell’Europa. L’ancora di salvezza per gli operatori è adesso il governo che da quasi dieci anni però tentenna di fronte alla decisione dell’Europa di mettere tutti i bagni all’asta.
La giunta regionale toscana e il governo devono battersi a difesa dei balneari italiani, e ottenere da Bruxelles una deroga alla Bolkestein che, se applicata, metterebbe in ginocchio un settore che, solo in Toscana, d lavoro a oltre 10mila persone. Visto che, tra l’altro, ci sono Paesi europei che negoziano con l’Ue qualunque cosa non capisco perché il governo italiano non possa far sentire la sua voce per un comparto costituito da 30mila imprese in tutta la nazione, fiore all’occhiello della nostra offerta turistica.
Dietro ogni bagno - continua Prosperi - c’è una storia, ci sono investimenti, c’è il passato e il futuro di generazioni. Quasi 70 anni di attività e di storie. Se a noi levano il bagno, ci levano la vita.
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