In Italia, il bidet è una presenza quasi scontata in ogni bagno domestico. La sua assenza sorprende non solo gli italiani, ma anche molti stranieri abituati a standard diversi.

Negli ultimi decenni, il dibattito sull’igiene personale e sul ruolo del bidet è diventato sempre più rilevante in Italia. Molte persone si chiedono se il bidet sia davvero obbligatorio per legge e quali siano le alternative disponibili nel caso in cui lo spazio in bagno risulta essere limitato.

La normativa che regola l’obbligo del bidet in Italia risale al 1975. Il decreto ministeriale del 5 luglio 1975 stabilisce le caratteristiche minime igienico-sanitarie delle abitazioni e richiede che ogni casa disponga di almeno un bagno dotato di vaso, bidet, vasca o doccia, e lavabo. Secondo questa legge, ogni abitazione deve avere almeno un bagno dotato di vari impianti igienici, tra cui il vaso, il bidet, la vasca da bagno o la doccia e il lavabo.

Quando si costruisce una nuova abitazione o si effettua una ristrutturazione significativa, è obbligatorio installare un bidet nel bagno principale. In Italia, è possibile costruire un bagno senza bidet, ma questo è generalmente ammesso solo per il bagno di servizio, non per il bagno principale. Tuttavia, il secondo bagno in una casa può essere realizzato a piacimento, il che vuol dire che il bagno di servizio può essere privo di bidet.

È interessante notare che l’Italia non è l’unico Paese europeo con un obbligo simile. Mentre in Italia il bidet è una parte fondamentale del bagno, nel resto del mondo è raro trovarlo. Questo fatto può essere difficile da accettare per gli italiani, che sono abituati da secoli all’uso del bidet come parte essenziale della loro routine igienica.

Alternative al Bidet Tradizionale

Uno dei motivi principali per cui in alcuni casi non si riesce a dotare il proprio bagno di questo sanitario è lo spazio limitato. Come fare se in un bagno senza bidet non c’è lo spazio sufficiente per un sanitario in più oppure non possono essere modificate le predisposizioni esistenti? Nel caso in cui non si possa installare un bidet nel bagno, ci sono diverse alternative per garantire un’igiene personale adeguata.

  • Doccetta bidet: La doccetta igienica è la soluzione più comune nei bagni di tutto il mondo, anche in quelli pubblici. Si tratta di un miscelatore dotato di una doccetta collegata da un flessibile.
  • WC con bidet integrato: Stiamo parlando del wc con bidet integrato, ovvero di quelle tazze con funzione anche di bidet, che permettono di mantenere una scrupolosa igiene personale anche in pochissimo spazio. Una soluzione più costosa ma altamente funzionale ed esteticamente interessante è il wc con bidet incorporato. Questi apparecchi sanitari innovativi offrono la comodità del bidet direttamente nel wc, ottimizzando così lo spazio disponibile.
  • Coprivaso bidet: Un’altra opzione che si è diffusa negli ultimi anni è il coprivaso bidet.

Sanitari Salvaspazio

I sanitari salvaspazio in commercio sono a filomuro, privi di tubature a vista per limitare l'ingombro in profondità. Per la maggior parte, i sanitari salvaspazio in commercio sono sospesi. I prezzi sono certamente più elevati rispetto ai sanitari a terra.

Bagni per Disabili e WC con Doccetta Incorporata

Si tratta di una soluzione utilizzata principalmente per i sanitari per i portatori di handicap o per le persone con ridotta mobilità. I wc con doccetta incorporata per disabili sono più alti rispetto al wc tradizionale, per facilitare il passaggio dalla carrozzina al wc. In alcuni casi, la doccetta non è collegata al wc, ma viene lasciata a muro. I wc di questo tipo sono di solito sospesi e con ingombri minimi. Inoltre, hanno un sistema che permette di far scorrere acqua calda o fredda ad un’altezza variabile, a seconda delle esigenze dell’utilizzatore.

Distanze Minime e Disposizione dei Sanitari

Per rendere praticabili i sanitari, è necessario che tra wc e bidet ci siano almeno 20 cm di distanza. Se non hai a disposizione questo spazio minimo, potresti dover collocare il bidet di fronte al wc, portando i tubi di scarico dall'altra parte del bagno.

Bagno in Camera: Cosa Dice la Normativa

Se stai pensando di realizzare un bagno in camera devi tenere in considerazione le disposizioni contenute nella normativa nazionale. Innanzitutto bisogna comprendere la fattibilità dei lavori, ovvero bisogna considerare se è possibile collegare il nuovo bagno all’impianto idrico, elettrico e fognario. Oltre a tali aspetti però bisogna anche prendere in considerazione la normativa, cosa dice a proposito del bagno in camera.

Sebbene ci possano essere delle differenze nelle disposizioni previste dai Comuni, si può fare innanzitutto fede a quella nazionale. Esiste però una normativa nazionale alla quale si può fare sempre riferimento per rendersi conto delle disposizioni principali da rispettare. Tenuto conto di quanto detto, bisogna considerare le distanze minime che devono avere i sanitari tra l’uno e l’altro e le pareti.

Un’ultima cosa da tenere presente quando si decide di costruire un bagno in camera è quella di affidarsi a un professionista del settore che saprà elaborare il progetto migliore per la stanza fornendo anche la documentazione da presentare all’ufficio tecnico del comune.

Misure e Regolamenti Edilizi

La legge nazionale (Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975) non indica una superficie minima o massima per il bagno, ma si limita a elencare i componenti indispensabili: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo. In realtà la legge nazionale non specifica una superficie minima o massima per la stanza da bagno, mentre ne fissa l’altezza minima prevista che è di 2 metri e 40 cm. Per sapere quanto deve misurare un bagno bisogna controllare che cosa dice in merito il Regolamento edilizio del proprio Comune.

Come abbiamo detto in precedenza, la normativa nazionale stabilisce che almeno una stanza da bagno all’interno dell’abitazione deve contenere tutti i sanitari (vaso/wc, bidet, vasca da bagno o doccia e mobile bagno o lavabo), non solo le normative prevedono anche prescrizioni specifiche riguardanti la disposizione dei sanitari e la distanza che separa questi elementi. Le disposizioni prevedono che i sanitari siano disposti su due lati lasciando però un passaggio di minimo 55 centimetri tra i sanitari disposti sui due lati del bagno.

Finestre e Aerazione

Anche per quanto riguarda le finestre esistono precise disposizioni da seguire: in un appartamento di piccole dimensioni (fino a circa 70 metri quadri) è possibile che il bagno non abbia finestre, in questo caso deve però essere munito di aerazione meccanica. Invece, in appartamento di dimensioni maggiori, il bagno deve avere tassativamente illuminazione e aerazione diretta.

Impianto Elettrico e Sicurezza

Secondo quanto stabilito come standard minimo (classificato al livello 1 dalla Variante V3 alla norma CEI 64-8) per il bagno devono essere previsti almeno 2 punti presa e 2 punti luce. Per quanto riguarda la sicurezza contro i contatti elettrici (diretti e indiretti), i bagni e tutti i locali che contengono docce devono essere classificati come luoghi a rischio aumentato, e in base a questa classificazione andranno adottate misure particolari per tutelare le persone.

Ristrutturazione e Materiali

Se decido di ristrutturare il bagno, devo sempre rispettare tutte le prescrizioni citate prima? Esistono prescrizioni anche per i materiali di rivestimento di soffitti e pavimenti?

Bagni Accessibili ai Disabili

Il bagno accessibile ai disabili è obbligatorio solo negli edifici pubblici o negli esercizi commerciali come bar e ristoranti. Tuttavia, chi abita con un parente anziano o invalido dovrebbe dotarsi di bagni per disabili in casa perché oltre a facilitare la cura della persona ne garantisce anche la sicurezza. Molti si spaventano quando pensano a un intervento di questo tipo, in realtà bastano alcuni accorgimenti per trasformare un servizio igienico di adeguate dimensioni in un bagno accessibile anche ai disabili in sedia a rotelle, senza la necessità di acquistare sanitari speciali o stravolgere radicalmente il bagno di casa propria.

Domande Frequenti

Un bagno a norma deve essere corrispondente alle indicazioni fornite dal Regolamento edilizio comunale (quando non è stilato si fa riferimento alla legge nazionale che è il Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975). In genere non vengono fornite indicazioni per quanto riguarda la superficie minima del locale, ma piuttosto per quanto riguarda la larghezza minima e la dotazione minima.

Per essere a norma, un bagno deve essere alto quanto stabilito dal Regolamento edilizio locale o dal Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975. Solitamente per i bagni, essendo locali accessori, è ammessa un’altezza inferiore a quella stabilita per gli ambienti principali, ma superiore a quella dei locali di servizi (che sono i corridoi, gli spazi di passaggio, i disimpegni, i ripostigli). Così il bagno può essere alto 240 cm, mentre gli ambienti principali almeno 270 cm e gli ambienti di passaggio 210 cm.

Un bagno può essere piccolo quanto si desidera, purché ci stia la dotazione minima di apparecchi previsti dalle norme locali o dal Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975, ovvero lavabo, doccia o vasca, water e bidet, questi ultimi realizzati anche in unico apparecchio.

Consigli per la Ristrutturazione

La scelta di ristrutturare il bagno, anche quando il lavoro risulti improrogabile, può diventare fonte di preoccupazione e di ansia, dal punto di vista economico ma soprattutto stilistico e funzionale. Basta però una corretta programmazione delle opere e degli step da seguire, unitamente a qualche consiglio, e tutto risulta più facile. Anche rispettare il budget previsto. Ecco allora qualche spunto per affrontare in serenità il progetto e il conseguente cantiere.

Prendere atto dello spazio disponibile è il primo passo da fare, per ristrutturare il bagno: tutto dipende ovviamente dalla superficie del locale, ma una analisi iniziale permette di rendersi conto di ciò che serve, che si vuole aggiungere alla disposizione attuale.

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